Meditazione Domenica VI T.O. A

 


Ricordiamo davanti a Te

    Libia, 53 migranti tra morti e dispersi in un naufragio. Il Mediterraneo continua ad essere teatro di continui naufragi di imbarcazioni cariche di migranti e provenienti dalla Libia e dalla Tunisia. Nel solo mese di gennaio le morti in mare sono state centinaia.

    Monsignor Giancarlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio e presidente della Fondazione Migrantes, sottolinea preoccupato come il ddl sicurezza metta “prima la tutela dei confini e poi la tutela delle persone”. Ma non solo, ne rimarca il profilo anticostituzionale: “È in contraddizione con l’articolo 10 della Costituzione che dice che lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica”. Per chi ha fatto della frase “no muri, ma ponti” un monito e un impegno del mondo cattolico, è difficile accettare un disegno di legge che “fa del Mediterraneo sostanzialmente un muro, il che è anche per le frontiere terrestri perché ciò che si dice per il Mediterraneo vale anche per le frontiere terrestri”.

    Israele, misure drastiche per accelerare gli insediamenti in Cisgiordania. Tra le misure approvate. ". Il piano prevede il trasferimento dell’autorità sui permessi di costruzione per gli insediamenti a Hebron, a maggioranza palestinese, dalla municipalità stessa, controllata dall’Autorità nazioNale palestinese, a Israele.

    Caritas, povertà e salute mentale sempre piu collegati. È boom di casi. Il Rapporto Caritas per la Giornata mondiale del malato evidenzia che crescono del 154% i disturbi depressivi tra le persone prese in carico negli ultimi dieci anni. I giovani, i migranti, le donne sole, chi ha perso il lavoro sono i soggetti più colpiti. La sofferenza mentale interessa il 4,4% delle persone accolte dalla rete, una quota probabilmente sottostimata

    Venezuela, familiari si incatenano per la liberazione dei prigionieri politici davanti a un importante centro di detenzione preventiva gestito dalla Polizia nazionale bolivariana (Pnb) noto come Zona 7, nella zona est di Caracas. La radicalizzazione della protesta, avviata ieri notte, arriva dopo oltre un mese di presidio continuo per il mancato rispetto delle promesse di scarcerazione.

    Unicef, 'ogni 20 ore in Colombia reclutato un bambino-soldato'. Il numero è cresciuto del 300% in cinque anni. Il rappresentante dell'Unicef in Colombia: "È necessario intervenire con urgenza per proteggere i bambini dal reclutamento e dall'utilizzo, dalla violenza sessuale e da altre gravi violazioni, nonché dall'impatto di eventi traumatici che avere conseguenze per tutta la vita".

    La Nobel per la Pace Narges Mohammadi condannata a sei anni in Iran

Continua a prenderti cura di noi, o Signore: Kyrie eleison

Aiutaci a riconoscere e a coltivare i semi di speranza

    Bari. Fratelli tutti, insieme con arte per i bambini della Terra Santa. L’arte al servizio della pace. L’evento sarà un concentrato di bellezza, declinata in musica, parole, testimonianze e performance artistiche. Un’occasione unica per offrire un aiuto reale e fraterno ai bambini della Terra Santa che vivono una delle emergenze umanitarie più dolorose del nostro tempo.

    A Caivano contro il degrado arrivano le “multe morali” (e possono darle anche i bambini). L'iniziativa del Comune per l'ambiente. Le piccole “sentinelle dell’ambiente" saranno accompagnate dagli agenti della polizia municipale e potranno infliggere sanzioni simboliche a chi non fa un uso corretto della raccolta differenziata
Per la bontà che abita nei cuori e per coloro che si dedicano alla causa del bene: A te la lode e la Gloria, O Signore: Gloria in excelsis Deo

Sir 15,16-21 1Cor 2,6-10

Mt 5,17-37

7Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti;

non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.

18In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra,

non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.

19Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti

e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli.

Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.

20Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei,

non entrerete nel regno dei cieli.


21Avete inteso che fu detto agli antichi: Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. 22Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna. 23Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, 24lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono. 25Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. 26In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!

27Avete inteso che fu detto: Non commetterai adulterio. 28Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore. 29Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. 30E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.

31Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. 32Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.

33Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. 34Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, 35né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. 36Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. 37Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”, “No, no”; il di più viene dal Maligno.

[NB: così si può intendere questa strana espressione finale: ‘sì, se sì; no, se no’]

***

La lunga pagina del vangelo di oggi ci propone due sezioni del discorso della montagna: nella prima troviamo i principi generali per leggere e comprendere l’Antico Testamento (vv. 17-19); la seconda riporta quattro delle sei cosiddette ‘antitesi’, ossia le più importanti novità del messaggio di Gesù (vv. 20-37).

vv. 17-20: Principi generali per leggere l’Antico Testamento
Questi quattro versetti trattano del rapporto con ‘la Legge e i Profeti’, cioè con quello che oggi noi chiamiamo normalmente Antico Testamento. In questo brevissimo brano troviamo, densissimo, un insegnamento fondamentale sul rapporto e sull’approccio che dovremmo avere nei confronti delle tradizioni ebraiche precedenti a Gesù. Nel v. 17 si sottolinea il ruolo di Gesù nel contesto delle tradizioni di Israele; nel v. 18: il ruolo di queste tradizioni; il v. 19 ci dice l’importanza che queste tradizioni hanno per i discepoli e le discepole; nel v. 20 troviamo il nuovo atteggiamento che Gesù richiede loro.

Come dobbiamo considerare ciò che troviamo scritto nell’Antico Testamento? Roba vecchia da buttare? Materiale archeologico utile per capire la cultura e il retroterra sociale e religioso di Gesù e della sua gente? Cosa fare delle riflessioni, delle scoperte, delle esperienze religiose e degli eventi dell’antico popolo di Israele? Come integrarle nella fede e nella vita cristiana? La novità di Gesù forse cancella completamente il ricco tesoro del suo popolo? Queste sono le domande che ci facciamo noi oggi e che anche i cristiani del primo secolo si ponevano, specialmente quelli per cui Matteo scriveva il suo vangelo. Occorreva una risposta a questi interrogativi.


Me queste sono anche le domande che si fanno tanti credenti oggi, quando hanno a che fare con il tema delle culture. Che relazione c’è tra le nostre presenti culture e il Vangelo? Come comprendere e accettare i valori culturali che sono di per sé stessi positivi e che sono incarnati da gente di tradizioni non-cristiane?

Questi versetti del Vangelo tentano di rispondere a queste domande. Gesù non è venuto a distruggere ciò che è buono nelle tradizioni e culture del mondo, cominciando dalla sua. La Legge di Mosè è ancora un documento valido e ha un valore intrinseco. Ma non può avere valore assoluto, come scribi e farisei pensavano. Gesù viene a dare a queste norme, tradizioni, esperienze, ecc. un nuovo valore, una nuova importanza. Esse sono una preparazione e un retroterra per la crescita del messaggio evangelico nel mondo. Ciò che Gesù chiede è un fondamentale atteggiamento di apertura per ripensare i valori tradizionali in una nuova luce e in una nuova comprensione, che vengono dal suo messaggio. L’Antico Testamento, in altre parole, non si butta, ma lo si reinterpreta alla luce dell’esperienza di Gesù e così si dovrebbe fare per tutte le tradizioni culturali che contengono semi di positività.

In particolare, questo significherà andare ai valori che sostengono la Legge e non fermarsi alla lettera. Per esempio, gli scribi del tempo di Gesù avevano riassunto la Legge in una lista di qualche centinaio di comandamenti e divieti da osservare. Per Gesù questo non basta. Il credente deve andare oltre, alla radice, cioè all’amore di Dio per noi. Con questa comprensione sarà capace di fare molto di più di ciò che la Legge prescrive. Ecco perché Gesù in determinate occasioni osservò la Legge, ma in altre la infranse: egli, infatti, pose fine alle regole della purità legale (vedi Marco 7,1-23), alla stretta osservanza del sabato (vedi Marco 3,1-6) e al modo di considerare il Tempio di Gerusalemme (vedi Marco 11,15-18).

In conclusione, possiamo dire che Gesù ci chiede di guardare all’Antico Testamento e alle tradizioni culturali in modo positivo, ma con il cuore sempre orientato alla novità del messaggio evangelico.


vv. 21-37: le ‘antitesi’
Questa sezione del Discorso della Montagna è evidentemente divisa in sei parti, sempre introdotte dalla stessa formula: ‘avete inteso che fu detto..., ma io vi dico...’ È chiaro che qui Gesù sta insegnando qualcosa di nuovo che richiede una rivoluzione di mentalità. È la chiarificazione pratica di ciò che intendeva nei versetti precedenti: ‘non sono venuto ad abolire... ma a dare pieno compimento’ (v. 17). Il suo intento è quello di portare a perfezione ciò che già fa parte del bagaglio culturale e religioso del passato.

Questa trasformazione dal vecchio al nuovo avviene in sei punti principali, di cui oggi ne udiamo quattro:

Omicidio: uccidere una persona è un fatto grave, ma Gesù è più preoccupato della radice dell’omicidio: l’odio che si annida nel cuore della persona. Questa è la sorgente di tutte le azioni malvage. Allora Gesù chiede un costante ‘check-up’ del cuore per curarlo e purificarlo da pensieri, atteggiamenti e intenzioni maligne. La causa di tutto è la rabbia ed essa si cura con il perdono e la riconciliazione.

Adulterio: la stessa strategia può essere applicata all’adulterio. La radice è il desiderio di ciò che è scorretto e ingiusto. La medicina è amara e radicale: togliere le occasioni che portano a situazioni pericolose. Le immagini qui usate da Gesù sono molto forti: parla di tagliare parti del corpo. Ovviamente si tratta di un linguaggio metaforico: sono esagerazioni che vogliono sottolineare un grande pericolo e, d’altra parte, i grandi valori della fedeltà e del rispetto nei rapporti coniugali.

Divorzio: un insegnamento molto chiaro per coloro che vogliono vivere il matrimonio alla luce del messaggio di Gesù. Un principio che non ha bisogno di molti commenti. La medicina contro il divorzio è l’amore maturo e fedele che è capace di affrontare le difficoltà di relazione. E per coloro che hanno avuto disavventure nel loro matrimonio? Gesù è sempre stato misericordioso nei confronti dei fallimenti umani. Ecco forse perché inserisce quella strana espressione ‘eccetto il caso di unione illegittima’ (letteralmente: pornéia) che ha fatto pensare e scrivere molto a riguardo. Al di là delle tante interpretazioni possibili, non sappiamo cosa pornéia significhi in realtà, ma è forse la parte debole del comportamento matrimoniale che ha bisogno di guarigione e di salvezza.

Giuramenti: se uno giura quando parla, significa che a volte dice la verità e a volte no. Se poi vuole affermare senza ombra di dubbio che sta dicendo la verità, giura. Così si fa nei tribunali, per tentare di stabilire la verità. Ora Gesù ci insegna che i discepoli/e non hanno bisogno dei giuramenti, perché invitati a stare sempre dalla parte della verità, anche quando è scomoda. Gesù va di nuovo alla radice del problema: la persona veritiera sa che la verità a volte fa male e dà fastidio; ma sa anche che essa rende liberi ed è capace di sanare le ferite che la falsità sa solo coprire.Beato chi è integro nella sua via


Dal Sal 118 (119)

Beato chi è integro nella sua via

e cammina nella legge del Signore.

Beato chi custodisce i suoi insegnamenti

e lo cerca con tutto il cuore.

Tu hai promulgato i tuoi precetti

perché siano osservati interamente.

Siano stabili le mie vie

nel custodire i tuoi decreti.

Sii benevolo con il tuo servo e avrò vita,

osserverò la tua parola.

Aprimi gli occhi perché io consideri

le meraviglie della tua legge.

Insegnami, Signore, la via dei tuoi decreti

e la custodirò sino alla fine.

Dammi intelligenza, perché io custodisca la tua legge

e la osservi con tutto il cuore..