RiCorDando settimana dal 6 al 12 gennaio 2020

Memoriale di domenica 12 gennaio 2020

1. Africa/La lunga scia di sangue. Il terrorismo di serie B. L’anno è appena iniziato ed è un susseguirsi di attentati di matrice jihadista nel continente, con decine di morti, soprattutto nel Sahel e nel Corno. Almeno 30 persone, lunedì 6 gennaio, sono state assassinate in un attacco nel nordest della Nigeria, quando un ordigno è stato fatto esplodere su un ponte dello stato regionale del Borno. Almeno 14 persone, inclusi 7 bambini, sono state uccise per l’esplosione di un ordigno improvvisato che ha fatto saltare in aria l’autobus sul quale viaggiavano, nel nord del Burkina Faso. Diciannove persone sono state ammazzate da uomini armati non identificati in un raid notturno condotto il 3 gennaio contro una comunità rurale nella Nigeria centrale. Sono solo alcune delle notizie di agenzia che raccontano, come in un tragico bollettino di guerra, le azioni terroristiche. E in questo elenco luttuoso sono stati omessi i morti nel conflitto fratricida in Libia. Il 14 novembre il segretario di stato americano Mike Pompeo avevano lanciato l’allarme: «L’Isis sta puntando sull’Africa occidentale e sulla regione saheliana. È quell’area che merita attenzione». Ma è soprattutto l’attenzione dell’opinione pubblica a mancare.

2. Brasile. Il triste record di Rio de Janeiro: 1.546 uccisi dalla polizia nelle favelas tra gennaio e ottobre. La cifra più alta da 21 anni. I tre quarti delle vittime sono nere e hanno tra i 14 e i 29 anni. Gli esperti puntano il dito sul governatore Witzel, del partito del presidente Bolsonaro. Il quale, per Natale, ha concesso l’indulto agli agenti dal «grilletto facile».. E l’artista Vanderley Da Cunha, dopo le minacce di morte, sta pensando di lasciare la favela di Acarí, baraccopoli di 42mila persone. Là è nato e cresciuto e là, da 25 anni, cerca, con il calcio, di tenere i bambini e adolescenti lontani dalle gang. Non ha commesso crimini ma ha fatto di peggio: “Ho creato l’associazione Fala Acarí per aiutare le famiglie a denunciare esecuzioni extragiudiziali commesse dalle forze dell’ordine”.

1. Perché dopo aver rischiato la vita su un barcone: Ibrahim, 20 anni, vede un futuro: «Sono stato accolto e trattato come un figlio - ha detto - Ho passato dei brutti momenti, ma ora ho una nuova vita. La Casa di Kore è per me una vera famiglia. Frequento il quarto anno all'Istituto Alberghiero e punto a diventare chef». 

2. Perché ad Haiti a 10 anni dalla catastrofe del terremoto è rimasta una piccola presenza di religiose. È la Comunità missionaria intercongregazionale: ha iniziato nel 2010 con gli sfollati di Port-au-Prince, vivendo nei campi profughi; poi ha trovato una casa piccola, ma piena di “lavoro in rete”: con vari organismi e organizzazioni Una presenza discreta e capace di tessere amicizia, che negli anni ha alimentato nella gente la forza di non scoraggiarsi.
Gloria in excelsis Deo

3. A Rosarno ancora caporalato a 10 anni dalla rivolta dei migranti. La situazione, purtroppo, non è cambiata molto in questi anni. Basta dire che i carabinieri di Reggio Calabria, in questi giorni hanno messo in campo un’operazione per l’arresto di numerose persone ritenute responsabili, a vario titolo, di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.

4. Cisgiordania. Nuovi insediamenti di Israele, la condanna di Bruxelles. "L'Unione Europa ribadisce che tutti gli insediamenti nel territorio palestinese occupato sono illegali ai sensi del diritto internazionale e rappresentano un grave ostacolo al raggiungimento della soluzione a due Stati e una pace giusta, duratura e globale, come ribadito da una risoluzione Onu". Il 5-6 gennaio, le "autorità israeliane hanno approvato la costruzione di quasi duemila unità abitative in insediamenti illegali nella Cisgiordania occupata". L'Unione Europea continuerà a "sostenere la ripresa di un processo significativo verso la soluzione dei due Stati, l'unico modo realistico e praticabile per soddisfare le legittime aspirazioni di entrambi i popoli".

3. “Aggiungi un posto a tavola” non è mai un’affermazione banale. E per renderla davvero concreta le persone con disabilità intellettiva della “Locanda del terzo settore - Centimetro zero” di Spinetoli, nelle Marche, hanno portato al Papa una sedia bianca da loro stesse costruita e decorata “Centimetro zero”, spiegano Roberta D’Emidio e Emidio Mandozzi, «è un modello di “locanda sociale” in cui l’attività di ristorazione è il punto d’arrivo di un progetto molto più ampio che coinvolge la disabilità e il recupero creativo: tutto ciò che si mangia a “Centimetro zero” proviene dal nostro orto o dalla nostra rete di cooperative sociali e aziende locali; le sedie e le lampade sono state restaurate e dipinte a mano dal nostro staff. 

4.  Da rottamati a imprenditori bio  L’opificio ecologico della cooperativa Conte@cerra. È accaduto a cinquant’anni, quando gli hanno detto che la vita, d’ora innanzi, sarebbe stata fatta di avanzi e assistenza, che il lavoro quotidiano avrebbe lasciato il posto alla precarietà, le certezze all’incertezza, e che quel che avevano imparato non sarebbe più servito a nulla. Rottamati. La grande fabbrica chiudeva e si trasferiva. Oggi che sono rimasti in cinque, sono quasi tutti sui sessanta. Dalla loro collera, fatta azione sociale, è nato un opificio.
La svolta è stata l’incontro con due “soci” finanziatori del loro progetto: il vescovo della loro città, Acerra, e la Cei. Monsignor Antonio Di Donna e la conferenza episcopale hanno aperto la cassa dell’otto per mille e hanno scommesso insieme a loro donando a fondo perduto una cifra quantificabile, al netto del riserbo, in circa centomila euro. Gli ex operai del polo chimico, oggi riuniti nella cooperativa Conte@cerra, stanno così per lanciarsi sul mercato della canapa bio: solo olio e farina al momento per avviare l’attività. Con la prospettiva di allargarsi ad altri prodotti alimentari di alta qualità e alla ecocosmesi.

5.  Denuncia. «Il Messico è un enorme cimitero dei migranti», 120mila scomparsi in 10 anni. La Carovana delle madri centroamericane accusa: «I narcos li catturano,  vengono arruolati e impiegati come carne da cannone negli scontri con altre bande. O rivenduti nei mercati della prostituzione forzata, degli organi, della pedofilia. I loro corpi vengono, infine, disseminati nelle migliaia di fosse comuni sparse per il Paese. Il fenomeno è aumentato con la politica restrittiva di López Obrador». Matamoros è allo stremo. Sono stati oltre 10mila richiedenti asilo centroamericani, spediti dagli Usa ad attendere l’esito della domanda nel secondo semestre del 2019 nell’ambito del programma “Remain in México”.

6 In questa settimana abbiamo ricordato che:
Il 06 gennaio 1992: Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite vota all'unanimità la condanna del trattamento dei palestinesi da parte degli israeliani. - 1980: cosa nostra uccide presidente Regione Piersanti Mattarella
Il 07 gennaio Natale ortodosso e copto
Il 08 gennaio 1913:  in Sudafrica nasce l’Anc (African National Congress)
Il 09 gennaio 1904: nasce Giorgio La Pira “sindaco per la pace”
Il 10 gennaio 1946: Prima Assemblea generale delle Nazioni Unite
Come oggi 12 gennaio 1948: la corte suprema Usa dichiara l’eguaglianza tra neri e bianchi – 12 gennaio  2010:  terremoto di Haiti. Oltre 220.000 morti

5. Thailandia: Comunità Papa Giovanni XXIII, inaugurata nuova casa famiglia. Accoglierà bambini disabili.“Nella ‘casa degli angeli’ – ha spiegato il presidente della Comunità fondata da don Oreste Benzi, Giovanni Paolo Ramonda – accogliamo bambini disabili: piccoli discriminati da un contesto culturale che tende ad emarginare le persone con handicap in quanto si ritiene che esso sia la conseguenza di una colpa personale”. 

6. Il Muro della Gentilezza arriva a Trento, un modo nuovo per essere generosi.   «Se non ne hai bisogno, lascialo. Se ne hai bisogno, prendilo». È lo slogan di Wall of Kindness (il Muro della Gentilezza), un modo nuovo per essere generosi con i senzatetto che prese il via in Iran nell’inverno a cavallo tra il 2015 e il 2016 nella città di Mashhad. I Muri della Gentilezza si sono diffusi in Cina, in Svezia, in Pakistan a Karachi e in tanti posti del mondo. Chi non ha un cappotto, una giacca, un pantalone a Trento lo potrà trovare in piazza Fiera. Il muro è in realtà una sorta di armadio per i più poveri della città, per chi non ce la fa ad acquistare un cappotto necessario alla stagione fredda. La proposta è stata approvata dal consiglio comunale della città.