Meditazione Domenica Sacra Famiglia A

 


Ricordiamo, o Signore, davanti a te

Migranti, l'ennesima strage: 116 morti. Il naufragio è avvenuto al largo delle coste libiche. La denuncia di Alarm Phone sul mancato intervento delle autorità. Lo testimoniano le innumerevoli sollecitazioni verso la guardia costiera tunisina, la mancanza di condivisione di informazioni nonostante i ripetuti allarmi e il mancato avvio di operazioni di ricerca e di soccorso una volta scomparsa la barca.

Nelle ultime ore l’aviazione israeliana ha condotto una serie di bombardamenti mirati su diverse aree nella città di Rafah. Nel sud della Striscia unità corazzate israeliane hanno fatto ricorso all’artiglieria pesante, colpendo più punti della fascia di sicurezza.

Ancora tensioni in Cisgiordania. Il governo Netanyahu, su pressione della destra religiosa estremista, ha dato il via libera a 19 nuovi insediamenti di coloni, mentre diversi scontri si sono verificati nella città di Jenin. A Gaza le autorità palestinesi hanno registrato almeno 400 morti dall'inizio della tregua.

Tunisia: sciopero della fame di avvocati e opposizioni a sostegno dei detenuti politici per denunciare il regime autoritario del presidente Kais Saied e il sistema giudiziario piegato al potere esecutivo.

Minacce di morte, trattamenti crudeli e rischio di sparizione forzata: è quanto denunciano i familiari dei prigionieri politici detenuti nel carcere venezuelano di El Rodeo I, lo stesso istituto in cui è rinchiuso da oltre un anno anche il cooperante italiano Alberto Trentini.

Continua a prenderti cura di noi, o Signore: Kyrie eleison

Aiutaci a riconoscere e a coltivare i semi di speranza

Ecco la via della pace: la responsabilità. Se ognuno di noi – a tutti i livelli –, invece di accusare gli altri, riconoscesse prima di tutto le proprie mancanze e ne chiedesse perdono a Dio, e nello stesso tempo si mettesse nei panni di chi soffre, si facesse solidale con chi è più debole e oppresso, allora il mondo cambierebbe.... Con chi non ha più nulla e ha perso tutto, come gli abitanti di Gaza; con chi è in preda alla fame e alla povertà, come il popolo yemenita; con chi è in fuga dalla propria terra per cercare un futuro altrove, come i tanti rifugiati e migranti che attraversano il Mediterraneo o percorrono il Continente americano; con chi ha perso il lavoro e con chi lo cerca, come tanti giovani che faticano a trovare un impiego; con chi è sfruttato, come i troppi lavoratori sottopagati; con chi è in carcere e spesso vive in condizioni disumane.

Gaza, Pizzaballa: le bombe non hanno distrutto il desiderio di rinascita. Al termine della sua visita di tre giorni nella Striscia di Gaza, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei Latini, racconta ai media vaticani la situazione di una popolazione stremata da anni di guerra. "I problemi sono ancora tutti sul tappeto. Bisogna ricostruire case, scuole, ospedali. La popolazione vive in una povertà estrema, in mezzo alle fognature, in mezzo alle immondizie, però, allo stesso tempo, ha il desiderio di ricostruire la propria vita".

In un Medio Oriente ancora segnato da conflitti e instabilità, i patriarchi e i capi delle Chiese di Gerusalemme hanno diffuso il tradizionale messaggio di Natale, ribadendo che la pace non può ridursi a una semplice sospensione delle ostilità, ma deve essere accompagnata da giustizia, riconciliazione e rispetto dei diritti fondamentali.

Poveri, anziani, famiglie in difficoltà sono stati loro gli invitati speciali per il pranzo di Natale della Comunità di Sant’Egidio. “Un Natale – si legge in un comunicato - che non dimentica gli ultimi e che, alla fine di questo Giubileo della speranza, vuole inviare un forte messaggio di solidarietà e di pace ai tanti poveri che abitano nelle nostre città e ai popoli che soffrono per le guerre nel mondo”.

Per la bontà che abita nei cuori e per coloro che si dedicano alla causa del bene: A te la lode e la Gloria, O Signore: Gloria in excelsis Deo


Sir 3,3-7.14-17a Col 3,12-21

Vangelo di Luca 2,1-20


1In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra.

2Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria.

3Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città.

4Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nazaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide.

5Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.

6Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto.

7Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia,

perché per loro non c’era posto nell’alloggio.

8C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto,

vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge.

9Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce.

Essi furono presi da grande timore, 10ma l’angelo disse loro:

«Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo:

11oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore.

12Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».

13E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:

14«Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».

15Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l’un l’altro:

«Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere».

16Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino,

adagiato nella mangiatoia.

17E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.

18Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori.

19Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.

20I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio

per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.



I miei pensieri non sono i vostri pensieri, né le vostre vie sono le mie vie, dice il Signore’ (Isaia 55,8).

Veramente, le vie di Dio sono diverse dalle nostre!

Il popolo di Israele si aspettava il Messia, ma doveva essere una persona adulta, magari di stirpe regale, o un potente che scendesse dal cielo a portare giustizia e pace, liberando gli oppressi e sconfiggendo i nemici; se poi fosse stato anche sacerdote, meglio ancora; oppure un maestro di sapienza che illuminasse tutti con il suo insegnamento per cambiare il mondo ed instaurare il suo regno giusto e universale.

Questo si aspettavano da lui. Invece, venne come ogni bambino.

Avrebbe dovuto alloggiare in una reggia con una corte, circondato da uomini potenti e saggi, vivere in una capitale da cui governare il Paese. Invece nasce da una famiglia di semplici galilei, in una stalla, un luogo di fortuna, deposto in una mangiatoia per animali, circondato da pastori, perché non c’era posto nell’albergo.

Viene nel mondo e si nasconde, lontano dai personaggi importanti del suo tempo.

Così il Dio dei cristiani si fa uomo, in carne ed ossa, uno come noi, tra di noi. Non è un’apparizione momentanea, ma è un’esperienza di vita concreta.

Paolo di Tarso, 50 anni circa dopo questi fatti, scriveva:

Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti, 

Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla

per ridurre a nulla le cose che sono, 

perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio. (1 Corinzi 1,27-29)



Sono nato nudo affinché tu potessi rinunciare a te stesso.

Sono nato povero affinché tu potessi trovare ricchezza in Me.

Sono nato piccolo affinché tu non volessi dominare gli altri.

Sono nato in una stalla affinché tu imparassi a rispettare ogni luogo.

Sono nato in una grotta affinché tutte le persone di buona volontà potessero avvicinarsi a Me.

Sono nato terribilmente debole affinché tu non avessi mai paura di Me.

Sono nato senza armi affinché tu potessi confidare nella Mia bontà.

Sono nato per amore affinché tu non dubitassi mai del Mio amore.

Sono nato di notte affinché tu credessi che sono capace di illuminare tutte le realtà terrene.

Sono nato come essere umano affinché tu non ti vergognassi mai di chi sei.

Sono nato come figlio di Maria affinché anche tu avessi una madre.

Sono nato come figlio adottivo di Giuseppe

affinché tu capissi che il vero padre è colui che dona protezione e amore.

Sono nato nella semplicità affinché tu non fossi complicato.

Sono nato umile affinché tu potessi superare l'orgoglio di te stesso.

Sono nato nascosto affinché tu potessi evitare ogni ostentazione.

Sono nato bambino affinché anche tu imparassi ad essere aperto e fiducioso, come un bambino.

Sono nato per te affinché potessimo tornare tutti insieme alla casa del Padre.

(Lambert Noben, 1940)



Dal Sal 127 (128)

Beato chi teme il Signore
e cammina nelle sue vie.
Della fatica delle tue mani ti nutrirai,
sarai felice e avrai ogni bene.

La tua sposa come vite feconda
nell’intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d’ulivo
intorno alla tua mensa.

Ecco com’è benedetto
l’uomo che teme il Signore.
Ti benedica il Signore da Sion.
Possa tu vedere il bene di Gerusalemme
tutti i giorni della tua vita!