Ricordiamo davanti a Te
«Insieme possiamo porre fine a questa ingiustizia una volta per tutte». È l’esortazione a un impegno comune e globale quella lanciata dal segretario generale dell’Onu, António Guterres, nell’odierna Giornata internazionale della “tolleranza zero” contro le mutilazioni genitali femminili, istituita dall’Organizzazione mondiale della sanità nel 2003. Oggi, riferiscono le Nazioni Unite, oltre 230 milioni di ragazze e donne - circa 4 milioni all’anno, di cui oltre 2 milioni prima dei cinque anni di età - sono state sottoposte a tali pratiche, che costituiscono una violazione dei diritti umani e in particolare dei diritti fondamentali delle ragazze e delle donne. I pericoli sono altissimi:
Le autorità sanitarie della Striscia di Gaza hanno reso noto che i raid aerei israeliani di mercoledì 4 febbraio hanno ucciso almeno 24 persone. Il ministero della Salute palestinese, che opera sotto l’autorità di Hamas, riferisce di almeno 21 vittime, tra cui tre bambini, in una serie di attacchi che hanno provocato una quarantina di feriti.
Almeno 170 persone sono state uccise in un brutale attacco condotto da uomini armati contro il villaggio di Woro, nello Stato di Kwara, nella Nigeria centrale. i gruppi armati hanno anche incendiato abitazioni e negozi, devastando il villaggio.
Pù di 200 persone sono morte questa settimana nel crollo della miniera di coltan di Rubaya, nella Repubblica Democratica del Congo orientale.
Nel primo giorno di apertura del valico di Rafah è stato negato l'ingresso a 30 palestinesi che hanno cercato di tornare nella Striscia.. Il ministero dell'Interno palestinese ha affermato che 12 persone sono entrate a Gaza dall'Egitto, mentre un servizio del canale televisivo qatariota Al-Araby ha riferito che "30 dei 42 palestinesi che volevano rientrare nella Striscia sono stati rimandati sul lato egiziano". Una palestinese di ritorno a Gaza ha riferito di aver subito pesanti vessazioni al valico di Rafah, tra cui la bendatura degli occhi, la restrizione delle mani, interrogatori e minacce, oltre alla confisca dei bagagli e dei giocattoli dei bambini. Secondo il suo racconto, tali pratiche mirano a esercitare pressioni per impedire il rientro e favorire lo sfollamento della popolazione. Il valico è stato aperto solo in forma limitata e ha consentito il ritorno di appena 12 persone, in un contesto di severe restrizioni imposte da Israele.
Israele ha annunciato che "porrà fine" alle attività di Medici senza frontiere a Gaza dopo che l'organizzazione non ha fornito l'elenco del suo personale palestinese.
Continua a prenderti cura di noi, o Signore: Kyrie eleison
Aiutaci a riconoscere e a coltivare i semi di speranza
A piedi scalzi sulle orme di Pietro, il cammino dei poveri a Roma. Pietro che ha rinnegato tre volte Gesù, uomini e donne che hanno deluso o tradito chi amavano buttandosi nelle dipendenze e finendo poi per strada. Quante similitudini tra l’Apostolo e i poveri che popolano gli angoli delle città. Vite sconvolte che nella fede, nell’amore trovano l’ancora di salvezza e si incontrano in una Roma quasi primaverile. Si può guardare così all’iniziativa promossa dall’Osservatore di Strada, il mensile scritto dai poveri e con i poveri,
Giornata contro la tratta: 27 milioni di vittime, soprattutto donne e migranti. L'appuntamento per la Giornata mondiale istituita da Papa Francesco nel 2015 è per domenica 8 febbraio. Tema scelto per l’edizione di quest’anno è “La pace comincia con la dignità. Un appello per porre fine alla tratta”. L’evento è coordinato dalla rete internazionale Talitha Kum.
Per la bontà che abita nei cuori e per coloro che si dedicano alla causa del bene: A te la lode e la Gloria, O Signore: Gloria in excelsis Deo
Is 58,7-10 1Cor 2,1-5
Mt 5,13-16
13 Voi siete il sale della terra;
ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato?
A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
14 Voi siete la luce del mondo;
non può restare nascosta una città che sta sopra un monte,
15 né si accende una lampada per metterla sotto il secchio,
ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa.
16 Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini,
perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli.
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Le Beatitudini, che abbiamo ascoltato e su cui abbiamo riflettuto domenica scorsa, ci hanno descritto le persone che appartengono al Regno di Dio. Con le tre immagini semplici che seguono, del sale, della luce e della città sulla collina, Gesù vuole sottolineare la dignità e il compito dei suoi discepoli e discepole.
Queste tre immagini vanno intese anche alla luce dell’esperienza quotidiana della gente al tempo di Gesù. Il sale veniva utilizzato per diversi scopi, oltre che per dare sapore ai cibi: conservazione degli alimenti, sanificazione di ambienti e di oggetti, ecc. Come suo ultimo impiego, il sale veniva sparso sulle strade per disinfettarle e diserbarle. Accendere le lampade ad olio non era un lavoretto così semplice, dato che non esistevano ancora i fiammiferi, ma si usavano per lo più le pietre focaie. Una volta accesa, se la si fosse
voluta spegnere nelle case palestinesi basse e con piccole finestre, la cosa più semplice sarebbe stata porvi sopra un secchio (= moggio) per evitare il fastidioso fumo.
Con queste immagini Gesù ha voluto affidare ai discepoli il compito della testimonianza nel mondo.
Proponeva dunque un modo di essere e vivere che noi potremmo oggi definire come 'missione per irradiazione' e 'missione per contatto'. Esse insistono sullo stesso elemento: il credente è chiamato a dare una testimonianza visibile e comprensibile. La sua vita giornaliera è un mezzo per annunciare il Vangelo, la Buona Notizia che Gesù ha portato in questo mondo.
Il sale è qualcosa che non può mancare nel cibo, altrimenti diventa sgradevole. Il sale non si vede, ma se ne vedono i risultati alla fine. Quando la minestra bolle nella pentola nessuno sa se ci sia il sale o no, eccetto la cuoca o il cuoco. Ma alla fine, quando è pronta e versata nei piatti, allora si percepisce che il cuoco o la cuoca hanno fatto un buon lavoro. Si contempla qualcosa di grande, di bello: una giovane comunità cristiana viva, un'opera sociale sviluppata e funzionante; e si scopre che è il frutto di un lavoro ‘nascosto’, poco conosciuto, ma continuo e costante, perché qualcuno ‘ci ha messo il sale!’. Al di là di queste ovvie osservazioni, c'è poi un'idea tipica della mentalità giudaica del tempo di Gesù: la vera sapienza, che viene da Dio, è come il sale. Il discepolo che possiede la sapienza di Gesù e la conoscenza del suo Regno diventa il portatore dei bellissimi valori del Vangelo. Ed egli non può mettere da parte questo suo compito importante
affidatogli da Cristo stesso, altrimenti perde completamente la sua identità. La semplice, ma efficace
presenza del credente in qualsiasi situazione di vita, dovrebbe cambiarla dal di dentro, darle un sapore nuovo. Questo è l’arduo, ma fondamentale compito affidato ai discepoli e discepole.
La lampada e la città costruita sul monte sono l'immagine di una realtà che non può essere nascosta o evitata. Una volta fatta la fatica di accenderla, non si compie l’assurdità di spegnerla subito sotto un secchio.
La luce si vede e fa vedere, non ha bisogno di tante parole e di spiegazioni. Penso a quando si incontrano certe persone profondamente convinte della loro fede. Parli con loro, le vedi agire e scopri i valori che incarnano: la generosità, la capacità di sacrificarsi per il bene degli altri, l'attenzione al povero... Vedendo la fede attiva e il comportamento della comunità cristiana, la gente dovrebbe riconoscere il significato,
l'orientamento e il compimento della nostra fragile condizione umana. È il vangelo visibile nei piccoli gesti. Questa visibilità, però, ha una finalità specifica: ‘rendere gloria al Padre vostro che è nei cieli’. Bando all’autoreferenzialità (come si dice in termini moderni), il credente vive i valori del Vangelo e li testimonia in parole ed opere, senza l’interesse del semplice apparire e dell’auto-esaltazione. Ma a questo argomento l’evangelista dedicherà un intero capitolo (Matteo 23), utilizzando l’insegnamento polemico di Gesù contro atteggiamenti e comportamenti di ‘scribi e farisei’ di ogni tempo e luogo, ancora esistenti all’interno delle comunità cristiane.
Dal Sal 111 (112)
Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti:
misericordioso, pietoso e giusto.
Felice l’uomo pietoso che dà in prestito,
amministra i suoi beni con giustizia. R.
Egli non vacillerà in eterno:
eterno sarà il ricordo del giusto.
Cattive notizie non avrà da temere,
saldo è il suo cuore, confida nel Signore.
Sicuro è il suo cuore, non teme,
egli dona largamente ai poveri,
la sua giustizia rimane per sempre,
la sua fronte s’innalza nella gloria.





