Meditazione Domenica XIV T.O. A

Ricordiamo davanti a te, o Signore Venezuela, è emergenza sanitaria: obitori al collasso e rischio epidemie. Mentre la terra continua a tremare con scosse sismiche di assestamento, cresce il timore per la possibile diffusione di epidemie: gli obitori sono al collasso e molti corpi sono ancora seppelliti sotto le macerie. Intanto, cresce il bilancio ufficiale delle vittime: oltre 2.200 morti e più di 11.000 feriti. Pizzaballa: "Gaza è un disastro. Non lasciamo sola la Terra Santa". Il cardinale Patriarca di Gerusalemme dei Latini ha riferito che, dopo la sua ultima visita nella Striscia, "a Gaza si viaggia su strade fortuite, in mezzo alle tende, alle fognature. E qui vive la gente. Un aspetto che le immagini non rendono sono gli odori. E una delle piaghe più presenti in questo momento sono i topi, che mordono. Soprattutto i bambini. Sudan, dichiarata un'epidemia di colera: 117 morti e 838 casi sospetti. L'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha avvertito che la diffusione della malattia è aggravata dalla guerra in corso, che continua a compromettere i servizi sanitari, mentre gli sfollamenti e l'insicurezza ostacolano l'accesso alle cure e l'arrivo degli aiuti umanitari. Lo scisma di Lefebvre si ripete 38 anni dopo. Nonostante i generosi tentativi dei santi Paolo VI e Giovanni Paolo II, la decisione di revocare la scomunica presa da Benedetto XVI e le facoltà concesse da Francesco, con le consacrazioni illecite fatte contro la volontà del Papa la Fraternità Sacerdotale torna a separarsi da Roma Ti preghiamo, o Signore, prenditi cura di noi: Kyrie eleison Aiutaci a custodire e a discernere i germi della speranza Filippo Mannino, sindaco di Lampedusa, racconta un'accoglienza fondata sulla profonda umanità e sulla sinergia tra la comunità locale e il presidio della Croce Rossa. Ricorda le parole di Francesco e guarda con speranza alla visita di Leone XIV, auspicando una benedizione che dia forza nell'affrontare le drammatiche situazioni che si presentano ogni giorno. Davanti a chi arriva chiedendo aiuto, la priorità sia il soccorso. "Quando una persona ti tende la mano, prima la aiuti, poi viene tutto il resto", afferma, ribadendo come il fenomeno migratorio assuma un significato diverso rispetto ai dibattiti politici affrontati lontano dall'isola. Leone XIV: «La remigrazione non è la risposta più cristiana». Rispondendo alle domande dei giornalisti, il Papa ha ribadito la sua posizione sull'accoglienza dei migranti. Semplicemente dire: "questo migrante lo mandiamo via", - ha aggiunto - è come se noi ci lavassimo le mani del problema, non mi sembra diciamo una risposta cristiana». In Calabria sono due i pulmini anti-caporalato che trasportano i braccianti. Il servizio di trasferimento dei braccianti verso le aziende che li fanno lavorare in regola è un modello che funziona
Il Comune di Cassano all’Jonio e Cidis lo rafforzano.
Gianpaolo Iacobini, sindaco di Cassano, , ribadisce l’impegno totale dell’amministrazione comunale al fianco d’ogni iniziativa utile a fronteggiare e provare a curare coi bisturi istituzionali la ferita caporalato. Contro la quale si prepara una risposta corale e istituzionale, partendo dal luogo in cui il primo giugno è stato consumato l’omicidio dei quattro braccianti. Per la bontà che abita nel cuore umano e per coloro che si mettono a disposizione del bene, a te la lode e la gloria, o Signore: Gloria in excelsis Deo Zc 9,9-10. Rm 8,9.11-13 Mt11,25-30 In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo, infatti, è dolce e il mio peso leggero». *** Questa pagina di vangelo sembra essere un canto di ringraziamento e di lode a Dio per i benefici ricevuti: Gesù compone e intona questo salmo perché ha notato che inaspettatamente i ‘piccoli’ accolgono il suo messaggio. Invita poi tutti coloro che sono afflitti da varie vicissitudini esistenziali a rivolgersi a lui per essere confortati. È interessante notare come egli ringrazi Dio in un momento molto problematico della sua vita: era il tempo in cui sperimentava un parziale fallimento della sua missione. La gente non lo capiva e rischiava di stravolgere il significato delle sue parole; i discepoli cominciavano a dubitare delle sue prerogative messianiche; le autorità lo criticavano e disputavano con lui. Dovunque pareva ci fosse incomprensione e ostilità. Gesù riesce dunque a vedere l’opera di Dio anche in ciò che può essere considerato di poco conto o un insuccesso: sono pochi coloro che acconsentono, non hanno valore a livello sociale e culturale, ma ci sono. Questo è un segno che il Padre lo sta accompagnando nella sua attività, e a Lui professa tutta la sua fiducia, perché Egli ha scelto di stare dalla parte di costoro. Chi sono questi ‘piccoli’? Li ha già elencati nel suo discorso sul monte: sono i poveri, gli afflitti, i miti, i perseguitati per la loro giustizia, i puri di cuore, i misericordiosi, gli operatori di giustizia e di pace. Sono coloro che hanno una relazione di fiducia con Dio e si abbandonano a Lui, fonte di ogni bene. Lancia poi l’invito ad avvicinarsi a lui e a seguirlo nel suo stile di vita. Ciò che appare un paradosso è che agli oppressi, agli sfiduciati, ai malati, ai depressi non promette salute o ricchezze o successo, ma un ‘giogo’ da portare, anche se assurdamente ‘leggero’. Qui Gesù usa un’immagine che a noi forse dice poco, ma che era popolare ai suoi giorni. Il ‘giogo’ era la Legge di Mosè che i discepoli dei rabbini e dei teologi (i ‘sapienti’ e i ‘dotti’ menzionati precedentemente) dovevano imparare a memoria, se volevano diventare a loro volta ‘maestri’. Come si metteva il giogo all’animale perché lavorasse per il bene del padrone, così lo studente si impegnava nel pesante compito di imparare la Legge per lavorare nel campo di Dio. Gesù modifica l’immagine, invitando i semplici e le persone in difficoltà ad andare alla sua scuola, laddove non si impara una serie di norme, regole, divieti e obblighi, ma uno stile di vita che lui stesso incarna, perché ne dà lui stesso un esempio pratico. È così che si realizza il paradosso: il giogo diventa portabile. Tre sono le qualità affinché questo si realizzi: la mitezza (= l’atteggiamento verso gli altri), l’umiltà di cuore (= l’atteggiamento verso Dio), e il sentirsi figli e figlie di Dio (= la propria dignità). Questo significa non avere la mentalità dello schiavo che fa le cose, perché obbligato da una possibile punizione, né quella del salariato, perché agisce per un qualche interesse personale e ragiona in termini economici (‘io ti do – tu mi dai’), ma quella del figlio che agisce con rispetto e generosità, perché si sente di appartenere alla famiglia di Dio e mostra responsabilità e amore. Ed è allora che il giogo diventa leggero, perché è simbolo di vera libertà. Dal Sal 144 (145) O Dio, mio re, voglio esaltarti e benedire il tuo nome in eterno e per sempre. Ti voglio benedire ogni giorno, lodare il tuo nome in eterno e per sempre. Misericordioso e pietoso è il Signore, lento all’ira e grande nell’amore. Buono è il Signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su tutte le creature. Ti lodino, Signore, tutte le tue opere e ti benedicano i tuoi fedeli. Dicano la gloria del tuo regno e parlino della tua potenza. Fedele è il Signore in tutte le sue parole e buono in tutte le sue opere. Il Signore sostiene quelli che vacillano e rialza chiunque è caduto.