Ricordiamo davanti a Te
Venezuela, catturati Maduro e la moglie. Il presidente USA: "Governeremo fino alla transizione". La missione, denominata "Risolutezza assoluta" è durata 20 minuti. Washington intende guidare la transizione nel Paese e gestire le risorse petrolifere.
Nel 2025 il mondo scosso dalle proteste della Generazione Z. Dall'Africa all'Asia, nell'anno appena trascorso migliaia di giovani sotto i trent'anni sono scesi in piazza per chiedere giustizia sociale, sviluppo, libertà, rispetto dei diritti umani. In molti casi le manifestazioni sono finite in un bagno di sangue costato la vita a centinaia di ragazzi e ragazza. In Tanzania uno dei bilanci più drammatici.
Gaza, ancora morti nelle tende di sfollati. Peggiora la situazione umanitaria. Ancora morti nella Striscia per attacchi dell'Idf e per un incendio scoppiato nelle tende di sfollati a Gaza City. Mentre la situazione umanitaria è destinata a peggiorare a seguito della decisione di Israele di mettere al bando 37 Ong che lavorano nell'enclave palestinese e in Cisgiordania. Ma Caritas Gerusalemme dice: "Continueremo le nostre operazioni".
Le ultime stime rilanciate dall'Onu sulle devastanti alluvioni e frane che hanno colpito il Sud-Es asiatico alla fine del 2025 parlano di almeno 1800 morti. Inondazioni e smottamenti hanno sconvolto la vita di milioni di persone tra Indonesia, Sri Lanka, Thailandia, Vietnam e Malaysia, con intere zone cancellate dalle cartine geografiche,
Sudan, altri 10 mila sfollati per le violenze in Darfur e Kordofa. Oĺtre 7000 residenti hanno dovuto lasciare le città di Kernoi e Umm Baru, nel Darfur settentrionale. E tra mercoledì e venerdì circa 3.100 persone sono fuggite da Kadugli, la capitale del Kordofan meridionale, assediata dai paramilitari dell'Rsf.
Palermo, ancora spari contro la parrocchia dello Zen. Continuano i gravi atti intimidatori contro la chiesa di San Filippo Neri, nel capoluogo siciliano. A distanza di pochi giorni da un precedente episodio, ignoti hanno esploso colpi d’arma da fuoco che hanno colpito e danneggiato l'edificio, luogo simbolo di fede, di aggregazione e di riscatto sociale per l’intera comunità del quartiere.
Continua a prenderti cura di noi, o Signore: Kyrie eleison
Aiutaci a riconoscere e a coltivare i semi di speranza
A Parigi il 48esimo incontro europeo di Taizé che vede riuniti 15.000 giovani provenienti dall’Europa e da tutto il mondo tra cui circa 1.000 ucraini che – sottolinea la comunità – “attraverso la loro partecipazione esprimono il desiderio di pace e di fraternità nel loro Paese lacerato dalla guerra”. I giovani sono stati accolti presso famiglie od ospitati nelle parrocchie.
Tre giorni a Sezano incontrandoci sul "limite" come soglia di trasformazione nella vita di ciascuno di noi. Accogliere l'imperfezione come possibilità di una vita pienamente umana. Grazie all'aiuto di Francesco Comina e a tutte le persone che hanno partecipato. Sezano diventa più bella grazie alla disponibilità delle persone ad accogliersi e a crescere insieme.
Per la bontà che abita nei cuori e per coloro che si dedicano alla causa del bene: A te la lode e la Gloria, O Signore: Gloria in excelsis Deo
Ef 1,3-6.15-18 Ef 1,3-6.15-18
Gv 1,1-18
1In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
2Egli era, in principio, presso Dio:
3tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
4In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
5la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
6Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
8Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.
9Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
10Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure, il mondo non lo ha riconosciuto.
11Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
12A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
13i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
14E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
È un bellissimo brano poetico da leggere e rileggere con calma, per gustarlo pienamente e meditarlo. È probabilmente un antico inno cristiano utilizzato nelle prime comunità e riportato qui dal redattore del quarto vangelo, che la tradizione ha attribuito all’apostolo Giovanni. Questo significa che la Chiesa cristiana antica esprimeva la propria fede nell’espressione musicale, non solo con le formule catechetiche e con i racconti della vita di Gesù. Implicitamente è una lode a Dio per il dono del Figlio fatto all’intera umanità.
L’evangelista chiama Gesù ‘Verbo’/’Parola’ di Dio. Cosa significa?
Parlare implica il comunicare conoscenze, sentimenti, idee, emozioni, pensieri. La finalità della parola è quella di essere ‘ponte’ tra le persone, di non rimanere sconosciuti o estranei o lontani, ma di partecipare la propria vita con quella degli altri. In questo senso, la poesia è l’espressione più alta e più significativa del parlare e comunicare umano. Non a caso nella storia letteraria le prime forme espressive sono sempre quelle poetiche.
La Bibbia ci dice che fin da principio Dio è in dialogo con l’umanità (vedi Genesi 1,28-30). Non solo, ma ha parlato a uomini e donne del passato (i profeti in particolare) e dialogato con il suo popolo, soprattutto attraverso eventi significativi di liberazione e di salvezza, magari insperati. E, nella fede, ci continua a parlare attraverso ciò che ci capita, gli avvenimenti tristi e lieti, le parole buone delle persone che incontriamo, gli incontri che facciamo, le buone intuizioni e ispirazioni che riceviamo.
‘Il Verbo era Dio’. L’evangelista qui proclama che Dio ha pronunciato la sua parola più bella e più significativa con Gesù attraverso ciò che egli ha compiuto e detto, i suoi atteggiamenti verso le persone che incontrava, i suoi gesti di attenzione e di liberazione, la sua stessa morte e risurrezione.
È stata parola di solidarietà e di cura con coloro che vivevano al margine della società: ciechi, muti, zoppi, psichiatrici, lebbrosi.
È stata parola di perdono e di speranza per chi aveva sbagliato e voleva cambiare: i pubblici peccatori.
È stata parola forte di conversione per coloro che si ritenevano ‘giusti’, vero popolo di Dio e disprezzavano gli altri che non erano alla loro altezza morale: farisei, sadducei, sacerdoti.
È stata parola di donazione, sacrificio e coerente fedeltà fino all’ultimo nella sua passione e morte.
Parole difficili da declinare nella vita pratica: Gesù ci ha mostrato come proprio queste parole portino alla vera realizzazione umana e alla vita secondo Dio e secondo verità.
‘Il Verbo si fece carne’. Ha assunto carne ed ossa come noi. Ha accolto, cioè, tutta la fragilità, tutte le situazioni tipicamente umane di debolezza: tentazioni, dolori, frustrazioni, depressioni, emozioni negative. In breve, tutto ciò che fa parte dell’esperienza umana, sia in positivo che in negativo.
Credo che al tempo della redazione di questo inno, queste parole siano risuonate come una bestemmia per coloro che concepivano la divinità come perfezione, purezza e alterità. Ma questa è la caratteristica e la bellezza del messaggio cristiano: credere in un Dio che parla, comunica e partecipa in prima persona alla nostra vita, alla nostra storia personale e universale, senza toglierci la libertà di pensiero, di parola e la capacità di sbagliare. Ci lascia liberi anche di negarlo e di insultarlo.
‘La luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta’. Tutto questo diventa messaggio di speranza, perché c’è sì la possibilità di rifiutare questa ‘Parola’, ma essa non può essere silenziata né soppressa. E chi sta dalla sua parte sa di vincere, anche se sembra il contrario.
L’evangelista Giovanni e la sua comunità hanno voluto cantare questa realtà bella e significativa e porla all’inizio dello scritto riguardante la vita, le opere e l’insegnamento di Gesù di Nazaret. E lo hanno fatto anche per noi, come viene affermato verso la fine del vangelo:
‘Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro.
Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio,
e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome’ (Giovanni 20,30-31).
Dal Sal 147
Celebra il Signore, Gerusalemme,
loda il tuo Dio, Sion,
perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.
Egli mette pace nei tuoi confini
e ti sazia con fiore di frumento.
Manda sulla terra il suo messaggio:
la sua parola corre veloce.
Annuncia a Giacobbe la sua parola,
i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.
Così non ha fatto con nessun'altra nazione,
non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi.







