Ricordiamo davanti a Te
7 gennaio 2026 A Minneapolis un agente dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement), l’agenzia federale statunitense incaricata di far rispettare le leggi sull’immigrazione e contrastare i reati transnazionali, ha sparato e ucciso Renee Nicole Good, cittadina americana di 37 anni e madre di tre figli, durante un’operazione sul territorio. Proteste dilagano in America. I cortei sono apparsi a Minneapolis, New York, Boston, Baltimora, Birmingham e in altre città americane.
Gli Usa via dalla Convenzione ONU sul clima. Il presidente USA ha firmato un decreto che ordina il ritiro degli Stati Uniti da 66 organizzazioni internazionali, molte delle quali legate alle Nazioni Unite. Tra queste figura la Convenzione quadro ONU sui cambiamenti climatici, pilastro degli accordi internazionali sul clima. Un duro colpo al consenso internazionale costruito negli ultimi anni circa le questioni climatiche.
Iran, sale a 45 il bilancio delle vittime nelle proteste contro il "caro vita". Drammatica escalation per le manifestazioni legate alla crisi economica del paese. Fra i morti si contano anche minorenni. La rete di attivisti promotori delle manifestazioni, per lo più commercianti, ha lanciato una sfida al potere iraniano, che dal canto suo ha bloccato rete telefonica e internet.
Siria, ancora combattimenti ad Aleppo. Dopo l'ultimatum di Damasco i quartieri curdi della seconda città siriana sono ancora sotto assedio. Almeno 15 morti e 60 feriti tra soldati dell’esercito e miliziani curdi. L’Ocha teme l'emergenza umannitaria: oltre 30.000 sfollati.
Gaza è ancora vietata ai giornalisti. Secondo il ministero della Salute di Gaza, sono state 430 le persone uccise dal 10 ottobre. Oltre un milione di palestinesi, secondo i report pubblicati dall’Onu, vive in insediamenti precari, ripari improvvisati o edifici danneggiati. Reporter ancora banditi, stop alle Ong.
Onu: gravi discriminazioni anti-palestinesi nella Cisgiordania occupata. Israele sta violando il diritto internazionale che impone agli Stati di proibire e sradicare la segregazione razziale e l'apartheid. Il rapporto dell’Agenzia delle Nazioni Unite descrive l'impatto "asfissiante" di leggi, politiche e pratiche israeliane su ogni aspetto della vita quotidiana dei palestinesi in Cisgiordania, compresa Gerusalemme est.
Sudan, oltre un centinaio di morti in una settimana di scontri. Il tragico bilancio è il risultato di conflitti a fuoco tra l'esercito sudanese e i suoi nemici paramilitari in due città del Darfur, Al-Zuruq e Kernoi. Il Sudan è attualmente la Nazione con più sfollati al mondo.
Sono solo 10, tra venezuelani e stranieri, i detenuti liberati dalla carceri dopo l'annuncio del governo venezuelano. Lo denuncia l'ong venezuelana Giustizia, Incontro e Perdono parlando di circa mille prigionieri che dovrebbero essere rilasciati.
Continua a prenderti cura di noi, o Signore: Kyrie eleison
Aiutaci a riconoscere e a coltivare i semi di speranza
9 gennaio. Dalle rive del Giordano la preghiera per la pace. Circa tremila fedeli provenienti da tutta la Giordania hanno compiuto il 26.mo pellegrinaggio annuale sul luogo del Battesimo di Gesù vicino Gerico. L'auspicio del vicario patriarcale, monsignor Iyad Twal: "L'anno in corso possa davvero testimoniare una pace duratura, giusta e globale"
Ecumenismo, a Bari il primo Simposio delle Chiese in Italia. Il 23 ed il 24 gennaio prossimi Bari ospiterà il primo Simposio delle Chiese cristiane in Italia. Si riuniranno cento delegati di diverse confessioni — cattolica, anglicana, evangelica, ortodossa e protestante.
Per la bontà che abita nei cuori e per coloro che si dedicano alla causa del bene: A te la lode e la Gloria, O Signore: Gloria in excelsis Deo
Is 42,1-4.6-7 At 10,34-38
Mt 3,13-17
In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui.
Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.
Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».
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Il fatto che Gesù sia stato ‘battezzato’ da Giovanni Battista nel fiume Giordano costituisce un evento così importante per gli evangelisti che lo ricordano in tutti quattro i vangeli, chi descrivendo l’accaduto (Marco, Matteo e Luca) e chi inserendolo nella testimonianza del precursore (Giovanni 1,32-34).
Perché tanta importanza? ‘Questi è il Figlio mio, l’amato’. Innanzitutto, perché per Gesù è stata l’esperienza in cui ha scoperto definitivamente la sua identità e missione: che tipo di Messia volesse essere e quale fosse il compito che il Padre gli affidava. Di fatto, l’evento del Giordano fu l’inizio della sua attività pubblica e da quel momento in poi egli attrasse l’attenzione della gente e fu ricordato in maniera particolare. Per quanto riguarda gli antefatti, abbiamo solo alcuni racconti della sua nascita e l’episodio dello ‘smarrimento’ nel Tempio di Gerusalemme (Matteo 1-2; Luca 1-2).
Inoltre, nel racconto matteano, il battesimo rappresenta la scena introduttiva della persona di Gesù con un tipico impianto trinitario: oltre Gesù, vediamo lo Spirito che discende su di lui e ascoltiamo il Padre che
parla. Questo significa che tutto ciò che viene raccontato di seguito, cioè l’insegnamento, gli atteggiamenti e le azioni di Gesù sono frutto dell’ispirazione dello Spirito e secondo la volontà di Dio, che qui viene rivelato nella sua identità paterna. C’è poi da notare anche che lo scritto evangelico si conclude con le ultime parole
di Gesù risorto che invita i discepoli ad andare nel mondo a ‘battezzare nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo’ (Matteo 28,19).
Il racconto del battesimo di Gesù risulta dunque come una piccola ‘confessione di fede’ da parte dell’evangelista e delle prime comunità cristiane, che invitano a leggere la storia di Gesù con gli occhi della fede e non come mera cronaca. A livello narrativo costituisce anche un’‘overture’ all’opera matteana.
‘Giovanni voleva impedirglielo…’. I credenti in Cristo delle prime generazioni hanno riflettuto su questo evento, probabilmente ritenendolo anche un poco ‘scandaloso’. Gesù, essendo Messia e Figlio di Dio, aveva bisogno di essere battezzato? La domanda di Giovanni rivela questo dubbio. Il battesimo di Giovanni faceva parte di un pellegrinaggio nei luoghi dove il popolo di Dio aveva sperimentato la presenza e l’azione di Dio liberatore, che ai tempi di Giosuè li aveva introdotti dal deserto nella terra promessa agli antenati, terra di libertà e di giustizia. Tornare ad immergersi nel Giordano doveva significare una volontà di cambiamento morale e sociale, finalizzato ad essere di nuovo l’autentico popolo di Dio. Ciò aveva anche un valore penitenziale e purificatorio, anche se lontano dall’ufficialità del Tempio di Gerusalemme, luogo dove normalmente si poteva ottenere il perdono divino attraverso la preghiera e i sacrifici. Evidentemente, alla luce dei fatti che seguirono, Gesù non necessitava di un tale gesto. ‘Conviene che adempiamo ogni giustizia’. La risposta enigmatica di Gesù ci lascia perplessi. Parla di ‘giustizia’ da compiere. Per giustizia qui possiamo intendere il piano di Dio da mettere in pratica (vedi la ‘giustizia’ di Giuseppe in 1,19), non solo perché si deve, ma soprattutto, perché è migliore, più retto e più soddisfacente. Se a Natale abbiamo visto che la volontà di Dio per Gesù era quella di essere una persona umana, qui essa diventa la sua consapevole scelta esistenziale nell’assumere anche tutte le nostre fragilità, sia nelle situazioni ordinarie (avere fame, sete, ecc.) che in quelle straordinarie (dedizione e cura delle persone fragili, affrontare difficoltà e conflitti, ecc.). Gesù non ha scelto una via privilegiata rispetto a noi, una scorciatoia che lo portasse al successo mostrando le sue qualità divine, ma ‘si è messo in coda’ conl’umanità, accogliendo anche quel desiderio di cambiamento, di rinnovamento, di vittoria sul male e diconquista del vero bene che abita nel cuore di ogni persona. Il suo ‘battesimo’ nell’acqua del Giordano è il segno visibile di questa sua scelta.
Il nostro battesimo è tutt’altra cosa, come il catechismo e la teologia ci insegnano. Ma credo che abbia incomune alcune particolarità. Una di queste è il fatto indubitabile che quelle parole pronunciate dal Padre in quell’occasione, le abbia ripetute anche al nostro battesimo, sebbene nessuno le ha udite e noi non ce ne siamo accorti. Sì, siamo anche noi dono di Dio all’umanità come suoi figli e figlie. E questa dignità ci impegna a ‘compiere ogni giustizia’, perché ‘se la vostra giustizia non supererà quella di scribi e farisei, non entrerete nel Regno dei cieli’ (5,20).
Questo compimento di giustizia è poi pienamente chiarificato nel Discorso della Montagna, laddove Gesù elenca alcuni aspetti fondamentali del suo stile di vita, che diventa insegnamento per i suoi discepoli e discepole: ‘avete inteso che fu detto…, ma io vi dico…’ (5,21-48). Lì possiamo trovare gli atteggiamenti che ci fanno realizzare la nostra identità e missione donateci dal nostro battesimo.
Dal Sal 28 (29)
Date al Signore, figli di Dio,
date al Signore gloria e potenza.
Date al Signore la gloria del suo nome,
prostratevi al Signore nel suo atrio santo.
La voce del Signore è sopra le acque,
il Signore sulle grandi acque.
La voce del Signore è forza,
la voce del Signore è potenza.
Tuona il Dio della gloria,
nel suo tempio tutti dicono: «Gloria!».
Il Signore è seduto sull’oceano del cielo,
il Signore siede re per sempre.
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