Ricordiamo davanti a Te
Migliaia di persone si sono radunate ieri sera al Whittier Park di Minneapolis per una veglia commossa in memoria di Alex Jeffrey Pretti, il cittadino americano ucciso la scorsa settimana da agenti della Border Patrol. L'evento, inizialmente nato come momento di raccoglimento, ha assunto rapidamente i toni di una manifestazione di protesta contro l'uso eccessivo della forza da parte delle autorità federali.
Da quasi due anni sotto terra. A circa tre metri di profondità, detenuti illegalmente in una prigione sotterranea segreta, nella città meridionale di Kufra, in Libia. In condizioni totalmente precarie e disumane. 221 persone migranti che sono state liberate dalle autorità libiche, tra loro donne, bambine e bambini e un neonato.
Gaza, un medico Msf: bisogni ingenti, serve sostegno concreto alla popolazione
Mentre a livello internazionale si discute del “Board of Peace”, la situazione umanitaria nella Striscia rimane molto grave.«Non si spenga la luce su Gaza». Suona come un grido di aiuto l’appello che Roberto Scaini, coordinatore medico di Medici senza frontiere (Msf) nella Striscia. La semplice richiesta rivolta alla comunità internazionale è quella di «abbandonare l'ipocrisia e di agire in maniera concreta e in maniera giusta per la popolazione».
Migranti, sempre più vittime lungo la rotta atlantica. i migranti africani stanno abbandonando le rotte del Mediterraneo e progressivamente spostandosi verso l’Oceano Atlantico. I dati della ong spagnola Caminando Fronteras evidenziano che 3090 persone sono morte nel 2025 per raggiungere la Spagna dall'Africa occidentale..
Mozambico, in 400 mila colpiti dalle alluvioni. Da ottobre, inizio della stagione delle piogge, a oggi un centinaio di persone sono morte in decine di villaggi sommersi dall’acqua; in particolare fra il 21 dicembre e il 13 gennaio sarebbero state distrutte almeno 4000 abitazioni.
Due giorni di lutto nazionale per le vittime dei devastanti incendi che continuano a colpire il sud del Paese. I roghi hanno provocato finora 21 morti, interessando in particolare le regioni di Nuble, Bío Bío e La Araucanía.
Venezuela, condannato per odio e ribellione a 15 anni uno studente di giornalismo. Aveva denunciato lo sversamento di liquami e guasti elettrici nella sua comunità
Continua a prenderti cura di noi, o Signore: Kyrie eleison
Aiutaci a riconoscere e a coltivare i semi di speranza
Patto fra Chiese, profezia di pace. I rappresentanti di diciotto comunità ecclesiali, riuniti a Bari per il primo Simposio nazionale, hanno firmato il documento che sancisce il loro impegno nel «cammino comune di testimonianza» del Vangelo nella società italiana. «in un mondo ferito da conflitti armati, da ingiustizie strutturali, da migrazioni forzate e da una crisi ecologica che interpella la coscienza dell’umanità, l’azione comune dei cristiani appare non solo desiderabile ma necessaria» «Le Chiese sono chiamate a essere voce per i senza voce, rifugio per i feriti della storia e custodi della dignità di ogni persona». Da qui il Patto che «include e non esclude» e che chiede di «collaborare, in spirito di corresponsabilità, per una feconda coesione sociale nel contesto della nostra Italia».
Groenlandia, il parroco di Nuuk: «La Groenlandia è la nostra casa e vogliamo decidere noi stessi del suo futuro»a". Nel pieno delle tensioni geopolitiche, la testimonianza del parroco Tomaž Majcen che guida la piccola comunità cattolica nell'isola artica: "I groenlandesi sono feriti perché c'è una forte consapevolezza che voci potenti, lontane, parlano della loro terra senza conoscerla veramente"
Per la bontà che abita nei cuori e per coloro che si dedicano alla causa del bene: A te la lode e la Gloria, O Signore: Gloria in excelsis Deo
Is 8,23b-9,3 1Cor 1,10-13.17
Mt 4,12-23
12Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea,
13lasciò Nazaret e andò ad abitare a Cafarnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zabulon e di Neftali,
14perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:
15Terra di Zabulon e terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
16Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta.
17Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
18Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli,
Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello,
che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori.
19E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini».
20Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono.
21Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello,
che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò.
22Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.
23Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe,
annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.
***
Dopo aver raccontato l’evento del battesimo di Gesù e quello delle tentazioni nel deserto, l’evangelista descrive in maniera molto sintetica, ma significativa, la sua prima attività. Innanzitutto, notiamo come il Nazareno decida di seguire Giovanni Battista nella sua predicazione e di continuarne la missione. Però introduce anche alcune importanti novità.
‘Si ritirò in Galilea… andò ad abitare a Cafarnao’. Gesù non chiama la gente al fiume Giordano perché si battezzino, ma va lui stesso in cerca delle persone nei loro luoghi di lavoro, a contatto con la loro vita ordinaria e là dove la gente si incontra: case, piazze, strade, sinagoghe. Si fa ‘pellegrino’ per portare la ‘buona notizia’ di Dio. Si rende vicino alle persone, incominciando da Cafarnao, la città di confine sulla sponda nord del lago di Tiberiade. Simbolicamente inizia da luoghi lontani e periferici, non dalla capitale Gerusalemme, e sceglie come suo uditorio le persone semplici, non i notabili e le importanti personalità del suo tempo.
‘Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino’. La sua predicazione è semplice ed efficace: non minaccia catastrofi, né promette uno straordinario intervento divino che cambia la storia. Afferma con chiarezza che Dio è presente nel mondo con la sua azione (letteralmente: ‘il Regno di Dio si è avvicinato e fatto presente’), perché il suo progetto si sta realizzando. Le modalità di questa presenza e realizzazione saranno poi spiegate nel Discorso della Montagna e in particolare nelle Beatitudini (Matteo 5,1-12). Di fronte a questa ‘buona notizia’ l’atteggiamento consigliato è quello di accoglierla, cambiando mentalità e diventando cooperatori e cooperatrici nella realizzazione di questo progetto divino. È un qualcosa che viene dall’alto, sì, ma vuole coinvolgere le persone.
‘Venite dietro a me’. E proprio per questo, Gesù non fa tutto da solo, ma condivide il suo sogno e la sua attività con persone disponibili a camminare con lui e a crescere nella vita. Non è il filosofo che siede in cattedra o il guru che attira adepti con la sua profonda conoscenza spirituale, ma è il fratello che procede nella vita quotidiana, facendo scoprire che lì Dio si rivela come un Padre sollecito verso tutti, anche verso i peccatori. Come discepoli non sceglie i sapienti, i potenti e i migliori, ma persone comuni che vogliono condividere la loro vita con lui, scoprendo sempre più le novità che Gesù porta nel mondo. Così capiranno che la conversione è un cammino che dura per tutta l’esistenza umana, perché ha a che fare con eventi sempre nuovi.
‘Vi farò pescatori di uomini’. Usando la qualifica del loro lavoro (pescatori), Gesù propone ai discepoli il suo progetto personale di vita che con loro vuole condividere, attraverso un’immagine che viene dalla letteratura profetica biblica: persone che si danno da fare per ‘tirare fuori dall’acqua’ coloro che rischiano di annegare nella vita e dar loro la possibilità di ‘risorgere’. Per chiarificare cosa significhi questo in pratica, l’evangelista nel v. 23 descrive a grandi linee cosa egli faceva, affinché sia di insegnamento per tutti: educare, testimoniare e far guarire.
‘Guarendo ogni sorta di malattie’. Per far comprendere come il suo messaggio sia verità, Gesù compie dei segni, i miracoli, che non servono ad elevare la sua grandezza o farsi pubblicità, ma a mostrare l’amore di Dio Padre soprattutto per i bisognosi, i deboli e gli sfortunati. Il prodigio più grande e più bello che uno può compiere è quello di vincere il male con il bene: le guarigioni da lui operate hanno questo significato.
‘Il popolo… nelle tenebre vide una grande luce’. Questo – racconta Matteo – è ciò che Gesù faceva ed è ciò che ogni suo discepolo e discepola dovrebbe fare, ovviamente in modi diversi e secondo le proprie possibilità e capacità. E questo – afferma Matteo – è ciò che dona chiarezza, speranza, gioia e coraggio, perché è segno del Regno di Dio presente nella storia umana.
Dal Sal 26 (27)
Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura? R.
Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario. R.
Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore.
