Meditazione Domenica XXXII T.O. A

 



Ricordiamo davanti a Te

In occasione dell’odierna Giornata internazionale per la prevenzione dello sfruttamento dell'ambiente in situazioni di guerra e conflitto armato, istituita dall’Onu, si rende necessaria una disamina dell'impatto ecologico dei bombardamenti e del collasso degli ecosistemi che avvelenano il domani. le guerre moderne possiedono una capacità distruttiva senza precedenti, in grado di alterare gli ecosistemi in modo irreversibile.

Bangladesh, nuove proteste dei lavoratori. La gente muore di fame. Mentre i colossi internazionali della moda continuano a registrare profitti miliardari a 10 cifre, nelle piazze del Paese asiatico si consuma una vera e propria guerra di classe. Nel quinto giorno di manifestazioni si contano nuove vittime civili e arresti. La commissione d'urgenza per il salario minimo annuncia aumenti per gennaio ma la coordinatrice della Campagna Abiti Puliti ribadisce: siamo di fronte a un sistema di sfruttamento globale standardizzato, urgente garantire diritti e dignità.

Migranti, nuova tragedia nell'Atlantico. Almeno sette persone sono morte a bordo di un gommone sul quale viaggiavano 139 migranti, soccorso a circa 150 chilometri a nord-est dell’isola di Lanzarote, in Spagna, dalla motovedetta Urania del servizio di soccorso marittimo locale.

. Oltre 300.000 persone sono state costrette a fuggire dalle proprie case a causa dell'intensificarsi dei combattimenti nello Yemen occidentale, quasi tutte negli ultimi due mesi. Sono i nuovi dati resi noti oggi dall'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim). "Dopo anni di conflitto, le famiglie in Yemen sono costrette a fuggire ancora una volta, spesso con poco più dei vestiti che indossano".

Gaza, le tende degli sfollati allagate per le forti piogge: “I bambini tremano per il freddo”. Le avverse condizioni meteorologiche hanno causato danni importanti ai rifugi temporanei che ospitano famiglie costrette ad abbandonare le proprie case. Nelle ultime 12 ore, la pioggia ha allagato 70mila tende che ospitano sfollati di Gaza.

Nel mercoledì nero di inizio novembre in cinque hanno dato tragicamente addio alla vita, in aziende piccole e grandi, lungo l’intero asse della penisola. E una sesta vittima è spirata in ospedale, dopo giorni di agonia. Quest’anno l’ecatombe ha raggiunto e superato quota 700, secondo i dati Inail, che ha contato anche circa 404.809 denunce totali di infortuni, in aumento del 5,4% rispetto all’anno scorso. Da parte sua l’Anmil, Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro, segnala l’aumento del 2,9% delle denunce di infortunio con esito mortale: da gennaio ad oggi, 701 lavoratori hanno perso la vita e le denunce di malattia professionale aumentano del 16,3%, arrivando a quota 74.542.

Continua a prenderti cura di noi, o Signore: Kyrie eleison

Aiutaci a riconoscere e a coltivare i semi di speranza

Stati Uniti, il governatore della California commuta 548 condanne a morte.Gavin Newsom ha annunciato la trasformazione delle pene capitali in ergastoli senza possibilità di libertà condizionale, per impedire che i detenuti possano, in futuro, essere messi a morte.

Betlemme, il primo polo di chirurgia pediatrica diurna della Cisgiordania. Al Caritas Baby Hospital inaugurato il padiglione chiamato “Ala del Giubileo” che permetterà ai piccoli pazienti di essere operati in un reparto pensato per loro, senza spostamenti, senza permessi da chiedere alle autorità israeliane e senza ore di attesa ai checkpoint.

Per la bontà che abita nei cuori e per coloro che si dedicano alla causa del bene: A te la lode e la Gloria, O Signore.


Sap 6,12-16 1Ts 4,13-18

Mt 25,1-13


[Gesù disse ai suoi discepoli:]

1Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade

e uscirono incontro allo sposo.

2Cinque di esse erano stolte e cinque sagge;

3le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio;

4le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi.

5Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.


6A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”.

7Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade.

8Le stolte dissero alle sagge:

“Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”.

9Le sagge risposero:

“No, perché non venga a mancare a noi e a voi;

andate piuttosto dai venditori e compratevene”.


10Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo

e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa.


11Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire:

“Signore, signore, aprici!”.

12Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”.


13Vegliate, dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora.





Leggendo questa parabola il primo particolare che salta all’occhio è la descrizione al passato di una storia che preannuncia una futura realtà: ‘Il Regno dei cieli sarà…’. In altre parole, qui si parla dei veri valori che durano per sempre, delle realtà che davvero contano.


Gesù sta raccontando un fatterello che potrebbe essere capitato ai suoi tempi: uno sposo è in enorme ritardo per la sua festa e le ragazze che dovevano accompagnarlo alla celebrazione notturna delle nozze, si stancano e non riescono a rimanere sveglie. Notiamo anche che l’esortazione finale (v. 13) non è completamente in armonia con la storia, perché tutte le giovani si sono addormentate. Evidentemente, per ‘vegliare’ qui si intende l’essere ‘preparati’, non l’essere ‘svegli’. L’atteggiamento consigliato è dunque la previdenza più che la vigilanza.


Molti aspetti della parabola rimangono oscuri, dato che non conosciamo esattamente come i matrimoni venissero celebrati in Palestina ai tempi di Gesù: le testimonianze scritte sono scarse e si riferiscono a diverse zone del Medio Oriente in diverse epoche e con elementi greci che hanno in parte influenzato la cultura ebraica originale. Sembra comunque chiaro che ci fosse quasi sempre una processione notturna illuminata torce o lampade per accompagnare lo sposo alla casa dove si cominciava a festeggiare il matrimonio. Era una cerimonia eminentemente civile che poteva durare anche alcuni giorni.


La storia si sviluppa attorno alla questione dell’avere o non avere una scorta d’olio per le lampade, che viene poi legata alla capacità di essere ‘saggi’. Si è saggi se si prevede le eventualità e le difficoltà che il futuro porta con sé, e si pianifica a riguardo. Notiamo il rude rifiuto di condividere l’olio da parte del secondo gruppo di ragazze al primo (v. 9): non è questione di egoismo e di mancanza di carità, ma il fatto che l’eventuale condivisione non può risolvere il problema, ma complicarlo. Ciò inoltre costituisce un implicito richiamo alla responsabilità personale per la preparazione della festa.


Segue la strana esortazione ad andare a comprare l’olio a mezzanotte, cosa del tutto improbabile, se non impossibile. Ma la cosa ancora più strana è che le vergini stolte obbediscano! Dopo quel suggerimento, che sembra un po’ anche canzonatorio, notiamo che le seconde non sono più chiamate ‘sagge’, ma semplicemente ‘pronte’!


La conclusione della storia (v. 12) è tragica e inquietante: la severità dello sposo non si addice ad una persona che sta celebrando uno dei giorni più belli della sua vita… ma è una parabola! Ciò che si vuole sottolineare è la serietà, l’impegno, la preparazione e la responsabilità con cui ci si deve predisporsi alla festa che può cominciare ad ogni momento. È bello essere chiamati alle nozze, ma in risposta bisogna essere pronti. Per fare questo occorre una ‘visione lunga’ della vita, che va oltre il momento presente e lo vede alla luce di valori che sono eterni. E soprattutto l’importante è che si voglia far festa, perché le cinque ragazze rifiutate dallo sposo non solo sono ‘stolte’, ma anche pretendono di entrare a tutti i costi, come se fosse un loro diritto acquisito: ‘aprici!’. Alla festa di Gesù tutti sono invitati, ma nessuno può vantare un diritto.

Commento a cura di Stefano Senaldi



Dal Sal 62 (63)


O Dio, tu sei il mio Dio,

dall’aurora io ti cerco,

ha sete di te l’anima mia,

desidera te la mia carne

in terra arida, assetata, senz’acqua.


Così nel santuario ti ho contemplato,

guardando la tua potenza e la tua gloria.

Poiché il tuo amore vale più della vita,

le mie labbra canteranno la tua lode.


Così ti benedirò per tutta la vita:

nel tuo nome alzerò le mie mani.

Come saziato dai cibi migliori,

con labbra gioiose ti loderà la mia bocca.


Quando nel mio letto di te mi ricordo

e penso a te nelle veglie notturne,

a te che sei stato il mio aiuto,

esulto di gioia all’ombra delle tue ali.

Solennità Tutti i Santi e Sante

 



Ricordiamo davanti a Te

Un nuovo rapporto dell'Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma denuncia il divario crescente tra le risorse destinate agli armamenti e quelle necessarie per affrontare le emergenze umanitarie. La spesa militare mondiale ha raggiunto il record di 2.900 miliardi di dollari, mentre gli aiuti internazionali continuano a diminuire

I 25 autobus di evacuati partiti da Oleshky dicono che qualcosa, nella guerra, sta cambiando. Chi voleva lasciare la città ieri ha potuto farlo, anche se non ci sono cifre precise. Il nodo da sciogliere, per chi vuole andare in Ucraina, resta il passaggio in Russia e Bielorussia. Il Cremlino gela gli entusiasmi: è una situazione isolata, non un modello.

«Abbiamo vinto anche per chi oggi non c'è più» Una madre e un figlio sono il simbolo dei "Genitori Tarantini": sono stati loro, insieme ad altre dieci famiglie, a firmare l'azione inibitoria da cui è nata la sentenza della Cassazione che di fatto ha chiuso la fabbrica. Il ragazzino, 13 anni, è affetto da una rara malattia genetica ed è il più giovane dei promotori della mobilitazione legale

Ancora demolizioni di edifici residenziali e attività commerciali nell'area di Farsh al-Hawa, a Hebron (nel sud della Cisgiordania occupata). E' quanto si è registrato oggi, domenica 25 ottobre, nel terzo giorno dell'operazione militare avviata dalle forza israeliane nella città di Hebron, a seguito alla morte di due soldati israeliani. Intanto il comune palestinese ha diffuso i numeri dei civili costretti ad abbandonare le loro case per ordine dell'Idf: 2.674 palestinesi appartenenti a 411 famiglie. Tra gli sfollati anche 180 bambini di eta' inferiore ai due anni, 222 persone con piu' di 60 anni, 168 individui affetti da malatti. e croniche, 115 donne in gravidanza o in fase di allattamento e 28 persone con disabilità.

«Soldi alla scuola e non alla guerra»: da Livorno a Bologna, studenti in piazza. La mattinata di mobilitazione si è aperta con le prime iniziative: a Livorno e Trieste presidi e nei porti contro i trasporti di armi. Occupate alcune tangenziali, tende ai Fori imperiali. A Verona gli studenti ci dicono “Oggi siamo qui a dimostrare per chiedere i soldi alla scuola e ai lavoratori. Chiediamo di essere ascoltati perchè abbiamo fiducia e speranza. Per noi studenti c'è un futuro solo se noi ci impegnamo a costrurilo”.

«Il Cpr? Un atto di umiliazione». Cosa ci dicono i 10mila che hanno sfilato a Castel Volturno. Cittadini, rappresentanti di associazioni, immigrati, famiglie, vescovi e politici in corteo per dire no ai centri di rimpatrio. Il cardinale Battaglia: rinunciate al progetto e ascoltate questa terra. «A chi governa chiedo di fermarsi, di ascoltare questa terra, di rinunciare al progetto del CPR. Lo chiedo da prete, con il Vangelo aperto. Il problema non sono gli immigrati ma le disuguaglianze e le mafie».

Continua a prenderti cura di noi, o Signore: Kyrie eleison

Aiutaci a riconoscere e a coltivare i semi di speranza

Gli assassini di Livatino perdonati dalla famiglia: «L'odio è un carcere senza sbarre». Toccante l’abbraccio, davanti all’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, tra l’unico familiare in vita del magistrato ucciso nel 1990, con mandanti e componenti del commando che fece fuoco. L’incontro di ieri è una significativa tappa del percorso di giustizia riparativa avviato da tempo dall’associazione InConTra di Bergamo.

Il messaggio di Leone XIV ad Assisi: «Non c'è nessuna guerra santa, solo la pace è santa»« Dobbiamo ricostruire ovunque la pace, non preparare altre guerre! La guerra non può mai essere fatta in nome di Dio! “combattere in nome della religione significa, in realtà, colpire la religione stessa”

Per la bontà che abita nei cuori e per coloro che si dedicano alla causa del bene: A te la lode e la Gloria, O Signore.




Ap 7,2-4.9-14 1Gv 3,1-3

Mt 5,1-12a


Vangelo: Matteo 5,1-12



1Vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli.

2Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:

3«Beati i poveri in spirito,

perché di essi è il regno dei cieli.

4Beati quelli che sono nel pianto,

perché saranno consolati.

5Beati i miti,

perché avranno in eredità la terra.

6Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,

perché saranno saziati.

7Beati i misericordiosi,

perché troveranno misericordia.

8Beati i puri di cuore,

perché vedranno Dio.

9Beati gli operatori di pace,

perché saranno chiamati figli di Dio.

10Beati i perseguitati per la giustizia,

perché di essi è il regno dei cieli.

11Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno

e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.

12Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

****



Oggi festeggiando i santi e sante, celebriamo la festa del ‘popolo delle Beatitudini’, ossia di coloro che nella loro vita hanno dato un esempio di queste ‘qualità’, che rivelano il volto di Gesù stesso. Scrivo ‘qualità’, perché non si tratta semplicemente di comportamento (il fare), ma l’atteggiamento (l’essere, in relazione con Dio e gli altri). Tra queste persone non ci sono solo i santi e sante ufficialmente riconosciuti dal popolo di Dio nella storia, ma anche tutti coloro che in un modo o in un altro, in diversi tempi e situazioni, hanno testimoniato uno stile di vita basato sui valori evangelici.

Se osserviamo attentamente, tutte queste persone, in diversi stili di vita, improvvisamente o dopo un lungo processo, hanno sperimantato una conversione, un cambiamento. Gli esempi sono tanti, da S. Paolo a S. Agostino, ma mi sembra che l’episodio di Gesù sulla croce, narrato da Luca, possa essere il più significativo, per ciò che riguarda la santità. Tra l’altro, il protagonista di questo episodio, cioè il ‘buon ladrone’ (come lo hanno chiamato), è il primo ad essere stato riconosciuto santo da Gesù stesso.

Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena. Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso». (Luca 23,39-43)

Era un bandito, un assassino o un ribelle, dato che era stato condannato a morte per crocifissione dai romani. Non ha fatto nulla di straordinario, se non semplicemente ammettere la sua colpa, confessare la bontà e l’innocenza di Gesù, nonché la sua regalità, e a lui rivolgersi per ottenere la sua misericordia. In altre parole, c’era in lui un desiderio di bene, di cambiamento e di crescita che Gesù ha accolto, promettendogli la felicità eterna.

La santità è allora un cammino di conversione per tutti, e sono milioni e milioni coloro che hanno percorso questa via: alcuni li abbiamo conosciuti anche noi e ci hanno insegnato con il loro esempio come si arriva a questo.


Oggi, 1° novembre, è il giorno per ricordare il loro esempio e per augurarci reciprocamente di diventare sempre più ‘popolo delle Beatitudini’, gente benedetta da Dio perché accompagnata da lui e perciò felice di poter condividere con Gesù il suo progetto di pace e di pienezza di vita.


Commento a cura di Stefano Senaldi




Dal Sal 23 (24)


Del Signore è la terra e quanto contiene:

il mondo, con i suoi abitanti.

È lui che l’ha fondato sui mari

e sui fiumi l’ha stabilito.

Chi potrà salire il monte del Signore?

Chi potrà stare nel suo luogo santo?

Chi ha mani innocenti e cuore puro,

chi non si rivolge agli idoli.

Egli otterrà benedizione dal Signore,

giustizia da Dio sua salvezza.

Ecco la generazione che lo cerca,

che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.

Meditazione Domenica XXX T.O. A

  


Ricordiamo davanti a Te

Sudan, oltre 30 Paesi lanciano l'allarme carestia

Secondo i dati riportati nella dichiarazione, 19 milioni e mezzo di persone, pari al 41 per cento della popolazione, vivono in condizioni di grave insicurezza alimentare acuta, mentre cinque milioni si trovano già in una situazione di emergenza. Ad aggravare la crisi alimentare è anche l'aumento del costo della vita.

Terremoto in Tibet, i soccorritori a lavoro con le torce tra le macerie.Un grave sisma di magnitudo 7 ha colpito ieri, alle 22:33 locali, la contea di Baqên, circa 400 km a nord-est di Lhasa, capoluogo della regione cinese. Interessata in particolare la città di Nagqu, situata a circa 4.800 metri di altezza. Almeno 16 le vittime e 76 i feriti, molti dei quali in gravi condizioni.

Colombia, più di 8 milioni di persone vivono sotto l'influenza dei gruppi armati. La Caritas nazionale, dopo un incontro del Gruppo di lavoro per la Colombia tenutosi nei giorni scorsi a Bogotà, esorta gli attori armati ad «abbandonare la violenza» chiedendo «la cessazione degli attacchi contro la popolazione civile, il reclutamento, le restrizioni alla mobilità e il rispetto dei diritti umani».

L'Onu: verso un riscaldamento globale di 2,6°C entro fine secolo

L'allarme lanciato dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (Unep), secondo cui nel 2025 le emissioni globali di gas serra si sono mantenute su livelli record. Guterres: i piani climatici e le politiche attuali "sono pericolosamente insufficienti" ma ciò "non significa che si debba gettare la spugna".

Gaza, mezzo milione di persone senza più assistenza alimentare dell'Onu

In un comunicato diffuso il 19 ottobre, il Wfp annuncia di essere costretto a ridurre di circa un terzo il suo intervento nellai Striscia, a causa della drastica diminuzione di fondi a disposizione. In vista dell'inverno, l'appello a intervenire urgentemente per evitare che migliaia di persone muoiano di fame.

“I giovani sono pigri, svogliati, non hanno voglia di lavorare, non si interessano alla politica, non partecipano. Poi, però quand”o provano a prendere parola, vengono interrotti, sminuiti o trattati come bambini che devono imparare a stare al mondo. E' quello che è successo a Sabrina Brizzola, coordinatrice nazionale dell'Unione degli universitari, durante una puntata di Porta a Porta, quando Bruno Vespa le ha urlato contro intimandole di studiare e arrivare prepararta.

Continua a prenderti cura di noi, o Signore: Kyrie eleison

Aiutaci a riconoscere e a coltivare i semi di speranza

Alla Corte penale internazionale il Premio Sacharov 2026. La decisione della Conferenza dei presidenti del Parlamento europeo premia i giudici dell'Aja, colpiti nuovamente dalle dure sanzioni dell'amministrazione Trump. Un segnale politico in difesa della giustizia globale che si unisce al Nobel per la Pace a Navi Pillay, già giudice della Cpi. Von der Leyen: "La Corte deve essere libera di perseguire la sua missione, in modo indipendente, senza pressioni o intimidazioni"

Mattarella: La società non può rivolgersi ai giovani con un atteggiamento di indifferenza o, peggi, di meschina sottovalutazione. Questa è una grande questione sociale. Una priorità che deve vedere sensibiliistituzioni e tutte le forze della società-”.

Per la bontà che abita nei cuori e per coloro che si dedicano alla causa del bene: A te la lode e la Gloria, O Signore.


Es 22,20-26 1Ts 1,5c-10

Mt 22,34-40


34I farisei, avendo udito che egli aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme

35e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova:

36«Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».

37Gli rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore,

con tutta la tua anima e con tutta la tua mente.

38Questo è il grande e primo comandamento.

39Il secondo poi è simile a quello: Amerai il tuo prossimo come te stesso.

40Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».



La domanda del dottore della Legge nonché fariseo è comprensibile nel contesto storico in cui Gesù viveva. I rabbini di quel tempo avevano raccolto e codificato ben 613 tra comandamenti, prescrizioni e divieti traendoli dall’intera Legge di Mosè presente nei primi cinque libri della Bibbia. In quella selva di norme era giustificabile cercare un principio generale che facesse da riassunto per tutto il resto e fosse da guida per il comportamento quotidiano del credente fedele.


A questa domanda essi avevano già dato diverse risposte: chi sottolineava il valore del Tempio di Gerusalemme e tutto ciò che concerneva il culto; chi vedeva nell’osservanza del sabato la via per la salvezza; chi nel comportamento socialmente accettabile, descritto anche nei libri sapienziali, ecc.


Dato che Gesù predicava ed insegnava, questi dottori della Legge vogliono capire il pensiero di Gesù riguardo a questo argomento, per verificare le sue capacità didattiche e fare una specie di ‘test attitudinale’. D’altra parte, anche noi ci basiamo su un principio generale di comportamento che ci illumini per la nostra vita quotidiana. Vediamo e udiamo diversi modi di pensare e di operare e cerchiamo una verità semplice e concreta.


Gesù risponde dando il duplice ‘grande comandamento’ e non inventa nulla di nuovo. Cita semplicemente due brani della Legge di Mosè, in parte presa dal libro del Deuteronomio (6,5) e in parte da quello del Levitico (19,18). È interessante notare come per la relazione con Dio utilizzi un testo inserito in un codice che ha una forte dimensione sociale (il Deuteronomio), mentre per la relazione con gli altri utilizzi una citazione dal codice sacerdotale. Questo ci dice che non si può dividere fra culto e vita, ma la vita è una forma di culto a Dio e il culto autentico serve a migliorare la vita.


È chiaro che qui ‘amore’ non è solo il sentimento di benevolenza che si ha verso le persone, ma è soprattutto quello concreto ed effettivo che si vede nel comportamento degli altri e ci fa pensare: ‘quella persona mi vuole bene, anche se non lo dice!’. Un amore che coinvolge tutto l’essere umano: atteggiamenti, decisioni e comportamenti; un amore che è capace anche di grandi sacrifici. Un amore che poi si declina con il rispetto, l’accoglienza della diversità, la pazienza e che è il ‘motore’ della testimonianza cristiana del Vangelo. È l’amore di Gesù per Dio e per gli altri, come ce lo descrivono gli evangelisti.

Un ultimo particolare: Gesù cita il libro del Levitico, ma anche lo sorpassa. Il ‘prossimo’ per l’autore della norma è il ‘correligionario’, ossia la persona della stessa fede e, nel contesto, anche della stessa etnia. Gesù ha invece insegnato che questi è chiunque si incontra nel cammino di vita (vedi la ‘parabola del samaritano’ – Luca 10,29-37).

Commento a cura di Stefano Senaldi


Dal Sal 17 (18)

Ti amo, Signore, mia forza,

Signore, mia roccia,

mia fortezza, mio liberatore.

Mio Dio, mia rupe, in cui mi rifugio;

mio scudo, mia potente salvezza e mio baluardo.

Invoco il Signore, degno di lode,

e sarò salvato dai miei nemici.

Viva il Signore e benedetta la mia roccia,

sia esaltato il Dio della mia salvezza.

Egli concede al suo re grandi vittorie,

si mostra fedele al suo consacrato.

Meditazione Domenica XXIX T.O. A

 



Ricordiamo davanti a Te

La geografia della fame, 266 milioni le persone colpite in 47 Paesi del mondo. Alla vigilia del World Food Day, la presentazione a Milano della seconda edizione della "Mappa delle 10 principali emergenze alimentari globali". In cima alla lista Nigeria e Repubblica Democratica del Congo. Due carestie documentate a Gaza e in Sudan, 30 milioni i bambini in stato di malnutrizione acuta e la guerra che rimane la prima causa di deprivazione. La guerra rimane il motore trainante della deprivazione.

C'è una questione sociale nelle piazze d’Europa: «I giovani non credono alle promesse della politica». “Soldi alla scuola, non alla guerra”: è uno degli slogan che accompagnano le mobilitazioni studentesche di questi giorni. Nelle scuole italiane si moltiplicano assemblee, occupazioni e iniziative di protesta, mentre il 16 ottobre si è convocata vocata una giornata di mobilitazione nazionale con cortei in diverse città.” “Chiediamo al governo di investire sui giovani e sul nostro futuro, per un diritto allo studio veramente garantito”

Manifestazione degli agricoltori e camionisti della Calabria, Puglia, Basilicate, Campania, Molise, Sicilia, per salvaguardare il lavoro. L'aumento del prezzo del carburante e, di conseguenza dai rincari dei fertilizzanti e di tutto quello che può garantire ai piccoli agricoltori di arrivare a fine mese. Una giovane del Gargano dice “Sono figlia di un olivicoltore del Gargano e oggi mio padre è fermo perchè sta scioperando con gli altri olivicoltori. Scioperano non perchè non vogliono lavorare ma perchè non ce la fanno più. Non chiedono elemosina né pietà. Chiedono dignità e che il loro olio venga pagato il giusto”

Senza un tetto e con paghe da fame: gli sfruttati delle Langhe. Oltre 6mila lavoratori non hanno tutele per la vendemmia. Un rapporto della Caritas di Alba alza il velo sul fenomeno del caporalato nell'area d'eccellenza vitivinicola piemontese. Caritas scatta una fotografia impietosa. Gli “invisibili” sarebbero «oltre 6mila lavoratori (circa 3mila stagionali) così numerosi che le molte realtà che forniscono manodopera alle aziende, e tra le cui file si nascondono i caporali, non sono state in grado di alloggiarli tutti». Da qui l’evidenza: in una delle aree d’eccellenza della vitivinicoltura nazionale sono stati contati «16 insediamenti di fortuna»: in parchi, giardini, garage e seminterrati, sottopassi cittadini e sotto i ponti.

Francesca Albanese nel nuovo rapporto ONU “La verità sotto le macerie: i media al tempo del genocidio”. affronta direttamente la questione della responsabilità dei media.. La relatrice dà un nome a questo fenomeno, «mediacidio» “Lo considero un termine importante perché consente di interrogare anche la responsabilità di chi decide quali fatti potranno entrare nella conoscenza pubblica”.

Continua a prenderti cura di noi, o Signore: Kyrie eleison

Aiutaci a riconoscere e a coltivare i semi di speranza

Haiti, un'oasi di speranza nella desolazione delle violenze. Il lavoro della Maison des Vieillards nell'aiuto ai più fragili alla periferia di Port-au-Prince segnata da povertà e violenze. "Servono aiuti e, in questo mese dell’ottobre missionario, bisogna tenere alta l’attenzione sui bisogni degli haitiani stremati da questa crisi dimenticata"

Ieri pomeriggio Sezano ha accolto un uomo di straordinaria importanza per la coscienza storica italiana, testimone “ardente” del nostro tempo. Raniero La Valle. Accompagnato da Francesco Comina , ha presentato il suo ultimo libro “Solo un Dio ci può salvare? Non cedete all'impotenza ma continuate a battervi perchè la storia possa cambiare. Dobbiamo impegnarci per rifare il futuro”. Quale straordinaria fiducia nell'umanità!

Per la bontà che abita nei cuori e per coloro che si dedicano alla causa del bene: A te la lode e la Gloria, O Signore.



Is 45,1.4-6 1Ts 1,1-5b

Mt 22,15-21

15Allora i farisei se ne andarono e tennero consiglio

per vedere come coglierlo in fallo nei suoi discorsi.


16Mandarono, dunque, da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli:

«Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità.

Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno.

17Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».


18Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose:

«Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? 19Mostratemi la moneta del tributo».

Ed essi gli presentarono un denaro.


20Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?».

21Gli risposero: «Di Cesare».

Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».




La domanda dei farisei e degli erodiani è una domanda la cui risposta era molto compromettente e l’evangelista Matteo la presenta giustamente come una domanda-trabocchetto (vv. 15-16). Se Gesù avesse risposto ‘sì, è lecito (= secondo la Legge di Mosè)’, avrebbe fatto felici gli erodiani, ma si sarebbe mostrato amico dei romani oppressori che occupavano la Palestina con violenza. Se avesse risposto ‘no, non è lecito’, si sarebbe dichiarato un ribelle e probabilmente gli erodiani avrebbero preso alcune misure cautelari, magari con l’arresto e il successivo imprigionamento. La domanda rivela che chi l’ha posta, voleva veramente la sua rovina.


La tassa obbligatoria del ‘denarius’ annuale per ogni residente maschio dell’impero era un problema di coscienza per gli ebrei del tempo, perché significava implicitamente riconoscere il dominio del pagano Cesare sopra il popolo di Dio. Per di più, sulla moneta c’era l’iscrizione che presentava Tiberio Cesare come persona divina: si rasentava dunque l’idolatria. Qualche decennio prima di questo episodio, quella tassa aveva causato una rivoluzione antiromana con decine di morti e distruzioni in tutta la Galilea.


A questa domanda imbarazzante, Gesù risponde coinvolgendo i suoi avversari nell’osservare concretamente di cosa si tratti, e poi conclude con una frase lapidaria, ma oscura, sebbene per noi sia diventata quasi proverbiale.


Egli evita di replicare direttamente alla richiesta dei suoi avversari e, come al solito in questi casi, va alla radice del problema, sfidando gli uditori (e noi) a riflettere sul problema. Nella sua affermazione finale distingue due livelli: quello di Cesare, che implica lo Stato, il governo e le istituzioni governative e civili; e quello di Dio, che sottintende la relazione con Lui, il culto e la religione. Dice Gesù: ‘non sono sullo stesso piano’.


In termini moderni, possiamo affermare che a Cesare gli si dà ciò che gli appartiene: rispetto e lealtà, in tanto in quanto è finalizzato al bene della società umana, dei cittadini e della pace tra le nazioni, perché tutti e tutte apparteniamo al ‘regno di Cesare’, visto che siamo anche membri di una comunità umana ‘locale’. Non si tratta solo di tasse e di tributi, ma anche del contributo (anche piccolo) di ciascuno/a per creare una società migliore. Ognuno/a di noi ha un suo compito nella società e ogni discepolo/a di Gesù può fare qualcosa di buono per il bene e per la giustizia: onestà, attenzione all’ambiente e alle cose di utilizzo pubblico, ecc.


E a Dio si dà ciò che gli appartiene. Ci domandiamo: cosa significa? Cosa possiamo dargli, dato che abbiamo ricevuto tutto da Lui? La risposta ci viene dal brano evangelico che racconta un secondo intervento dei farisei per mettere alla prova Gesù (vv. 34-40). Lì egli afferma: ‘amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente’ e ‘amerai il prossimi tuo come te stesso’. Quello che Dio richiede da noi è una relazione autentica di figli e figlie, fatta di attenzione alla sua Parola e alla sua volontà e di impegno nei confronti di chi ci sta accanto e di chi è ‘lontano’, in tutti i possibili significati. Questo è ciò che Gesù ci ha insegnato in parole e opere.


Mi piace sottolineare anche un altro aspetto di questo insegnamento. Sulla moneta che Gesù ha preso in mano c’era l’immagine dell’imperatore. Noi umani – ci dice la Bibbia (Genesi 1,27) – siamo stati creati a immagine di Dio e siamo dunque il ‘talento’ di Dio. Tutte le volte che noi mostriamo agli altri/e l’immagine di Dio Padre in noi e diamo a Dio ciò che suo.


‘Risplenda la vostra luce davanti agli uomini,

perché vedano le vostre opere buone

e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli’ (Matteo 5,16).


Commento a cura di Stefano Senaldi


Dal Sal 95 (96)


Cantate al Signore un canto nuovo,

cantate al Signore, uomini di tutta la terra.

In mezzo alle genti narrate la sua gloria,

a tutti i popoli dite le sue meraviglie.


Grande è il Signore e degno di ogni lode,

terribile sopra tutti gli dèi.

Tutti gli dèi dei popoli sono un nulla,

il Signore invece ha fatto i cieli.


Date al Signore, o famiglie dei popoli,

date al Signore gloria e potenza,

date al Signore la gloria del suo nome.

Portate offerte ed entrate nei suoi atri.


Prostratevi al Signore nel suo atrio santo.

Tremi davanti a lui tutta la terra.

Dite tra le genti: «Il Signore regna!».

Egli giudica i popoli con rettitudine.

Meditazione Domenica XXVIII T.O. A

 



Ricordiamo davanti a Te

Cisgiordania, a Taybeh nuovi attacchi dei coloni: raccolta delle olive a rischio La raccolta delle olive di quest'anno ha messo in luce una netta contraddizione: i proprietari terrieri affrontano restrizioni e timori nel tentativo di raggiungere i propri alberi, mentre i coloni accedono agli stessi terreni e raccolgono i frutti, utilizzando talvolta attrezzature sottratte agli stessi proprietari palestinesi". La denuncia arriva da un rapporto firmato da padre Bashar Fawadleh, parroco dell'unico villaggio palestinese interamente cristiano. Nel documento il sacerdote riferisce delle recenti aggressioni dei coloni che si protraggono ormai ininterrotte da oltre quattro giorni, in terreni agricoli a est e a sud di Taybeh.
Usa, la fucilazione dell'autore della strage di Fort Hood sarà in diretta streaming. Si tratterebbe della prima esecuzione compiuta dall’esercito statunitense dal 1961 e della prima per fucilazione dal 1945. «Faremo in modo che la gente possa vederla, che sia pubblica», ha confermato Hegseth, aggiungendo che «la gente deve capire che questo genere di cose comporta gravi conseguenze». 
Nigeria, oltre 20 morti in scontri tra esercito e jihadisti dello Stato. islamico. Cresce la violenza nel Paese affacciato sul Golfo di Guinea. Scontri tra esponenti dello Stato islamico della Provincia dell'Africa occidentale (Iswap) ed esercito hanno causato tra martedì e mercoledì decine di morti. Ma gli episodi cruenti aumentano anche a causa di operazioni di banditi che assaltano civili: tra lunedì e martedì circa 100 persone in una miniera d'oro hanno perso la vita dopo un attacco da parte di uomini armati.
 In
Brasile, le autorità della città amazzonica di Manaus hanno sospeso le attività scolastiche in tutta la rete municipale a causa dell'intenso fumo provocato dagli incendi boschivi e dai roghi agricoli nella regione.  Il fumo è causato da centinaia di focolai, incendi nell'entroterra dello stato e roghi locali (come quelli presso siti di smaltimento rifiuti e discariche nella Zona Est e nel Distretto Industriale), il tutto aggravato dal fenomeno El Niño e dalle ondate di calore.
Continua a prenderti cura di noi, o Signore: Kyrie eleison

Aiutaci a riconoscere e a coltivare i semi di speranza

Nobel per la pace 2026 alla sudafricana Navanethem Pillay
Il riconoscimento è stata assegnato alla giurista di orgine Tamil, giudice della Corte penale internazionale, "che - si legge nelle motivazioni - con coraggio eccezionale e integrità ha aperto la strada verso un ordine giuridico globale più completo"- “Tutti continuano a chiedermi: quando ti fermerai?”  Agnes Callamard. Pillay ha ricordato di essere ancora impegnata nella giustizia internazionale  "Attualmente sono ancora coinvolta come giudice ad hoc nel procedimento avviato dal Gambia contro il Myanmar”, ha spiegato, riferendosi al caso davanti alla Corte internazionale di giustizia relativo alle accuse di genocidio.
Leone XIV: la pena di morte è inammissibile, contro la dignità della persona. in occasione dell’odierna Giornata Mondiale contro la pena di morte, il Pontefice ricorda che il ricorso alla pena capitale non tutela il bene comune. Esistono infatti soluzioni alternative che proteggono i cittadini “ma non tolgono completamente ai colpevoli la possibilità di redimersi”..  “La vera giustizia non può accontentarsi della sola punizione, tali sforzi devono anche adottare approcci improntati alla perseveranza e alla misericordia, volti alla rieducazione e al pieno reinserimento dei trasgressori nel tessuto sociale”. “Lo stesso rispetto per l’inerente dignità di ogni persona, anche di coloro che hanno commesso reati, preclude il ricorso alla pena di morte, alla tortura e a ogni forma di punizione crudele o degradante”.--

Per la bontà che abita nei cuori e per coloro che si dedicano alla causa del bene: A te la lode e la Gloria, O Signore.

Is 25,6-10a Fil 4,12-14.19-20

Mt 22,1-14

1Gesù riprese a parlare [ai capi dei sacerdoti e i farisei] con parabole e disse:

2«Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio.

3Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire.

4Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine:

“Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo;

i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”.

5Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari;

6altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero.

7Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini

e diede alle fiamme la loro città.

8Poi disse ai suoi servi:

“La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni;

9andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”.

10Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono,

cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.

11Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale.

12Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì.

13Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre;

là sarà pianto e stridore di denti”.

14Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».

***

Questa parabola è piena di strani particolari che suscitano interrogativi: perché gli invitati al banchetto del re hanno rifiutato una così splendida occasione? Perché uccidere gli inviati del re? Perché quella smisurata violenza da parte del re con la distruzione di città e la morte di persone innocenti? Come ci si può aspettare che gli invitati presi sulle strade siano vestiti da nozze? E, d’altra parte, come mai tutti erano vestiti bene, eccetto uno? È chiaro che questa è una storia e non ci si deve aspettare che tutto sia logico e facilmente comprensibile, ma pare che qui Gesù, e Matteo che scrive, esagerino con gli elementi irreali che rasentano il fiabesco.


Sottolineo qui solo alcuni aspetti che forse ci fanno capire meglio ciò che Gesù voleva dire raccontando questa strana parabola.


Si tratta di un banchetto per una festa nazionale: le nozze del principe ereditario. Non è un semplice banchetto, ma una celebrazione che ha evidente carattere politico. Accettare è questione di lealtà al governo e rifiutare può essere compreso come atto di alto tradimento (siamo nella società medio-orientale di più di 2000 anni fa). Gli invitati chiaramente non sono comuni cittadini, ma funzionari locali e imprenditori che sembrano odiare l’autorità del re e i suoi collaboratori. È descritta pure una certa ‘escalation’ nel loro rifiuto: dal primo semplice invito che viene ignorato; al secondo, che chiede con urgenza di una risposta, ma che è altrettanto trascurato; al fare qualcos’altro come una scusa; all’insultare i funzionari del re, per concludere con l’omicidio. Non ci viene data la ragione di questo rifiuto, ma è chiara l’alta tensione che esiste tra queste persone e il monarca.


La reazione del re, una punizione esagerata, ci dimostra che questo non è un governante mite e giusto, ma un dittatore che impone con il pugno di ferro la sua autorità. L’improvviso cambio di invitati sembra semplicemente imposto dal desiderio che la festa si faccia in qualsiasi caso. E allora si passa ai comuni cittadini, buoni o malvagi che siano.


La questione del vestito: l’impressione è che fosse possibile essere vestiti bene, anche se chiamati ad una festa all’ultimo minuto. L’Antico Testamento ci aiuta a comprendere: qui troviamo degli episodi in cui agli invitati veniva pure dato un vestito decente, anche perché alcuni venivano da molto lontano e, dopo un lungo ed estenuante viaggio, non avevano la possibilità di avere immediatamente indumenti puliti (Genesi 45,22; Giudici 14,12-13; 2 Re 10,22). Se questa è la spiegazione, allora il vestire inappropriato dell’ospite sgradito sarebbe una specie di insulto al tiranno, simile a quello di coloro che hanno rifiutato l’invito. Il suo silenzio non sarebbe dunque quello di una persona impaurita, ma quello di un implicito disprezzo. E di nuovo, la punizione va molto al di là della colpa commessa e il re non si smentisce nella sua cattiveria.


Evidentemente non si può applicare la figura di questo re direttamente al Dio annunciato da Gesù. Come in altri casi, Gesù utilizza una storia al negativo per mostrare un valore importante. La storia ci parla di un cocciuto rifiuto da parte degli invitati ‘di prima scelta’, la loro sostituzione con gente forzata e non del tutto meritevole e, alla fine, anche tra questi c’è chi ostinatamente insulta il tiranno. Gesù sta parlando a coloro che rifiutano il suo messaggio (scribi, farisei, autorità, ecc.) e a coloro che invece ricevono l’invito e decidono di far festa con Gesù (discepoli e peccatori convertiti). Ma anche tra questi c’è chi si rifiuta di cambiare veramente.


Si chiede Gesù: se ad un tiranno malvagio e violento gli ‘ultimi’ (buoni e cattivi) rispondono forse per paura in modo positivo (nonostante qualcuno di loro non sia d’accordo), perché i ‘primi’ rifiutano l’invito di un Dio buono e misericordioso che attraverso di Lui chiede (e ci chiede!) di entrare nel suo Regno per far festa con lui?

Risposta (v. 14): tutti coloro che ascoltano il suo messaggio sono invitati a condividere la gioia di Dio Padre, ma purtroppo non tutti sono disponibili ad accogliere l’invito.



Commento a cura di Stefano Senaldi


Sal 22 (23)


Il Signore è il mio pastore:

non manco di nulla.

Su pascoli erbosi mi fa riposare,

ad acque tranquille mi conduce.

Rinfranca l’anima mia.


Mi guida per il giusto cammino

a motivo del suo nome.

Anche se vado per una valle oscura,

non temo alcun male, perché tu sei con me.

Il tuo bastone e il tuo vincastro

mi danno sicurezza.


Davanti a me tu prepari una mensa

sotto gli occhi dei miei nemici.

Ungi di olio il mio capo;

il mio calice trabocca.


Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne

tutti i giorni della mia vita,

abiterò ancora nella casa del Signore

per lunghi giorni.