Ricordiamo davanti a Te
Onu, preoccupazioni per una pulizia etnica a Gaza e in Cisgiordania. Un rapporto dell'Alto commissariato Onu per i diritti umani, che prende in esame il periodo novembre 2024-ottobre 2025, denuncia pratiche perpetrate dall'Idf che "sembravano mirare a un cambiamento demografico permanente a Gaza". Quanto alla Cisgiordania il dossier descrive "un uso sistematico e illegale della forza" contro i palestinesi
L'Onu: a El Fasher raccolte prove di genocidio. L’ultimo rapporto della missione delle Nazioni Unite sul Sudan si concentra sulle violenze dell'ottobre scorso, quando i paramilitari conquistarono dopo 18 mesi di assedio la capitale del Darfur settentrionale. Il team di esperti denuncia che le Rsf agirono "con l’intento di distruggere in tutto o in parte" le comunità non arabe Zaghawa e Fur.
Madagascar. Oltre 260.000 persone sono state colpite dal ciclone tropicale Gezani e oltre 16.000 hanno dovuto lasciare le proprie case, visto che 18.000 abitazioni sono state distrutte o danneggiate,
Ottantotto associazioni europee che si occupano di diritti umani scrivono una nota congiunta, sottolineando come il piano UE su rimpatri forzati e deportazioni in paesi terzi ricalchi le misure di contrasto all’immigrazione portate avanti dall’ICE, l’Agenzia federale statunitense. "Non possiamo indignarci per l’operato dell’ICE negli Stati Uniti e allo stesso tempo sostenere pratiche analoghe in Europa", commentano.
La Rete italiana preti e pastori contro il genocidio ha scritto una lettera aperta alla presidente del Consiglio in cui dichiarano che la partecipazione italiana al Board of Peace appare ambigua e politicamente rischiosa. "Chiediamo al governo: di sospendere e riconsiderare qualunque adesione o partecipazione ambigua al Board of Peace (anche “da osservatori”) che non garantisce parità, trasparenza e coerenza con l’art. 11. Se dite di essere credenti, difendete invece la tradizione – che il Papa, il Magistero della Chiesa e la Santa Sede hanno sempre ribadito – del multilateralismo, della cooperazione, del diritto e della pari dignità.
Continua a prenderti cura di noi, o Signore: Kyrie eleison
Aiutaci a riconoscere e a coltivare i semi di speranza
Ramadan 2026 e “la solidarietà dei musulmani verso l’umanità lacerata". L’imam Nader Akkad racconta il mese sacro per l’islam fatto di digiuno e preghiera che quest’anno coincide con la Quaresima, "un mese benedetto che unisce i figli di Abramo". Gli auguri del cardinale Zuppi: la coincidenza nel calendario è “simbolo di un incontro profondo" che "spinge alla ricerca di vie comuni di pace e collaborazione”
I vescovi americani: "Nessun migrante è straniero per la Chiesa". Si è concluso a Tampa, in Florida, l’incontro biennale degli episcopati del continente americano, con l'invito a progettare risposte congiunte di fronte alla sfide che vive il continente. L'appello a riconoscere chi lascia la propria casa alla ricerca di sicurezza "il volto stesso di Cristo in cammino".
Il Consiglio ecumenico delle Chiese lancia 'Sette settimane per l’acqua'. Da oggi, 18 febbraio, e fino al primo aprile prossimo, prende il via l'iniziativa quaresimale promossa dalla Cec per sollecitare la comunità internazionale ad individuare azioni concrete affinché ci sia una giusta distribuzione di risorse idriche. In tutto il mondo 2,2 miliardi di persone, in particolare donne e ragazze, non hanno accesso a riserve potabili sicure
Per la bontà che abita nei cuori e per coloro che si dedicano alla causa del bene: A te la lode e la Gloria, O Signore: - Misericordias
Gen 2,7-9; 3,1-7 Rm 5,12-19
Mt 4,1-11
1Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo.
2Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame.
3Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». 4Ma egli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio».
5Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio 6e gli disse:
«Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti:
Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo
ed essi ti porteranno sulle loro mani
perché il tuo piede non inciampi in una pietra».
7Gesù gli rispose: «Sta scritto anche:
Non metterai alla prova il Signore Dio tuo».
8Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo
e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria
9e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai».
10Allora Gesù gli rispose: «Vattene, Satana! Sta scritto infatti:
Il Signore, Dio tuo, adorerai:
a lui solo renderai culto».
11Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.
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All’inizio del periodo quaresimale ci viene proposto il vangelo delle tentazioni di Gesù nel deserto. Esse sono presentate nei vangeli come conseguenza del battesimo cui egli si è sottoposto. Perché questo? Con l’episodio del battesimo Gesù ha scoperto definitivamente la sua identità di Figlio di Dio, ha sperimentato su di sé l’azione dello Spirito e ha conosciuto la sua speciale relazione con Dio, suo ‘abbà’ (= papà). Ora, con le tentazioni, questa identità e questa conoscenza vengono messe alla prova ed entrano in crisi. È pur vero che là dove c’è una prova o una crisi, c’è anche una purificazione: è attraverso le difficoltà che certi valori vengono alla coscienza e vengono affrontati, valori che prima erano impliciti o magari accettati passivamente. Nella prova e con la prova, essi emergono più chiaramente alla coscienza e possono influire grandemente sulle scelte di vita. È quando non riesco a mangiare che scopro l’importanza del cibo! Questo dato umano ci fa comprendere l’importanza di questo evento per Gesù: le tentazioni sono il luogo e il tempo in cui appaiono chiaramente le scelte fondamentali di Gesù per il Padre e per il Regno.
Inoltre, l’evangelista Matteo, scrivendo questo brano ad alto valore simbolico (il numero 40, il deserto, le tre tentazioni, il monte altissimo, gli angeli…), ha voluto istruirci e farci riflettere sulle decisioni che Gesù ha preso all’inizio del suo servizio di annunciatore e di costruttore del Regno. Notiamo le molte citazioni dalla Bibbia ebraica (‘sta scritto…’), la Bibbia che Gesù conosceva: con esse comprendiamo che Gesù ha utilizzato la Parola di Dio come norma e punto di riferimento del suo agire. Ad essa si è ispirato per fare quello che ha fatto.
L’episodio appare come un dialogo, una discussione su tre argomenti fondamentali posti in tre diverse situazioni: fame, pinnacolo del Tempio di Gerusalemme (= luogo santo del culto di Israele) e il più alto monte. Il primo argomento verte sul fare un miracolo per sfamarsi, il secondo sul fare proseliti con un gesto spettacolare che attiri l’attenzione dell’opinione pubblica e il terzo sul conquistare il potere umano per far crescere il Regno di Dio. Notiamo che sono tutte tentazioni a fare il bene. Difatti, il tentatore nel primo e secondo caso gli dice: ‘se sei Figlio di Dio…’, e questo ci mostra come egli giochi sull’identità e la dignità di Gesù, come dire: ‘adesso che sai veramente chi sei, puoi far tutto ciò che vuoi per il tuo bene e per quello degli altri…’. Ma Gesù non accetta questa prospettiva.
La prima tentazione ci dice che Gesù ha considerato la Parola del Padre più importante del cibo (vedi Giovanni 4,34: ‘Mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato’). Se per cibo intendiamo i bisogni materiali (il pane che fa vivere) e i bisogni di appagamento personale (il pane che toglie la fame), allora scopriamo che Gesù ha messo il servizio del Regno al di sopra di essi. In effetti, egli si è fidato della provvidenza del Padre (vedi Matteo 6,24-34: ‘cercate prima il Regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta’).
La seconda ci mostra che il desiderio di fare spettacolo e di conquistare il successo facendo intervenire addirittura gli angeli e usando Dio per ottenerlo, non fa parte della politica di Gesù. Anche se il tentatore usa la Bibbia e manipola la Parola di Dio per essere più convincente, Gesù non cade nel tranello di recitare un ruolo per ottenere seguaci. La scelta di Gesù è quella dei veri valori e non dell’effimero. Egli decide di essere agnello di Dio che vince il male assumendolo, non il giocoliere che attira nel circo di Dio con la sua arte. (vedi Matteo 27,40: ‘salva te stesso, se tu sei Figlio di Dio, e scendi dalla croce!’)
Nella terza, rifiutando il potere, Gesù rifiuta la capacità di influire direttamente sulle scelte che guidano il mondo e la via facile per ottenere il consenso del popolo. Dio è l’unico che ha il vero potere ed egli più tardi ci insegnerà che ogni autorità umana deve essere una forma di servizio per il bene di tutti (vedi Matteo 20,28: ‘il Figlio dell’uomo non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti’. Egli lo dimostrerà in modo lampante durante l’ultima cena, lavando i piedi ai suoi discepoli e offrendo la sua vita (= corpo e sangue) per tutti.
E alla fine, colui che aveva rifiutato l’intervento angelico per fare spettacolo e avere successo, viene aiutato, nel segreto del deserto, e sfamato dagli angeli mandati dal Padre provvidente. Bellissima immagine che ci mostra la tenerezza di Dio per suo Figlio.
Se Gesù ha fatto queste scelte, noi, suoi discepoli e discepole, abbiamo spesso fallito nell’imitarlo, soprattutto a livello di Chiesa. Auguro a me stesso e a tutti che questa quaresima con i suoi digiuni, penitenze e preghiera, ci aiuti a ‘rimettere ordine’ nelle nostre decisioni, per essere più autentici seguaci e testimoni.
Dal Sal 50 (51)
Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro.
Sì, le mie iniquità io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l'ho fatto.
Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.
Rendimi la gioia della tua salvezza,
sostienimi con uno spirito generoso.
Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode.
