RiCorDando settimana dal 22 al 28 dicembre 2025

 Ricordiamo, o Signore, davanti a te

Migranti, l'ennesima strage: 116 morti. Il naufragio è avvenuto al largo delle coste libiche. La denuncia di Alarm Phone sul mancato intervento delle autorità. Lo testimoniano le innumerevoli sollecitazioni verso la guardia costiera tunisina, la mancanza di condivisione di informazioni nonostante i ripetuti allarmi e il mancato avvio di operazioni di ricerca e di soccorso una volta scomparsa la barca.

Nelle ultime ore l’aviazione israeliana ha condotto una serie di bombardamenti mirati su diverse aree nella città di Rafah. Nel sud della Striscia unità corazzate israeliane hanno fatto ricorso all’artiglieria pesante, colpendo più punti della fascia di sicurezza.

Ancora tensioni in Cisgiordania. Il governo Netanyahu, su pressione della destra religiosa estremista, ha dato il via libera a 19 nuovi insediamenti di coloni, mentre diversi scontri si sono verificati nella città di Jenin. A Gaza le autorità palestinesi hanno registrato almeno 400 morti dall'inizio della tregua.

Tunisia: sciopero della fame di avvocati e opposizioni a sostegno dei detenuti politici per denunciare il regime autoritario del presidente Kais Saied e il sistema giudiziario piegato al potere esecutivo.

Minacce di morte, trattamenti crudeli e rischio di sparizione forzata: è quanto denunciano i familiari dei prigionieri politici detenuti nel carcere venezuelano di El Rodeo I, lo stesso istituto in cui è rinchiuso da oltre un anno anche il cooperante italiano Alberto Trentini.

Continua a prenderti cura di noi, o Signore: Kyrie eleison

Aiutaci a riconoscere e a coltivare i semi di speranza

Ecco la via della pace: la responsabilità. Se ognuno di noi – a tutti i livelli –, invece di accusare gli altri, riconoscesse prima di tutto le proprie mancanze e ne chiedesse perdono a Dio, e nello stesso tempo si mettesse nei panni di chi soffre, si facesse solidale con chi è più debole e oppresso, allora il mondo cambierebbe.... Con chi non ha più nulla e ha perso tutto, come gli abitanti di Gaza; con chi è in preda alla fame e alla povertà, come il popolo yemenita; con chi è in fuga dalla propria terra per cercare un futuro altrove, come i tanti rifugiati e migranti che attraversano il Mediterraneo o percorrono il Continente americano; con chi ha perso il lavoro e con chi lo cerca, come tanti giovani che faticano a trovare un impiego; con chi è sfruttato, come i troppi lavoratori sottopagati; con chi è in carcere e spesso vive in condizioni disumane.

Gaza, Pizzaballa: le bombe non hanno distrutto il desiderio di rinascita. Al termine della sua visita di tre giorni nella Striscia di Gaza, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei Latini, racconta ai media vaticani la situazione di una popolazione stremata da anni di guerra. "I problemi sono ancora tutti sul tappeto. Bisogna ricostruire case, scuole, ospedali. La popolazione vive in una povertà estrema, in mezzo alle fognature, in mezzo alle immondizie, però, allo stesso tempo, ha il desiderio di ricostruire la propria vita".

In un Medio Oriente ancora segnato da conflitti e instabilità, i patriarchi e i capi delle Chiese di Gerusalemme hanno diffuso il tradizionale messaggio di Natale, ribadendo che la pace non può ridursi a una semplice sospensione delle ostilità, ma deve essere accompagnata da giustizia, riconciliazione e rispetto dei diritti fondamentali.

Poveri, anziani, famiglie in difficoltà sono stati loro gli invitati speciali per il pranzo di Natale della Comunità di Sant’Egidio. “Un Natale – si legge in un comunicato - che non dimentica gli ultimi e che, alla fine di questo Giubileo della speranza, vuole inviare un forte messaggio di solidarietà e di pace ai tanti poveri che abitano nelle nostre città e ai popoli che soffrono per le guerre nel mondo”.

Per la bontà che abita nei cuori e per coloro che si dedicano alla causa del bene: A te la lode e la Gloria, O Signore: Gloria in excelsis Deo