Ricordiamo davanti a Te
Gaza, la strage dei bambini non si ferma: 300 morti in 300 giorni. "Un cessate il fuoco che comporta la morte di un bambino in media ogni singolo giorno delude anzitutto i bambini", ha denunciato il direttore regionale dell'Unicef Secondo l'agenzia Onu, gran parte della popolazione continua a vivere concentrata in circa un terzo della Striscia, tra edifici distrutti, macerie e rifiuti
RD Congo, guerra ed Ebola aggravano la crisi: oltre 48 mila nu ovi sfollati, Ad aggravare il quadro è l'epidemia di Ebola. Tra le conseguenze più preoccupanti vi è l'aumento della mortalità materna. Molte donne incinte evitano infatti ospedali e visite prenatali per timore di essere isolate in caso di sospetto contagio. Secondo l'Unfpa, nelle settimane successive allo scoppio dell'epidemia il numero dei decessi legati al parto nell'Ituri è quasi raddoppiato, passando da una media di 3,1 a 5,8 morti a settimana
Marian Burjan muore raccogliendo pomodori. 19enne di origini romene che ieri portante è stato stroncato da un malore mentre raccoglieva pomodori a Stagno Lombardo, in provincia di Cremona. Per il sindacato è importante tener conto di eventuali "condizioni estreme, da considerare nel caso una grave e insopportabile violazione del diritto a un lavoro dignitoso e rispettoso delle regole".
Incidente mortale sul lavoro, venerdì sera, in una ditta di Campi Bisenzio (Firenze) che produce imballaggi in plastica. Venerdì pomeriggio un operaio 60enne è morto schiacciato dal muletto mentre lavorava in un cantiere di un'abitazione
L’orgoglio degli orfani di Marcinelle: «Quegli uomini costruivano l’Europa». Dei 275 minatori intrappolati nella miniera ne morirono 262, di cui 60 abruzzesi e 20 di un solo paese: Manoppello. I loro figli portano avanti
la memoria
e continuano a chiedere di sapere tutta la verità
Continua a prenderti cura di noi, o Signore: Kyrie eleison
Aiutaci a riconoscere e a coltivare i semi di speranza
Hiroshima e Nagasaki, 81 anni dopo. Al via i “dieci giorni di preghiera per la pace". Nella ricorrenza dei bombardamenti sulle due città la conferenza episcopale giapponese invita a riflettere sull’attualità delle parole “Mai più”, il grido universale lanciato nel 1945 alla fine del II conflitto mondiale. Il cardinale Isao Tarcisio Kikuchi, nel suo appello, invita a ricordare le tante vittime e i disastri ambientale provocati dai bombardamenti atomici: “Ancora oggi preghiamo per la realizzazione della pace”
Ricordiamo Francesco Guccini, una delle voci più alte e autorevoli della canzone d’autore italiana, il testimone d’eccezione di un’intera civiltà morale, contadina e filosofica. Un artista profondo che, per oltre mezzo secolo, ha saputo trasformare in letteratura la semplicità del quotidiano; una persona coerente, con delle idee politiche ben precise, a cui ha prestato fede.Mattarella lo ricorda così: “Un intellettuale che ha composto canzoni che hanno segnato questi anni, che parlano di impegno, di giustizia, di uguaglianza". .Francesco Guccini, un uomo buono, così diceva di sè.
Si è svolto a Sezano il corso monotematico di fomazione ACAT (Associazione dei Club alcolgici Territoriali) sul tema “E' nella profondità delle relazioni e delle emozioni condivise che si costruisce la pace”. “E' chiaro che nella vita non possiamo scegliere tutto ciò che ci accade, però possiamo scegliere come rispondere”...Passare dall'io al noi ed Essere Pace, riconoscendo che la nostra serenità è intimamente legata a quella degli altri.
Per la bontà che abita nei cuori e per coloro che si dedicano alla causa del bene: A te la lode e la Gloria, O Signore.
1Re 19,9a.11-13a Rm 9,1-5
Mt 14,22-33
22Subito dopo [la moltiplicazione dei pani, Gesù] costrinse i discepoli a salire sulla barca
e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla.
23Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare.
Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.
24La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde:
il vento infatti era contrario.
25Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare.
26Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti
e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura.
27Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».
28Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque».
29Ed egli disse: «Vieni!».
Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù.
30Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare,
gridò: «Signore, salvami!».
31E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».
32Appena saliti sulla barca, il vento cessò.
33Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui,
dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».
***
Il brano evangelico di questa domenica prosegue il racconto di quello di domenica scorsa: avendo udito della morte di Giovanni il Battista, Gesù si voleva ritirare a pregare, ma questo suo progetto era fallito a causa dell’incontro con la folla che, bisognosa di insegnamento e di pane, aveva attirato la sua attenzione e la sua misericordia. Il successivo comando ai discepoli di lasciare tutto e partire immediatamente forse ci lascia sorpresi, ma è il vangelo di Giovanni a svelarci il mistero, quando racconta lo stesso episodio: lo volevano fare re (Giovanni 6,15). C’era il rischio concreto che la sua popolarità fosse sfruttata e strumentalizzata nella situazione politica del tempo: come governante sarebbe stato meglio di Erode o dei romani, ma questo non era lo scopo della sua missione. Egli si distacca da questa logica di potere e obbliga i suoi a distaccarsi.
Il cammino di Gesù sulle acque è un racconto ripieno di immagini mediate dall’Antico Testamento e, in particolare, dai libri dell’Esodo e dei Salmi. Il mare in generale rappresenta nella Bibbia la forza negativa del male che incute paura e porta alla morte: Gesù, camminandoci sopra, dimostra il suo potere su tutto il male del mondo, come Dio aveva fatto, aprendo il cammino dell’esodo attraverso le acque e portando il suo popolo alla libertà.
I discepoli lo scambiano per un fantasma, uno spirito malvagio che li spaventa nel buio della notte. È l’esperienza tipica di quasi tutti i credenti, che nelle situazioni di angoscia e di disperazione sono naturalmente tentati di pensare che Dio sia nella tempesta e contro di loro, se non addirittura l’autore stesso della tempesta.
In questa situazione, Gesù risponde con parole di incoraggiamento e di vicinanza. Quel ‘sono io’ ci ricorda l’IO SONO insito nel nome di Dio, rivelato a Mosè sul Sinai (Esodo 3,14). Gesù chiede di aprire gli occhi, di vedere la realtà in modo positivo e con coraggio, e di affidarsi a lui, credendo nella sua presenza anche nelle difficoltà. La fede che Gesù desidera non consiste solo nel recitare il credo e credere in ciò che si dice, ma è un rapporto di amicizia, di fiducia, di amore e di abbandono in Lui, che ci accompagna nelle tempeste della vita. E nella fede si cresce, perché si tratta di un cammino che dura per l’intera esistenza. Alla domanda ‘tu sei credente? Tu credi in Dio?’, la risposta più adeguata sarebbe: ‘non ancora abbastanza!’. È la fede del padre del ragazzo epilettico che egli esprime nella preghiera chiedendo a Gesù la salute per suo figlio: ‘io credo, ma tu aiutami nella mia incredulità!’ (Marco 9,24).
Il discepolo Pietro viene qui presentato come l’esempio di tutto questo. È un uomo coraggioso, più dei suoi compagni, ma ai nostri occhi un po’ presuntuoso nel voler fare ciò che Gesù compie. La sua prospettiva nel rapporto con lui è ingannevole: ‘se sei tu…’, che significa ‘se sei onnipotente, fa’ quel che ti dico…’. È una preghiera di contrattazione che vuole la prova per poter credere. Gesù, in questo caso, accetta la sfida, ma Pietro affonda e allora non ci sono più condizioni da porre, ma solo il grido di chi si affida a Lui come unico salvatore. Il fallimento di Pietro diventa per Gesù un’ulteriore occasione per dimostrare il suo amore verso i credenti, e a noi insegna che è importante far crescere la nostra fiducia in Lui.
Dal Sal 84 (85)
Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annuncia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli.
Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme,
perché la sua gloria abiti la nostra terra.
Amore e verità s’incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
Verità germoglierà dalla terra
e giustizia si affaccerà dal cielo.
Certo, il Signore donerà il suo bene
e la nostra terra darà il suo frutto;
giustizia camminerà davanti a lui:
i suoi passi tracceranno il cammino.





