Meditazione Domenica IIT.O. A

 



Ricordiamo davanti a Te

Iran, una repressione che semina solo morte. Le autorità parlano di oltre 2.000 morti ma per ong e attivisti sarebbero almeno 12.000, perlopiù giovani. Almeno 10.000 le persone arrestate durante le ultime manifestazioni, secondo Iran Human Rights. Gli attivisti ricordano inoltre come in Iran lo scorso anno siano state impiccate almeno 1.500 persone.
Ancora raid dell'Idf sui campi per gli sfollati. La denuncia di Save the children: bambini uccisi dal freddo.  "Almeno sette di loro e 24 adulti sono deceduti quest’inverno per mancanza di riparo dal freddo gelido. Mentre diverse persone sono state uccise o ferite da resti di macerie cadute", denuncia Save the children. "La maggior parte degli sfollati non ha una casa dove tornare".
In Cisgiordania i crimini dei coloni sono in aumento nel 2025. Il numero di episodi di "crimini nazionalisti commessi" da israeliani contro i palestinesi è aumentato costantemente e bruscamente dal 7 ottobre 2023, con un totale di 1.720 aggressioni.
Il Sudan dalla violenza, decine i civili uccisi. L’allarme dell’OnuNuove stragi si sono consumate nel Darfur del nord  Solo due giorni fa un altro pesante attacco aveva colpito il sud est del Paese. L’Onu segnala 8 mila persone sfollate solo negli ultimi giorni e un’emergenza nutrizionale acuta che in alcune aree ha raggiunto il 53 per cento della popolazione.
RD Congo. I rifugiati fuggiti in Burundi muoiono di fame e stenti. I civili in fuga dalla guerra che sta insanguinando il loro Paese, vivono in condizioni estremamente precarie. In alcuni campi profughi manca tutto e malattie come il colera stanno uccidendo molte persone. Sono stimate oltre 200.000 persone che anno bisogno urgente di essere aiutate.
Patagonia argentina  Gli incendi forestali nella Patagonia argentina hanno già distrutto circa 15mila ettari e continuano a minacciare diversi centri abitati, Il fronte più esteso è attivo nella provincia di Chubut, dove le fiamme, divampate quasi una settimana fa, hanno devastato oltre 11.900 ettari di boscaglia e foreste.

Continua a prenderti cura di noi, o Signore: Kyrie eleison

Aiutaci a riconoscere e a coltivare i semi di speranza

Mozambico, alla scuola di Kirikù: uno spazio di accoglienza per i più fragili. Un tempo e uno spazio di accoglienza, di formazione umana e successivamente anche di rinforzo scolastico, dove i bambini apprendono giocando".

Offrire ai pazienti oncologici e i malati terminali in Pakistan un luogo ove ricevere cura, sollievo dal dolore e consolazione: con questo spirito è stato inaugurato il primo Centro diurno di cure palliative dell'intera nazione, aperto nell'Ospedale Sant'Elisabetta di Ungheria nella città di Hyderabad, all'interno della provincia pakistana del Sindh, nel Pakistan meridionale.. .
Settimana per l’unità dei cristiani 2026: "Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito". È un invito alla comunione il tema che accompagnerà la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, da domenica 18 a domenica 25 gennaio. Il tema scelto è un invito e un richiamo all’unità: “La preghiera ci chiede di superarci, di andare gli uni verso gli altri, senza dimenticare le nostre radici, accogliendo l’invito a camminare verso l’unità, non solo perché ne abbiamo bisogno noi, ma il mondo intero ha bisogno di testimoni di unità.

Per la bontà che abita nei cuori e per coloro che si dedicano alla causa del bene: A te la lode e la Gloria, O Signore: Gloria in excelsis Deo


Is 49,3.5-6 1Cor 1,1-3

Gv 1,29-34

Vangelo di Giovanni 1,29-34

29 Il giorno dopo, [Giovanni il Battista] vedendo Gesù venire verso di lui, disse:

«Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!

30 Egli è colui del quale ho detto:

“Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”.

31 Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua,

perché egli fosse manifestato a Israele».

32 Giovanni testimoniò dicendo:

«Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui.

33 Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse:

“Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”.

34 E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».


***

La pagina del vangelo di questa domenica ci racconta la testimonianza di Giovanni Battista riguardo al battesimo di Gesù. Essa è ambientata durante il secondo giorno della settimana che introduce la persona di Gesù e che può essere giustamente intitolata ‘il vangelo dell’amicizia’ (Giovanni 1,19-51). In questo capitolo viene narrata la formazione del primo gruppo di coloro che, attratti da Gesù grazie alle parole di Giovanni e alle relazioni reciproche, diventarono i suoi amici e discepoli, nonché testimoni del primo segno dell’acqua tramutata in vino a Cana di Galilea (2,1-11).

Queste che leggiamo, sono le parole di una persona che ha conosciuto Gesù per esperienza (gli è venuto incontro) e ha creduto in lui, indicandolo ad altri ed esortandoli a seguirlo. Anche se nella sequenza temporale Giovanni lo ha preceduto, egli è presentato nello scritto giovanneo come l’esempio più significativo del discepolo-testimone. Questa sua qualità non è ridotta a questo episodio, ma ha attraversato tutta la sua vita: la sua predicazione e i suoi gesti profetici che annunciavano la presenza e l’azione di Dio in mezzo al suo popolo; la volontà di condividere con altri (i discepoli) il suo impegno di rinnovamento; la capacità e il coraggio di sopportare fino alla morte tutte le conseguenze del messaggio che annunciava.

‘Ecco l’agnello di Dio’. Questa è un’espressione un po’ difficile da comprendere per noi oggi, ma che rivela una profonda verità riguardo alla persona di Gesù. È una confessione delle comunità primitive di origine giudaica molto significativa e pregnante, secondo la loro mentalità e il loro modo di esprimersi. L’immagine dell’agnello incarna mitezza e fragilità. Più tardi nei vangeli Gesù dirà di sé stesso: ‘imparate da me che sono mite e umile di cuore’ (Matteo 11,29), proponendosi come uno che non usa la forza, ma è disponibile a subire la violenza. L’agnello era poi l’immagine della vittima sacrificale che, offerta sull’altare del Tempio di Gerusalemme, otteneva il perdono di Dio, sanando l’offerente dal male voluto. Ma in questo caso si tratta dell’agnello di Dio, ossia del dono che Egli offre all’umanità, affinché possa imparare a vivere secondo il suo progetto. Non più leggi e norme, ma una persona che diventa ‘la norma’, perché propone valori eterni. È il Gesù che si fa carico del male dell’umanità, dei suoi fallimenti, del piano di Dio da lei rovinato, e ci dona la medicina con il suo messaggio e il suo stile di vita, secondo la profezia del libro di Isaia (52,13–53,12).

‘Ho contemplato lo Spirito… rimanere su di lui’. Queste sono dunque le parole di un contemplativo, un uomo del deserto che, materialmente lontano dalla società umana, è capace di vedere la realtà nel profondo, perché vicino a Dio. In effetti, ha scorto nella persona di Gesù che si avvicina, l’azione di Dio che vuole cambiare la storia umana di peccato e di male. Ha intuito che in quell’uomo semplice abitava lo Spirito di Dio, nel senso che ogni cosa che dice e fa viene da questa forza divina. Non solo, ma Gesù è capace di condividere lo stesso Spirito con coloro che si affidano a lui, attraverso un nuovo battesimo che non è tanto il risultato dello sforzo umano di andare fino al Giordano per immergersi nell’acqua, quanto un dono di Dio, frutto della sua amorevolezza.

Infine, possiamo notare che nel racconto evangelico non ci viene detto chi sono i recettori di questa testimonianza di Giovanni. Ci possiamo domandare: a chi sta parlando? Evidentemente si tratta di un espediente letterario che interpella noi, lettori del vangelo, che dopo molti secoli ascoltiamo questo messaggio. Queste parole non vengono semplicemente da un uomo del deserto, ma anche da una comunità di credenti che dopo di lui ha sperimentato la rilevanza e la bontà di quell’‘ agnello di Dio’. L’evangelista le ha raccolte e inserite nel suo scritto, offrendoci la possibilità di comprendere sempre meglio l’identità del Maestro di Nazaret, di accogliere il suo messaggio e contemplare la sua azione liberatrice.


Dal Sal 39 (40)


Ho sperato, ho sperato nel Signore,

ed egli su di me si è chinato,

ha dato ascolto al mio grido.

Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,

una lode al nostro Dio.


Sacrificio e offerta non gradisci,

gli orecchi mi hai aperto,

non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato.

Allora ho detto: «Ecco, io vengo».


«Nel rotolo del libro su di me è scritto

di fare la tua volontà:

mio Dio, questo io desidero;

la tua legge è nel mio intimo».


Ho annunciato la tua giustizia

nella grande assemblea;

vedi: non tengo chiuse le labbra,

Signore, tu lo sai.