Meditazione Domenica IV di Quaresima C

  


Ricordiamo davanti a te, o Signore

Devastante terremoto in Myanmar e Thailandia. Un sisma di magnitudo 7.7 si è registrato nel sud-est asiatico. Si temono «migliaia» di morti, L’epicentro è stato individuato nel centro del Myanmar. Nella capitale thailandese Bangkok crollato un grattacielo. Scosse avvertite in Cina.

Fame, privazioni, escalation di violenza. Quella in Yemen è una delle peggiori crisi umanitarie «prolungate» al mondo. L’Unicef ora rivela che un bambino su due sotto i cinque anni è gravemente malnutrito. Altrettanto allarmante è il fatto che 1,4 milioni di donne in gravidanza e in allattamento siano malnutrite.

Medio Oriente, dalla fine della tregua 430 raid israeliani sulla Striscia. sono stati condotti attacchi anche contro 10 obiettivi in Siria e 40 in Libano. La ripresa della guerra a Gaza va caratterizzandosi in queste ore per l’alto numero di minori uccisi. Arreca un dolore enorme pensare ai segni che moltissimi di loro, pur essendo rimasti in vita, porteranno sul corpo, nel cuore e nella mente, per tutta la loro esistenza. Inoltre, le stime parlano di circa 20.000 bambini rimasti orfani.

Dal 2 marzo nessun aiuto umanitario giunto a Gaza'.  "Niente cibo, niente acqua, niente medicine, niente forniture".  "Tutto questo minaccia la vita e la sopravvivenza dei civili". 

In Sudan strage in un mercato in Darfur, centinaia di morti. Il massacro è stato causato da un attacco aereo delle forze armate sudanesi.

Il governo sudcoreano è finito sotto accusa per gli abusi rilevati nelle adozioni internazionali di bambini locali, tra cui la falsificazione di documenti e il consenso inadeguato. Il Paese, quarta economia più grande dell'Asia rimane uno dei maggiori esportatori di bambini al mondo, avendo inviato oltre 140.000 bambini all'estero tra il 1955 e il 1999.

Il presidente della Bolivia dichiara l'emergenza nazionale per le piogge. "Ci sono 209 comuni colpiti, 2.596 abitazioni danneggiate, 818 abitazioni distrutte che dovremo ricostruire, 51 morti e otto persone disperse.

Tre incidenti mortali sul lavoro in poche ore, il più giovane aveva 22 anni. Queste tragedie, che affondano le loro cause nel risparmio ad ogni costo, nella fretta, nella mancanza di investimenti e di controlli, non possono essere fermate con interventi più o meno burocratici". 

   Signore, abbi cura di noi: Kyrie eleison


Aiutaci a custodire la speranza

Verona. Con oltre 600 persone si è festeggiato l'Iftar (la fine del Ramadan) alla Gran Guardia. L'iniziativa è stata organizzata dalle comunità islamiche di Verona per offrire alla città un'esperienza culturale e gastronomica all'insegna del dialogo e dell'inclusione.

Cuamm, nel Centrafrica rurale una scuola per ostetriche. La Ong italiana, che aiuta le popolazioni più povere del pianeta, sta realizzando un centro di formazione per garantire assistenza medica e un servizio di qualità alle gestanti. La morte per parto è qualcosa che si può azzerare senza avere cose sofisticate. Purtroppo, la morte da parto non fa notizia. L’obiettivo è dare una chance a tutte le donne che hanno una complicazione da parto.


Per la bontà che abita nel cuore umano e per coloro che si mettono a disposizione del bene, a te la lode e la gloria, o Signore: Misericordias Domini in aeternum cantabo


Signore, per quanto bella e grande sia la tua casa, molti vi si trovano a disagio; ma non è tanto per la tua presenza quanto per l'assenza di amore tra fratelli e sorelle, è per questo che molti se ne vanno: Signore, fa che finalmente i fratelli e le sorelle si incontrino e si parlino. Amen.


Gs 5,9-12    2Cor 5,17-21 

Lc15, 1-3. 11-32


1 Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. 2 I farisei e gli scribi mormoravano: “Costui riceve i peccatori e mangia con loro”.

3 Allora egli disse loro questa parabola:

11 Disse ancora: “Un uomo aveva due figli. 12 Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze. 13 Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto.

14 Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. 15 Allora andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci. 16 Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava.

17 Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! 18 Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; 19 non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni. 20 Partì e si incamminò verso suo padre.

Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò.

21 Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. 22 Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l’anello al dito e i calzari ai piedi. 23 Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, 24 perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa.

25 Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; 26 chiamò un servo e gli domandò che cosa fosse tutto ciò. 27 Il servo gli rispose: È tornato tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo.

28 Egli si arrabbiò, e non voleva entrare. Il padre allora uscì a pregarlo.

29 Ma lui rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici. 30 Ma ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute è tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso.

31 Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; 32 ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”.

***

Abbiamo già visto altre volte che Luca, nel suo Vangelo, ci presenta Gesù come la carezza di Dio per l’umanità. La sensibilità missionaria dell’evangelista lo porta ad evidenziare quei tratti della persona di Gesù che favoriscono l’incontro e l’accoglienza. La misericordia fa parte di questo stile.

Il contesto immediato, ovvero la situazione che offre a Gesù l’occasione di dire esprimersi è fornito da un particolare che troviamo nei primi due versetti del 15° capitolo:

1 Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. 2 I farisei e gli scribi mormoravano: “Costui riceve i peccatori e mangia con loro”.


Dunque l’umanità ferita e moralmente fallita di questi soggetti considerati peccatori s’avvicina a Gesù. I “puliti” invece, non vogliono confondersi con la “sporcizia”. Per loro, è bene mantenere le distanze! Mettere insieme giusti ed ingiusti è fonte di confusione; la mela marcia… Alla fin fine, Dio stesso potrebbe uscirne danneggiato.

I rappresentanti ufficiali della religione “Mormoravano”. Con questo verbo Luca allude alle mormorazioni d’Israele durante la peregrinazione dell’esodo. Sappiamo che esse significano ben più di un malcontento. Mormorare per la Bibbia vuol dire mettere in dubbio l’azione di Dio e la sua presenza: “Il Signore è in mezzo a noi si o no?

In altre parole, il Dio accogliente, manifestato da Gesù attraverso il suo modo di agire, è contestato dagli scribi e dai farisei. La loro teologia non è quella di Gesù.


È questa, come dicevamo, l’occasione prossima delle parole di Gesù. Leggendo il brano, la nostra attenzione cade spontaneamente sulla cosiddetta parabola del figliuol prodigo. In realtà le parabole sono tre (vv. 4-10), ma essa occupa lo spazio maggiore:


la pecorella smarrita

la dramma perduta

Il padre e i due fratelli (o del padre misericordioso o del figlio prodigo)


Consideriamo la terza. A seconda che accentuiamo l’uno o l’altro dei personaggi, la parabola stessa può cambiare titolo. Così alcuni, osservando attentamente il padre, la chiamano la parabola del padre misericordioso, altri del fratello maggiore e altri ancora, come è più frequente, del Figliuol prodigo.

L’importante di questa drammatizzazione è la posizione che gli interlocutori di Gesù sono chiamati a prendere verso se stessi. Man mano che il racconto avanza, da soli, senza bisogno di spiegazioni particolari, comprendono che non accettando l’accoglienza che Gesù riserva ai pubblicani e ai peccatori, loro rivestono il ruolo del fratello maggiore. Da soli dunque avvertono qualcosa di stonato in tutte le buone ragioni di questo figlio. Non sono forse loro, i rappresentanti e gli interpreti ufficiali della religione, fuori posto come il fratello maggiore? Non si sentono a disagio di fronte a questo padre che soprattutto ha a cuore chiunque è perduto? Perché non accettano la bontà di Dio? Perché continuano a credere che bontà sia sinonimo di debolezza se non addirittura di stupidità? Perché tutte le religioni nella loro dimensione istituzionale perdono sensibilità umana e cuore? Infine, quale Dio confessano?

Solo dopo essere entrati in questa provocazione della drammatizzazione della parabola possiamo cogliere il legame intimo dell’ultima con le prime due che il nostro brano omette:

Prima di tutto, ancora una volta, c’è qualcosa di paradossale nello stile del Dio di Gesù Cristo. Egli lascia le novantanove per la pecora smarrita! Non è assurdo? E poi La donna, spazza tutta la casa per la dramma. Il tempo che impiega vale ben più di una dramma. E poi c’è la festa con gli amici e le vicine.

Ma il nesso con la terza parabola risulta evidente:

la pecora è perduta fuori casa corrisponde al figlio minore si perde fuori casa.

la dramma è perduta in casa corrisponde al figlio maggiore, anche lui perso, ma in casa.

il padre esce due volte per il primo e per il secondo dei figli.

Conclusione: tutti siamo perduti (chi si ritiene giusto e chi e ritenuto ingiusto) ma tutti possiamo far conto su un padre che quando ci guarda e vede in ciascuno qualcosa di amabile.

Forse, nella Comunità primitiva a cui l’evangelista destinava il suo racconto viveva questa esperienza di divisione basata sul giudizio e sui criteri di merito. La volontà di Dio (il Regno di Dio), a cui alcuni pretendono di aderire più di altri vantando titoli di merito, non vuole altro che la fraternità. Una morale che giudica e separa è una morale che fa male al morale perché impedisce ai fratelli di vivere la fraternità.

Chi non parte dalla luce di questo sguardo non arriva da nessuna parte perché, sia nella presunta giustizia sia nell’ingiustizia della vita, mancherebbe del calore dell’amore.


Salmo 33

2 Benedico il Signore in ogni momento

sulla mia bocca sempre la sua lode

3 io sono folle per il Signore

ascoltino gli umili e si rallegrino.

4 Magnificate con me il Signore

esaltiamo insieme il suo Nome

5 interrogo il Signore e mi risponde

mi libera da tutte le mie angosce.

6 Contemplatelo e sarete illuminati

senza ombra né paura sul volto

il povero grida: il Signore lo ascolta

lo strappa da ogni sua angoscia.