Ricordiamo, O Signore, davanti a te


    Myanmar. Dilagano povertà di massa e fame nell’ex Birmania, travolta da eventi politici che preoccupano la comunità internazionale. In un anno di conflitto, le famiglie hanno perso più della metà del loro reddito.

    Overshoot Day 2022. Dal 28 luglio esaurite le risorse naturali rinnovabili in un anno. Ogni anno è anticipata la data del giorno in cui si eccede lo sfruttamento sostenibile. In cinquant’anni raddoppiati i consumi del pianeta.

Filippine, terremoto di magnitudo 7.3 nell’isola di Luzon. Il bilancio, ancora provvisorio, riferisce di almeno quattro morti, tra cui un operaio di 25 anni a La Trinidad, e un centinaio di feriti in diverse località. Ingenti i danni agli edifici; paura e persone in strada nella capitale Manila

Libano, sistema idrico in bilico: milioni di persone in pericolo. Tra crisi energetica, pandemia, siccità e la passata esplosione di Beirut – mette a rischio la salute della popolazione.

La polizia giudiziaria del Guatemala ha arrestato uno dei più conosciuti giornalisti del Guatemala, José Rubén Zamora, fondatore e presidente del quotidiano El Periódico vincitore, nel 2021, di un premio internazionale di giornalismo assegnato dal re di Spagna. Zamora e il suo giornale hanno pubblicato nel recente passato numerosi articoli in cui hanno accusato di corruzione il governo del presidente Alejandro Giammattei e la Procuratrice generale, Consuelo Porras.

GOMA - In Repubblica democratica del Congo almeno cinque persone sono state uccise e decine ferite durate proteste anti-Onu nella parte orientale del Paese. Le forze di pace dell'Onu sono accusate di incapacità nei confronti dei circa 120 gruppi armati attivi nella regione, tra i quali spicca M23 che ha ripreso i suoi attacchi mortali.

In Iran mercoledì scorso sono state messe a morte tre donne per aver ucciso i rispettivi mariti, una delle quali era stata costretta a sposarsi all'età di 15 anni. Ben 32 esecuzioni avvenute nella Repubblica islamica nella sola scorsa settimana. La donna ex sposa-bambina si chiamava Soheila Abad, era sposata da 10 anni ed è stata impiccata in carcere. 

Civitanova Marche. Ambulante ucciso a bastonate- Alika, di origini nigeriane, aveva 39 anni e un figlio piccolo. Preso l'aggressore: "Importunava la mia ragazza". L'ombra del razzismo. La violenza in risposta di una parola, una reazione che sembra diventata sempre più frequente in questa estate di aggressioni e risse in tante città italiane. Ma che qui, nel cuore delle Marche, pesa molto di più dopo i tanti episodi di razzismo contati nel corso degli ultimi anni.

Continua a prenderti cura di noi, o Signore: Kyrie eleison


Aiutaci a riconoscere e a coltivare i semi di speranza

Diamo lettura di alcuni passaggi del discorso del papa ai giovani Inuit, popolo che vive al limite del circolo polare artico.

Cari amici, siamo qui con la volontà di percorrere insieme un tragitto di guarigione e di riconciliazione che, con l’aiuto del Creatore, ci aiuti a fare luce sull’accaduto e a superare quel passato oscuro.

Così siete voi, testimonianza perenne della vita che non si spegne, di una luce che risplende e che nessuno è riuscito a soffocare.

"I Luoghi vasti che abitate da tempi immemorabili e che per altri sarebbero ostili", Voi avete saputo amarli, rispettarli, custodirli e valorizzarli, tramandando di generazione in generazione valori fondamentali, quali il rispetto per gli anziani, un genuino senso di fraternità e la cura per l’ambiente. C’è una bella corrispondenza tra voi e la terra che abitate.


Sei fatto per spiccare il volo, per abbracciare il coraggio della verità e promuovere la bellezza della giustizia, per “elevare la tua tempra morale, essere compassionevole, servire gli altri e costruire relazioni”, per seminare pace e cura dove ti trovi; per accendere l’entusiasmo di chi ti vive accanto; per andare oltre, non per livellare tutto quanto.

Ti chiederai: perché devo darmi da fare per quello in cui gli altri non credono? E ancora: come posso decollare all’interno di un mondo che sembra scendere sempre più in basso tra scandali, guerre, imbrogli, mancanza di giustizia, distruzione dell’ambiente, indifferenza nei riguardi dei più deboli, delusioni da parte di chi dovrebbe dare l’esempio?
"Tu sei la risposta", dice il Papa, con quel piglio così diretto a cui ormai ci ha abituati da tempo.
Il mondo che abiti è la ricchezza che hai ereditato: amalo, come ti ha amato chi ti ha dato la vita e le gioie più grandi, come ti ama Dio, che per te ha creato ciò che di bello esiste e non smette di fidarsi di te nemmeno per un brevissimo istante. Egli crede nei talenti che ti ha dato. Ogni volta che lo cerchi comprenderai come la via che ti chiama a percorrere tende sempre verso l’alto. Lo avvertirai quando guarderai il cielo pregando e soprattutto quando alzerai lo sguardo al Crocifisso. Capirai che Gesù dalla croce non ti punta mai il dito contro, ma ti abbraccia e ti incoraggia, perché crede in te anche quando tu hai smesso di credere in te stesso.


Libertà che non è fare tutto quello che mi pare e mi piace; non è quello che posso fare nonostante gli altri, ma per gli altri; non è totale arbitrio, ma responsabilità. La libertà è il dono più grande che il nostro Padre nei cieli ci ha dato insieme alla vita.
E aggiunge:
Ecco la felicità di Dio: non quando siamo sottomessi a Lui, ma quando viviamo da figli che scelgono di amarlo, mettendo in gioco la propria libertà. Se volete fare felice Dio, questa è la via, scegliere il bene! Coraggio fratello, coraggio sorella, prendi in mano la tua libertà, non avere paura di compiere scelte forti, vieni alla luce ogni giorno!

Anche voi, chiamati alle altezze del cielo e a splendere in terra, siete fatti per brillare insieme. Bisogna permettere ai giovani di fare gruppo, di stare in movimento: non possono passare le giornate isolati, tenuti in ostaggio da un telefono! I grandi ghiacci di queste terre mi fanno venire in mente lo sport nazionale del Canada, l’hockey su ghiaccio.

È uno sport di squadra e per questo elogiato dal Papa, che si congeda pronunciando un grazie nella lingua locale ('qujannamiik') e benedicendo questi popoli con l'augurio di continuare ad attingere alla ricchezza delle tradizioni e "della vostra libertà", di "abbracciare il Vangelo custodito e tramandato dai vostri antenati e di incontrare il volto Inuk di Gesù Cristo".

Per la bontà che abita nei cuori e per coloro che si dedicano alla causa del bene: A te la lode e la gloria, O Signore: Gloria in excelsis Deo



Signore, Dio della vita, noi gemiamo e ci affanniamo perché non vogliamo accettare il nostro limite e l'insicurezza del nostro esistere. La sofferenza ci spaventa. Aiutaci a vincere le nostre paure fino a varcare serenamente la soglia che ci porta all'incontro con te. Amen



Qo 1,2;2,21-23    Col 3,1-5.9-11  

 Lc 12,13-21


13 Uno della folla gli disse: “Maestro, dì a mio fratello che divida con me l’eredità”. 14 Ma egli rispose: “O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi? ”.


15 E disse loro: “Guardatevi e tenetevi lontano da ogni cupidigia, perché anche se uno è nell’abbondanza la sua vita non dipende dai suoi beni”.


16 Disse poi una parabola: “La campagna di un uomo ricco aveva dato un buon raccolto. 17 Egli ragionava tra sé: Che farò, poiché non ho dove riporre i miei raccolti? 18 E disse: Farò così: demolirò i miei magazzini e ne costruirò di più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. 19 Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e datti alla gioia. 20 Ma Dio gli disse: Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato di chi sarà?


21 Così è di chi accumula tesori per sé, e non arricchisce davanti a Dio”.




Sullo sfondo, al termine del percorso, si profila sempre più chiaramente una prospettiva di morte violenta di Gesù. È il prezzo della fedeltà alla sua identità. Di riflesso, anche coloro che lo seguono intuiscono dalle parole del Maestro che avranno anch’essi dei costi elevati da pagare. Con quali motivazioni si possono affrontare rischi che comportano prezzi elevati; forse anche il prezzo della stessa vita?

Quando vi porteranno nelle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi di come o di che cosa discolparvi, o di che cosa dire” (12,11), aveva precedentemente dichiarato Gesù.

Complessivamente, stiamo parlando di ciò che vale nella vita di fronte alla più o meno remota possibilità che questa ci venga richiesta nel dare testimonianza. Sappiamo poi che, nella chiesa delle origini, ciò non era affatto estraneo alla sua esperienza.

Le parti che compongono questo breve brano sono le seguenti:

  • La richiesta di un intervento di Gesù sull’eredità.

Non si tratta di una richiesta strana. I rabbini venivano spesso interpellati non solo per questioni di carattere teologico ma anche per dirimere questioni di tipo giuridico come in questo caso.

  • Un’affermazione di tipo sapienziale

  1. La vita non dipende dai beni

  • Il corpo della parabola

  • Un’altra dichiarazione di tipo sapienziale

Evidentemente ciò che attira maggiore interesse è la parabola. Pertanto, per quanto non disgiunta dalle affermazioni di contorno, essendo essa una drammatizzazione, lascia sprigionare una forza che va ben oltre le affermazioni di carattere sapienziale.

  1. I SINGOLI ELEMENTI

“…dì a mio fratello che divida con me l’eredità…chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi”

la circostanza della lite per l’eredità dei due fratelli offre a Gesù l’occasione per sviluppare il problema che gli sta a cuore e che è vitale per la comunità cristiana chiamata a pagare costi notevoli per la testimonianza.

È meglio che io non intervenga su questo problema – sembra dire Gesù – altrimenti tu perderesti anche quella parte a cui ci tieni così tanto”.

Guardatevi e tenetevi lontano da ogni cupidigia, perché anche se uno è nell’abbondanza la sua vita non dipenda dai suoi beni”

È un’affermazione di tipo sapienziale che mette in guardia dal pericolo del possesso perché esso può fornire la misura falsa nella valutazione delle cose importanti per la vita. Esso produce accecamento e distorsione della realtà; avvia processi di auto inganno. Inserisce nell’essere umano il delirio di onnipotenza; provoca una sovra valutazione illimitata delle proprie potenzialità. La parabola

In sintesi, si tratta di una drammatizzazione sulla situazione di uno che, entrato nel delirio di onnipotenza, non ha saputo dare valore alla vita perché l’ha soppesata prescindendo dal suo limite, dalla sua fine, dalla morte.

Nel linguaggio dei vangeli, quello della fine è per aiutare i credenti a concentrarsi e a discernere l’essenziale che rende la vita autenticamente umana.

Gesù vuole scuotere i discepoli e la comunità cristiana affinché sia sempre capace di discernimento senza cedimenti al fascino dei poteri, dei successi e delle ricchezze.

È interessante che il protagonista della parabola esprima il suo mondo interiore attraverso un monologo: “Egli ragionava tra sé…”. Si guardava addosso. Viveva di autoreferenza. Faceva di sé il centro dell’universo. Il senso della fine invece – “Stolto! Questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita” - rompe gli orizzonti ristretti di chi guarda solo a se stesso. È pure interessante notare che al capitolo 18,9ss, nella parabola del fariseo ed il pubblicano, il fariseo si comporta più o meno allo stesso modo: “pregava così tra sé”. Anch’egli è chiuso, ripiegato su sé stesso, al centro del mondo, ricco della sua osservanza religiosa. Tutto in regola! C’è un’opulenza di tipo “religioso” fatta di osservanza e di “sentirsi apposto” che, in pratica, anch’essa esclude Dio dalla propria vita tanto quanto la ricchezza e la sufficienza dei beni materiali.


Così è di chi accumula tesori per sé, e non arricchisce davanti a Dio”

La conclusione è ancora di tipo sapienziale. L’evangelista trae una prima conseguenza concreta: coloro che hanno capito il senso delle cose, le sanno usare per assecondare il piano di Dio.



Salmo 89

Tu fai ritornare l’uomo in polvere,

quando dici: «Ritornate, figli dell’uomo».

Mille anni, ai tuoi occhi,

sono come il giorno di ieri che è passato,

come un turno di veglia nella notte.

Tu li sommergi:

sono come un sogno al mattino,

come l’erba che germoglia;

al mattino fiorisce e germoglia,

alla sera è falciata e secca.

Insegnaci a contare i nostri giorni

e acquisteremo un cuore saggio.

Ritorna, Signore: fino a quando?

Abbi pietà dei tuoi servi!

Saziaci al mattino con il tuo amore:

esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.

Sia su di noi la dolcezza del Signore, nostro Dio:

rendi salda per noi l’opera delle nostre mani,

l’opera delle nostre mani rendi salda.


Meditazione Domenica XVIIa C

 


     Ricordiamo, O Signore, davanti a te

     Ancora difficile la situazione nello Sri Lanka, a pochi giorni dalla nomina del nuovo presidente. Ci sono stati scontri e sgomberi tra manifestanti e polizia durante lo stato di emergenza proclamato dal governo. Numerosi gli arresti. All'origine principalmente la mancanza di risorse in seguito alla crisi economica, come medicine, gas, combustibile e beni alimentari di prima necessità.

     Nigeria: ucciso uno dei due sacerdoti sequestrati la scorsa settimana. Padre John Mark Cheitnum è morto per mano dei sequestratori, mentre padre Donatus Cleopas è riuscito a fuggire


È salito ad almeno 18 il bilancio delle vittime dell'operazione di polizia effettuata nel Complexo do Alemão, una favela nella zona nord di Rio de Janeiro.

Il personale della prigione di Bellavista, nella provincia di Santo Domingo de los Tsachilas, circa 80 km a ovest di Quito, "ha riferito di 13 detenuti morti e 2 feriti". Scontri, spesso estremamente violenti, sono ricorrenti nelle carceri ecuadoriane.

Libia. Sono almeno 16 le persone decedute e 34 quelle rimaste ferite negli scontri armati tra milizie rivali a Tripoli.

Il conflitto tribale nel Sudan meridionale ha provocato 105 morti e 291 feriti nell'ultima settimana

Pakistan, i monsoni uccidono almeno 282 persone e ne feriscono oltre 200. Altre tempeste sono

attese per questo fine settimana. Dall'inizio della stagione delle piogge, a metà giugno,

sono state danneggiate circa 5600 case.

E’ l’estate dei suicidi in carcere: con il suicidio di Michael Mangano, 33 anni, che si è tolto la vita nel carcere di Pavia, il trentottesimo suicidio dall’inizio dell’anno, salgono a nove quelli avvenuti in penitenziari lombardi.

In Basilicata oltre 2 mila braccianti “in condizioni inumane. Vivono in casolari abbandonati, senza porte né finestre, con bombole del gas pericolose e cumuli di spazzatura: discariche a cielo aperto su territori comunali.

Continua a prenderti cura di noi, o Signore: Kyrie eleison


Aiutaci a riconoscere e a coltivare i semi di speranza

Telefono Azzurro, Caffo: il nostro sostegno tra cyberbulli, pandemia e guerra
Il presidente e fondatore della Fondazione, nata nel 1987 a tutela dei minori, che ieri ha presentato il Bilancio Sociale 2021.: gli effetti psicologici delle crisi attuali sono le nostre sfide future. Massima attenzione anche al mondo del web: occorre creare una cittadinanza digitale per i più piccoli. “In 35 anni abbiamo cercato di interpretare i bisogni dei nostri ragazzi usando sempre strumenti adeguati ai tempi e alle nuove tecnologie”, spiega Ernesto Caffo “Nei mesi passati - aggiunge - la pandemia ha aumentato la sofferenza degli adolescenti e delle loro famiglie soprattutto dal punto di vista della salute mentale”.

Nella Repubblica Democratica del Congo è finalmente attiva l'idroambulanza voluta da ForAfricanChildren. E' arrivata a buon fine, dopo un lungo percorso, l'iniziativa dell'associazione torinese di solidarietà. Innumerevoli gli ostacoli affrontati per il coronamento del progetto, compreso il ritiro di finanziamenti promessi, le difficoltà burocratiche e i gravi problemi di sicurezza esistenti nel Paese africano. Ma ora il battello ha iniziato la sua attività di cura e di assistenza.

Il perdono vi farà liberi: la lezione di Nelson Mandela
Le Nazioni Unite celebrano oggi 18 luglio l’International Nelson Mandela Day, una giornata per ricordare la figura del leader sudafricano che lottò e sconfisse l’apartheid. Per Guterres, Mandela è un esempio che ci ispira a migliorare il mondo. Centrale nella sua battaglia civile fu il perdono, tema che lo pone in particolare sintonia con il magistero di Papa Francesco. Nella sua battaglia civile nonviolenta, nel suo impegno da “sognatore che non si è mai arreso”, come lui stesso amava descriversi, Mandela ha dimostrato esattamente che nessuno è superiore all’altro perché tutti abbiamo la stessa dignità “L’unico modo lecito di guardare una persona dall’alto in basso è quando tu tendi la mano per aiutarla a sollevarsi”.

Per la bontà che abita nei cuori e per coloro che si dedicano alla causa del bene: A te la lode e la gloria, O Signore: Gloria in excelsis Deo



Non guardare a noi, Signore, non a noi

ma guarda alla fede dei pochi giusti di qualunque religione: non guardar

e neppure alle religioni divenute da tempo inutili, ma guarda alla fiducia di qualche umile che crede ancora: almeno essi, questi anonimi, non si scoraggino di sperare per noi. Amen


Gen 18,20-32    Col 2,12-14  


 Lc 11,1-13

Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:

Padre,

sia santificato il tuo nome,

venga il tuo regno;

dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,

e perdona a noi i nostri peccati,

anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,

e non abbandonarci alla tentazione”».

Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”; e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.

Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.

Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».

***

Signore, insegnaci a Pregare”. La preghiera dunque, di cui p. Turoldo diceva: L’arte più difficile e più necessaria…

Nel quadretto che ci propone il racconto di Genesi, prima lettura, contempliamo un dialogo come tra amici. Il primo, cioè il Signore, vuole rendersi conto di come stano le cose rispetto a quanto ha sentito su Gomorra. L’autore sacro non teme di usare tinte di audace antropomorfismo: “Voglio proprio vedere se quanto ho sentito è verità, lo voglio proprio sapere”. E l’altro, Abramo, pur muovendosi con senso di sacro rispetto, non ricusa di usare al momento opportuno un’abile ironia: forse che il giudice di tutta la terra non praticherà la giustizia?”.

La lettura, così come la si ascolta nella versione ufficiale, non è proprio come si trova nel testo ebraico. In quello ufficiale si dice che Abramo sta davanti al Signore. Si tratta di un correttivo apportato dai Settanta saggi quando tradussero in greco la Bibbia ebraica, come per correggere ciò che a loro sembrava essere una mancanza di rispetto. In realtà il testo originale recita: Il Signore che sta davanti ad AbramoÈ l’atteggiamento di disponibilità del Signore, come un invito, affinché Abramo svuoti il sacco, svuoti tutto quello che ha nel cuore.

Riusciamo quindi a comprendere che, secondo la Parola, la Preghiera è un dono che parte dall’iniziativa di Dio che ci incoraggia a non temere l’incontro con lui. Poi, più l’incontro si fa confidenziale e aperto, più diventa capace di portare le situazioni degli altri. Come dire: la preghiera rende sensibile l’uomo agli altri e lo libera dal ripiegamento narcisistico su se stesso.

C’è di più. Si tratta del contenuto di questa preghiera di Abramo: “Se trovi 50 giusti…e se ne trovi 45… 30…10…” Di per sé, secondo la logica, avrebbe dovuto continuare fino a un solo giusto. Abramo aiuta Dio a modificare la sua teologia. Secondo il pensiero teologico ufficiale, era convinzione che la colpa, e quindi anche la sentenza, dovesse essere collettiva; una certa solidarietà nel male accomunava tutti. L’insistenza delle interrogazioni di Abramo arriva a far affermare a Dio che può, al contrario, esistere una solidarietà nel bene, nel positivo. A questo punto non serve andare oltre perché Dio ha già cambiato la sua teologia. Naturalmente si tratta di espressioni letterarie, ma il cuore del messaggio è molto audace e ci vuole comunicare che l’incontro con Dio arriva perfino a far cambiare al Signore il suo stesso modo di pensare. Ripeto, il linguaggio è mitico, ma il testo vuole farci comprendere la potenza della relazione con Dio.

Nel testo evangelico, la preghiera dei discepoli/e ha origine da un fatto/evento: Gesù prega. È un'esperienza, un evento, che avviene in un luogo (e avvenne che Gesù si trovava in un luogo a pregare)

Mentre in una normale scuola rabbinica si approfondisce la legge, la Torah (i doveri, i precetti, il senso delle regole), al seguito di Gesù, i discepoli/e approfondiscono la relazione con Dio in termini affettivi di figli/e -papà.

Padre – abba è un titolo di relazione famigliare, non di ruolo sociale come potrebbe essere in un sistema a struttura patriarcale. La preghiera ha il suo principio nell'atteggiamento confidenziale e fiducioso.

Sia santificato il nome. Il nome di Dio è Amore. “Santificato, nel senso di altro (alternativo rispetto alle logiche dominanti) quindi: “Sia manifestato l’amore di Dio che è totalmente altro da coloro che hanno potere sugli altri”. In altre parole, i discepoli chiedono che finalmente si realizzi un’immagine di Dio differente da qualsiasi altra immagine di potere mondano.

Venga il regno – è rafforzativo rispetto alla richiesta precedente di santificazione del nome. Si attui il piano di Dio; il mondo e le relazioni tra gli uomini avvengano secondo pensiero di Dio.

La manifestazione della tenerezza di Dio e il regno, cioè le cose e le persone che interagiscono secondo Dio è per il discepolo il PANE SUPER SOSTANZIALE (epiousion).

È il pane che dà l’energia per perdonare (pane della fraternità) e per rimanere nella fiducia quando questa è fortemente scossa e messa in dubbio dagli eventi (la tentazione)

Le parabole che seguono, ricorrono volentieri al paradosso per provocare tensioni che mettono in luce l'efficacia del mantenersi in relazione con il Padre. Non perché la preghiera arrivi ad approdare verso soluzioni magiche di fronte ai problemi, ma perché essa affina la sensibilità, pone la nostra sensibilità in sintonia con quella del Padre, tanto che il risultato è il DONO DELLO SPIRITO.

Questa parte del vangelo di Luca, che appartiene alla cosiddetta “sezione del viaggio”, assieme alla parabola del Samaritano e al racconto di Marta e Maria, rappresenta un'unità interessante.

  • Con la parabola del samaritano, Gesù ci parla dell'ascolto dell'umano (andare verso l'umano).

  • Con il racconto di Marta e Maria, l’evangelista vuole dare valore e senso al primato dell'ascolto della Parola come conseguenza dell'aver dato ascolto al lamento dell'uomo (mezzo morto)

  • Con la Preghiera del Padre Nostro, si dà rilevanza al fatto che la preghiera è un essere rivolti a Dio con la certezza di essere ascoltati perché si è ascoltato Gesù che ci chiede di ascoltare l'uomo. Infatti, Gesù ci insegna una preghiera plurale, Padre Nostro non Padre Mio, si tratta di un vivere la relazione con Dio la quale comprende già in se stessa la coralità dell’essere reciprocamente aperti gli uni verso gli altri.


In conclusione: siamo dentro un gioco di scatole cinesi: Dio ascolta chi ascolta l'uomo e ascoltare Dio significa compiere la sua volontà che è amare, comprendere, soccorrere e perdonare l'uomo.



Salmo 137

Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:

hai ascoltato le parole della mia bocca.

Non agli dèi, ma a te voglio cantare,

mi prostro verso il tuo tempio santo.

Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà:

hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.

Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,

hai accresciuto in me la forza.

Perché eccelso è il Signore, ma guarda verso l’umile;

il superbo invece lo riconosce da lontano.

Se cammino in mezzo al pericolo, tu mi ridoni vita;

contro la collera dei miei avversari stendi la tua mano.

La tua destra mi salva.

Il Signore farà tutto per me.

Signore, il tuo amore è per sempre:

non abbandonare l’opera delle tue mani.


Meditazione domenica XVIa C

 

Ricordiamo, O Signore, davanti a te

Sono migliaia ad Haiti le persone bloccate da giorni, nei quartieri della capitale Port au Prince, senza acqua cibo e medicine a causa degli scontri giornalieri tra gruppi rivali. Il Paese, soprattutto le città, sono nelle mani di gruppi criminali senza scrupoli, in lotta tra di loro, che per finanziarsi rapiscono, uccidono e controllano il territorio.

Emergenza cibo e acqua in Kenya, Etiopia e Somalia.
Aumento del prezzo dei prodotti alimentari, siccità, conflitti armati e conseguenze della pandemia di Covid-19 stanno trascinando alcuni Paesi più poveri dell'Africa orientale nella carestia. In particolare, solo in Kenya sono oltre 940 mila i bambini sotto i cinque anni che soffrono già di malnutrizione grave. Il 27% della popolazione soffre fame e sete e oltre 1,5 milioni di capi di bestiame sono morti per la grave siccità.

Il conflitto contro gli islamisti e il cambiamento climatico nella regione africana del Sahel occidentale hanno spinto quasi cinque milioni di persone a fuggire dalle proprie case. Alla fine di giugno, 4,8 milioni di persone risultano sfollate in Burkina Faso, Ciad, Mali, Mauritania e Niger.

È salito a 19 il bilancio delle vittime di due sparatorie avvenute in Sudafrica. A Soweto, vicino Johannesburg, 15 giovani, tra cui due donne, sono stati uccisi da diversi assalitori che hanno sparato in un bar con armi di grosso calibro contro la folla. Le vittime avevano un'età compresa tra i 19 e i 35 anni.

Undici persone sono morte in Pakistan a causa delle inondazioni provocate dalle piogge monsoniche. Il bilancio sale così a 175 vittime, tra cui 51 bambini, a partire dall'inizio della stagione monsonica, alla metà di giugno.

Ecuador. È di un morto, vari danni materiali di non grave entità, e molta paura nella popolazione di tutto il Paese il bilancio provvisorio del terremoto di magnitudo 6,1 Richter nell'Ecuador meridionale.

Continua a prenderti cura di noi, o Signore: Kyrie eleison


Aiutaci a riconoscere e a coltivare i semi di speranza

Le vacanze per i piccoli pazienti del Policlinico di Milano: gioia inimmaginabile. Torna l'iniziativa promossa dalla Fondazione De Marchi per vivere un’esperienza di condivisione e svago, sempre accompagnati da medici, personale sanitario e volontari. Il direttore della Fondazione: "Abbiamo molto da imparare da questi bambini". Vacanze “protette” e sicure per i bambini costretti a convivere con malattie lunghe o croniche. Circa quaranta giovani pazienti vivono questa esperienza, 

In tempo di guerra, il papa propone l'obiezione di coscienza ai giovani europei.
«L’idea di un’Europa unita è sorta da un forte anelito di pace dopo tante guerre combattute nel Continente, e ha portato a un periodo di pace durato settant’anni. Ora dobbiamo impegnarci tutti a mettere fine a questo scempio della guerra, dove, come al solito, pochi potenti decidono e mandano migliaia di giovani a combattere e morire. In casi come questo è legittimo ribellarsi!». È la sollecitazione che papa Francesco ha rivolto ai partecipanti alla “EU Youth Conference”, svoltasi a Praga fra l’11 e il 13 luglio 2022). Non si è limitato a questa frase, il pontefice, ha voluto indicare la necessità dell’obiezione di coscienza in una situazione concreta. «Vorrei invitarvi – ha detto – a conoscere una figura straordinaria di giovane obiettore, un giovane europeo dagli “occhi grandi”, che si è battuto contro il nazismo durante la seconda guerra mondiale, Franz Jägerstätter, proclamato Beato dal Papa Benedetto XVI. Franz era un giovane contadino austriaco che, a motivo della sua fede cattolica, fece obiezione di coscienza di fronte all’ingiunzione di giurare fedeltà a Hitler e di andare in guerra. Franz era un ragazzo allegro, simpatico, spensierato, che crescendo, grazie anche alla moglie Francesca, con la quale ebbe tre figli, cambiò la sua vita e maturò convinzioni profonde. Quando venne chiamato alle armi si rifiutò, perché riteneva ingiusto uccidere vite innocenti. Questa sua decisione scatenò reazioni dure nei suoi confronti da parte della sua comunità, del sindaco, anche di familiari. Un sacerdote tentò di dissuaderlo per il bene della sua famiglia. Tutti erano contro di lui, tranne sua moglie Francesca, la quale, pur conoscendo i tremendi pericoli, stette sempre dalla parte del marito e lo sostenne fino alla fine. Nonostante le lusinghe e le torture, Franz preferì farsi uccidere che uccidere. Riteneva la guerra totalmente ingiustificata. Se tutti i giovani chiamati alle armi avessero fatto come lui, Hitler non avrebbe potuto realizzare i suoi piani diabolici. Il male per vincere ha bisogno di complici».
Il papa ha esortato i giovani a «non lasciarsi trascinare in ideologie miopi che vogliono mostrarvi l’altro, il diverso come un nemico. L’altro è una ricchezza. L’esperienza di milioni di studenti europei che hanno aderito al Progetto Erasmus testimonia che l’incontro tra persone di popoli diversi aiuta ad aprire gli occhi, la mente e il cuore. Fa bene avere “occhi grandi” per aprirsi agli altri. Nessuna discriminazione contro nessuno, per nessuna ragione. Essere solidali con tutti, non solo con chi mi assomiglia, o mostra un’immagine di successo, ma con coloro che soffrono, qualunque sia la nazionalità e la condizione sociale. Non dimentichiamo che milioni di europei in passato hanno dovuto emigrare in altri continenti in cerca di futuro. Anch’io sono figlio di italiani emigrati in Argentina».

Per la bontà che abita nei cuori e per coloro che si dedicano alla causa del bene: A te la lode e la gloria, O Signore: Gloria in excelsis Deo


Il tuo Spirito, Signore, ci doni un cuore da discepoli e discepole per distinguere ciò che vale da ciò che non vale, e non prendiamo per importantissime cose di nessuna importanza. Ci doni un cuore calmo e sereno, che sia ancora capace di ascoltarti.


Gen 18,1-10      Col 1,24-28  


 Lc 10,38-42


Mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.
Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.
Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

***

Il primo pensiero che suscita l’ascolto di questi testi è che l’agire di Dio emerge attraverso i frammenti di vita quotidiana, quasi nascosta.

Noi diciamo: “Una persona la si conosce da come mangia”. Vale a dire che non sono i suoi discorsi rivelare ciò che ha nel cuore e nella testa, ma il suo esprimersi in concreto nelle azioni quotidiane.

Ebbene, ci sono presentati due quadretti di vita quotidiana: Abramo alle querce di Mamre e Gesù nella casa di Marta e Maria.

L’autore sacro incornicia la narrazione della prima lettura dentro la coordinata temporale dell’ora più calda del giorno. Abramo è assopito, stordito dalla calura. Del resto il caldo ti impedisce di agire, di far preparativi o districarti in qualsiasi faccenda. La presenza del Signore risulta così essere una realtà che ti viene incontro in modo assolutamente sorprendente, al di là dei preparativi umani.

E, d’altra parte, Abramo esprime l’ospitalità l'accoglienza passando da uno stato di immobilismo, di assopimento ad un movimento coinvolgente prima la moglie e poi lui stesso, tutto preso nell’ordinare alla moglie di preparare 23 chili di farina scelta (3 sea!) e nel recuperare un vitello per la preparazione di un pasto che va ben oltre un semplice “boccone di pane”. Terminato questo movimento, eccolo ancora in piedi ed immobile per onorare il momento del pasto dei tre. In altre parole la scena a momenti movimentata e in altri, a rallentatore, esprime la condizione spirituale dell’uomo che ospita, ovvero che lascia spazio all’altro e a Dio. La conclusione chiara del brano è che questa offerta di disponibilità alla sorpresa dell’Altro è sempre portatrice di un dono, un dono eccedente di vita: “Sara, tua moglie, avrà un figlio”.

Veniamo così aiutati ad introdurci in nella comprensione del brano evangelico. Credo che sarebbe fuorviante esaurire il senso di questi pochi versetti intorno al tema, un po’ stantio, della ricerca di equilibrio tra azione e contemplazione. Gesù non avrebbe sprecato parole per dire delle ovvietà.

Anche qui ci troviamo di fronte ad una scena di carattere familiare quotidiano in cui vengono espresse modalità d’essere.

Gesù sta camminando verso Gerusalemme. Ovvero sta percorrendo con i suoi una strada di formazione. Durante il cammino avvengono diversi fatti e si parla di parecchie cose.

Il nostro brano, 10,38-42, appartiene alla “sezione del viaggio” ed infatti inizia proprio col rilevare la dimensione itinerante “Mentre erano in cammino”. Più precisamente, è collocato tra l’istruzione del farsi prossimo (parabola del samaritano) e quella sulla preghiera (il Padre Nostro). Abbiamo così la trilogia secondo la descrive le caratteristiche della comunità:

  • L’amore di Dio nell’amore per il prossimo (ecco la parabola del Samaritano)

  • Primato dell’ascolto della Parola (ecco il racconto di Marta e Maria)

  • La preghiera (ecco l’istruzione sul come pregare: il Padre Nostro e l’insistenza nella preghiera).


In un primo momento, verrebbe da individuare nel racconto di Marta e Maria la tematica superflua del confronto tra vita contemplativa e vita attiva, oppure se si debba dare precedenza all’amore di Dio piuttosto che all’amore per il prossimo. Se questa fosse l’intenzione del racconto, esso risulterebbe una clamorosa smentita di quanto detto nel brano precedente attraverso la parabola del Samaritano o, quanto meno, sembrerebbe insinuare che in essa non siano stati dati sufficienti chiarimenti circa questo problema.

In realtà non si parla del come farsi prossimo, né della preghiera, ma di ASCOLTO DELLA PAROLA.

Ora, è necessario sganciarsi dall’idea di un fatto di cronaca per comprendere l’istruzione che Gesù vuole indirizzare ai discepoli e alle discepole, cioè alle comunità cristiane di tutti i tempi.

Nel dialogo che intercorre tra Gesù e Marta, Gesù è chiamato col titolo di Signore. Ora, con questo titolo la chiesa delle origini professava la sua fede in Gesù risuscitato. In dissolvenza, questo racconto lascia intravvedere la situazione della chiesa attraverso le figure di Marta e Maria. In altre parole, Marta e Maria sono icone di due stili di vita comunitaria ecclesiale. Marta esprime un modo di essere comunità cristiana e Maria un altro.

Marta rappresenta la chiesa che agisce e si pre-occupa senza partire dal primato della Parola, l’ascolto. Maria è icona della Chiesa che comprende se stessa e le cose a partire dall’ascolto.

A ben riflettere, se l’ascolto non sta alla base delle relazioni e del comprendere, c’è spazio solo per la sopraffazione e la violenza distruttiva. Anche una chiesa che prescinde dall’ascoltare può diventare una chiesa violenta e oppressiva. L’ascolto è un’arte assai difficile. Talvolta il non ascolto può trovare un alibi dietro le molte cose da fare, i molti impegni, i molti ruoli ecc…


Maria “Sedette ai piedi del Signore e ascoltava la sua parola” (il testo originale fa pensare che Maria, anche con la sua postura, faceva eco dentro di sè a ciò che ascoltava).

La Mishna dice di sedersi ai piedi del maestro per assorbire anche la polvere della sua sapienza. Ma tutto ciò è ovviamente destinato agli uomini, non a donne. Qui Maria è discepola donna!

Di Marta, invece, si dice: “…stando davanti disse: Signore non ti curi…”.

I cristiani possono ascoltare e con la vita fare eco alle parole del Signore, quindi essere discepoli/e, oppure possono “stargli davanti”, quasi per insegnare a lui come deve agire.

Perciò Marta è chiunque si agita e si pre-occupa e si affaccenda ed infine gira a vuoto

Maria è il discepolo/a che accoglie le parole del Signore, ne riconosce il primato e a partire da esse compie scelte di vita conseguenti.

Marta quindi è tutta presa e lei non c’è posto per altro.

Maria, avendosi scelta una parte prioritaria, in lei ci sarà spazio per accogliere anche il resto

A Maria non verrà sottratta la parte che si è scelta. Alla comunità che sceglie la Parola e secondo la Parola, possono toglierle tutto ma nessuno potrà mai privarla della sua vera ricchezza: Gesù Cristo, Parola vivente di Dio.



Salmo 14


Colui che cammina senza colpa,
pratica la giustizia
e dice la verità che ha nel cuore,
non sparge calunnie con la sua lingua.

Non fa danno al suo prossimo
e non lancia insulti al suo vicino.
Ai suoi occhi è spregevole il malvagio,
ma onora chi teme il Signore.

Non presta il suo denaro a usura
e non accetta doni contro l’innocente.
Colui che agisce in questo modo
resterà saldo per sempre.

Meditazione XVa Domenica C

 


Ricordiamo, O Signore, davanti a te

Resta alto l'allarme in Burkina Faso, dopo l’ennesima strage perpetrata dai gruppi jihadisti e costata la vita ad almeno 22 persone, molti i cristiani, ma tra le vittime anche fedeli di religioni tradizionali africane.

La salute del “Mare Nostrum”, dove molte persone hanno perso la vita nel tentativo di fuggire da guerre e povertà, è sempre più precaria: la quantità di plastica è destinata a crescere ogni anno del 4%.

La fame colpisce 276 milioni di persone. Crisi ancora più grave per la guerra in Ucraina

L’organizzazione umanitaria Save the Children denuncia che il conflitto nello Stato dell'Est Europa ha sconvolto il sistema alimentare globale facendo schizzare alle stelle i prezzi del grano, aggravando la grave crisi alimentare in vari Paesi. Il numero delle persone colpite dalla fame è raddoppiato negli ultimi 2 anni. In Etiopia, Sud Sudan, Afghanistan e Somalia la siccità si aggiunge agli effetti dei conflitti e della pandemia. 

I dati del Rapporto annuale dell’Istat sulla povertà sono allarmanti. Il numero di individui in povertà assoluta è quasi triplicato dal 2005 al 2021. A preoccupare è la crescita dei lavoratori poveri. Tra le famiglie in difficoltà ci sono quelle, circa 1,9 milioni, in cui l'unico componente occupato è un lavoratore non-standard, cioè a tempo determinato, collaboratore o in part-time involontario.

Continua a prenderti cura di noi, o Signore: Kyrie eleison


Aiutaci a riconoscere e a coltivare i semi di speranza

Sono oltre ottanta le associazioni – tra cui Caritas, Acli, Libera e Forum Terzo Settore - che sono scese in piazza a Milano per manifestare contro la ‘ndrangheta e a sostegno del procuratore Nicola Gratteri e di tutti coloro che rischiano la vita a causa delle mafie. Lo stesso Gratteri, procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia, era l’obiettivo di un progetto di attentato scoperto lo scorso maggio.


Ecuador: trovato l'accordo tra governo e manifestanti. L'intesa è stata trovata dopo 18 giorni di manifestazioni contro il caro benzina e lo sfruttamento del territorio. Il presidente Lasso: abbiamo ottenuto la pace.


Dicono no alle società di combustibili fossili altri 35 organismi religiosi

Ad essere disinvestiti saranno 500 milioni di dollari, con l’obiettivo di ridurre l’utilizzo di fonti di energia che danneggiano l’ambiente, provocano il surriscaldamento del Pianeta e alimentano la crisi climatica. Trentacinque istituzioni religiose, in Belgio, Brasile, Canada, Irlanda, Italia, Regno Unito e Stati Uniti, hanno deciso di disinvestire dalle società di combustibili fossili. Il direttore della comunicazione del Movimento Laudato si’: per i cattolici disinvestire e non contribuire alla distruzione della casa comune è un imperativo.


Per la bontà che abita nei cuori e per coloro che si dedicano alla causa del bene: A te la lode e la gloria, O Signore: Gloria in excelsis Deo


Signore Gesù, rendi saldi i nostri passi e guidaci nel cammino che desideriamo compiere. Rassicura il nostro cuore e aprilo alla tua Parola, dissipando in noi tutto ciò che ci impedisce di ascoltarla con semplicità.



Dt 30,10-14     Col 1,15-20   

Lc 10,25-3

25Ed ecco, un dottore della Legge si alzò per metterlo alla prova e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». 26Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». 27Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». 28Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».

29Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». 30Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. 31Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. 32Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. 33Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. 34Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. 35Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. 36Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». 37Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».


***

In questi capitoli, da metà circa del IX° fino al v. 27 del XIX°, Luca inserisce una sezione che viene chiamata “la sezione del viaggio verso Gerusalemme”. La Buona novella si pone sulle strade dell’umanità, fuori dagli apparati templari… La stessa scena della parabola è situata in un contesto di viaggio – via, “lungo la strada”. In questo modo, per il discepolo della “Via” (così venivano chiamati i cristiani nelle comunità della Chiesa delle origini) è una chiara indicazione di ciò che comporta la sua chiamata.

Il brano si presenta diviso in tre parti:

l’inizio (vv. 25-29):

25Ed ecco, un dottore della Legge si alzò per metterlo alla prova e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». 26Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». 27Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». 28Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».

29Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?».

la fine (vv. 36-37):

36Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». 37Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».”


fanno da cornice, mentre il corpo centrale del racconto è costituito dalla parabola.


30Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. 31Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. 32Anche un levita, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. 33Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. 34Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. 35Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”.

Nella prima cornice il dialogo ha inizio per iniziativa del dottore della legge. Secondo i canoni delle dispute rabbiniche, alla domanda di fondo viene risposto con un’altra domanda. La domanda di Gesù non è priva d’interesse per la comunità della chiesa delle origini. La nuova traduzione recita: “Cosa sta scritto nella legge? Come leggi?” e non più: “Cosa leggi?”. In altre parole: con quale atteggiamento approcci la parola contenuta nella scrittura, con curiosità intellettuale o con la disponibilità a lasciarti coinvolgere? A seconda del come, anche la risonanza della parola assume uno spessore differente nelle persone. Si registra in principio una fondamentale convergenza ma poi, la ripresa dell’interrogazione da parte del dottore della legge esige una chiarificazione di tipo limitativo: Chi è il mio prossimo? Ossia: quali sono i confini della prossimità?


Nel corpo centrale, ossia la narrazione della parabola, troviamo un'ulteriore suddivisione in tre scansioni:

  • Il luogo e l’episodio relativo all’uomo sventurato.


  • Il passaggio del sacerdote e del levita.


  • La scena del Samaritano con verbi di movimento opposto a quelli dei due personaggi che l’hanno preceduto e il coinvolgimento dell’albergatore.


Nella cornice CONCLUSIVA ruoli e contenuti sono invertiti: l’interlocutore diventa l’interpellato.

Alla richiesta limitativa subentra una prospettiva aperta a tutto tondo. È quindi chiaro che il rovesciamento di prospettive porta con sé il messaggio che il discepolo della “VIA” non è uno che si preoccupa di porre limiti nell’identificazione del prossimo, egli piuttosto è preoccupato di come divenire prossimo all’altro.

Rileviamo che

  • Gran parte del messaggio gioca sul contrasto sacerdote – levita, da una parte, e Samaritano, dall’altra. Gli uni, funzionari dell’ordinamento templare, mentre, l’altro, uno scomunicato eretico.

  • Al centro dei movimenti degli opposti personaggi vi è colui che “è incappato nei briganti”, identificato semplicemente come un uomo (in situazione, non solo di sofferenza ma anche di oppressione: “avendogli imposto delle percosse”).

  • La qualifica di disprezzo che solitamente accompagna il termine “samaritano” e i verbi che indicano le sue azioni, lo identificano come il Cristo:

anche lui scomunicato,

anche lui “andando per via”,

anche lui si commuove e “avanzando, fascia le ferite,

anche lui incarica i discepoli e le discepole di prendersi cura dell’umanità,

anche lui rifonderà, al suo ritorno chi avrà fatto la misericordia.

La misericordia è il grembo che, accogliendo le ferite dell’altro (la mezza vita) lo rigenera alla vita intera.

Il cuore del messaggio di questa parabola è questo: IL DISCEPOLO DELLA “VIA” PERCORRE LA STRADA OPPOSTA a quella DI CAINO, fratricida perché non vuole essere custode di fraternità. Il discepolo/a SI SENTE SEMPRE RESPONSABILE DELL’ALTRO. IN QUESTA RESPONSABILITA' ESPRIME IL VERO CULTO GRADITO A DIO.

Salmo 18

La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice.

I precetti del Signore sono retti,
fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi.

Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti.

Più preziosi dell’oro,
di molto oro fino,
più dolci del miele
e di un favo stillante.