Meditazione Domenica di Natale2 A

 


Ricordiamo davanti a Te

Venezuela, catturati Maduro e la moglie. Il presidente USA: "Governeremo fino alla transizione". La missione, denominata "Risolutezza assoluta" è durata 20 minuti. Washington intende guidare la transizione nel Paese e gestire le risorse petrolifere.

Nel 2025 il mondo scosso dalle proteste della Generazione Z. Dall'Africa all'Asia, nell'anno appena trascorso migliaia di giovani sotto i trent'anni sono scesi in piazza per chiedere giustizia sociale, sviluppo, libertà, rispetto dei diritti umani. In molti casi le manifestazioni sono finite in un bagno di sangue costato la vita a centinaia di ragazzi e ragazza. In Tanzania uno dei bilanci più drammatici.


Gaza, ancora morti nelle tende di sfollati. Peggiora la situazione umanitaria. Ancora morti nella Striscia per attacchi dell'Idf e per un incendio scoppiato nelle tende di sfollati a Gaza City. Mentre la situazione umanitaria è destinata a peggiorare a seguito della decisione di Israele di mettere al bando 37 Ong che lavorano nell'enclave palestinese e in Cisgiordania. Ma Caritas Gerusalemme dice: "Continueremo le nostre operazioni".

Le ultime stime rilanciate dall'Onu sulle devastanti alluvioni e frane che hanno colpito il Sud-Es asiatico alla fine del 2025 parlano di almeno 1800 morti. Inondazioni e smottamenti hanno sconvolto la vita di milioni di persone tra Indonesia, Sri Lanka, Thailandia, Vietnam e Malaysia, con intere zone cancellate dalle cartine geografiche,


Sudan, altri 10 mila sfollati per le violenze in Darfur e Kordofa. Oĺtre 7000 residenti hanno dovuto lasciare le città di Kernoi e Umm Baru, nel Darfur settentrionale. E tra mercoledì e venerdì circa 3.100 persone sono fuggite da Kadugli, la capitale del Kordofan meridionale, assediata dai paramilitari dell'Rsf.

Palermo, ancora spari contro la parrocchia dello Zen. Continuano i gravi atti intimidatori contro la chiesa di San Filippo Neri, nel capoluogo siciliano. A distanza di pochi giorni da un precedente episodio, ignoti hanno esploso colpi d’arma da fuoco che hanno colpito e danneggiato l'edificio, luogo simbolo di fede, di aggregazione e di riscatto sociale per l’intera comunità del quartiere.

Continua a prenderti cura di noi, o Signore: Kyrie eleison

Aiutaci a riconoscere e a coltivare i semi di speranza

A Parigi il 48esimo incontro europeo di Taizé che vede riuniti 15.000 giovani provenienti dall’Europa e da tutto il mondo tra cui circa 1.000 ucraini che – sottolinea la comunità – “attraverso la loro partecipazione esprimono il desiderio di pace e di fraternità nel loro Paese lacerato dalla guerra”. I giovani sono stati accolti presso famiglie od ospitati nelle parrocchie.

Tre giorni a Sezano incontrandoci sul "limite" come soglia di trasformazione nella vita di ciascuno di noi. Accogliere l'imperfezione come possibilità di una vita pienamente umana. Grazie all'aiuto di Francesco Comina e a tutte le persone che hanno partecipato. Sezano diventa più bella grazie alla disponibilità delle persone ad accogliersi e a crescere insieme.

Per la bontà che abita nei cuori e per coloro che si dedicano alla causa del bene: A te la lode e la Gloria, O Signore: Gloria in excelsis Deo


Ef 1,3-6.15-18 Ef 1,3-6.15-18

Gv 1,1-18



1In principio era il Verbo,

e il Verbo era presso Dio

e il Verbo era Dio.

2Egli era, in principio, presso Dio:

3tutto è stato fatto per mezzo di lui

e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.

4In lui era la vita

e la vita era la luce degli uomini;

5la luce splende nelle tenebre

e le tenebre non l’hanno vinta.

6Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni.

Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce,

perché tutti credessero per mezzo di lui.

8Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.

9Veniva nel mondo la luce vera,

quella che illumina ogni uomo.

10Era nel mondo

e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;

eppure, il mondo non lo ha riconosciuto.

11Venne fra i suoi,

e i suoi non lo hanno accolto.

12A quanti però lo hanno accolto

ha dato potere di diventare figli di Dio:

a quelli che credono nel suo nome,

13i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo,

ma da Dio sono stati generati.

14E il Verbo si fece carne

e venne ad abitare in mezzo a noi;

e noi abbiamo contemplato la sua gloria,

gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre,

pieno di grazia e di verità.


È un bellissimo brano poetico da leggere e rileggere con calma, per gustarlo pienamente e meditarlo. È probabilmente un antico inno cristiano utilizzato nelle prime comunità e riportato qui dal redattore del quarto vangelo, che la tradizione ha attribuito all’apostolo Giovanni. Questo significa che la Chiesa cristiana antica esprimeva la propria fede nell’espressione musicale, non solo con le formule catechetiche e con i racconti della vita di Gesù. Implicitamente è una lode a Dio per il dono del Figlio fatto all’intera umanità.

L’evangelista chiama Gesù ‘Verbo’/’Parola’ di Dio. Cosa significa?

Parlare implica il comunicare conoscenze, sentimenti, idee, emozioni, pensieri. La finalità della parola è quella di essere ‘ponte’ tra le persone, di non rimanere sconosciuti o estranei o lontani, ma di partecipare la propria vita con quella degli altri. In questo senso, la poesia è l’espressione più alta e più significativa del parlare e comunicare umano. Non a caso nella storia letteraria le prime forme espressive sono sempre quelle poetiche.


La Bibbia ci dice che fin da principio Dio è in dialogo con l’umanità (vedi Genesi 1,28-30). Non solo, ma ha parlato a uomini e donne del passato (i profeti in particolare) e dialogato con il suo popolo, soprattutto attraverso eventi significativi di liberazione e di salvezza, magari insperati. E, nella fede, ci continua a parlare attraverso ciò che ci capita, gli avvenimenti tristi e lieti, le parole buone delle persone che incontriamo, gli incontri che facciamo, le buone intuizioni e ispirazioni che riceviamo.


Il Verbo era Dio’. L’evangelista qui proclama che Dio ha pronunciato la sua parola più bella e più significativa con Gesù attraverso ciò che egli ha compiuto e detto, i suoi atteggiamenti verso le persone che incontrava, i suoi gesti di attenzione e di liberazione, la sua stessa morte e risurrezione.

È stata parola di solidarietà e di cura con coloro che vivevano al margine della società: ciechi, muti, zoppi, psichiatrici, lebbrosi.

È stata parola di perdono e di speranza per chi aveva sbagliato e voleva cambiare: i pubblici peccatori.

È stata parola forte di conversione per coloro che si ritenevano ‘giusti’, vero popolo di Dio e disprezzavano gli altri che non erano alla loro altezza morale: farisei, sadducei, sacerdoti.

È stata parola di donazione, sacrificio e coerente fedeltà fino all’ultimo nella sua passione e morte.

Parole difficili da declinare nella vita pratica: Gesù ci ha mostrato come proprio queste parole portino alla vera realizzazione umana e alla vita secondo Dio e secondo verità.

Il Verbo si fece carne’. Ha assunto carne ed ossa come noi. Ha accolto, cioè, tutta la fragilità, tutte le situazioni tipicamente umane di debolezza: tentazioni, dolori, frustrazioni, depressioni, emozioni negative. In breve, tutto ciò che fa parte dell’esperienza umana, sia in positivo che in negativo.

Credo che al tempo della redazione di questo inno, queste parole siano risuonate come una bestemmia per coloro che concepivano la divinità come perfezione, purezza e alterità. Ma questa è la caratteristica e la bellezza del messaggio cristiano: credere in un Dio che parla, comunica e partecipa in prima persona alla nostra vita, alla nostra storia personale e universale, senza toglierci la libertà di pensiero, di parola e la capacità di sbagliare. Ci lascia liberi anche di negarlo e di insultarlo.

La luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta’. Tutto questo diventa messaggio di speranza, perché c’è sì la possibilità di rifiutare questa ‘Parola’, ma essa non può essere silenziata né soppressa. E chi sta dalla sua parte sa di vincere, anche se sembra il contrario.

L’evangelista Giovanni e la sua comunità hanno voluto cantare questa realtà bella e significativa e porla all’inizio dello scritto riguardante la vita, le opere e l’insegnamento di Gesù di Nazaret. E lo hanno fatto anche per noi, come viene affermato verso la fine del vangelo:

Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro.

Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio,

e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome’ (Giovanni 20,30-31).


Dal Sal 147


Celebra il Signore, Gerusalemme,

loda il tuo Dio, Sion,

perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,

in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.

Egli mette pace nei tuoi confini

e ti sazia con fiore di frumento.

Manda sulla terra il suo messaggio:

la sua parola corre veloce.

Annuncia a Giacobbe la sua parola,

i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.

Così non ha fatto con nessun'altra nazione,

non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi.

Meditazione Domenica Sacra Famiglia A

 


Ricordiamo, o Signore, davanti a te

Migranti, l'ennesima strage: 116 morti. Il naufragio è avvenuto al largo delle coste libiche. La denuncia di Alarm Phone sul mancato intervento delle autorità. Lo testimoniano le innumerevoli sollecitazioni verso la guardia costiera tunisina, la mancanza di condivisione di informazioni nonostante i ripetuti allarmi e il mancato avvio di operazioni di ricerca e di soccorso una volta scomparsa la barca.

Nelle ultime ore l’aviazione israeliana ha condotto una serie di bombardamenti mirati su diverse aree nella città di Rafah. Nel sud della Striscia unità corazzate israeliane hanno fatto ricorso all’artiglieria pesante, colpendo più punti della fascia di sicurezza.

Ancora tensioni in Cisgiordania. Il governo Netanyahu, su pressione della destra religiosa estremista, ha dato il via libera a 19 nuovi insediamenti di coloni, mentre diversi scontri si sono verificati nella città di Jenin. A Gaza le autorità palestinesi hanno registrato almeno 400 morti dall'inizio della tregua.

Tunisia: sciopero della fame di avvocati e opposizioni a sostegno dei detenuti politici per denunciare il regime autoritario del presidente Kais Saied e il sistema giudiziario piegato al potere esecutivo.

Minacce di morte, trattamenti crudeli e rischio di sparizione forzata: è quanto denunciano i familiari dei prigionieri politici detenuti nel carcere venezuelano di El Rodeo I, lo stesso istituto in cui è rinchiuso da oltre un anno anche il cooperante italiano Alberto Trentini.

Continua a prenderti cura di noi, o Signore: Kyrie eleison

Aiutaci a riconoscere e a coltivare i semi di speranza

Ecco la via della pace: la responsabilità. Se ognuno di noi – a tutti i livelli –, invece di accusare gli altri, riconoscesse prima di tutto le proprie mancanze e ne chiedesse perdono a Dio, e nello stesso tempo si mettesse nei panni di chi soffre, si facesse solidale con chi è più debole e oppresso, allora il mondo cambierebbe.... Con chi non ha più nulla e ha perso tutto, come gli abitanti di Gaza; con chi è in preda alla fame e alla povertà, come il popolo yemenita; con chi è in fuga dalla propria terra per cercare un futuro altrove, come i tanti rifugiati e migranti che attraversano il Mediterraneo o percorrono il Continente americano; con chi ha perso il lavoro e con chi lo cerca, come tanti giovani che faticano a trovare un impiego; con chi è sfruttato, come i troppi lavoratori sottopagati; con chi è in carcere e spesso vive in condizioni disumane.

Gaza, Pizzaballa: le bombe non hanno distrutto il desiderio di rinascita. Al termine della sua visita di tre giorni nella Striscia di Gaza, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei Latini, racconta ai media vaticani la situazione di una popolazione stremata da anni di guerra. "I problemi sono ancora tutti sul tappeto. Bisogna ricostruire case, scuole, ospedali. La popolazione vive in una povertà estrema, in mezzo alle fognature, in mezzo alle immondizie, però, allo stesso tempo, ha il desiderio di ricostruire la propria vita".

In un Medio Oriente ancora segnato da conflitti e instabilità, i patriarchi e i capi delle Chiese di Gerusalemme hanno diffuso il tradizionale messaggio di Natale, ribadendo che la pace non può ridursi a una semplice sospensione delle ostilità, ma deve essere accompagnata da giustizia, riconciliazione e rispetto dei diritti fondamentali.

Poveri, anziani, famiglie in difficoltà sono stati loro gli invitati speciali per il pranzo di Natale della Comunità di Sant’Egidio. “Un Natale – si legge in un comunicato - che non dimentica gli ultimi e che, alla fine di questo Giubileo della speranza, vuole inviare un forte messaggio di solidarietà e di pace ai tanti poveri che abitano nelle nostre città e ai popoli che soffrono per le guerre nel mondo”.

Per la bontà che abita nei cuori e per coloro che si dedicano alla causa del bene: A te la lode e la Gloria, O Signore: Gloria in excelsis Deo


Sir 3,3-7.14-17a Col 3,12-21

Vangelo di Luca 2,1-20


1In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra.

2Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria.

3Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città.

4Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nazaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide.

5Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.

6Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto.

7Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia,

perché per loro non c’era posto nell’alloggio.

8C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto,

vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge.

9Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce.

Essi furono presi da grande timore, 10ma l’angelo disse loro:

«Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo:

11oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore.

12Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».

13E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:

14«Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».

15Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l’un l’altro:

«Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere».

16Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino,

adagiato nella mangiatoia.

17E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.

18Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori.

19Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.

20I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio

per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.



I miei pensieri non sono i vostri pensieri, né le vostre vie sono le mie vie, dice il Signore’ (Isaia 55,8).

Veramente, le vie di Dio sono diverse dalle nostre!

Il popolo di Israele si aspettava il Messia, ma doveva essere una persona adulta, magari di stirpe regale, o un potente che scendesse dal cielo a portare giustizia e pace, liberando gli oppressi e sconfiggendo i nemici; se poi fosse stato anche sacerdote, meglio ancora; oppure un maestro di sapienza che illuminasse tutti con il suo insegnamento per cambiare il mondo ed instaurare il suo regno giusto e universale.

Questo si aspettavano da lui. Invece, venne come ogni bambino.

Avrebbe dovuto alloggiare in una reggia con una corte, circondato da uomini potenti e saggi, vivere in una capitale da cui governare il Paese. Invece nasce da una famiglia di semplici galilei, in una stalla, un luogo di fortuna, deposto in una mangiatoia per animali, circondato da pastori, perché non c’era posto nell’albergo.

Viene nel mondo e si nasconde, lontano dai personaggi importanti del suo tempo.

Così il Dio dei cristiani si fa uomo, in carne ed ossa, uno come noi, tra di noi. Non è un’apparizione momentanea, ma è un’esperienza di vita concreta.

Paolo di Tarso, 50 anni circa dopo questi fatti, scriveva:

Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti, 

Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla

per ridurre a nulla le cose che sono, 

perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio. (1 Corinzi 1,27-29)



Sono nato nudo affinché tu potessi rinunciare a te stesso.

Sono nato povero affinché tu potessi trovare ricchezza in Me.

Sono nato piccolo affinché tu non volessi dominare gli altri.

Sono nato in una stalla affinché tu imparassi a rispettare ogni luogo.

Sono nato in una grotta affinché tutte le persone di buona volontà potessero avvicinarsi a Me.

Sono nato terribilmente debole affinché tu non avessi mai paura di Me.

Sono nato senza armi affinché tu potessi confidare nella Mia bontà.

Sono nato per amore affinché tu non dubitassi mai del Mio amore.

Sono nato di notte affinché tu credessi che sono capace di illuminare tutte le realtà terrene.

Sono nato come essere umano affinché tu non ti vergognassi mai di chi sei.

Sono nato come figlio di Maria affinché anche tu avessi una madre.

Sono nato come figlio adottivo di Giuseppe

affinché tu capissi che il vero padre è colui che dona protezione e amore.

Sono nato nella semplicità affinché tu non fossi complicato.

Sono nato umile affinché tu potessi superare l'orgoglio di te stesso.

Sono nato nascosto affinché tu potessi evitare ogni ostentazione.

Sono nato bambino affinché anche tu imparassi ad essere aperto e fiducioso, come un bambino.

Sono nato per te affinché potessimo tornare tutti insieme alla casa del Padre.

(Lambert Noben, 1940)



Dal Sal 127 (128)

Beato chi teme il Signore
e cammina nelle sue vie.
Della fatica delle tue mani ti nutrirai,
sarai felice e avrai ogni bene.

La tua sposa come vite feconda
nell’intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d’ulivo
intorno alla tua mensa.

Ecco com’è benedetto
l’uomo che teme il Signore.
Ti benedica il Signore da Sion.
Possa tu vedere il bene di Gerusalemme
tutti i giorni della tua vita!

 Il tempo per la guarigione è venuto

Il momento di colmare gli abissi che dividono è venuto

Il Tempo di costruire è davanti a noi

(Nelson Mandela 1994)

ϽONTROVENTO

  

Guarda Bambino

corri controvento

stringi nella mano

aquiloni di Pace





 


       Natale 2025   

Opera realizzata nel laboratorio del Monastero del Bene Comune di Sezano da Marco Danielon, Nicola Comerlati, Simone Giorietto, Harry Kalonga, Paola Libanti





Meditazione IV Domenica di Avvento A

 


Ricordiamo davanti a te, o Signore


    Povertà, crescono le disuguaglianze nella distribuzione della ricchezza. Secondo i dati del World Inequality Report 2026, l’1% della popolazione mondiale detiene più ricchezza del 90% più povero. Intanto cresce la popolazione in povertà estrema, passata nel 2024 dal 10,0% al 10,3%
    Sudan, emergenza sui Monti Nuba. La guerra si sposta verso sud.  "Questi droni non si vedono arrivare, non si sentono. Esplodono in una grande palla di fuoco e colpiscono chiunque si trovi nelle vicinanze. Un drone ha colpito un’area civile, provocando la morte di oltre 50 persone, in gran parte studenti e giovani in formazione sanitaria.
    All’alba e nella mattinata di oggi, mercoledì 17 dicembre, l’esercito di occupazione israeliano ha lanciato una vasta campagna di raid e incursioni in diverse zone della Cisgiordania occupata, durante la quale ha fatto irruzione nelle case, le ha perquisite, ha trattenuto gli abitanti per ore e li ha sottoposti a interrogatori sul posto, oltre ad arrestare decine di palestinesi e trasferirli agli organi di intelligence dell’occupazione per essere interrogati. Secondo una dichiarazione congiunta delle organizzazioni dei prigionieri, il numero dei prigionieri palestinesi nelle carceri dell’occupazione è di circa 9300, la maggior parte dei quali sono arrestati e detenuti amministrativamente, senza contare i detenuti nei campi dell’esercito di occupazione.
    L’occupazione avvia la realizzazione di un muro di separazione all’interno della valle del Giordano, lungo 22 chilometri, che interrompe i collegamenti tra i villaggi palestinesi e le loro terre, tra ordini di demolizione e confisca di vaste aree
    All'inizio di dicembre il gruppo armato, in lotta con l’esercito di Kinshasa e sostenuto - secondo l’Onu e vari rapporti internazionali - dal Rwanda, che nega però ogni addebito, ha lanciato una nuova offensiva nella provincia: gli ultimi attacchi hanno causato, ha denunciato l’Unicef, uno sfollamento totale di almeno 500.000 persone, di cui 100.000 bambini. «Da Bujumbura e dintorni, così come da Rumonge, le notizie che ci giungono riferiscono delle pessime condizioni in cui vivono i congolesi ammassati nei campi profughi, altri negli stadi e negli spazi aperti, esposti alle intemperie di questo periodo di piogge, senza coperte, cibo, medicine»,
    Seawatch, nave di migranti in difficoltà con tre neonati a bordo. Nel Mediterraneo centrale, tra la Tunisia e Lampedusa. Onde alte fino a 2 metri stanno per colpirla. L'imbarcazione potrebbe naufragare da un momento all'altro. La nave mercantile Estrella è nelle vicinanze e deve reagire, altrimenti le persone rischiano di morire".
    I familiari dei prigionieri politici venezuelani hanno manifestato a Caracas. per chiedere la liberazione dei detenuti in vista delle festività natalizie. I manifestanti hanno denunciato violazioni del giusto processo, il divieto di visite ai detenuti e gli arresti seguiti alle elezioni presidenziali del 28 luglio 2024.
Signore, abbi cura di noi: Kyrie eleison...
Autaci a custodire la speranza

    La Chiesa non li ha mai abbandonati, restando sempre al loro fianco, accanto alla piccola comunità dei cattolici di Gaza che, anche per questo Natale, così come fu per il 2024, riceverà conforto e solidarietà, per la quarta volta dal 7 ottobre 2023, dal cardinale Pierbattista Pizzaballa. 
    Il Papa: la pace non è un'utopia. No al riarmo, si risveglino le coscienze. Il messaggio di Leone XIV per la 59.ma Giornata mondiale della pace sul tema “La pace sia con tutti voi. Verso una pace disarmata e disarmante”. Dal Pontefice una vigorosa denuncia contro la corsa al riarmo in atto nel mondo con le spese militari aumentate nel 2024 del 9,4% rispetto all’anno prima. Poi l'invito ai credenti a vigilare sulla strumentalizzazione della religione per benedire il nazionalismo, la guerra e le lotta armata: "Blasfemia che oscura il nome di Dio"

Per la bontà che abita nel cuore umano e per coloro che si mettono a disposizione del bene, a te la lode e la gloria, o Signore: Maranatha


***

Is 7,10-14 Rm 1,1-7

Mt 1,18-24


18Così fu generato Gesù Cristo:

sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe,

prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.

19Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente,

pensò di ripudiarla in segreto.

20Mentre però stava considerando queste cose,

ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse:

«Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa.

Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo;

21ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù:

egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».



22Tutto questo è avvenuto perché si compisse

ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:

23Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio:

a lui sarà dato il nome di Emmanuele,

che significa Dio con noi.



24Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore

e prese con sé la sua sposa.

***

Questo racconto dell’Annuncio a Giuseppe è seguito da una semplice nota sulla nascita di Gesù (1,25) ed è preceduto dalla lunga genealogia con i nomi degli antenati da Abramo (padre della fede) fino al promesso sposo di Maria (1,1-17). Questa genealogia termina con una strana espressione, ‘Maria, dalla quale fu generato…’, che cambia in passivo la precedente forma attiva dello stesso verbo, ‘generò’, ripetuto ben 39 volte.

Il nostro brano ha quindi lo scopo primario di spiegare quella variante.



Così fu generato Gesù Cristo.’. Il racconto comincia descrivendo una situazione imbarazzante: Maria, la promessa sposa di Giuseppe, è incinta. La sua verginità è un dato che l’evangelista accetta ed esplicita (vv. 16.18.20), senza farsene problema, perché faceva parte della tradizione cristiana da lui ricevuta (Luca afferma lo stesso con altre espressioni – vedi anche Galati 4,4-5). Se fosse stata sua invenzione, si sarebbe dilungato spiegando il mistero. Egli semplicemente autentica l’esperienza con la citazione scritturistica presa dal profeta Isaia (v. 23) e la presenta come un dono divino.

I matrimoni a quel tempo in Palestina si svolgevano normalmente in due fasi: prima il fidanzamento (cioè l’accordo tra le due famiglie) che aveva valore giuridico di matrimonio stipulato (erano già marito e moglie); poi la coabitazione che finalizzava la nascita della nuova famiglia nucleare, all’interno del clan del marito. È da notare come questo ‘figlio di Dio’ che sta per nascere, non è presentato come un superman, eroe dalle capacità superiori come nella mitologia greca, ma come un normale bambino indifeso (cap. 2).



Giuseppe era uomo giusto’. Per essere giusto secondo la Legge di Mosè, avrebbe dovuto seguire il dettato di Deuteronomio 22,13-24, ossia istruire un processo pubblico per stabilire la verità dei fatti e condannare la colpevole esponendola al pubblico ludibrio e anche alla morte. Preferì invece ricorrere al semplice annullamento privato tra le due famiglie, che scioglieva il vincolo con risarcimento concordato. Per l’evangelista questa è vera giustizia secondo la Buona Novella di Gesù (vedi 5,20). Ci poniamo alcune domande: Giuseppe da chi ha saputo del concepimento? Dalla gente o da Maria? Se da Maria, le ha creduto o no? Matteo non ce lo dice – a noi dare la risposta! Egli semplicemente definisce questo comportamento come giustizia e non come misericordia.



Gli apparve in sogno’. L’annuncio avviene di notte, tempo di oscurità, di dubbi e di paure. L’angelo interviene come fonte di luce e gli affida due compiti: accettare Maria come sposa e dare il nome al bambino, ossia assumersi la responsabilità giuridica ed esistenziale del piccolo, dandogli lo statuto di ‘figlio (= discendente) di Davide’ (vedi 1,1 e anche 21,40-45). Entrambi i compiti vengono spiegati con un oracolo che chiarifica l’identità del bambino: dono di Dio attraverso lo Spirito con un compito salvifico che va ben oltre quello del liberatore guerriero (come Davide). Gesù sarà colui che vince il male morale e sociale del suo popolo (vedi 9,6; 20,28; 26,28).



Tutto avvenne…’. È il commento dell’evangelista che non riguarda solo il concepimento di Gesù, ma l’intero evento della nascita, il quale è compreso come la realizzazione delle promesse di libertà sognate dal profeta Isaia alla nascita del primogenito del re Acaz (cioè Ezechia - Isaia 7: prima lettura della liturgia di questa domenica). Il popolo poi vide in lui la presenza e l’azione di Dio (Emmanuele – vedi 18,20; 28,20). C’è da notare che a quel tempo il re, al contrario di Giuseppe, non credette all’oracolo del messaggero di Dio.



Giuseppe fece…’. Ammiriamo la sua grande disponibilità al cambiamento. È la seconda volta che Giuseppe modifica i suoi progetti: voleva diventare marito di Maria, poi ha deciso di ripudiarla e infine la sposa. ‘Si destò dal sonno’: questa espressione potrebbe anche avere un valore simbolico. Il verbo qui utilizzato è quello che descrive anche la risurrezione e dunque potrebbe significare un inizio di vita nuova, autentica e alla luce di Dio, il quale non ci esime dalle difficoltà e dai problemi, ma ci dà la forza e le capacità di affrontarle secondo il suo disegno, oltre i nostri desideri e aspettative.



Gesù – ci insegna Matteo – è dunque la presenza di Dio nel mondo, il segno reale del suo intervento nella storia umana. E Giuseppe è il modello del giusto evangelico, capace di essere educatore responsabile del Messia. Da notare come nei vangeli (al contrario della tradizione seguente) Maria e Giuseppe sono descritti come giovani: nell’antichità la gioventù non era sempre connessa con la saggezza.

Giovani sconosciuti alla grande storia divengono il terreno fertile in cui si inserisce l’iniziativa divina.



«San Giuseppe dia a tutti noi la capacità di sognare perché, quando sogniamo le cose grandi, le cose belle,

ci avviciniamo al sogno di Dio, le cose che Dio sogna su di noi.

Che ai giovani dia – perché lui era giovane – la capacità di sognare, di rischiare

e prendere i compiti difficili che hanno visto nei sogni.

E ci dia a tutti noi la fedeltà che generalmente cresce in un atteggiamento giusto – lui era giusto –,

cresce nel silenzio – poche parole – e cresce nella tenerezza,

che è capace di custodire le proprie debolezze e quelle degli altri».



Papa Francesco, 20 marzo 2017, Cappella di S. Marta – Città del Vaticano




Dal Sal 23 (24)


Del Signore è la terra e quanto contiene:

il mondo, con i suoi abitanti.

È lui che l’ha fondato sui mari

e sui fiumi l’ha stabilito.


Chi potrà salire il monte del Signore?

Chi potrà stare nel suo luogo santo?

Chi ha mani innocenti e cuore puro,

chi non si rivolge agli idoli.


Egli otterrà benedizione dal Signore,

giustizia da Dio sua salvezza.

Ecco la generazione che lo cerca,

che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.



Ricordiamo davanti a te, o Signore

    Ha raggiunto quota 1.003, il bilancio delle vittime delle alluvioni e delle frane che hanno colpito l’Indonesia, mentre 218 persone risultano ancora disperse,
    Gaza, sempre più vittime per il freddo e la tempesta Byron. Nella Striscia di Gaza almeno 16 morti per il gelo e le forti piogge che stanno devastando i campi profughi nei quali, dall'inizio della guerra, si sono rifugiate migliaia di persone. Bambini e neonati a rischio ipotermia. Intanto, mentre molti degli aiuti umanitari rimangono bloccati, continuano i raid israeliani nonostante la tregua.
    Iran, nuovo arresto per la premio Nobel Mohammadi. L’attivista iraniana, simbolo della lotta per i diritti delle donne, è stata fermata a Mashad mentre partecipava alla cerimonia di lutto per Khosrow Alikordi, un importante avvocato per i diritti umani la cui recente morte ha suscitato l'indignazione dell'opinione pubblica.
    Sono almeno 33 i morti e oltre 50 i feriti provocati dall’ennesimo attacco aereo sul Myanmar. Dal 2021, anno del colpo di Stato in Myanmar, più di 400 strutture sanitarie sono state distrutte o rese inagibili, mentre oltre 240 scuole sono state colpite dai bombardamenti o trasformate in basi militari.
    Non si ferma il bilancio della drammatica escalation al confine tra Thailandia e Cambogia: nelle ultime 24 ore sono stati registrati almeno 13 morti e oltre 100 feriti, mentre più di mezzo milione di civili è stato costretto a lasciare le proprie case.
    Sant’Egidio: in Italia crescono povertà e solitudine. Il 10% della popolazione è indigente e oltre 1,28 milioni di loro sono minori. E mentre gli affitti schizzano alle stelle, 100.000 case popolari potrebbero essere assegnate.. La Comunità di Trastevere ha presentato la nuova edizione della guida “Dove mangiare, dormire, lavarsi”, fornendo dati allarmanti sulla situazione.
    Sono 67 i giornalisti uccisi nel mondo in un anno, di cui quasi la metà nella Striscia di Gaza "sotto il fuoco delle forze israeliane". Lo rende noto Reporter senza frontiere nel suo bilancio annuale pubblicato oggi.
    Resta grave il bilancio di perdite di vite umane, con oltre 1.700 morti sulle rotte migratorie mediterranee che partono dal continente africano in direzione della Fortezza Europa. Al conto, occorre ricordarlo perché sfugge alla pur sommaria contabilità ufficiale, mancano i morti nel deserto del Sahara, che sono stimati dagli esperti essere un numero equivalente a quelli che hanno perso la vita tra i flutti.

Signore, abbi cura di noi: Kyrie eleison...
Autaci a custodire la speranza

    A Roma, Caritas Internationalis ha premiato sei iniziative comunitarie guidate da donne con il Women Weavers of Hope Award, un riconoscimento conferito nell’Anno Giubilare 2025 a progetti che rafforzano la speranza, la coesione sociale e la dignità umana in contesti di particolare vulnerabilità. Tra le iniziative premiate figura anche Fili di Pace, il progetto delle Suore Missionarie Comboniane a sostegno delle donne beduine della Cisgiordania, insieme a progetti provenienti da Bangladesh, Sierra Leone, Marocco, Malawi, Perù e Antille. 
    Un menù di speranza e fraternità, 80 "poveri di San Pietro" a pranzo in parrocchia. A San Gregorio VII, a due passi dalla Basilica Vaticana, uomini e donne indigenti legati a L’Osservatore di strada hanno pranzato insieme: un momento di serenità a persone in difficoltà. "Invitiamo alla cena di Natale una famiglia povera o anche solo una persona sola". Per il Pontefice, la povertà – materiale ed esistenziale – resta "un’urgenza non rinviabile", come richiamato anche nell’Esortazione apostolica Dilexi te.

Per la bontà che abita nel cuore umano e per coloro che si mettono a disposizione del bene, a te la lode e la gloria, o Signore: Maranatha


***


Is 35,1-6a.8a.10 Gc 5,7-10

Mt 11,2-11


2Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo,

per mezzo dei suoi discepoli mandò 3a dirgli:

«Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?».

4Gesù rispose loro:

«Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete:

5i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati,

i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo.

6E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».


7Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle:

«Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento?

8Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso?

Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re!

9Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta.

10Egli è colui del quale sta scritto:

Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero,

davanti a te egli preparerà la tua via.

11In verità io vi dico:

fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista;

ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui».


***


Giovanni, in carcere, mandò a dirgli…’. La domanda formulata dal Battista è basata su informazioni che ha ricevuto da altri. Egli appare principalmente interessato a capire la missione del Nazareno in riferimento a quelle che erano le sue aspettative messianiche, che abbiamo già visto esplicitate domenica scorsa in Matteo 3,11-12: un giudice inviato da Dio a stabilire con forza il suo Regno. Il problema emerge secondo due prospettive: la prima riguarderebbe l’idea di messianismo politico che anche il Battista abbracciava, ma che Gesù non sembra accogliere; la seconda si riferirebbe invece alla mancanza di quella religiosità ritenuta conforme agli schemi del giudaismo del tempo, (farisei, sadducei, Qumran), che Gesù non professa.


Gesù rispose’. Gesù non risponde direttamente alla domanda col parlare della sua identità, ma descrive ciò che sta facendo e che i discepoli di Giovanni possono vedere e udire. Qui troviamo un riferimento ai capitoli 8-9 del vangelo (i racconti dei prodigi da lui compiuti) e al Discorso della montagna (capp. 5-7). Tale rimando invita noi, lettori e lettrici, a ricordare ciò che è già stato narrato. Qui l’evangelista utilizza una citazione presa dal libro di Isaia (Is 35,5-6 e 61,1) che contiene le promesse per l’era messianica. Gesù è descritto come colui che mostra l’intervento di Dio in favore degli ultimi dell’umanità, con azioni evidenti nella loro concretezza e nella loro valenza sociale. Questo dovrebbe bastare per chiarire e convincere che è il Messia.


E beato colui…’. Gesù ipotizza un possibile disorientamento di fronte alla sua persona e attività, dato il suo diverso modo di agire per la gente che lo vede e lo ascolta. Ma, se le si sa accettare e comprendere come disegno di Dio, allora si entra nella sua mentalità e si parteciperà della beatitudine già espressa all’inizio del Discorso della montagna (vedi 5,1-12). L’atteggiamento di Giovanni Battista qui non viene biasimato né condannato, anzi, trova la sua risposta, perché i suoi dubbi (come anche i nostri), se indirizzati alla ricerca della verità, sono punto di partenza per poi raggiungerla. In fondo, ciò che Gesù chiede è la capacità di fare esegesi della realtà alla luce della Parola di Dio. È interessante notare come Matteo non ci informi riguardo alla reazione finale del Battista: sarà rimasto soddisfatto della risposta? Avrà accettato la messianicità diversa di Gesù? A Matteo questo non importa, ma importa il coinvolgimento dei lettori, che sono invitati a dare la loro risposta.


Gesù si mise a parlare alle folle’. Con l’immagine delle canne presenti nei luoghi dove Giovanni battezzava, Gesù vuole indicare che egli non era la persona incline a cambiare opinione a seconda delle circostanze per essere popolare (v. 7). E neppure la persona sofisticata che viveva alla ricerca del lusso e all’ombra dei potenti, un profeta di corte stipendiato dai signori (v. 8). Qui Gesù si riferisce implicitamente al palazzo-fortezza di Erode a Macheronte, dove il Battista era prigioniero. L’identità del precursore si trova in un’altra citazione biblica (Malachia 3,1 e 3,23-24), cui Gesù fa riferimento: si tratta di una persona fondamentale nella storia del popolo di Dio. È colui che prepara la via del Messia con la sua predicazione, il suo stile di vita, il suo gruppo di discepoli, la sua testimonianza di sofferenza e la sua morte.


In verità (amen) vi dico…’. La sentenza finale (v. 11) incomincia con un amen, che conferisce un tono solenne a quanto sta per dire, ma che al lettore sembra un’esagerazione, nella contrapposizione fra grande e piccolo. Gesù non vuole minimizzare la figura di Giovanni battista, ma il suo intento è quello di esaltare coloro che credono in lui e che sono già partecipi del Regno di Dio, anche se inconsciamente.


Concludendo, possiamo dire che Giovanni, anche se non ha mai compiuto prodigi, è il più grande nel passato, grazie al suo impegno nel realizzare ciò che Malachia aveva preannunciato tre secoli prima di lui: un cambiamento d’epoca. Ma la presenza di Gesù rende presente il Regno di Dio e coloro che accolgono il suo messaggio ricevono una nuova dignità, quella di essere i piccoli e i beati che Matteo ha descritto nel Discorso della montagna e di cui parlerà anche nei capitoli 18 (il discorso sulla comunità) e 25 (la parabola delle pecore e dei capri).

Dal Sal 145 (146)


Il Signore rimane fedele per sempre

rende giustizia agli oppressi,

dà il pane agli affamati.

Il Signore libera i prigionieri.


Il Signore ridona la vista ai ciechi,

il Signore rialza chi è caduto,

il Signore ama i giusti,

il Signore protegge i forestieri.


Egli sostiene l’orfano e la vedova,

ma sconvolge le vie dei malvagi.

Il Signore regna per sempre,

il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione.