Ricordiamo davanti a Te
Un nuovo rapporto dell'Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma denuncia il divario crescente tra le risorse destinate agli armamenti e quelle necessarie per affrontare le emergenze umanitarie. La spesa militare mondiale ha raggiunto il record di 2.900 miliardi di dollari, mentre gli aiuti internazionali continuano a diminuire
I 25 autobus di evacuati partiti da Oleshky dicono che qualcosa, nella guerra, sta cambiando. Chi voleva lasciare la città ieri ha potuto farlo, anche se non ci sono cifre precise. Il nodo da sciogliere, per chi vuole andare in Ucraina, resta il passaggio in Russia e Bielorussia. Il Cremlino gela gli entusiasmi: è una situazione isolata, non un modello.
«Abbiamo vinto anche per chi oggi non c'è più» Una madre e un figlio sono il simbolo dei "Genitori Tarantini": sono stati loro, insieme ad altre dieci famiglie, a firmare l'azione inibitoria da cui è nata la sentenza della Cassazione che di fatto ha chiuso la fabbrica. Il ragazzino, 13 anni, è affetto da una rara malattia genetica ed è il più giovane dei promotori della mobilitazione legale
Ancora demolizioni di edifici residenziali e attività commerciali nell'area di Farsh al-Hawa, a Hebron (nel sud della Cisgiordania occupata). E' quanto si è registrato oggi, domenica 25 ottobre, nel terzo giorno dell'operazione militare avviata dalle forza israeliane nella città di Hebron, a seguito alla morte di due soldati israeliani. Intanto il comune palestinese ha diffuso i numeri dei civili costretti ad abbandonare le loro case per ordine dell'Idf: 2.674 palestinesi appartenenti a 411 famiglie. Tra gli sfollati anche 180 bambini di eta' inferiore ai due anni, 222 persone con piu' di 60 anni, 168 individui affetti da malatti. e croniche, 115 donne in gravidanza o in fase di allattamento e 28 persone con disabilità.
«Soldi alla scuola e non alla guerra»: da Livorno a Bologna, studenti in piazza. La mattinata di mobilitazione si è aperta con le prime iniziative: a Livorno e Trieste presidi e nei porti contro i trasporti di armi. Occupate alcune tangenziali, tende ai Fori imperiali. A Verona gli studenti ci dicono “Oggi siamo qui a dimostrare per chiedere i soldi alla scuola e ai lavoratori. Chiediamo di essere ascoltati perchè abbiamo fiducia e speranza. Per noi studenti c'è un futuro solo se noi ci impegnamo a costrurilo”.
«Il Cpr? Un atto di umiliazione». Cosa ci dicono i 10mila che hanno sfilato a Castel Volturno. Cittadini, rappresentanti di associazioni, immigrati, famiglie, vescovi e politici in corteo per dire no ai centri di rimpatrio. Il cardinale Battaglia: rinunciate al progetto e ascoltate questa terra. «A chi governa chiedo di fermarsi, di ascoltare questa terra, di rinunciare al progetto del CPR. Lo chiedo da prete, con il Vangelo aperto. Il problema non sono gli immigrati ma le disuguaglianze e le mafie».
Continua a prenderti cura di noi, o Signore: Kyrie eleison
Aiutaci a riconoscere e a coltivare i semi di speranza
Gli assassini di Livatino perdonati dalla famiglia: «L'odio è un carcere senza sbarre». Toccante l’abbraccio, davanti all’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, tra l’unico familiare in vita del magistrato ucciso nel 1990, con mandanti e componenti del commando che fece fuoco. L’incontro di ieri è una significativa tappa del percorso di giustizia riparativa avviato da tempo dall’associazione InConTra di Bergamo.
Il messaggio di Leone XIV ad Assisi: «Non c'è nessuna guerra santa, solo la pace è santa»« Dobbiamo ricostruire ovunque la pace, non preparare altre guerre! La guerra non può mai essere fatta in nome di Dio! “combattere in nome della religione significa, in realtà, colpire la religione stessa”
Per la bontà che abita nei cuori e per coloro che si dedicano alla causa del bene: A te la lode e la Gloria, O Signore.
Ap 7,2-4.9-14 1Gv 3,1-3
Mt 5,1-12a
Vangelo: Matteo 5,1-12
1Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli.
2Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
3«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
4Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
5Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
6Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
7Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
8Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
9Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
10Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
11Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno
e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
12Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
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Oggi festeggiando i santi e sante, celebriamo la festa del ‘popolo delle Beatitudini’, ossia di coloro che nella loro vita hanno dato un esempio di queste ‘qualità’, che rivelano il volto di Gesù stesso. Scrivo ‘qualità’, perché non si tratta semplicemente di comportamento (il fare), ma l’atteggiamento (l’essere, in relazione con Dio e gli altri). Tra queste persone non ci sono solo i santi e sante ufficialmente riconosciuti dal popolo di Dio nella storia, ma anche tutti coloro che in un modo o in un altro, in diversi tempi e situazioni, hanno testimoniato uno stile di vita basato sui valori evangelici.
Se osserviamo attentamente, tutte queste persone, in diversi stili di vita, improvvisamente o dopo un lungo processo, hanno sperimantato una conversione, un cambiamento. Gli esempi sono tanti, da S. Paolo a S. Agostino, ma mi sembra che l’episodio di Gesù sulla croce, narrato da Luca, possa essere il più significativo, per ciò che riguarda la santità. Tra l’altro, il protagonista di questo episodio, cioè il ‘buon ladrone’ (come lo hanno chiamato), è il primo ad essere stato riconosciuto santo da Gesù stesso.
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena. Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso». (Luca 23,39-43)
Era un bandito, un assassino o un ribelle, dato che era stato condannato a morte per crocifissione dai romani. Non ha fatto nulla di straordinario, se non semplicemente ammettere la sua colpa, confessare la bontà e l’innocenza di Gesù, nonché la sua regalità, e a lui rivolgersi per ottenere la sua misericordia. In altre parole, c’era in lui un desiderio di bene, di cambiamento e di crescita che Gesù ha accolto, promettendogli la felicità eterna.
La santità è allora un cammino di conversione per tutti, e sono milioni e milioni coloro che hanno percorso questa via: alcuni li abbiamo conosciuti anche noi e ci hanno insegnato con il loro esempio come si arriva a questo.
Oggi, 1° novembre, è il giorno per ricordare il loro esempio e per augurarci reciprocamente di diventare sempre più ‘popolo delle Beatitudini’, gente benedetta da Dio perché accompagnata da lui e perciò felice di poter condividere con Gesù il suo progetto di pace e di pienezza di vita.
Commento a cura di Stefano Senaldi
Dal Sal 23 (24)
Del Signore è la terra e quanto contiene:
il mondo, con i suoi abitanti.
È lui che l’ha fondato sui mari
e sui fiumi l’ha stabilito.
Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non si rivolge agli idoli.
Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.





