Meditazione 2° domenica di Avvento C

 


Ricordiamo davanti a te, o Signore

  • Nel nord del Mozambico circa 935mila sfollati hanno bisogno di aiuti alimentari, almeno fino a marzo 2022. La maggior parte degli sfollati interni non è ancora in grado di produrre il proprio cibo e dipende dagli aiuti umanitari e dal sostegno delle comunità ospitanti.

  • Le forze di sicurezza sudanesi hanno lanciato gas lacrimogeni e granate stordenti sulla folla di decine di migliaia di manifestanti riuniti ieri nel centro di Khartoum, impedendogli di raggiungere il palazzo presidenziale.

  • Giornata mondiale per la lotta all’Aids: in Africa progressi vanificati dalla pandemia di Covid-19. I blocchi e le restrizioni dovute al Covid-19 hanno gravemente interrotto i test per la diagnosi e le cure per l’Hiv/Aids in tutto il mondo. In Africa vivono i due terzi dei sieropositivi a livello globale, l’80% dei quali sono donne tra 15 e 19 anni.

  • Sale la tensione in Libano in corrispondenza con i nuovi rincari dei prezzi dei servizi e dei beni di prima necessità in un paese afflitto da più di due anni dalla peggiore crisi economica degli ultimi decenni.

  • La qualità dell'aria a New Delhi nel novembre 2021 è stata la peggiore da 7 anni. Nel mese appena concluso la capitale indiana ha vissuto almeno 11 giorni di grave inquinamento e nessun giorno con qualità dell'aria "buona".   L'indice AQI mensile è stato fermo, in media, sul valore di 376: il livello da 300 in su è ritenuto pericoloso per la salute e può causare difficoltà anche a persone normalmente sane.

  • Non possiamo tacere! Fili spinati, posti di confinamento e di schiavitù. Questa è la storia di questa civiltà sviluppata che noi chiamiamo Occidente!». La voce di papa Francesco è tuonata nel momento conclusivo della sua visita apostolica a Cipro.

   Signore, abbi cura di noi: Kyrie eleison


Aiutaci a custodire la speranza

  • 2446 città di 70 Paesi di tutti i continenti hanno celebrato la ventesima edizione della Giornata internazionale 'Cities for Life, Città per la Vita - contro la pena di morte'. L’iniziativa è promossa dalla Comunità di Sant’Egidio per diffondere la cultura del rispetto per la vita, allo scopo di arrivare ad un mondo senza pena di morte.

  • Il presidente di Emergenza Sorrisi racconta la gioia del ritorno di medici e infermieri volontari a Nassiriya, dove oltre duecento bambini ritroveranno il sorriso grazie agli interventi chirurgici previsti da questa nuova missione, che segue quella dello scorso luglio in Iraq.

  • Maria Vittoria Sebastiani ha 86 anni, è tra coloro che ricevono dal Presidente della Repubblica italiana l'Onorificenza al Merito per l'impegno nel favorire l'inclusione sociale. Fare le cose insieme - spiega - è la strada maestra per rispettare l'altro. Basta con la separazione tra 'noi' e 'loro'.

  • Papa Francesco conclude la sua visita nell’isola di Cipro con la preghiera ecumenica nella Chiesa parrocchiale di Santa Croce assieme a una rappresentanza delle migliaia di migranti approdati nel Paese: "Non devono farci paura le differenze, ma le chiusure e i pregiudizi". La denuncia dei lager in Libia dove uomini e donne vengono torturati, venduti e schiavizzati e della "malattia" dell'abituarsi a queste tragedie: contro di essa non c'è antibiotico.

  • La Camera dei deputati italiani ha approvato all’unanimità la legge per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di ordigni anti-uomo e di munizioni e sub-munizioni a grappolo. L’approvazione della legge rappresenta un passo avanti verso l’eliminazione di questi ordigni.

  • Una sentenza storica per i diritti della comunità LGBT del Botswana quella emessa dalla Corte d’Appello che ha confermato una sentenza del 2019 della Corte suprema che dichiarava incostituzionali due sezioni del codice penale che prescrivevano il carcere per le relazioni omosessuali. 

  • Etiopia: si moltiplicano gli appelli per un cessate il fuoco nella regione del Tigray.

In un videomessaggio, il vescovo cattolico di Adigrat, ha chiesto la fine immediata dei bombardamenti aerei che “stanno distruggendo vite, proprietà civili e istituzionali.

  • La giornalista filippina Maria Ressa potrà andare in Norvegia a ritirare il Premio Nobel per la Pace. La reporter ha condiviso il premio con il giornalista investigativo russo Dmitry Muratov, tra le crescenti preoccupazioni per i limiti alla libertà di parola in tutto il mondo.

  • Il Parlamento indiano ha abrogato con un voto in entrambe le camere, la riforma del commercio agricolo, contestata dai contadini, in una protesta durata un anno. Le organizzazioni dei contadini hanno ribadito che non interromperanno la protesta fino a quando il MSP non sarà legge: "Lo dobbiamo ai 750 agricoltori che hanno perso la vita durante la battaglia", hanno detto.

Per la bontà che abita nel cuore umano e per coloro che si mettono a disposizione del bene, a te la lode e la gloria, o Signore: Maranatha, Maranatha, Vieni, Vieni, Signore Gesù.


O Dio, grande nell’amore, raddrizza nei nostri cuori i tuoi sentieri, spiana le alture della superbia, e preparaci a incontrare con fede ardente Gesù Cristo, nostro unico Signore. Amen


Bar 5,1-9   Fil 1,4-6.8-11 


  Lc 3,1-6

1 Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell’Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetrarca dell’Abilène, 2 sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto. 3 Ed egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia:


Voce di uno che grida nel deserto:

Preparate la via del Signore,

raddrizzate i suoi sentieri!

5 Ogni burrone sarà riempito,

ogni monte e ogni colle sarà abbassato;

le vie tortuose diventeranno diritte;

e quelle impervie, spianate.

6 Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!

***

L’evangelista Luca, a differenza di Matteo e di Marco, introduce la figura di Giovanni Battista con una serie di coordinate storiche e geografiche.

1 Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetrarca dell’Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetrarca dell’Abilène, 2 sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa…


È la storia dei potenti della politica e della religione che appartengono sia al mondo pagano come al popolo di Israele. In un primo momento, si ha la percezione di trovarsi davanti al solito modo di narrare la storia i cui protagonisti sono i potenti. Il posto che occupano è spesso legittimato dalla religione. Rivestire il loro ruolo di sacralità li rende quasi intoccabili nelle prerogative di potere e di privilegio. Non è dunque un caso che due figure eminenti dell’apparato templare, Anna e Caifa, appaiano qui associati ai grandi della politica imperiale. Il sommo sacerdozio di Anna (suocero di Caifa) aveva già concluso il mandato di sommo sacerdote, ora quel ruolo era assegnato a Caifa, suo genero. Caifa però non era che un burattino a servizio e copertura degli enormi interessi del suocero, interessi legati alla ritualità del tempio, basti pensare che la famiglia di Anna, aveva il controllo e il monopolio sulle macellerie che fornivano gli animali per i sacrifici.

Tutti costoro, i rappresentanti dell’impero, Caifa e Anna li incontreremo nella vicenda del processo a Gesù. La religiosità di Gesù di Nazareth non ha nulla a che fare con la religione del tempio e dell’impero perché la relazione con Dio che egli introduce ha a che fare con l’umanità.

Il Dio di Gesù è dalla parte dell’umanità e non dalla parte di chi la piega ai propri interessi e privilegi, per questo il potere sacrale e il Vangelo sono inconciliabili; per questo motivo, il processo contro Gesù si concluderà con la sua condanna.


Con l’ingresso della figura di Giovanni, il racconto dà ragione delle parole di Maria nel cantico del Magnificat:

Ha rovesciato i potenti dai troni” (1,52)

La Parola di Dio non risuona negli altri del luogo Santo, ma nel deserto. Si direbbe che il luogo della presenza di Dio, abitato ora dall’idolo del potere e della ricchezza, Dio lo abbia abbandonato a se stesso.

la Parola di Dio venne su Giovanni, nel deserto”.

Oltre tutto, Giovanni, figlio del sacerdote Zaccaria avrebbe dovuto compiere il rito del perdono dei peccati (Yom Kippur) nel luogo ad esso deputato, il tempio, appunto! Ma da questo momento in poi, soprattutto con Gesù di Nazareth, Dio si fa incontrare semplicemente laddove ci sono donne e uomini che aspirano a nuovi inizi di cammino: le strade della vita. Dio rende visita alla terra e al tempo dell’uomo!


3Ed egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati”.

Un’ulteriore precisazione è fornita dall’evangelista a proposito dello spazio geografico in cui opera Giovanni: la zona circostante il Giordano. Evocare quel fiume significa fare memoria dell’ingresso nella terra promessa. In quel attraversamento Israele iniziava una fase nuova della sua storia. Ora, Luca parla di una “zona circostante il Giordano una zona ampia per lasciar intendere che la Parola è per tutti. È alla portata di tutti. A tutti è riservato un nuovo inizio.

Se irrompe il Regno di Dio, l’umanità avanza e i poteri forti di questo ordinamento, compresi i poteri religiosi, vengo travolti.


L’evangelista, adattandola abbastanza liberamente, avanza una spiegazione citando Is. 40,3-5


Voce di uno che grida nel deserto:

Preparate la via del Signore,

raddrizzate i suoi sentieri!

5 Ogni burrone sarà riempito,

ogni monte e ogni colle sarà abbassato;

le vie tortuose diventeranno diritte;

e quelle impervie, spianate.

6 Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!


Il profeta consegnava così un messaggio di consolazione per gli esiliati prossimi al rimpatrio. Il loro ritorno era descritto come un nuovo esodo, tuttavia, se il primo, quello dall’Egitto, era stato come una fuga, una difficile peregrinazione, questo è descritto come una marcia trionfale.


La ripresa, il ri-cominciamento è un lavoro di abbassamento e di riempimento destinato al successo:

Ogni burrone sarà riempito,

ogni monte e ogni colle sarà abbassato;

le vie tortuose diventeranno diritte;

e quelle impervie, spianate.

6 Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!


Il contesto di questa citazione profetica del secondo Isaia, fa pensare ancora una volta a una sorta di dissacrazione dell’apparato templare. “Ogni monte e colle sarà abbassato”. Sappiamo bene che per la tradizione profetica e soprattutto nei salmi, il monte o il colle per eccellenza è il monte del tempio. Con la Parola che risuona nei cuori umani di chi cerca la via del cambiamento; che risuona nel deserto, ovvero lontano dai centri del potere oppressivo, l’apparato religioso templare, eretto a difesa dei privilegi di pochi contro la vita e la libertà dei molti, viene abbassato, spazzato via.

Si tratta di aprire strade di quel cambiamento che i vari Anna e Caifa di turno non vorranno assolutamente attuare!

Che senso può avere per noi cercare nuove strade?

Cosa dobbiamo abbassare e appianare, quali vuoti dobbiamo riempire?

Siamo aperti alla realizzazione di un bene più grande, ad un di più di verità, di giustizia o rimaniamo vincolati alla consuetudine che non disturba?


Non è il caso di lasciar perdere le false sicurezze culturali, sociali, economiche, politiche e persino religiose e cercare un deserto in cui ricominciare a preparare quel futuro nel quale i Signore ci viene incontro?


Meditazione 1° domenica Avvento C

 


Ricordiamo davanti a te, o Signore

  • Sono ancora le acque a inghiottire i sogni di molti in cerca di un futuro migliore. Questa volta si tratta delle gelide onde del Canale della Manica: in questo passaggio obbligato per raggiungere la Gran Bretagna, hanno perso la vita almeno 27 migranti. Si tratta della più grave tragedia che sia mai avvenuta in questo specchio d’acqua.

  • Decine di migliaia di sudanesi hanno protestato pacificamente rivendicando aperture democratiche nelle strade di Khartoum e in altre città nel Darfur occidentale. E proprio nel Darfur occidentale si è registrata un’escalation di violenza dal 17 novembre. 43 persone sono state uccise in violenze intercomunitarie, vicino al confine ciadiano, con 46 villaggi bruciati e saccheggiati, stupri contro donne e ragazze, e 20 bambini scomparsi, in quelli che vengono definiti scontri tra pastori arabi.

  • È iniziata ieri la campagna globale delle Nazioni Unite di azione contro la violenza di genere che durerà fino al 10 dicembre. L’Onu ha diffuso dati impressionanti riguardo al Sudafrica, paese al primo posto nel mondo in tema di violenza sulle donne.

  • Più di 21mila bambini sono stati reclutati da forze armate e da milizie che si disputano segmenti di territorio in un’area che va dalla Repubblica democratica del Congo, al Camerun e al Senegal. 

  • Gli incendi e i disboscamenti nell'Amazzonia brasiliana hanno causato la perdita di 745 milioni di alberi nell'ultimo anno. Questi dati non sono stati presentati dal governo alla Cop26 di Glasgow.

    Tra agosto 2020 e luglio 2021, sono stati distrutti 13.235 km2 di foresta.

  • TEHERAN- La polizia ha sparato gas lacrimogeni sulle 500 persone radunate nel letto in secca del fiume Zayandeh-Roud che attraversa la città per protestare contro il prosciugamento del corso d'acqua dovuto, secondo i manifestanti, oltre che alla siccità alla deviazione dell'acqua verso la vicina provincia di Yazd.

  • TEL AVIV, 25 NOV - La Commissione edilizia di Gerusalemme ha approvato i piani iniziali per la costruzione di un nuovo quartiere a nord della città proprio a ridosso di Ramallah, capitale amministrativa della Cisgiordania.

  • Russia. Tragedia in una miniera di carbone: 52 morti. Tra le vittime anche sei soccorritori.


   Signore, abbi cura di noi: Kyrie eleison


Aiutaci a custodire la speranza


  • In considerazione dell’emergenza umanitaria sorta a seguito alla presa di Kabul da parte dei talebani nell’agosto scorso, il Comune di Bergamo e Cesvi Fondazione Onlus hanno firmato un accordo finalizzato alla realizzazione di un’iniziativa di raccolta fondi per il finanziamento delle attività progettuali necessarie all’accoglienza di richiedenti asilo nella provincia lombarda.

  • Nel centro di Varsavia, in migliaia hanno marciato in solidarietà con le persone migranti che cercano di entrare in Europa dalla Bielorussia. Nella manifestazione, partita da piazza dell’Unione di Lublino, nel centro della capitale polacca, organizzata dalle ong che cercano di soccorrere le persone migranti, le bandiere dei movimenti sono state sostituite dalle coperte termiche usate dai profughi per scaldarsi. La prima delle richieste è stata quella di far tornare i medici alla frontiera.

  • Don Tonino Bello, il vescovo del piccolo comune di Molfetta, il pastore dei poveri e della “Chiesa del grembiule”, dall’altro ieri è venerabile per la Chiesa cattolica universale che ne ha riconosciuto le virtù eroiche.

  • Haiti. Il gruppo cristiano “Christian Aid Ministries” conferma la liberazione di 2 dei 17 missionari sequestrati il 16 ottobre alla periferia orientale di Port-au-Prince, per mano della banda armata "400 Mawozo".

  • Corridoi umanitari Caritas. Dal Niger in Italia 50 profughi scampati ai lager libici e accolti dalle diocesi di Avellino, Crema, Matera, Venezia, Verona, Vigevano

Per la bontà che abita nel cuore umano e per coloro che si mettono a disposizione del bene, a te la lode e la gloria, o Signore: Maranatha, Maranatha, Vieni, Vieni, Signore Gesù.


Verbo di Dio, Parola creatrice, vieni e fa' di noi la tua casa vivente. Amen


Ger 33,14-16    1Ts 3,12-4,2


Lc 21,25-28.34-36

Gesù disse ai suoi discepoli:
«Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria.
Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina.
State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».


***

Vi saranno segni nel cielo... angoscia di popoli... fragore del mare... gli uomini moriranno per la paura...quando cominceranno ad accadere queste cose alzate il capo (mettetevi dritti) perché la vostra liberazione è vicina.

Allora, da quanto ci è dato di comprendere, quelle cose catastrofiche che si annunciano non sono poi così drammatiche se, appunto, preannunciano una liberazione: alzate il capo (mettetevi dritti) perché la vostra liberazione è vicina.

Cerchiamo di leggere queste parole non solo come una lezione di storia che per certi versi evoca la caduta di Gerusalemme del '70. Gli uomini moriranno per la paura. Cosa ci fa veramente paura? La povertà? La sofferenza? Il male? La minaccia, l'ingiustizia, l'oppressione?

Tutte queste cose arrivano a farci paura se dentro di noi siamo convinti che sono forti, sono più forti di ogni volontà di bene. Questo è davvero catastrofico: la convinzione che il male sia invincibile, che alla fine il disumano supera in grandezza, in quantità e in qualità l'umano!

Quando questa visione delle cose si pianta dentro di noi, per noi inizia il morire. Da vivi assistiamo al nostro morire dentro.

L'espressione che parla dell'appesantimento dei cuori fa pensare a quest'esperienza catastrofica interiore, che può essere personale e comunitaria.

A volte s'incontrano persone e gruppi che, presi dentro questo sentire, si consegnano al fascino della banalità, dello stordimento, della distrazione. Sono le ubriachezze di cui parla il vangelo. E in riferimento a ciò la parola di Gesù dice: State attenti! Tanto a dire: Nutritevi di consapevolezza, resistete esercitando il senso critico, non permettete alla rassegnazione di prevaricare nei vostri cuori... perché quando questo accade, davvero si è a un passo dalla disumanità. È il momento in cui trionfa l'individualismo, il pensare ognuno per sé, al proprio tornaconto. L'altro, il diverso, il vicino come il lontano, lo straniero tutti sono un ingombro...

State attenti. Più ancora: Vigilate pregando...perchè la preghiera, non è il supermercato delle richieste, è il momento in cui vediamo le cose dal punto di vista di colui che sta all'origine delle cose, dal punto di vista di Dio. E, come abbiamo sentito nel testo di Geremia, Dio ha già seminato una promessa.

Ecco, verranno giorni - oracolo del Signore - nei quali io realizzerò le promesse di bene che ho fatto alla casa d’Israele e alla casa di Giuda”.

Insomma, a dispetto di tutto c'è un germoglio, un bene che attende di essere realizzato per dare frutto. Questa è l'attenzione e la vigilanza, non il ripiegarsi sulla paura che un Dio capriccioso colpisca all'improvviso con i suoi fulmini.

Alcuni anni fa, ci siamo incontrati, qui a Sezano, con alcuni giovani che hanno deciso di prendere congedo dalla mentalità comune del pensare a se stessi. Hanno deciso di entrare in contatto con chi sta nelle periferie e condividerne la vita.

Sono diventati più poveri, ma la loro umanità, è come sbocciata, e anche l'umanità delle persone con cui sono entrati in contatto è diventata migliore. Quando si esercita questo tipo di vigilanza e non si permette al male dell'ingiustizia, dell'orgia mondana della ricchezza di trionfare, davvero si può stare in piedi. Il vangelo riassume questo modo di essere con l'espressione Comparire davanti al Figlio dell'Uomo.


Salmo 24


Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza.

Buono e retto è il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via.

Tutti i sentieri del Signore sono amore e fedeltà
per chi custodisce la sua alleanza e i suoi precetti.
Il Signore si confida con chi lo teme:
gli fa conoscere la sua alleanza.

Meditazione Domenica Cristo Re B

 


Ricordiamo davanti a te, o Signore

  • Il dramma dei migranti bloccati al confine tra Bielorussia e Polonia è stato segnato dolorosamente dalla morte per il freddo di un bambino siriano dell’età di un anno. L’evento chiama in causa l’intero continente europeo.

  • Libano. Le Nazioni Unite condannano il taglio dei sussidi per le medicine nel Paese dei Cedri dove aumentano i suicidi. C’è chi specula su alcune importazioni mentre non si vedono all’orizzonte le riforme annunciate.

  • Sudan. Ancora scontri durante le proteste contro il governo dei militari nel Paese africano. I manifestanti hanno scandito slogan contro il generale Abdel Fattah al-Burhan, alla guida del colpo di Stato che ha fermato una transizione democratica.

  • Uno scontro a fuoco prolungato tra bande rivali all'interno della più grande prigione dell'Ecuador ha ucciso almeno 68 detenuti e ne ha feriti 25.

  • Nelle due regioni anglofone occidentali del Camerun è in corso da cinque anni una guerra civile cosiddetta “a bassa intensità”. Il risultato è che oltre l’80% delle scuole sono state chiuse e che almeno 700mila bambini sono rimasti fuori dalle aule scolastiche.

  • Haiti. 17 missionari protestanti sono le ultime vittime di una serie di rapimenti compiuti in questi ultimi anni da gang che dominano la capitale Port-au-Prince.

  • Messico. Irma Galindo Barrios, indigena di 41 anni e attivista per l’ambiente, è stata vista per l'ultima volta il 29 ottobre. Il 10 novembre 2019 la sua casa è stata incendiata, da quel momento è stata costretta a nascondersi. Si teme per la sua vita.

   Signore, abbi cura di noi: Kyrie eleison


Aiutaci a custodire la speranza

  • Mai più bambini che non possono sognare, giocare e così crescere. Francesco incontra i partecipanti alla conferenza “Sradicare il lavoro minorile, costruire un futuro migliore” organizzata in Vaticano dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, e chiede agli Stati e agli imprenditori “lavoro dignitoso” per gli adulti delle famiglie, in modo che “i figli non siano costretti a lavorare”.

  • In un Messaggio in vista della ricorrenza di domenica 21 novembre il Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale rilancia con preoccupazione e urgenza la drammatica situazione degli abusi cui i pescatori nel mondo sono vittime. Insicurezza, carcere, sfruttamento: questo settore dà cibo a una parte consistente del mondo, non può essere abbandonato.

  • Etiopia, liberati alcuni dei salesiani arrestati il 5 novembre.

  • Sudafrica. Tre gruppi ambientalisti e della società civile hanno portato il governo sudafricano in tribunale denunciando il suo piano per la costruzione di una nuova centrale a carbone che, secondo i ricorrenti, minaccia il diritto delle persone a vivere in un ambiente salutare. 

Per la bontà che abita nel cuore umano e per coloro che si mettono a disposizione del bene, a te la lode e la gloria, o Signore: Gloria in excelsis


Custodisci nel nostro cuore, o Padre, il messaggio che il potere di Cristo, è solo per amare, e che il suo regno è dei miti e dei pacifici: un regno di umili, il regno degli ultimi. Amen



Dn 7,13-14   Sal 92   Ap 1,5-8   


Gv 18,33-37


Pilato disse a Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?».

Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù».

Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».


***

Il testo di Gv 13, 33-37 è preceduto da un insieme di fatti che ruotano intorno alla comparizione di Gesù di fronte all'istituzione religiosa giudaica. Giovanni fa notare che prima di comparire davanti a Caifa, che era il sommo sacerdote, Gesù compare prima davanti ad Anna, suocero di Caifa. Anna, di fatto, era il vero stratega della politica e soprattutto dell'economia del tempio. Era lui che aveva il controllo e il monopolio della macellazione degli animali per i sacrifici che si celebravano nel tempio. Chiunque voleva compiere questi riti doveva acquistare gli animali per il sacrificio presso le sue macellerie. Naturalmente uno come Gesù, che aveva attaccato frontalmente il tempio per dichiarare la fine di questi riti perché l'unico vero atto di culto gradito a Dio è l'amore per l'umanità, non poteva che risultare inviso al sistema religioso templare. Quindi la decisione di farlo fuori rappresentava la soluzione finale.

Quando poi Gesù è di fronte a Caifa, rappresentante del potere istituzionale religioso, assume un atteggiamento di maestosa dignità. Dalle sue risposte emerge una dignità tale da evidenziare l'insignificanza della persona di Caifa. Quest'ultimo non può che difendersi volgarmente attraverso lo schiaffo della guardia a Gesù. E, ancora una volta, nella risposta di Gesù emerge una dignità tale far svergognare la controparte.

Nella prima lettura, assistiamo ad una specie di liturgia che avviene nel cielo, nelle regioni presso Dio. Là c’è come la manifestazione di un mistero destinato a realizzarsi nella concretezza della storia. La figura del Figlio dell’uomo che, nel suo incedere maestoso, sopravanza sulle nubi, ci annuncia come in controluce la verità di Gesù Cristo, morto e risuscitato, destinato ad attraversare e nutrire di amore tutte le situazioni storiche. Egli è appunto l’alfa e l’omega.

La dignità di questa figura profetica che avanza eretta, in piedi e che rappresenta una nuova umanità, la possiamo scorgere nella postura e nelle parole di Gesù davanti ai suoi accusatori.

Ora il dialogo tra Gesù e Pilato è inserito nel dibattimento processuale che lo vede come imputato. Processo questo che realizza quanto Gv. aveva scritto nel prologo del suo vangelo: “Venne tra i suoi , ma i suoi non l’hanno accolto”. Infatti, sono stati loro a consegnarlo a Pilato.

Iniziando il discorso, Pilato parte subito dalla questione della regalità di Gesù: “Tu sei il re dei Giudei?”. È evidente che questo è il vero capo d'accusa contro Gesù. L'indagine sul comportamento è successiva e abbastanza formale: “Che hai fatto?”.

Anche in questo caso, come già davanti al sommo sacerdote, Gesù esprime una dignità tale da mettere in imbarazzo il politico Pilato. È lui, Gesù, che imposta il dibattimento. Da inquisito diventa interlocutore. In questo modo, ancora prima di fornire una risposta diretta all'interrogazione di Pilato, col suo atteggiamento ci fa comprendere che, per Gesù, essere re vuol dire un modo di essere. La regalità per lui non è possedere prerogative di dominio su qualcuno o su un territorio, la regalità è un atteggiamento dell'uomo Gesù.

È in forza di quest'atteggiamento che può affermare con molta chiarezza che l'efficacia del suo essere non appartiene alle categorie del potere mondano le quali non reggono al confronto. Anzi, rasentano quasi il ridicolo.

Spesso, nel racconto di Giovanni, gli eventi narrati sono come attraversati da una sottile ironia: Caifa si crede importante, in realtà non è capace di sostenere con argomentazioni valide la sua posizione; Pilato è addirittura lì a nome dell'impero, ma non sa come salvare la faccia. Si comporta come una marionetta nelle mani dei suoi sudditi.

Gesù è un processato che pone domande e un condannato che, con la forza della sua dignità, interroga e smaschera le situazioni.

La regalità di cui egli parla non è quindi sostanziata da un ordinamento che si può servire di strumenti di dominio militare, economico, culturale o politico. Realizzare la regalità del Cristo non significa arrivare a presidiare il potere legislativo, giudiziario, esecutivo, militare, economico, culturale, magari in nome di Cristo e del Vangelo! La chiesa delle origini non ha mai pensato di conquistare i vertici dell'impero per sostituirlo con la suavisione politica ispirata al Vangelo.

Il raggio della sua azione, di Gesù, è la verità e quest'ultima, lungi dall'identificarsi con un sistema di pensiero, altro non è che amore per l'umanità. Solamente chi entra in quest'ordine di cose l’ascolta; vale a dire si muove dentro di lui; agisce in lui. La si poteva intuire al pozzo di Sichem con la donna samaritana, alla festa di Cana di galilea, vicino al cieco nato, e via via fino alla lavanda dei piedi. Questo è il regno di verità con cui Gesù ha a che vedere.

Nella narrazione di Giovanni, questa è anche l'ora di Gesù, l'ora della sua veritàÈ questo il motivo per cui si trova ad affrontare un processo. Occorre cioè appurare se Gesù porta avanti le cose davvero secondo Dio oppure no; se davvero ha ragione ad essere così oppure no…Ora si avvicina il momento della sentenza finale.

Sappiamo che la stessa sentenza, secondo il mondo (l’ordinamento dei poteri religioso e politico), va nella direzione della condanna, secondo Dio invece, è il compiersi della “Gloria” ossia di un preciso piano di Dio, ossia, il compimento di un disegno d’amore.

Il brano termina con un interrogativo da parte di Pilato: “Cos’è la verità?”. Non si tratta di una battuta sprezzante. In realtà è una questione seria che non bisogna mai lasciar cadere: Che cos’è la verità? Vale a dire: Gesù ha ragione si o no? Vale la pena seguirlo?

Riconoscerne la regalità, la sua signoria, significa assumere, far nostri i criteri di riferimento che appartengono alla sua verità.


Salmo 92

Il Signore regna, si riveste di maestà:

si riveste il Signore, si cinge di forza.

È stabile il mondo, non potrà vacillare.

Stabile è il tuo trono da sempre,

dall’eternità tu sei.

Davvero degni di fede i tuoi insegnamenti!

La santità si addice alla tua casa

per la durata dei giorni, Signore.


Meditazione XXXIII domenica B

 

Ricordiamo davanti a te, o Signore

  • Il dramma dei migranti al confine tra Bielorussia e Polonia: Aumenta la tensione alla frontiera dei due Paesi dove più di 3mila persone migranti stanno cercando di superare il confine per entrare in Europa.

  • Etiopia. Si è verificato il fermo di 16 rappresentanti Onu, venerdì scorso erano stati sequestrati 17 missionari salesiani.

  • Niger: sono almeno 26 i bambini morti ed almeno il doppio quelli rimasti feriti nella tragedia di lunedì 8 novembre, avvenuta in una scuola nella parte meridionale del Paese africano.

  • Mentre a Glasgow i lavori della Conferenza delle parti sul clima delle Nazioni Unite risultano piuttosto deludenti, in Tanzania sono iniziati questa settimana i colloqui tra governo e aziende energetiche internazionali per la costruzione di un mega-progetto di estrazione del gas naturale liquefatto da 30 miliardi di dollari.

  • Migliaia di tunisini hanno partecipato a uno sciopero generale a Sfax, il giorno dopo la morte di un manifestante durante un corteo contro la riapertura di una discarica. La regione di Sfax ha visto movimenti di protesta contro i rifiuti che invadono le strade e minacciano la salute dei residenti.

  • In Etiopia l’Onu ha denunciato la detenzione arbitraria di 72 autisti di camion che trasportano gli aiuti del Programma alimentare mondiale accusati di “terrorismo”. Si tratta, di persone di etnia diverse, non solo tigrina, arrestate con lo scopo di impedire l’afflusso di cibo e medicine nella regione del Tigray.

  • Edili in piazza per la sicurezza: in dieci anni 15mila morti. Per tutelare la sicurezza dei lavoratori bisogna mettere un freno al precariato, ai lavori in subappalto al massimo ribasso.

   Signore, abbi cura di noi: Kyrie eleison


Aiutaci a custodire la speranza

  • Cospe lancia AMAzzonia: "Fermiamo la caccia al tesoro". Al via la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi dell’organizzazione umanitaria attiva da anni nei Paesi del bacino amazzonico per essere accanto ai “custodi” della foresta, con progetti di tutela ambientale in Brasile, Colombia e Bolivia.

  • Laudato Si' e Agenda Onu 2030, dai principi alle azioni. Il Dicastero per lo Sviluppo Umano integrale avvia il progetto che vuole dare seguito all'Enciclica di Papa Francesco. Segna l’avvio di “Obiettivo 2030 Laudato Sì”, un’iniziativa che, mobilitando le diocesi, porterà nei territori italiani una migliore conoscenza di tutti quegli strumenti oggi a nostra disposizione per passare dalle parole ai fatti e adottare stili di vita più sostenibili.

  • "Un'esperienza di salvezza comunitaria": è così che il Papa definisce nella Laudato Si’ ciò che fanno gli architetti di Passo Fundo, nel Sud del Brasile. Dalla raccolta fondi fino ai progetti di risanamento, l’acquisto dei materiali e la messa in opera, l’iniziativa "Architettura per chi ne ha più bisogno", restituisce dignità alle famiglie a basso reddito della città, costruendo bagni dotati di tutti i servizi igienici.

Per la bontà che abita nel cuore umano e per coloro che si mettono a disposizione del bene, a te la lode e la gloria, o Signore: Gloria in excelsis


Effondi il tuo Santo Spirito, o Signore, perché sappiamo vegliare con fede paziente. Donaci di essere noi stessi umile segno della tua venuta e tutti vedano che il nostro viaggio è verso la luce della fiducia. Amen





Dn 12,1-3    Eb 10,11-14.18


Mc 13,24-32

Gesù disse ai suoi discepoli:
«In quei giorni, dopo quella tribolazione,
il sole si oscurerà,
la luna non darà più la sua luce,
le stelle cadranno dal cielo
e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo.
Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte.
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
Quanto però a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre».


Anche Marco, come gli altri sinottici, colloca questo discorso di Gesù prima del racconto di passione. Gesù prende lo spunto da una considerazione sul tempio:

vv. 1-2. Mentre usciva dal tempio, uno dei suoi discepoli gli disse: “Maestro guarda che pietre e che costruzioni!”. Gesù gli rispose: “Vedi queste costruzioni? Non sarà lasciata qui pietra su pietra che non venga distrutta”. La considerazione sulla fine del tempio richiama la forte tensione di Gesù stesso con l'apparato istituzionale religioso templare.

Il testo fa pure riferimento a due esperienze storiche di cui la prima generazione cristiana fu testimone:

la persecuzione: vv. 9-13: “Vi consegneranno ai sinedri, sarete percossi nelle sinagoghe e comparirete davanti a governatori...”.

La distruzione di Gerusalemme: vv. 14ss “Quando vedrete l'abominio della devastazione...”

Marco, nel suo vangelo, le unisce. Egli vede nelle comunità del vangelo il prolungamento di Gesù Cristo. Quello che egli ha vissuto lo vivranno anche i suoi dopo di lui. Perciò sono chiamati a dare alle loro esperienze, sofferte a causa del vangelo, il valore che lui stesso ha dato alla sua stessa vicenda.

Il discorso di Gesù poi si articola in tre momenti:


  • Delle affermazioni di carattere profetico, secondo il linguaggio apocalittico (rivelativo).

  • La breve parabola del fico quale snodo interpretativo tra “i giorni della grande tribolazione” e la situazione concreta della comunità credente “anche voi quando vedrete...”.

  • Infine, un insegnamento in applicazione della parabola.


La tribolazione.

Recuperando un immaginario addirittura cosmico dalla tradizione apocalittico-profetica, in particolare di Daniele, gli eventi vengono interpretati in termini di sconvolgimento, la realtà è capovolta.

Il sole, che dovrebbe illuminare, è oscuro

la luna, che dovrebbe riflettere la luce, non splende più

le stelle, che dovrebbero essere fisse nel cielo, cadono a terra

le potenze dei cieli, che dovrebbero essere le più stabili, sono scosse


La tonalità di questa scena è decisamente oscura e il movimento degli elementi che la compongono è in caduta verso il basso. In altre parole, gli eventi della fine di Gerusalemme, del tempio e le contrarietà che la comunità incontra nel vivere il vangelo, cadono dentro un orizzonte fallimentare.

Tuttavia, i profeti, in particolare Daniele, aveva già dato coraggio al popolo oppresso e perseguitato parlando del Figlio dell'Uomo. Una figura questa che aiuta a credere e sperare in una riabilitazione dalla prostrazione, appunto, il Figlio dell'Uomo, cioè una nuova umanità a fronte di un’umanità umiliata e alienata dalla violenza e dall’arroganza del potente di turno. Tutto viene trascinato verso il basso, ma sollevando lo sguardo, non più rasoterra ma verso l'alto, sopraggiunge una nuova speranza.

Passando all’applicazione concreta (v.29ss), Gesù afferma: Così anche voi, quando vedrete queste cose, (cioè la distruzione, la persecuzione, le difficoltà a causa della testimonianza ecc.) sappiate che egli è vicino, è alle porte.

Invece di trarre le conclusioni al negativo, cioè secondo la logica dello sconvolgimento depressivo, abbiate il paradigma del fico.


Nell'economia del discorso, questa piccola parabola ha la funzione di farci passare dall'orizzonte catastrofico del fallimento alla visione più profonda della pasqua.

Quando il ramo diventa tenero... spuntano le foglie v. 28

I segni che Dio consegna nella storia sono piccoli ma incisivi. Al grande scenario cosmico si sostituisce la semplicità di un alberello. Contrariamente alla scena della tribolazione in cui tutto precipitava verso il basso, qui abbiamo un delicatissimo movimento verso l'alto: dal ramo spuntano le foglioline. Una speranza sottile, leggera, quasi impercettibile si fa strada, avanza. Pertanto, l'oscurità che dominava la scena precedente lascia ora lo spazio all'estate luminosa, la stagione dei frutti che sta per arrivare.

La comunità del Vangelo è così istruita a leggere le proprie fatiche come momenti in cui prepara l'inedito, il nuovo, il cambiamento. Questa è la vera esperienza di Cristo. EGLI è VICINO, è ALLE PORTE.

Con la dichiarazione conclusiva, viene ripreso il tema caro alla tradizione profetica del “Giorno del Signore” “nessuno conosce quel giorno...se non il Padre. Nel giorno del Signore, secondo i profeti, le cose vengono purificate nel crogiolo della storia (la grande tribolazione) e tutto acquista la sua vera dimensione... Gesù sembra spazzare via la smania di conoscere cosa succederà in futuro. Egli piuttosto invita a vivere ogni giorno come se fosse l'unico giorno.


Salmo 15

Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita.
Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare.

Per questo gioisce il mio cuore
ed esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,
perché non abbandonerai la mia vita negli inferi,
né lascerai che il tuo fedele veda la fossa.

Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,

dolcezza senza fine alla tua destra. 

Meditazione XXXII domenica B

 




Ricordiamo davanti a te, o Signore

  • Una nuova odissea si paventa per oltre mille migranti tratti in salvo nel Mediterraneo. Si trovano a bordo delle navi umanitarie Sea Eye 4 e Ocean Viking. Tra i profughi, recuperati mentre i barconi su cui navigavano stavano per affondare già al largo di Malta, che non ha risposto alle richieste di aiuto, ci sono bambini, donne incinte e feriti.

  • Il 5 novembre la protesta si è allargata con lo sciopero proclamato dai giovani di FridaysForFuture di Greta Thunberg. Gli ambientalisti denunciano che dal vertice del G20 di Roma sono uscite solo "parole, parole, parole" e si aspettano invece dalla COP26 "azione, azione azione".

  • Attentato in Afghanistan nei pressi del più grande ospedale militare del Paese. Il bilancio riportato da Al-Jazeera parla di almeno 19 morti e 43 feriti.

  • Mozambico: in arrivo 114 imbarcazioni cinesi per la pesca industriale. Dopo aver investito negli ultimi anni ingenti finanziamenti nell’estrazione di legname dalle foreste mozambicane, la Cina sta puntando ora sul settore marittimo. Da oltre un decennio le attività di pesca predatoria della Cina sono considerate come una delle principali cause di perdita di biodiversità marina.

  • L’osservatorio del Centro di sicurezza professionale del Sindacato nazionale dei giornalisti tunisini ha registrato 224 attacchi contro i giornalisti dal 1° novembre 2020 al 25 ottobre 2021.

  • Un terzo dei 30 milioni di migranti climatici nel 2020 erano bambini.

  • Disordini sono avvenuti nella spianata antistante il Muro del Pianto durante un nuovo confronto fra attiviste di un movimento femminile ebraico che invoca la eguaglianza dei sessi nella celebrazione dei riti religiosi ed un migliaio di ebrei ortodossi confluiti sul posto per sbarrare loro fisicamente la strada.

  • Parla il sindaco di San Severo. «Proiettili e ricatti mafiosi. La mia libertà perduta». Nelle dirette online il boss diceva 'ti sbatto la testa contro il muro'. Il motivo? Abbiamo demolito edifici abusivi e combattuto le infiltrazioni dei clan. Ma la nostra attività dà fastidio. San Severo, è un grosso centro del Foggiano, oltre 50mila abitanti, teatro negli ultimi anni di gravi violenze e sopraffazioni mafiose che hanno colpito anche il primo cittadino, che vive sotto scorta dal 22 maggio 2020.


   Signore, abbi cura di noi: Kyrie eleison


Aiutaci a custodire la speranza

  • Afghanistan, al via per 1200 profughi un corridoio umanitario verso l'Italia. Comunità di Sant’Egidio, Cei, Tavola Valdese, Federazione Chiese evangeliche, Arci, Unhcr, Iom, Inm, hanno firmato oggi un protocollo che permetterà l’arrivo in due anni di molti afghani rifugiati ora in Pakistan, Iran, Qatar e altri Paesi limitrofi.

  • Anche quest'anno torna la Campagna “Una storia di mani”: attraverso una chiamata da rete fissa o un sms si potrà aiutare chi non vede e non sente. Riparte la Campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi “Una storia di mani” della Lega del Filo d’Oro, il cui obiettivo principale per l’edizione 2021 è il completamento del nuovo Centro Nazionale di Osimo, in particolare degli ambienti dedicati alle attività fisioterapiche e idroterapiche.

  • In una lettera rivolta ai leader riuniti a Glasgow per la conferenza Onu sul clima, i vescovi dell’Amazzonia sottolineano il bisogno urgente di intervenire per salvare la grande foresta latinoamericana prima della catastrofe. A fare le spese di politiche sbagliate che non rispettano la “casa comune” sono soprattutto gli indigeni.

  • In udienza da papa Francesco il presidente palestinese Mahmoud Abbassi si è parlato dello stato delle relazioni tra israeliani e palestinesi e la necessità di promuovere la "convivenza pacifica fra le varie fedi". Gerusalemme sia "riconosciuta da tutti come luogo di incontro e non di conflitto".

  • Quattro organizzazioni africane hanno vinto i prestigiosi Premi Ashden 2021, attribuiti ieri dal vertice Onu sul clima Cop26 a Glasgow, in Scozia. I premi sono andati a Yice Uganda, un’iniziativa che forma donne, giovani e rifugiati, nelle tecniche di agricoltura rigenerativa, a New Energy Nexus Uganda, che fornisce prestiti a basso costo per l’energia pulita e formazione aziendale alle organizzazioni delle comunità rurali, alla Mbou Mon Tour della Repubblica democratica del Congo per la sua iniziativa unica di gestione forestale basata sulla comunità, e alla kenyana Solar Freeze, che fornisce servizi di refrigerazione sostenibile e conveniente per cibo e medicine nei campi profughi.


Per la bontà che abita nel cuore umano e per coloro che si mettono a disposizione del bene, a te la lode e la gloria, o Signore: Gloria in excelsis



Signore Dio, ti chiediamo di liberare noi e le Chiese dall’ossessione narcisista di considerare tutto e tutti in funzione di sé. Aiutaci ad imparare da chi sa mettere la vita a disposizione per un’umanità più umana, più fraterna, capace di crescere nella giustizia della condivisione.


1Re 17,10-16    Eb 9,24-28


Mc 12,38-44


38 Diceva loro mentre insegnava: "Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze,

39 avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti.

40 Divorano le case delle vedove e ostentano di fare lunghe preghiere; essi riceveranno una condanna più grave".

41 E sedutosi di fronte al tesoro, osservava come la folla gettava monete nel tesoro.

E tanti ricchi ne gettavano molte.

42 Ma venuta una povera vedova vi gettò due spiccioli, cioè un quattrino.

43 Allora, chiamati a sé i discepoli, disse loro: "In verità vi dico: questa vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri

44 Poiché tutti hanno dato del loro superfluo, essa invece, nella sua povertà, vi ha messo tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere".


Due vedove assumono un ruolo magisteriale nei testi della Parola di Dio di questa domenica. La prima, quella con cui ha a che fare Elia, è di Sarepta di Sidone, una pagana dunque. L’altra, quella del racconto evangelico, no. Appartiene alla tradizione giudaica, come Gesù. Ma le appartenenze a specifiche tradizioni, per la Parola di Dio non contano. L’importanza è quello che queste due donne rappresentano, ossia la parte più debole e indifesa dell’umanità.

Prima della vedova di Sarepta, Elia ha dovuto fare i conti con un’altra donna, anche lei proveniente dalle parti di Sidone, la potente Gezabele, moglie del re Acab, ricca, spregiudicata e crudele. Da lei Elia deve fuggire perché lo vuole morto.

Elia è il portaparola per eccellenza, eppure dalla Parola stessa, di cui è portatore, è istruito a comprendere che sono i poveri come la vedova di Sarepta a sostenere e a dare vita. I potenti, invece, la tolgono. È una costante nella storia biblica e…nella storia umana! La parola di Dio insegnò ad Elia questa verità.

D’altra parte, la vedova e tutta l’umanità da lei rappresentata, attraverso il segno della farina che non si consuma, comprende che la parola di Dio è un nutrimento sempre nuovo, non si ripete e non si consuma. Un codice o un regolamento invecchiano; diventano obsoleti, monotoni. La parola di vita apre sempre a nuovi orizzonti, a nuove esperienze.

Il brano evangelico, dal canto suo, si trova all’interno del confronto serrato tra Gesù e le componenti più rappresentative della società e della religione ufficiale.

Sarebbe riduttivo limitare la questione a Gesù con gli uomini del suo tempo.

Nel momento in cui Gesù esprime alcune considerazioni sul comportamento dei soggetti che sta osservando, cioè gli scribi, i ricchi e la povera vedova, il testo annota:

E avendo chiamato a sé i discepoli…”.

Quando Gesù chiama interpella una risposta in termini di scelte di vita, di modi d’essere ecc.

Si tratta quasi di parole tecniche per indicare che Gesù sta insegnando ai suoi a come intende il discepolato. Quindi sono parole rivolte alle comunità cristiane di tutti i tempi. Infatti egli comunica il suo pensiero dopo un’altra annotazione dell’evangelista assai importante perché è anch’essa un’espressione tecnica: “E sedutosi…”. Questo modo di esprimere la postura di Gesù viene normalmente usato per definirlo solennemente come il Maestro che, posto al centro della comunità credente, consegna ad essa la Parola eterna.

Dunque, cosa vuole affermare Gesù di tanto decisivo per chi lo vuole seguire come discepolo e discepola?

Quello che esce dalla sua bocca, mentre sta ad osservare il comportamento delle persone intorno al tesoro del Tempio, è un’esemplificazione di come non deve e come deve essere il rapporto del discepolo con Dio; come deve essere la religione dal punto di vista di Gesù.

Sinteticamente la narrazione fotografa due atteggiamenti opposti:

La religione vissuta dagli scribi è basata su un rapporto con Dio funzionale all’affermazione di sé. Il loro ego, si manifesta nella vita pubblica (le piazze) – nella forma religiosa (le sinagoghe) e nella vita sociale (i banchetti), sta al centro di tutto. Il mondo è in funzione dell’ego. Si tratta della forma più bieca di idolatria: IO AL CENTRO DELL’UNIVERSO.

Il loro atteggiamento è l’esatto opposto di quello di Dio che è un atteggiamento salvifico. Quando infatti nell’A.T. si parla di Dio salvatore, viene sempre identificato come il protettore degli orfani e delle vedove. Questi personaggi invece “divorano le case delle vedove”. Quando insomma persino la religione viene asservita all’egoismo personale e/o di gruppo, si nutre di violenza e produce violenza.

C’è poi un’altra forma di religiosità, quella dei ricchi. Ancora una volta, non si tratta di una questione di censo, uno può essere ricco anche di conoscenze, di potere, di titoli di merito e quant’altro. Viene esibito il superfluo. Eppure, a proposito del centro di tutto era stato detto da Gesù che l’esperienza dell’amore esige tutto il cuore, tutta la mente, tutte le forze e tutta l’anima. Insomma, senza coinvolgimento affettivo, mentale, etico e concreto la religiosità è una commedia o un mercato…

In altre parole, il discepolo è posto davanti alla scelta: Garantirsi o coinvolgersi?


Della vedova viene rimarcato il “tutto quanto aveva per vivere”. È l’atteggiamento religioso di chi mette in gioco se stesso. Penso, ad esempio, al sindaco di san Severo ricordato nel memoriale di oggi. Nel combattere l’abusivismo contro la criminalità organizzata e onorare la giustizia, ha messo a repentaglio la sua vita e la sua libertà. Gli è stata assegnata la scorta perché il boss mafioso lo ha avvertito: “Ti sbatto la testa contro il muro”. A motivo della giustizia, questo sindaco ‘sta dando tutto quanto ha per vivere’.

In mezzo ai due momenti del racconto, esattamente tra i ricchi e la vedova, sta lo sguardo di Gesù. Gesù osservava. Il termine usato fa pensare ad un modo di vedere che è secondo il cuore ed il pensiero di Dio. Che il nostro modo di essere discepoli e discepole di Gesù corrisponda al modo di vedere le cose secondo Dio.


Salmo 145

Il Signore rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri.

Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri.

Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione.

Meditazione Domenica XXXI B

  


Ricordiamo davanti a te, o Signore

  • Il Senato affossa il ddl Zan con il voto segreto. Sit-in nati spontaneamente, subito dopo lo stop della legge contro la omotransfobia.

  • L’indigenza minorile è in aumento in tutta Europa. Sono venti milioni i bambini in povertà in Europa.

  • Ecuador. Il Paese sta vivendo uno dei momenti più difficili degli ultimi anni: dal 18 ottobre è in vigore lo stato di emergenza per la lotta al narcotraffico. I vescovi locali hanno denunciato un aumento consistente della violenza.

  • Nubifragio a Catania. Vittime e ingenti danni nella provincia etnea a causa della forte pioggia. Attività bloccate e uffici pubblici chiusi. Si fatica a contare i danni il giorno dopo il nubifragio che ha colpito Catania, causando la morte di almeno due persone, mentre una donna risulta ancora dispersa.

  • Bangladesh. Attacco in un campo profughi al confine con il Myanmar. Crescente clima di paura nei campi profughi Rohingya. Sette persone sono state uccise con armi da fuoco e almeno 20 ferite con armi da taglio.

  • Sudan: 7 morti e centinaia di feriti nella repressione delle proteste dopo il golpe militare.

  • In Afghanistan è allarme fame. Secondo il Rapporto dell'Onu si registra nel Paese, da agosto governato dai talebani, un aumento del 37% del numero di persone che soffrono la fame. E le previsioni per l’inverno fanno temere il peggio.

  • L'Organizzazione metereologica mondiale delle Nazione Unite registra una quantità di anidride carbonica più alta rispetto a cinque anni fa.

  • Non si arresta in Europa la costruzione di muri anti migranti. Il senato polacco ha approvato un piano che prevede la costruzione di un muro da 350 milioni di euro lungo il confine con la Bielorussia.

  • In Somalia i combattimenti tra l’esercito somalo e il suo ex alleato hanno ucciso 120 persone e fatto 600 feriti negli ultimi tre giorni. I combattimenti hanno provocato lo sfollamento di almeno 100mila persone.

  • La Commissione d'inchiesta sulla pandemia di Covid del parlamento brasiliano ha approvato un rapporto finale in cui raccomanda l'incriminazione del presidente Jair Bolsonaro per nove reati legati alla sua gestione dell'emergenza, tra cui "crimini contro l'umanità”. Intanto, domani verrà di persona a ritirare la cittadinanza onoraria di Anguillara Veneta, il Comune padovano da cui discende la sua famiglia e che nei giorni scorsi ha approvato il conferimento dell'onorificenza.

   Signore, abbi cura di noi: Kyrie eleison


Aiutaci a custodire la speranza

  • Anche la Gran Bretagna, dopo gli Usa e 12 Paesi europei, chiede ad Israele di non procedere con la costruzione di 3.100 case per i coloni nella Cisgiordania occupata e a Gerusalemme est.

  • Guarda all’ambiente la XX Giornata del dialogo cristiano-islamico celebrata il 27 ottobre, nell’anniversario dell’incontro di Assisi del 1986.

  • Il cardinale Eugène Tisserant è stato dichiarato "giusto tra le nazioni" per aver nascosto e salvato diversi ebrei. Sono "giusti" anche altri due connazionali nel corso della Seconda guerra mondiale nel 1939.

  • La ministra congolese per l’ambiente, Eve Bazaiba, pur non annunciando una data precisa, ha dichiarato che il paese intende sospendere l’esportazione di legname pregiato. La Repubblica democratica del Congo possiede la foresta tropicale più vasta al mondo, dopo quella amazzonica.

  • Il Capo dello Stato Isaac Herzog ha "chiesto perdono" alla minoranza araba in Israele per una strage compiuta 65 anni fa da un reparto militare nella città araba di Kfar Kassem (Israele centrale) in cui 49 civili rimasero uccisi.


Per la bontà che abita nel cuore umano e per coloro che si mettono a disposizione del bene, a te la lode e la gloria, o Signore: Gloria in excelsis




Signore Dio, amante degli uomini e delle donne, la tua amorevolezza è sorgente di ogni vita e non c'è altro dio all'infuori di te: il tuo Spirito ci doni la grazia dell'ascolto, perché i cuori, i sensi e le menti si aprano al primato dell'amore per te e per ogni essere


Dt 6,2-6    Eb 7,23-28

Mc 12, 28-34


Si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici».
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo
.

***


Cerchiamo di cogliere il messaggio di questo testo a partire dalla cornice entro cui è collocato. In questa sezione, che inizia con l'ingresso di Gesù in Gerusalemme e prepara la narrazione della passione, è un momento di massima tensione tra Gesù e le categorie dei rappresentanti ufficiali della società del suo tempo. La conversione- cambiamento che è venuto ad annunciare raggiunge le coscienze e le strutture della società e della religione.

L'incipit del nostro contesto è l'ingresso in Gerusalemme in modo particolare nella proclamazione del popolo: Benedetto il regno che viene del nostro padre Davide. Osanna nel più alto dei cieli. (echeggia il cantico degli angeli: Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini... Gli angeli non parlano di Davide, il popolo si!). La chiusura dell'inclusione la troviamo immediatamente, e significativamente, dopo il nostro brano dove Gesù prendendo lo spunto dal salmo 110, riduce Davide di importanza e chiaramente si smarca da lui. Gesù non ha mai desiderato realizzare il Regno di Dio alla maniera di Davide!


È all'interno di questo segmento d'inclusione, abbiamo il trittico della tensione (bene espressa nella parabola dei vignaioli) tra Gesù e i rappresentanti ufficiali della sua società.


  • In un primo momento, i farisei e gli erodiani, per coglierlo in fallo, lo provocano sul terreno della politicaÈ lecito pagare il tributo a Cesare?...


  • Poi, è la volta degli aristocratici sadducei, su una questione di carattere dottrinaleC'è o non c'è una risurrezione? Un mondo altro? Sono loro a farsi avanti con una parabola trabocchetto. Ma egli ribadisce che il loro modo di vedere l'altro mondo non è che una proiezione dei loro interessi terreni.


  • Infine, lo scriba del nostro brano.


Qui lo zoom mette a fuoco il brano che ci interessa.

Il soggetto, che viene a completare l'elenco dei rappresentanti eminenti della società di Gesù, appartiene alla categoria degli scribi. A motivo della sua specialità, ha molto a che fare con la Scrittura. Anche il dialogo che intrattiene con Gesù rivela questo ambito di competenza.

Tuttavia, non si appressa a Gesù per metterlo alla prova come tutti gli altri ma perché, dopo averlo ascoltato, è interessato ad approfondire.

Possiamo comprendere questo testo sotto il profilo della “Vicinanza”.

  • inizia con: Si avvicinò a lui

  • e conclude con: Non sei lontano dal Regno

Quindi è vicino al Regno, al messaggio di Gesù perché ne condivide le intenzioni.

Nel Vangelo di Marco Gesù inizia la sua vita pubblica dichiarando che “il Regno di Dio è vicino”. Questo scriba, che si è avvicinato a Gesù, non è lontano dal regno di Dio, lo sta per incontrare.

La questione da lui posta è radicale: chiede che cosa deve essere considerato come assolutamente prioritario. Per lui è decisivo cogliere il punto focale per collocare tutto il resto al suo vero posto. È questione vitale! Questo scriba è sinceramente in ricerca. È attratto dalle parole di Gesù. Vuole saperne di più, vuole confrontarsi con lui, non intende confliggere con lui.

Qui, evidentemente ci troviamo di fronte ad un bivio: come tutte le domande, anche le risposte possono essere differenti. Se ad essere interrogato fosse stato un altro maestro della legge, avrebbe dato la medesima risposta di Gesù? Non è detto!


Per comprendere la sua risposta, dovremmo chiederci se Gesù ha mai posto domande simili ad altri.

Mc. 3, 1-6

1 Entrò di nuovo nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, 2 e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo. 3 Egli disse all'uomo che aveva la mano paralizzata: "Àlzati, vieni qui in mezzo!". 4 Poi domandò loro: "È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?". Ma essi tacevano. E guardandoli tutt'intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all'uomo: "Tendi la mano!". Egli la tese e la sua mano fu guarita. 6 E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.

Occorre concludere che se lo scriba avesse rivolta la stessa domanda ai Farisei e agli erodiani (gli stessi che posero il tranello sulla questione politica) avrebbero risposto che il primo comandamento è l'osservanza del sabato, le regole di purità cultuale ecc. Se l’interrogazione fosse stata rivolta ai sadducei o a qualcuno della classe sacerdotale avrebbero accentuato la dimensione del culto con gli olocausti e i sacrifici (la classe sacerdotale infatti era collegata alla categoria dei sadducei perché questi possedevano il monopolio della vendita e della macellazione degli animali per il sacrificio). Insomma, i farisei e gli erodiani avrebbero risposto che prima di tutto occorre sostenere il sistema e gli altri avrebbero puntato sull’economia. Gesù è consapevole che può esserci una religiosità che si fonda sull'egoismo.


Gesù e lo scriba concordano sul primato dell'amore perché amare non è uno dei tanti doveri ma un modo di essere davanti a Dio e davanti agli altri, dove tutto è coinvolto:

  • il cuore cioè la coscienza e le sue scelte

  • l'anima: la vita così come si manifesta nella concretezza di tutti i giorni

  • la mente: la visione delle cose

  • la forza, ossia il modo di agire.

Se un simile modo di essere viene vissuto nella relazione con Dio, non può non influenzare anche il modo di essere nella relazione con gli altri.

Gesù e lo scriba, inoltre, si trovano in sintonia con la più genuina tradizione profetica. Lo scriba nell’affermare che l’amore “Vale più di tutti gli olocausti e sacrifici”, cita il profeta Amos e il profeta Osea:

Anche se voi mi offrite olocausti, io non gradisco le vostre offerte, e le vittime grasse come pacificazione io non le guardo” - Amos 5, 22


Voglio l'amore e non il sacrificio, la conoscenza di Dio più degli olocausti” - Osea 6,6


Nel Regno, cioè nella visione delle cose secondo Gesù, non è possibile una religiosità, un rapporto con Dio, che in nome di Dio escluda e non ami e non si curi l'umano.

Ancora una volta, e in modo esplicito, questi testi rivelano il volto dell'umanissimo Dio di Gesù Cristo.



Salmo 17


Ti amo, Signore, mia forza,
Signore, mia roccia,
mia fortezza, mio liberatore.

Mio Dio, mia rupe, in cui mi rifugio;
mio scudo, mia potente salvezza e mio baluardo.
Invoco il Signore, degno di lode,
e sarò salvato dai miei nemici.

Viva il Signore e benedetta la mia roccia,
sia esaltato il Dio della mia salvezza.
Egli concede al suo re grandi vittorie,
si mostra fedele al suo consacrato.