RiCorDando 11 dicembre 2011

Eucarestia di domenica 11 dicembre 2011

1 - Ricordiamo, o Signore, la giornata di ieri dedicata ai Diritti umani. Aiutaci a rispettare i diritti e la dignità di ogni persona nelle situazioni di vita quotidiana, nei luoghi più piccoli, vicino a casa, così piccoli e vicini da non essere menzionati neppure sulle carte geografiche. Tuttavia questi luoghi rappresentano il mondo del singolo individuo; il quartiere in cui vive, la scuola o l'università che frequenta; la fabbrica, la fattoria o l'ufficio in cui lavora. Questi sono i luoghi dove ogni uomo, donna e bambino cerca eguale giustizia, eguale dignità senza discriminazione.

2 – Coltiviamo la speranza che venga accolta l'iniziativa dell'ordine dei giornalisti che chiedono al nuovo ministro dell'Interno di revocare il divieto di accesso dei giornalisti nei Centri di Identificazione ed Espulsione degli immigrati, ancora in vigore fino a nuova disposizione. A chi, infatti, intende esercitare il diritto – dovere di cronaca risulta impossibile verificare cosa accada in quei luoghi. Non è giusto considerare l'informazione un intralcio al funzionamento delle strutture. La fiducia nelle istituzioni ha, invece, nella trasparenza un indispensabile alimento. L'impossibilità per la libera informazione di accedere ai luoghi di concentramento non volontario delle persone non solo limita il diritto dei cittadini a sapere, ma finisce per legittimare un clima di sospetto sull'attività dei Centri.

3 – Risveglia in tutti, o Signore, il senso di responsabilità verso l'ambiente vitale che consegniamo alle future generazioni. Sostanzialmente fallita la diciassettesima Conferenza sui cambiamenti climatici a Durban. Ancora una volta, i delegati dei 194 Paesi che per due settimane hanno lavorato ad un accordo per frenare il surriscaldamento della temperatura terrestre e limitare le conseguenze del crescente inquinamento e dello sfruttamento delle risorse naturali non hanno trovato un’intesa sufficiente. A nulla sono valsi i tre giorni finali dei lavori ai quali hanno partecipato i ministri dei Governi partecipanti, né il rinvio della sessione conclusiva imposta per ben tre volte dalla presidenza sudafricana della Conferenza. Alla fine, come nel precedente vertice del 2009 a Copenaghen, la dichiarazione finale ha il sapore di un documento formale privo di obiettivi quantificabili, di azioni concrete e di tempi vincolanti

4- Ti preghiamo, o Signore, perché s'interrompa la catena della repressione e della violenza in Siria. E' di almeno 44 morti il bilancio dell'ennesimo venerdì di protesta in Siria, mentre il Consiglio nazionale siriano (Cns) denuncia che a Homs, 162 km a nord di Damasco, si stanno concentrando "migliaia" di soldati e "centinaia" di carri armati, pronti a lanciare l'assalto contro la città. Ricordiamo anche i 89 morti a causa di un incendio scoppiato in un ospedale di Calcutta. La gran parte pazienti rimasti intrappolati tra le fiamme. L'incendio e' scoppiato nei sotterranei dell'edificio, dove erano immagazzinati materiali infiammabili e anche le bombole d'ossigeno.

5 – Ti preghiamo, o Signore, per la nostra Europa. L'accordo di Bruxelles sancisce la nascita di una nuova Europa basata sull'austerità e sul rigore di bilancio. E' il trionfo dell'ideologia economica liberista più conservatrice e antisociale, che da scelta politica viene eretta a norma vincolante, come fosse una necessità oggettiva. Gli Stati rinunciano definitivamente al loro ruolo economico di stimolo alla crescita e allo sviluppo attraverso la sostenibilità del debito pubblico, e quindi attraverso la spesa pubblica, per perseguire un unico obiettivo: il raggiungimento del pareggio di bilancio per mezzo di drastici tagli alla spesa pubblica che ricadono, inevitabilmente, sulle fasce più povere della popolazione europea. E' la sconfitta del sogno di un'Europa sociale e solidale.

6 - Liberaci, o Signore, da tutti i pregiudizi. A Torino, una ragazza di sedici anni denuncia un falso stupro da parte di due stranieri e il corteo organizzato dai familiari per protestare contro la violenza, con la gente del quartiere, ignari della menzogna, degenera in un vero e proprio assalto a un campo Rom alla periferia di Torino.