Ricordiamo davanti a Te
Cisgiordania, ancora violenze e tensioni per gli insediamenti israeliani. Sullo sfondo resta soprattutto il progetto E1, nell’area tra Gerusalemme e Ma’aleh Adumim: nuovi bandi prevedono la costruzione di oltre mille abitazioni in un corridoio considerato cruciale per la continuità territoriale tra il nord e il sud della Cisgiordania. Il segretario generale dell’Onu, António Guterres, si è detto "profondamente allarmato", avvertendo che il progetto rappresenterebbe una minaccia per la soluzione dei due Stati.
Cisgiordania. A Qabatiyah, sud di Jenin, l’Idf ha ammesso che durante un raid alcuni palestinesi fermati per essere interrogati sono stati identificati scrivendo loro dei numeri sul corpo o sulla fronte. Intanto resta alta la tensione a Gaza, dove un attacco israeliano ha provocato sei morti, e in Siria, a causa di raid nella provincia di Idlib.
Nigeria, strage di bambini nel naufragio a Sokoto. Erano soprattutto bambini. Stavano attraversando un fiume nello Stato di Sokoto, nel nord-ovest della Nigeria, per raggiungere insieme alle loro famiglie i campi di riso sull’altra sponda, Sono stati recuperati i corpi di circa 40 minori. Secondo le testimonianze raccolte sul posto, il battello era sovraccarico.
Centrafrica, tragedia in una miniera d’oro: oltre cento morti per una frana. Uno smottamento causato dalle forti piogge nell’ovest del Paese, al confine con il Camerun, ha provocato un drammatico numero di vittime (107) destinato a salire.Molte delle vittime sono giovanissimi, in cerca di fortuna in queste miniere d’oro gestite da società straniere ma prive di adeguati controlli e regolamentazione.
Media Usa: «Migranti deportati in Africa senza preavviso». Fino allo scorso anno vivevano e lavoravano negli Stati Uniti, dove avevano lasciato le proprie famiglie. Ora sono bloccati nella Repubblica Centrafricana, Paese nel quale non erano mai stati prima e dove l'amministrazione di Donald Trump li ha deportati senza preavviso insieme a decine di migranti di diverse nazionalità.
La settimana nera dei femminicidi: com'è stato possibile? Carmela Bifano, Joanna Rouissi, Michela Rubiu, Ornella Forastefano, Tania Terrin, Maria D’Alessandro. Sono le sei donne che, da Ferragosto a oggi, sono state uccise da compagni, mariti o ex fidanzati. Una scia di violenze che si ripetono con modalità simili e i cui responsabili sono da cercare tra le mura domestiche. Il monitoraggio di Non una di meno aveva registrato 40 femminicidi dall’inizio dell’anno all’8 agosto, ma nel giro di pochi giorni se ne sono aggiunti altri sei. Intanto, proprio il 15 di agosto,
Continua a prenderti cura di noi, o Signore: Kyrie eleison
Aiutaci a riconoscere e a coltivare i semi di speranza
In Mongolia prosegue la diciassettesima Conferenza delle Parti della Convenzione Onu contro la desertificazione. Al centro dei lavori: il recupero delle terre degradate e la lotta all’inaridimento del territorio quali strumenti necessari ad affrontare la crisi climatica.
Si sono aperti i XX Giochi del Mediterraneo Taranto 2026, che in Puglia coinvolgono in tutto 4 province e 13 città. Le competizioni si disputano su 15 giorni, sino al 3 settembre, con 33 sport dislocati in 28 campi di gara. Per la città è l'occasione di cambiare racconto senza rimuovere le sue ferite: il conflitto tra salute, ambiente e lavoro e l’emergenza sociale
Papa Leone augurando la buona riuscita dei Giochi di Taranto 26 ha usato la parola profezia riferendosi, giustamente, all’alto valore umano che le gare sportive fra i popoli prospicienti il Mare Nostrum possono promuovere in un momento storico nel quale è impellente l’impegno per la pace e l’accoglienza delle persone migranti.
Per la bontà che abita nei cuori e per coloro che si dedicano alla causa del bene: A te la lode e la Gloria, O Signore.
Is 22,19-23 Rm 11,33-36
Mt 16,13-20
13Gesù, giunto nella regione di Cesarea di Filippo, domandò ai suoi discepoli:
«La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?».
14Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti».
15Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?».
16Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
17E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona,
perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli.
18E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa
e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa.
19A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli,
e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».
20Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.
***
Nel ‘profondo nord’ della Palestina, all’ombra del monte Ermon, vicini alle sorgenti del fiume Giordano e all’inizio del suo lungo cammino verso Gerusalemme, Gesù pone ai discepoli una domanda importante che riguarda la sua identità. Era un modo per sapere cosa pensasse la gente di lui e se ne avesse recepito il messaggio. I discepoli rispondono riportando gli esempi del passato, ossia quelli dei grandi profeti della storia del popolo di Israele. Evidentemente, la gente comprendeva la persona e l’insegnamento di Gesù sulla base dell’esperienza: compiva prodigi, donava il pane, portava un messaggio significativo da parte di Dio. Si trattava dunque di un uomo straordinario, dotato di un potere divino.
Ci possiamo chiedere: quelle persone avevano capito chi fosse in realtà? Sembra proprio di no, dato che andavano da lui per ottenere qualcosa: il cibo, la salute fisica, il perdono dei peccati, una soluzione ai loro problemi. Quanto però ad accogliere il suo monito alla ‘conversione’ a Dio e ai valori del suo Regno, all’attenzione verso gli altri che porta al sacrificio di sé, alla crescita del vero culto di Dio nella vita di ogni giorno, ecc., evidentemente i risultati erano del tutto insufficienti. Ecco allora la domanda ai discepoli, che avevano condiviso con lui la vita per più di un anno: qual è la loro opinione?
Pietro, a nome degli altri, dà la risposta teologicamente perfetta: è il ‘messia’ (= ‘cristo’, in greco), perché non è solo colui che annuncia e parla del Regno di Dio, ma colui che lo costruisce e lo rende presente in modo totalmente nuovo; è il ‘figlio di Dio’ perché ha una relazione speciale con Dio-Padre e ne rivela l’identità, conducendo alla verità divina. Questa è la risposta del vero discepolo/a: non colui/colei che va da Gesù per ottenere qualcosa, ma colui/colei che cammina dietro a Gesù sulle strade della vita, incarnandone il messaggio e lo stile di vita.
Una volta chiarificato questo, Gesù prosegue con la ‘beatitudine’ di colui/colei che ha capito questa realtà fondamentale. Innanzitutto, perché questa intuizione è dono di Dio, accolto e fatto crescere. È una conoscenza di Gesù che tocca il cuore e si riflette nella vita concreta, che cresce nel tempo e con le esperienze, anche negative. E tutto dipende da quel salto di qualità tra le fede della gente e quella dei discepoli.
Secondariamente, perché è su questo fondamento che si costruisce la comunità dei credenti, la Chiesa. Altrimenti si raggiunge solo il livello di una ‘società senza scopo di lucro’ o una ‘sacramenteria’. Ma questa non è la Chiesa, come la voleva Gesù. La fede in Gesù non è un affare personale che ognuno si gestisce come vuole, ma si vive e si cresce insieme, aiutandosi reciprocamente come discepoli-testimoni del vangelo.
Questa realtà di testimonianza è simboleggiata dalle ‘chiavi del regno dei cieli’ di cui Gesù parla qui. Nella storia della Chiesa l’immagine delle chiavi fa parte dello stemma papale ed è stata compresa come un ‘privilegio’ petrino per la definizione della retta fede. In realtà, non si tratta solo di questo. È invece ciò che Gesù affida non solo a Pietro, ma anche alla comunità dei credenti, riunita nel suo nome (vedi Matteo 18,18 e Giovanni 20,23) e che egli toglie a scribi e farisei, i quali la usano per ostacolare il progetto di Dio (vedi Matteo 23,13). Si tratta di quella coerenza tra fede e vita che mostra la via per costruire insieme il progetto di Dio e senza la quale non è possibile raggiungere la vera libertà cristiana.
Nel 1941 lo scrittore inglese A.J. Cronin scrisse il romanzo ‘The keys of the Kingdom’ (‘Le chiavi del Regno’) che fu poi rappresentato in un famoso film (in italiano: ‘Le chiavi del paradiso’ – 1944): utilizzando una storia avventurosa e fittizia di un missionario in Cina, egli interpreta bene ciò che Gesù intendeva insegnarci. Buona visione (se volete).
https://www.youtube.com/watch?v=jtcxiXwtsKM
Commento al Vangelo a cura di Stefano Senaldi
Dal Sal 137 (138)
Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
Non agli dèi, ma a te voglio cantare,
mi prostro verso il tuo tempio santo.
Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà:
hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.
Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza.
Perché eccelso è il Signore, ma guarda verso l’umile;
il superbo invece lo riconosce da lontano.
Signore, il tuo amore è per sempre:
non abbandonare l’opera delle tue mani.

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