Meditazione Domenica XXI T:O: A

 



Ricordiamo davanti a Te

        Cisgiordania, ancora violenze e tensioni per gli insediamenti israeliani. Sullo sfondo resta soprattutto il progetto E1, nell’area tra Gerusalemme e Ma’aleh Adumim: nuovi bandi prevedono la costruzione di oltre mille abitazioni in un corridoio considerato cruciale per la continuità territoriale tra il nord e il sud della           Cisgiordania. Il segretario generale dell’Onu, António Guterres, si è detto "profondamente allarmato", avvertendo che il progetto rappresenterebbe una minaccia per la soluzione dei due Stati.
    Cisgiordania. A Qabatiyah, sud di Jenin, l’Idf ha ammesso che durante un raid alcuni palestinesi fermati per essere interrogati sono stati identificati scrivendo loro dei numeri sul corpo o sulla fronte. Intanto resta alta la tensione a Gaza, dove un attacco israeliano ha provocato sei morti, e in Siria, a causa di raid nella provincia di Idlib.
        Nigeria, strage di bambini nel naufragio a Sokoto. Erano soprattutto bambini. Stavano attraversando un fiume nello Stato di Sokoto, nel nord-ovest della Nigeria, per raggiungere insieme alle loro famiglie i campi di riso sull’altra sponda, Sono stati recuperati i corpi di circa 40 minori. Secondo le testimonianze raccolte sul posto, il battello era sovraccarico.
        Centrafrica, tragedia in una miniera d’oro: oltre cento morti per una frana. Uno smottamento causato dalle forti piogge nell’ovest del Paese, al confine con il Camerun, ha provocato un drammatico numero di vittime (107) destinato a salire.Molte delle vittime sono giovanissimi, in cerca di fortuna in queste miniere d’oro gestite da società straniere ma prive di adeguati controlli e regolamentazione.
        Media Usa: «Migranti deportati in Africa senza preavviso». Fino allo scorso anno vivevano e lavoravano negli Stati Uniti, dove avevano lasciato le proprie famiglie. Ora sono bloccati nella Repubblica Centrafricana, Paese nel quale non erano mai stati prima e dove l'amministrazione di Donald Trump li ha deportati senza preavviso insieme a decine di migranti di diverse nazionalità.
        La settimana nera dei femminicidi: com'è stato possibile?  Carmela Bifano, Joanna Rouissi, Michela Rubiu, Ornella Forastefano, Tania Terrin, Maria D’Alessandro. Sono le sei donne che, da Ferragosto a oggi, sono state uccise da compagni, mariti o ex fidanzati. Una scia di violenze che si ripetono con modalità simili e i cui responsabili sono da cercare tra le mura domestiche. Il monitoraggio di Non una di meno aveva registrato 40 femminicidi dall’inizio dell’anno all’8 agosto, ma nel giro di pochi giorni se ne sono aggiunti altri sei. Intanto, proprio il 15 di agosto,

        Continua a prenderti cura di noi, o Signore: Kyrie eleison

    Aiutaci a riconoscere e a coltivare i semi di speranza

In Mongolia prosegue la diciassettesima Conferenza delle Parti della Convenzione Onu contro la desertificazione. Al centro dei lavori: il recupero delle terre degradate e la lotta all’inaridimento del territorio quali strumenti necessari ad affrontare la crisi climatica.

Si sono aperti i XX Giochi del Mediterraneo Taranto 2026, che in Puglia coinvolgono in tutto 4 province e 13 città. Le competizioni si disputano su 15 giorni, sino al 3 settembre, con 33 sport dislocati in 28 campi di gara. Per la città è l'occasione di cambiare racconto senza rimuovere le sue ferite: il conflitto tra salute, ambiente e lavoro e l’emergenza sociale

Papa Leone augurando la buona riuscita dei Giochi di Taranto 26 ha usato la parola profezia riferendosi, giustamente, all’alto valore umano che le gare sportive fra i popoli prospicienti il Mare Nostrum possono promuovere in un momento storico nel quale è impellente l’impegno per la pace e l’accoglienza delle persone migranti.

Per la bontà che abita nei cuori e per coloro che si dedicano alla causa del bene: A te la lode e la Gloria, O Signore.


Is 22,19-23 Rm 11,33-36

Mt 16,13-20


13Gesù, giunto nella regione di Cesarea di Filippo, domandò ai suoi discepoli:

«La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?».

14Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti».

15Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?».

16Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».


17E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona,

perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli.

18E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa

e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa.

19A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli,

e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».


20Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.


***

Nel ‘profondo nord’ della Palestina, all’ombra del monte Ermon, vicini alle sorgenti del fiume Giordano e all’inizio del suo lungo cammino verso Gerusalemme, Gesù pone ai discepoli una domanda importante che riguarda la sua identità. Era un modo per sapere cosa pensasse la gente di lui e se ne avesse recepito il messaggio. I discepoli rispondono riportando gli esempi del passato, ossia quelli dei grandi profeti della storia del popolo di Israele. Evidentemente, la gente comprendeva la persona e l’insegnamento di Gesù sulla base dell’esperienza: compiva prodigi, donava il pane, portava un messaggio significativo da parte di Dio. Si trattava dunque di un uomo straordinario, dotato di un potere divino.


Ci possiamo chiedere: quelle persone avevano capito chi fosse in realtà? Sembra proprio di no, dato che andavano da lui per ottenere qualcosa: il cibo, la salute fisica, il perdono dei peccati, una soluzione ai loro problemi. Quanto però ad accogliere il suo monito alla ‘conversione’ a Dio e ai valori del suo Regno, all’attenzione verso gli altri che porta al sacrificio di sé, alla crescita del vero culto di Dio nella vita di ogni giorno, ecc., evidentemente i risultati erano del tutto insufficienti. Ecco allora la domanda ai discepoli, che avevano condiviso con lui la vita per più di un anno: qual è la loro opinione?


Pietro, a nome degli altri, dà la risposta teologicamente perfetta: è il ‘messia’ (= ‘cristo’, in greco), perché non è solo colui che annuncia e parla del Regno di Dio, ma colui che lo costruisce e lo rende presente in modo totalmente nuovo; è il ‘figlio di Dio’ perché ha una relazione speciale con Dio-Padre e ne rivela l’identità, conducendo alla verità divina. Questa è la risposta del vero discepolo/a: non colui/colei che va da Gesù per ottenere qualcosa, ma colui/colei che cammina dietro a Gesù sulle strade della vita, incarnandone il messaggio e lo stile di vita.


Una volta chiarificato questo, Gesù prosegue con la ‘beatitudine’ di colui/colei che ha capito questa realtà fondamentale. Innanzitutto, perché questa intuizione è dono di Dio, accolto e fatto crescere. È una conoscenza di Gesù che tocca il cuore e si riflette nella vita concreta, che cresce nel tempo e con le esperienze, anche negative. E tutto dipende da quel salto di qualità tra le fede della gente e quella dei discepoli.


Secondariamente, perché è su questo fondamento che si costruisce la comunità dei credenti, la Chiesa. Altrimenti si raggiunge solo il livello di una ‘società senza scopo di lucro’ o una ‘sacramenteria’. Ma questa non è la Chiesa, come la voleva Gesù. La fede in Gesù non è un affare personale che ognuno si gestisce come vuole, ma si vive e si cresce insieme, aiutandosi reciprocamente come discepoli-testimoni del vangelo.


Questa realtà di testimonianza è simboleggiata dalle ‘chiavi del regno dei cieli’ di cui Gesù parla qui. Nella storia della Chiesa l’immagine delle chiavi fa parte dello stemma papale ed è stata compresa come un ‘privilegio’ petrino per la definizione della retta fede. In realtà, non si tratta solo di questo. È invece ciò che Gesù affida non solo a Pietro, ma anche alla comunità dei credenti, riunita nel suo nome (vedi Matteo 18,18 e Giovanni 20,23) e che egli toglie a scribi e farisei, i quali la usano per ostacolare il progetto di Dio (vedi Matteo 23,13). Si tratta di quella coerenza tra fede e vita che mostra la via per costruire insieme il progetto di Dio e senza la quale non è possibile raggiungere la vera libertà cristiana.


Nel 1941 lo scrittore inglese A.J. Cronin scrisse il romanzo ‘The keys of the Kingdom’ (‘Le chiavi del Regno’) che fu poi rappresentato in un famoso film (in italiano: ‘Le chiavi del paradiso’ – 1944): utilizzando una storia avventurosa e fittizia di un missionario in Cina, egli interpreta bene ciò che Gesù intendeva insegnarci. Buona visione (se volete).


https://www.youtube.com/watch?v=jtcxiXwtsKM


Commento al Vangelo a cura di Stefano Senaldi


Dal Sal 137 (138)


Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:

hai ascoltato le parole della mia bocca.

Non agli dèi, ma a te voglio cantare,

mi prostro verso il tuo tempio santo.


Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà:

hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.

Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,

hai accresciuto in me la forza.


Perché eccelso è il Signore, ma guarda verso l’umile;

il superbo invece lo riconosce da lontano.

Signore, il tuo amore è per sempre:

non abbandonare l’opera delle tue mani.

Meditazione Domenica XX T.O. A

 



Ricordiamo davanti a Te

Cisgiordania, assedio a Qusra: palestinesi senza acqua né cibo. Evacuati attivisti italiani. Il villaggio vicino a Nablus, continua ad essere bloccato dai coloni israeliani. Cinque persone, in solidarietà con i residenti, sono state allontanate dalle forze di sicurezza. i coloni arruolati nei battaglioni di difesa territoriale, pur essendo formalmente subordinati all’esercito, utilizzino le. operazioni dell’IDF per alimentare attivamente le tensioni con i palestinesi

A Gaza, i corpi delle donne non resistono più: triplicati gli aborti spontanei. «È un dolore che non andrà mai via», racconta Fathya Dardouna, 27 anni. Ha perso un bambino, poi ha visto morire il figlio nato prematuro: «Gli ospedali non avevano più i farmaci per curarlo». Aborti spontanei, parti prematuri, neonati che non sopravvivono. I dati del ministero della Salute della Striscia, dell’Onu e dei partner per l’assistenza umanitaria sul terreno testimoniano l’impatto pesante della guerra sulle madri gazawi. In sei mesi, tra gennaio e giugno 2026, a Gaza sono stati oltre 3.950 i casi di aborto spontaneo registrati nel Bayan

Colera, epidemia in Africa centro-occidentale, l'allarme di Unicef
Sei Paesi alle prese con focolai in rapida espansione. In Nigeria oltre 50 mila casi dall’inizio dell’anno, mentre nella Repubblica Democratica del Congo si registra il numero più alto di vittime. Particolarmente esposti i minori. L’Unicef chiede 15 milioni di dollari per rafforzare gli interventi nei prossimi sei mesi

Colombia, sono più di 260 i morti per il terremoto e oltre 11 mila le case distrutte. Il presidente Abelardo de la Espriella ha dichiarato lo stato di emergenza economica per istituire un fondo speciale e avviare la ricostruzione, mentre continuano senza sosta le operazioni di soccorso con il supporto della comunità internazionale e prosegue l’arrivo degli aiuti umanitari

Osservatorio diritti umani Cuba, la povertà estrema è al 94%
Otto persone su dieci hanno saltato almeno un pasto per mancanza di cibo o denaro. Il rapporto rileva che il 21% della popolazione vive in condizioni di insicurezza abitativa e che il 7% delle abitazioni sarebbe a rischio crollo.

        Continua a prenderti cura di noi, o Signore: Kyrie eleison

 Aiutaci a riconoscere e a coltivare i semi di speranza

In Cisgiordania i campi estivi delle comboniane, in difesa dei diritti dei più piccoli
Si sono concluse nei giorni scorsi le attività organizzate dalle religiose per i bambini dei villaggi beduini del deserto della Giudea, a est di Gerusalemme. Per oltre un mese i più giovani, tutti di religione musulmana, hanno potuto vivere, insieme, momenti di gioco e di svago. “Di questi tempi così difficili, è importante creare uno spazio in cui possano divertirsi e sentirsi valorizzati”

Il sindaco di Spotorno (Savona) ha applicato la legge.portandoo le spiagge libere dal 3,5% al 40%. Ha attrezzato le spiagge con bagnini.  docce e illuminazione.Ha Restituito il mare alla comunità Il mare è di tutti. Spotorno ha vinto la bandiera blu."Quando parliamo di litorale non stiamo parlando solo di lettini, ombrelloni. ... stiamo parlando del rapporto tra una comunità e il suo mare, di un bene di tutti che non può essere trattato come se fosse disponibile solo per chi lo sfrutta economicamente".

Per la bontà che abita nei cuori e per coloro che si dedicano alla causa del bene: A te la lode e la Gloria, O Signore.

Is 56,1.6-7 Rm 1,13-15.29-32

Mt 15,21-28

21Partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidone.

22Ed ecco, una donna cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare:

«Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio».

23Ma egli non le rivolse neppure una parola.

Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono:

«Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!».

24Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».

25Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!».

26Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini».

27«È vero, Signore – disse la donna –,

eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».

28Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri».

E da quell’istante sua figlia fu guarita.

***

Il vangelo di questa domenica è il racconto di un incontro-scontro tra Gesù e una donna libanese nella parte sud del Paese dei cedri. Un episodio che ci appare strano e ci lascia perplessi: una donna ‘pagana’ riesce a far cambiare parere a Gesù. Ma ciò che ci infastidisce è soprattutto quella frase di Gesù nei suoi confronti, che sembra paragonare i non-credenti nel Dio di Israele ai cani. Come mai gli evangelisti Matteo e Marco registrano questo episodio, pur sapendo che le comunità per cui scrivevano erano composte da credenti provenienti sia dal giudaismo che dall’ambiente ‘pagano’ del tempo? Non credo volessero descriverci un Gesù ‘razzista’ o ‘misogino’! Penso invece che occorra fare alcune precisazioni, leggendo attentamente il testo.

Innanzitutto, Gesù non parla di ‘cani’, ma di ‘cagnolini’, ossia cuccioli, e di bambini. È un’immagine che rappresenta la semplicità della vita domestica, ma che contiene anche l’implicita condanna di un comportamento considerato assurdo: togliere il cibo ai figli e far soffrire loro la fame per nutrire gli animali. Ciò in positivo significa che nella vita reale occorrono priorità cui non si può eludere. Bisogna fare una distinzione e una scelta tra le cose più importanti e quelle meno necessarie. Gesù ha già espresso ai suoi discepoli le sue priorità: le ‘pecore perdute della casa di Israele’. Anche questa è un’immagine di animali che nel vangelo di Matteo rappresentano i poveri, i disperati, i peccatori, i malati, cioè persone ai margini della società, di cui le persone che ‘contavano’ in Israele normalmente non si davano cura.

La donna, nella sua arguzia, prende la metafora dei bambini e dei cagnolini e la sviluppa a suo favore, dicendo una cosa molto bella: ‘c’è il pane e ci sono le briciole!’. Ci sono le priorità che lei non vuole mettere in discussione, ma ci sono anche le situazioni eccezionali che hanno bisogno di attenzione. In altre parole, lei non vuole il pane dei bambini, ma le basta una briciola, anche perché, in fondo in fondo, il pane è fatto di briciole. Non vuole che Gesù cambi il suo programma e le sue scelte, ma che il suo piccolo problema rientri nel programma. E Gesù definisce questo atteggiamento ‘fede grande’. È una fede che in questo caso si esprime in una forma di preghiera (e diventa insegnamento per noi).

La donna non pretende, ma chiede con insistenza, pur considerando il suo problema solo una ‘briciola’ nel grande ‘pane’ di Dio. Quando poi vede la sua richiesta inascoltata, non si offende, non si abbatte e non desiste, ma chiarifica ulteriormente la sua domanda. In altre parole, ‘lotta’ con Gesù, perché il suo è un bisogno autentico, che non riguarda solo e principalmente sé stessa, ma la figlia amata che si trova in gravi difficoltà. È una richiesta di aiuto che implica la voglia di costruire una relazione di amicizia nel pieno rispetto della libertà altrui.

La cananea ci offre un’occasione buona per ripensare alle nostre relazioni con Dio e con gli altri. È pur vero che noi a volte ci poniamo davanti a Dio o a Gesù Cristo con la mentalità di chi pretende: ma Dio non è un imprenditore e la nostra preghiera non può essere una discussione per ottenere un salario migliore. Mettersi davanti a Dio e agli altri in verità, sincerità e disponibilità cambiare atteggiamenti e comportamenti: questo è ciò che la donna libanese oggi ci insegna.

Commento al Vangelo a cura di Stefano Senaldi


Dal Sal 66 (679)

Dio abbia pietà di noi e ci benedica,

su di noi faccia splendere il suo volto;

perché si conosca sulla terra la tua via,

la tua salvezza fra tutte le genti.


Gioiscano le nazioni e si rallegrino,

perché tu giudichi i popoli con rettitudine,

governi le nazioni sulla terra.


Ti lodino i popoli, o Dio,

ti lodino i popoli tutti.

Ci benedica Dio e lo temano

tutti i confini della terra. .

Meditazione Domenica XIX T.O. A

 



Ricordiamo davanti a Te

        Gaza, la strage dei bambini non si ferma: 300 morti in 300 giorni. "Un cessate il fuoco che comporta la morte di un bambino in media ogni singolo giorno delude anzitutto i bambini", ha denunciato il direttore regionale dell'Unicef  Secondo l'agenzia Onu, gran parte della popolazione continua a vivere concentrata in circa un terzo della Striscia, tra edifici distrutti, macerie e rifiuti
        RD Congo, guerra ed Ebola aggravano la crisi: oltre 48 mila nu ovi sfollati, Ad aggravare il quadro è l'epidemia di Ebola. Tra le conseguenze più preoccupanti vi è l'aumento della mortalità materna. Molte donne incinte evitano infatti ospedali e visite prenatali per timore di essere isolate in caso di sospetto contagio. Secondo l'Unfpa, nelle settimane successive allo scoppio dell'epidemia il numero dei decessi legati al parto nell'Ituri è quasi raddoppiato, passando da una media di 3,1 a 5,8 morti a settimana
        Marian Burjan muore raccogliendo pomodori. 19enne di origini romene che ieri portante è stato stroncato da un malore mentre raccoglieva pomodori a Stagno Lombardo, in provincia di Cremona. Per  il sindacato è importante tener conto di  eventuali "condizioni estreme, da considerare nel caso una grave e insopportabile violazione del diritto a un lavoro dignitoso e rispettoso delle regole".
        Incidente mortale sul lavoro, venerdì sera, in una ditta di Campi Bisenzio (Firenze) che produce imballaggi in plastica. Venerdì pomeriggio un operaio 60enne è morto   schiacciato dal muletto mentre lavorava in un cantiere di un'abitazione   
        L’orgoglio degli orfani di Marcinelle: «Quegli uomini costruivano l’Europa». Dei 275 minatori intrappolati nella miniera ne morirono 262, di cui 60 abruzzesi e 20 di un solo paese: Manoppello. I loro figli portano avanti
la memoria 
e continuano a chiedere di sapere tutta la verità
        Continua a prenderti cura di noi, o Signore: Kyrie eleison

    Aiutaci a riconoscere e a coltivare i semi di speranza

        Hiroshima e Nagasaki, 81 anni dopo. Al via i “dieci giorni di preghiera per la pace". Nella ricorrenza dei bombardamenti sulle due città la conferenza episcopale giapponese invita a riflettere sull’attualità delle parole “Mai più”, il grido universale lanciato nel 1945 alla fine del II conflitto mondiale. Il cardinale Isao Tarcisio Kikuchi, nel suo appello, invita a ricordare le tante vittime e i disastri ambientale provocati dai bombardamenti atomici: “Ancora oggi preghiamo per la realizzazione della pace”
        Ricordiamo Francesco Guccini, una delle voci più alte e autorevoli della canzone d’autore italiana, il testimone d’eccezione di un’intera civiltà morale, contadina e filosofica. Un artista profondo che, per oltre mezzo secolo, ha saputo trasformare in letteratura la semplicità del quotidiano; una persona coerente, con delle idee politiche ben precise, a cui ha prestato fede.Mattarella lo ricorda così: “Un intellettuale che ha composto canzoni che hanno segnato questi anni, che parlano di impegno, di giustizia, di uguaglianza". .Francesco Guccini, un uomo buono, così diceva di sè.
        Si è svolto a Sezano il corso monotematico di fomazione ACAT (Associazione dei Club alcolgici Territoriali) sul tema “E' nella profondità delle relazioni e delle emozioni condivise che si costruisce la pace”. “E' chiaro che nella vita non possiamo scegliere tutto ciò che ci accade, però possiamo scegliere come rispondere”...Passare dall'io al noi ed Essere Pace, riconoscendo che la nostra serenità è intimamente legata a quella degli altri.
Per la bontà che abita nei cuori e per coloro che si dedicano alla causa del bene: A te la lode e la Gloria, O Signore.


1Re 19,9a.11-13a Rm 9,1-5

Mt 14,22-33


22Subito dopo [la moltiplicazione dei pani, Gesù] costrinse i discepoli a salire sulla barca

e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla.

23Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare.

Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.

24La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde:

il vento infatti era contrario.

25Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare.

26Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti

e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura.

27Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».

28Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque».

29Ed egli disse: «Vieni!».

Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù.

30Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare,

gridò: «Signore, salvami!».

31E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».

32Appena saliti sulla barca, il vento cessò.

33Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui,

dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».


***

Il brano evangelico di questa domenica prosegue il racconto di quello di domenica scorsa: avendo udito della morte di Giovanni il Battista, Gesù si voleva ritirare a pregare, ma questo suo progetto era fallito a causa dell’incontro con la folla che, bisognosa di insegnamento e di pane, aveva attirato la sua attenzione e la sua misericordia. Il successivo comando ai discepoli di lasciare tutto e partire immediatamente forse ci lascia sorpresi, ma è il vangelo di Giovanni a svelarci il mistero, quando racconta lo stesso episodio: lo volevano fare re (Giovanni 6,15). C’era il rischio concreto che la sua popolarità fosse sfruttata e strumentalizzata nella situazione politica del tempo: come governante sarebbe stato meglio di Erode o dei romani, ma questo non era lo scopo della sua missione. Egli si distacca da questa logica di potere e obbliga i suoi a distaccarsi.


Il cammino di Gesù sulle acque è un racconto ripieno di immagini mediate dall’Antico Testamento e, in particolare, dai libri dell’Esodo e dei Salmi. Il mare in generale rappresenta nella Bibbia la forza negativa del male che incute paura e porta alla morte: Gesù, camminandoci sopra, dimostra il suo potere su tutto il male del mondo, come Dio aveva fatto, aprendo il cammino dell’esodo attraverso le acque e portando il suo popolo alla libertà.


I discepoli lo scambiano per un fantasma, uno spirito malvagio che li spaventa nel buio della notte. È l’esperienza tipica di quasi tutti i credenti, che nelle situazioni di angoscia e di disperazione sono naturalmente tentati di pensare che Dio sia nella tempesta e contro di loro, se non addirittura l’autore stesso della tempesta.


In questa situazione, Gesù risponde con parole di incoraggiamento e di vicinanza. Quel ‘sono io’ ci ricorda l’IO SONO insito nel nome di Dio, rivelato a Mosè sul Sinai (Esodo 3,14). Gesù chiede di aprire gli occhi, di vedere la realtà in modo positivo e con coraggio, e di affidarsi a lui, credendo nella sua presenza anche nelle difficoltà. La fede che Gesù desidera non consiste solo nel recitare il credo e credere in ciò che si dice, ma è un rapporto di amicizia, di fiducia, di amore e di abbandono in Lui, che ci accompagna nelle tempeste della vita. E nella fede si cresce, perché si tratta di un cammino che dura per l’intera esistenza. Alla domanda ‘tu sei credente? Tu credi in Dio?’, la risposta più adeguata sarebbe: ‘non ancora abbastanza!’. È la fede del padre del ragazzo epilettico che egli esprime nella preghiera chiedendo a Gesù la salute per suo figlio: ‘io credo, ma tu aiutami nella mia incredulità!’ (Marco 9,24).


Il discepolo Pietro viene qui presentato come l’esempio di tutto questo. È un uomo coraggioso, più dei suoi compagni, ma ai nostri occhi un po’ presuntuoso nel voler fare ciò che Gesù compie. La sua prospettiva nel rapporto con lui è ingannevole: ‘se sei tu…’, che significa ‘se sei onnipotente, fa’ quel che ti dico…’. È una preghiera di contrattazione che vuole la prova per poter credere. Gesù, in questo caso, accetta la sfida, ma Pietro affonda e allora non ci sono più condizioni da porre, ma solo il grido di chi si affida a Lui come unico salvatore. Il fallimento di Pietro diventa per Gesù un’ulteriore occasione per dimostrare il suo amore verso i credenti, e a noi insegna che è importante far crescere la nostra fiducia in Lui.


Dal Sal 84 (85)

Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:

egli annuncia la pace

per il suo popolo, per i suoi fedeli.

Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme,

perché la sua gloria abiti la nostra terra.


Amore e verità s’incontreranno,

giustizia e pace si baceranno.

Verità germoglierà dalla terra

e giustizia si affaccerà dal cielo.


Certo, il Signore donerà il suo bene

e la nostra terra darà il suo frutto;

giustizia camminerà davanti a lui:

i suoi passi tracceranno il cammino.


Meditazione Domenica XVIII T.O. A

 


Ricordiamo davanti a Te

        Ceuta, l'enclave spagnola sulla costa settentrionale del Marocco, è stata investita da un afflusso senza precedenti di persone provenienti dal vicino Paese nordafricano.  Sono oltre 80 i morti accertati dopo il tentativo di migliaia di persone di raggiungere a nuoto l'exclave spagnola in Marocco. Le ricerche della Guardia Civil proseguono, mentre il ministro degli Esteri spagnolo assicura che "la quasi totalità" dei circa 60.000 migranti è rientrata in Marocco.  Proprio in queste ore la Chiesa spagnola ha lanciato un appello affinché la gestione dell'emergenza rispetti la dignità delle persone.  La diocesi di Cadice-Ceuta ha messo a disposizione delle autorità e dei migranti le proprie strutture di accoglienza. In particolare, alcuni centri stanno assistendo le persone più vulnerabili, tra cui migranti malati o feriti.
        Le autorità israeliane hanno di fatto ammesso di «trattenere i corpi come merce di scambio, pur senza alcuna politica formalizzata né una base giuridica che lo autorizzi», afferma l’organizzazione per i diritti umani Gisha in un nuovo rapporto. Negli ultimi due anni, Gisha, con sede in Israele, ha intrapreso azioni legali per ottenere «la restituzione dei corpi di tre residenti di Gaza morti dopo essere stati arrestati dalle forze israeliane». Almeno 68 dei 104 palestinesi di cui è nota la morte durante la detenzione israeliana dall’ottobre 2023 provenivano dalla Striscia di Gaza. Molte famiglie della Striscia di Gaza attendono ancora notizie dei propri cari scomparsi
        Venerdì 29 luglio. In occasione dell’odierna Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani, torna al centro l'impegno della rete internazionale Talitha Kum presente nei cinque continenti e impegnata nella prevenzione, nella protezione delle vittime e nella sensibilizzazione delle comunità. "Sono molte forme della schiavitù moderna. La tratta non coincide soltanto con lo sfruttamento sessuale. “Significa rendere le persone schiave. Le vittime possono essere donne, uomini, bambini o anziani e le forme di sfruttamento sono molteplici: dal lavoro forzato alla prostituzione, dalle spose bambine al traffico di organi, fino all'accattonaggio organizzato."
        Più di trenta scosse di terremoto in una notte: 21 feriti nel napoletano.L'epicentro è stato nell'area dei Campi Flegrei e i danni maggiori sono stati a Pozzuoli. Il primo sisma registrato ha avuto magnitudo 4,7 ed è stato il più forte registrato sul territorio negli ultimi 40 anni. 130 nuclei familiari sgomberati, pari a circa 290 persone; molte di esse hanno trovato accoglienza presso le aree attrezzate dai Comuni di Napoli e Pozzuoli. Cinque le persone ricoverate, per trauma e fratture".
        Continua a prenderti cura di noi, o Signore: Kyrie eleison

Aiutaci a riconoscere e a coltivare i semi di speranza

        Cipro, Sant’Egidio accanto ai rifugiati per un’estate di cura e condivisione
Il 27 luglio è iniziata una vacanza solidale che impegnerà, fino a fine agosto, un centinaio di volontari europei della Comunità di Trastevere coinvolti nei campi profughi di Pournara e Kofinou. L'obiettivo è fornire assistenza e restituire dignità e speranza alle centinaia di richiedenti asilo presenti sull’isola. “La cosa più importante è costruire rapporti umani che continuino nel tempo”
        Una vita dedicata a chi rischiava di restare indietro, agli ultimi, ai tossicodipendenti. E sono loro, i suoi "ragazzi" e tutta la rete Exodus, a stringersi attorno a don Antonio Mazzi, morto ieri a Milano a 96 anni nella sua casa all'interno del Parco Lambro, dove ha sede la comunità da lui fondata oltre quarant'anni fa. «Ci ha lasciati un padre, un uomo, a suo modo un visionario. Un 'prete matto, borderline' come spesso amava definirsi, che non si è mai stancato di lottare per restituire il futuro a tanti ragazzi»
Per la bontà che abita nei cuori e per coloro che si dedicano alla causa del bene: A te la lode e la Gloria, O Signore.


Is 55,1-3 Rm 8,35.37-39

Mt 14,13-21

Avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca

e si ritirò in un luogo deserto, in disparte.

Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città.

Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.

Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero:

«Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare».

Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare».

Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!».

Ed egli disse: «Portatemeli qui».

E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci,

alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.

Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene.

Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.


***

Il brano evangelico di questa domenica ci racconta un episodio molto bello, conosciuto e significativo dell’attività di Gesù. Questo fatto ha catturato l’attenzione dei quattro evangelisti, che lo hanno inserito nei loro scritti come un momento forte dell’esperienza dei discepoli.

Innanzitutto, è interessante notare che ciò accade come conseguenza della fine violenta di Giovanni Battista: alla notizia della sua morte, Gesù vuole ritirarsi a pregare, ossia ripensare davanti a Dio alla sua stessa missione che qui viene preannunciata come tragica. Il precursore era un giusto che aveva sfidato i potenti del suo tempo e ne era rimasto vittima.

A questo punto la folla lo costringe ad un ripensamento: non c’è tempo per farsi prendere dalla depressione, ed egli mostra comprensione per le miserie umane, aprendosi e accogliendo i bisogni altrui e decidendo di continuare l’opera di Giovanni, anche se in modi diversi. Guarisce e sfama la folla: due gesti simbolici e molto significativi. Dà alla gente la possibilità di vita nuova, liberata dai mali fisici, e soddisfa l’esigenza più naturale e basilare delle persone: il desiderio del cibo.


Il ‘miracolo’ consiste nel passaggio dal poco che si può offrire al molto che soddisfa tutti. Come dire: basta poco per fare grandi cose. L’evangelista Matteo lo descrive usando gli stessi termini del racconto dell’ultima cena: ‘prese… alzò gli occhi… recitò… spezzò… diede…’. Là Gesù ha spezzato e donato quel ‘poco’, che non erano i cinque pani, ma la sua stessa esistenza e l’ha offerta come nostro nutrimento. Qui preannuncia che ciò è possibile anche in diverse situazioni di vita.

Qui il problema è apparentemente insolvibile: cinque pani e due pesci per 5.000 persone – come fare? I discepoli hanno la soluzione più semplice, che è quella di congedare la gente perché tornino a casa. Però è Gesù che deve farlo! Come dire: ‘intervieni e risolvi il problema; tu sei potente, tu puoi farlo’.

Gesù risponde richiamando la loro responsabilità e chiedendo di valutare le loro risorse e di metterle a disposizione. In realtà, avendo poco, l’avrebbero potuto tenere per sé stessi, dato il rischio che non bastasse a nessuno. Invece hanno accettato la sfida e si sono fidati di lui.

E il miracolo avviene non solo per la presenza e l’azione di Gesù, ma anche grazie ad una ricerca condivisa della soluzione, ad un atteggiamento fondamentale di generosità, alla messa in comune delle risorse e alla cooperazione nel dividere e distribuire il pane alla gente. Questi sono gli ingredienti del ‘miracolo’, indispensabili, perché Gesù non vuole fare tutto da solo, ma vuole compartecipare il suo impegno per la costruzione del ‘Regno di Dio’ (come lui lo chiamava), cioè del progetto di amore e condivisione che Dio ha per l’intera umanità.


Dal Sal 144 (145)


Misericordioso e pietoso è il Signore,

lento all’ira e grande nell’amore.

Buono è il Signore verso tutti,

la sua tenerezza si espande su tutte le creature.

Gli occhi di tutti a te sono rivolti in attesa

e tu dai loro il cibo a tempo opportuno.

Tu apri la tua mano

e sazi il desiderio di ogni vivente.

Giusto è il Signore in tutte le sue vie

e buono in tutte le sue opere.

Il Signore è vicino a chiunque lo invoca,

a quanti lo invocano con sincerità.

Meditazione Domenica XVII T.O. A

  


Ricordiamo davanti a Te, o Signore

       Afghanistan, Onu: è stato d'emergenza per le alluvioni. Secondo le autorità locali e le Nazioni Unite, il bilancio è di almeno 46 morti e oltre 100 feriti. Il maltempo ha causato vittime anche in Pakistan e India, portando il totale dei decessi nella regione ad almeno 82

       Argentina, l'impegno delle comunità locali contro la devastante corsa all'oro. La miniera di Veladero, situata nella Cordigliera delle Ande, ha costretto le popolazioni locali a scendere in piazza per difendere i propri diritti e l'ambiente circostante.  "Questo sito, come altri mega progetti estrattivi, si trova all'interno della riserva della biosfera di San Guillermo, patrimonio dell'Unesco: a rischio la biodiversità che invece dovrebbe essere protetta".

       Messico, a Ciudad Juárez il record delle sparizioni forzate nel Chihuahua. Nella città al confine con gli Usa oltre 1.000 casi su un totale regionale di 4.281. Un rapporto della rete Red Lupa rivela inoltre che 608 persone erano ancora minorenni al momento della scomparsa. Per molte famiglie, cercare da sole è l’unico modo concreto per non abbandonare la speranza, dato che spesso i casi restano irrisolti per anni.

       Un nuovo bollettino di morte arriva dal Sudan dove, nelle ultime 24 ore, si contano almeno 18 morti e 27 feriti nel Kordofan settentrionale a causa di un attacco con droni probabilmente lanciati dalla Forze di supporto rapido. 

       Gaza, Israele costruisce una barriera a ridosso della "Linea Gialla" nella Striscia. A destare preoccupazione è anche il dibattito, sostenuto da una parte della maggioranza israeliana, sul possibile ritorno degli insediamenti ebraici nella Striscia. "Negli ultimi giorni l’esercito israeliano ha intensificato le sue operazioni, uccidendo e ferendo decine di palestinesi", ha dichiarato il portavoce dell’Alto commissariato Onu per i diritti umani. 

       Si chiamava Abderrahim Fakir e aveva 43 anni l'uomo morto in via Svevo, nel  a Bologna, durante un intervento delle forze dell'ordine. Originario del Marocco, viveva da anni nel territorio bolognese e lavorava come facchino. Secondo quanto emerso, si trovava nella zona del Pilastro per incontrare parenti e conoscenti.  "La verità è una sola ... era un uomo buono, e la sua vita aveva valore. Noi ci affidiamo alla magistratura e chiediamo chiarezza, verità, giustizia". "Non staremo in silenzio, ma continueremo a raccontare la persona che era, a difendere il suo nome e a custodire la sua memoria. Era un lavoratore, un uomo con valori, con rispetto e con dignità. Non è una storia da archiviare, un numero dentro un titolo non è qualcosa che si può dimenticare domani". 

Continua a prenderti cura di noi, o Signore. Kylie elezioni


Aiutaci a riconoscere e coltivare i semi di speranza

       Sono arrivate il 23 luglio sera a Fiumicino, con un volo di linea proveniente da Cipro, 20 persone grazie ai corridoi umanitari in fuga dall’Iran e da diversi paesi africani, come Repubblica Democratica del Congo, Camerun e Somalia.

       Si è svolto nei giorni scorsi la Settimana Estiva di Sezano. Maciej Bielawski ha proposto ad un numeroso gruppo di partecipanti una lettura critica del romanzo "I fratelli Karamazov" e  lo scultore Marco Danielon ha realizzato con un gruppo di persone un'opera che ha messo a confronto Antigone (il grido dell'Umanità) e Creonte (la violenza del potere).

Per la bontà che abita nei cuori e per coloro che si dedicano alla causa del bene, a Te la Lode e la Gloria o Signore.


1Re 3,5.7-12        Rm 8,28-30 

            Mt 13, 44-52

[Gesù disse ai suoi dicepoli:]

Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; 

un uomo lo trova e lo nasconde; 

poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. 


Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; 

46trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra. 


Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, 

che raccoglie ogni genere di pesci. 

Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, 

raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. 

Così sarà alla fine del mondo. 

Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni 

50e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. 


Avete compreso tutte queste cose?». 

Gli risposero: «Sì». 

52Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, 

è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».


***

Il brano evangelico di questa domenica conclude la lettura del discorso in parabole di Gesù, presente nel capitolo 13 del vangelo di Matteo. Ci presenta quattro brevi esempi tratti dalla vita ordinaria della gente di quel tempo: un contadino che trova un tesoro, un mercante che traffica in beni preziosi, alcuni pescatori con la loro rete e uno scriba saggio. Si tratta di lavoratori che si occupano in modi diversi di cose che per loro costituiscono un valore non solo economico. In tutti questi casi ciò che viene sottolineata è la saggezza con cui questi beni sono usati.

Nella prima e nella seconda parabola si evidenzia la sapienza nel percepire e discernere ciò che vale veramente, accompagnata dalla velocità di azione al fine di ottenere ciò che si è percepito. Il contadino e il mercante fanno tutto il possibile per procurarsi l’oggetto del loro desiderio, ciò che è buono e bello ai loro occhi, affrontando anche il rischio di abbandonare tutto il resto e, dunque, ‘pagando’ di persona. Sono persone coraggiose, perché non si spaventano davanti alle possibili conseguenze negative (e se poi il tesoro o la perla non li soddisferà più?), ma lo fanno perché vogliono essere felici e trovano la loro vera gioia.

Una domanda sorge nella nostra mente: di chi sta parlando Gesù? Dei suoi discepoli ai suoi discepoli. In altre parole, egli si complimenta con i suoi per le scelte da loro fatte e così rivela ad essi la loro vera identità di persone che hanno trovato nel suo messaggio e nella sua persona il valore ultimo della loro esistenza (vedi Pietro in Giovanni 6,68: ‘Signore, dove andremo? Tu solo hai parole di vita eterna’).

E Gesù non si ferma qui, ma aggiunge la parabola dei pescatori e della loro rete, sottolineando che quest’ultima ha una funzione diversa da quella dei suoi proprietari. Essa deve essere estesa il più possibile e forte: non deve rompersi e deve trattenere il maggior numero di pesci. Ai pescatori spetta il compito di scelta tra ciò che è buono e ciò che non lo è. Come dire: ‘cari discepoli e discepole, il vostro compito è quello di portare a tutti e condividere il tesoro che avete acquistato, senza fare distinzioni e senza giudicare, perché questo spetta a Dio e ai suoi aiutanti angelici. La vostra azione sia estesa e forte come la rete da pesca’. 

Da ultimo, entra in scena il maestro di sapienza (lo scriba) che si è fatto discepolo di Gesù e, con la sua esperienza, giorno dopo giorno, si è creato un ‘tesoro’ di incontri, valori, insegnamenti e riflessioni, da cui può estrarre a tempo opportuno ciò che gli occorre in diverse occasioni e situazioni di vita. Questa immagine finale ci rappresenta ciò che significa essere saggi secondo Gesù, il quale per 30 anni circa ha messo da parte il suo tesoro, per poi donarcelo come ‘buona notizia’ di vita autentica attraverso i suoi evangelisti.



Dal Sal 118 (119)

La mia parte è il Signore:

ho deciso di osservare le tue parole.

Bene per me è la legge della tua bocca,

più di mille pezzi d'oro e d'argento. 


Il tuo amore sia la mia consolazione,

secondo la promessa fatta al tuo servo.

Venga a me la tua misericordia e io avrò vita,

perché la tua legge è la mia delizia. 


Perciò amo i tuoi comandi,

più dell'oro, dell'oro più fino.

Per questo io considero retti tutti i tuoi precetti

e odio ogni falso sentiero. 


Meravigliosi sono i tuoi insegnamenti:

per questo li custodisco.

La rivelazione delle tue parole illumina,

dona intelligenza ai semplici. 

Meditazione Domenica XVI T.O. A

 


Ricordiamo davanti a Te

il presidente di Telefono Azzurro, Ernesto Caffo, sottolineando come piattaforme digitali, algoritmi e sistemi di Intelligenza Artificiale stiano ridefinendo il modo in cui bambini e adolescenti apprendono, costruiscono relazioni e sviluppano la propria identità. Per la Fondazione, la tutela dei minori non può essere affidata soltanto all'educazione digitale, a divieti anagrafici o ai controlli successivi. Deve nascere a monte, nel modo stesso in cui vengono progettati algoritmi, piattaforme e sistemi di IA. È il principio del "safety by design", costruire tecnologie più etiche, come auspicato da Papa Leone nell’enciclica Magnifica Humanitas, che abbiano la sicurezza dei bambini incorporata nel loro DNA, anziché intervenire quando il danno è già avvenuto. 
RD Congo, l'epidemia di Ebola sempre più fuori controllo. Nel Paese dell'Africa centrale aumentano i contagi ed i morti mentre in alcuni villaggi le squadre sanitarie vengono aggredite dalla popolazione I familiari e amici dei defunti non accettano le rigide procedure di sepoltura stilate dall’Oms. Intanto, nelle zone di guerra il virus è più difficile da contenere: le milizie ribelli rendono complicato il transito di medici e operatori, il tracciamento dei contagi e l’assistenza ai malati che rimangono nei villaggi continuando ad infettare
Pakistan, continua il rimpatrio forzato dei migranti afghani. Uomini, donne, anziani, bambini: sono migliaia gli afghani immigrati in Pakistan che le autorità stanno arrestando e rimandando nel proprio Paese di origine nell'ambito di una campagna contro l'immigrazione irregolare  Un fenomeno, questo dei rimpatri forzati, che recentemente le Nazioni Unite hanno definito «una delle più gravi emergenze umanitarie dell’anno». Un dramma iniziato nel 2023 che ha permesso alle autorità pakistane di far rientrare, fino ad ora, 2, 56 milioni di cittadini afghani
Continua a prenderti cura di noi, o Signore: Kyrie eleison

Aiutaci a riconoscere e a coltivare i semi di speranza

In questi giorni, in numerose città italiane le scuole di lingua e cultura italiana della Comunità di Sant'Egidio festeggiano la fine dell'anno scolastico con la tradizionale "Festa dei diplomi": la consegna degli attestati de livello di apprendimento raggiunto (calcolato secondo i parametri nazionali). Protagonisti tanti migranti, nuovi europei, che hanno raggiunto importanti traguardi nei livelli di alfabetizzazione e competenza linguistica: dall'alfabetizzazione fino al livello C1.sono più di 6.000 i diplomi consegnati finora. (3429 a Roma, 791 a Napoli, 763 a Genova, 237 a Novara, 208 a Firenze, 154 a Pisa, 143 a Livorno, 100 a Milano, 99 a Torino-Arona, 90 a Trieste e 16 ad Aversa).
A Borgo Laudato si’, nei Giardini Pontifici di Castel Gandolfo, papa Leone XIV ha condiviso il pranzo con circa duecento persone in difficoltà assistite dalla Diocesi di Roma, tra cui 35 bambini. Una giornata di accoglienza e fraternità, vissuta non come un semplice momento di solidarietà, ma come il segno concreto di una Chiesa che vuole stare accanto agli ultimi e costruire relazioni nuove. «Sono venuto senza discorso, però con fame», ha detto Leone XIV prima del pranzo, «fame di autentica carità, fame per una Chiesa che veramente sa aprire le porte, accogliere, ricevere tutti; dove c’è amore per tutti e dove nessuno è nemico, dove tutti sappiamo vivere la riconciliazione, il perdono, la pace».

Per la bontà che abita nei cuori e per coloro che si dedicano alla causa del bene: A te la lode e la Gloria, O Signore.


Sap 12,13.16-19 Rm 8,26-27

Mt 13,24-43

24Espose loro un’altra parabola, dicendo:

«Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo.

25Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò.

26Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. 27Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. 28Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”.

E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”.

29“No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano.

30Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura

e al momento della mietitura dirò ai mietitori:

Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponételo nel mio granaio”».


31Espose loro un’altra parabola, dicendo:

«Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo.

32Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto

e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami».

33Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito,

che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».


34Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole,

35perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta:

Aprirò la mia bocca con parabole,

proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo.

36Poi congedò la folla ed entrò in casa;

i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo».

37Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo.

38Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno 39e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli.

40Come, dunque, si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo.

41Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli

che commettono iniquità 42e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.

43Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!

***

Nella liturgia di questa domenica continuiamo a leggere il discorso in parabole presente nel capitolo 13 del vangelo di Matteo. Anche questa storia della zizzania nel campo di grano ha la sua spiegazione e risponde all’atteggiamento problematico della gente nei confronti di Gesù, che era immaginato come un messia capace di soddisfare tutte le esigenze di giustizia e libertà presenti nel cuore di tutti. D’altra parte, Govanni Battista aveva annunciato un liberatore che teneva nella sua mano la pala per pulire la sua aia, raccogliendo il grano e bruciando la pula con fuoco inestinguibile (vedi Matteo 3,12). Da questa parabola di comprende come Gesù non abbia accettato tale prospettiva, ma abbia preferito una giustizia riparativa e non semplicemente vendicativa: non ha bruciato nessuno, ma ha seminato il bene, la misericordia e il perdono.


Questa parabola ci insegna innanzitutto che nella realtà e nella nostra vita quotidiana il bene e il male sono mescolati, costringendoci ad un continuo discernimento e a volte anche ad una lotta interiore, se vogliamo vivere in pienezza i valori evangelici. Questo contrasto è qui rappresentato dal dialogo tra padrone e servi, in cui si espongono due opposti pareri. Da una parte, l’opinione dei servi: intervenire subito, operare la giustizia attraverso lo sradicamento violento del male. La storia recente ci insegna che questa non è la scelta migliore, perché quando si fa la guerra per ‘mettere le cose a posto’, poi la guerra non finisce mai e si fanno disastri. D’altra parte, l’atteggiamento del padrone: attendere, lasciando il giudizio ai mietitori che se ne intendono. Questo, evidentemente, non significa far nulla, incrociare le braccia e aspettare che gli angeli di Dio intervengano dall’alto, ma continuare a lavorare nel campo, coltivando il bene e contribuendo attivamente nel farlo crescere, pur sapendo di non risolvere tutti i problemi. Fuori della parabola, possiamo dire che il campo è di Dio e Gesù spera e si dà da fare affinché la zizzania diventi grano, che le persone si convertano e cambino vita, non senza il contributo dei ‘servi e serve’ di Dio. L’importante è che i servi non pretendano di essere i mietitori!


Per raggiungere questa visione delle cose e questo atteggiamento, le due brevi parabole del granello di senapa e del lievito aggiungono un tono di speranza. Qualcosa di molto piccolo, invisibile e all’apparenza insignificante produce un risultato enorme: un albero che accoglie gli uccelli del cielo e tre ‘secchi’ (non semplici ‘misure’, come traduce la versione liturgica) di farina che lievitano per dare pane a un’enorme quantità di persone. In altre parole, il bene che si fa ha la forza di dare vita più di quanto ci si aspetti.


Gesù chiede allora ai suoi discepoli e discepole di guardare alla realtà con gli occhi di Dio, che non si soffermano tanto sul presente, ma guardano ai valori eterni. Pazienza, speranza e fiducia ci fanno crescere nella fede in Dio e nelle nostre relazioni con gli altri.


Dal Sal 85 (86)


Tu sei buono, Signore, e perdoni,

sei pieno di misericordia con chi t'invoca.

Porgi l'orecchio, Signore, alla mia preghiera

e sii attento alla voce delle mie suppliche.


Tutte le genti che hai creato verranno

e si prostreranno davanti a te, Signore,

per dare gloria al tuo nome.

Grande tu sei e compi meraviglie:

tu solo sei Dio.


Ma tu, Signore, Dio misericordioso e pietoso,

lento all'ira e ricco di amore e di fedeltà,

volgiti a me e abbi pietà.