Ricordiamo davanti a te, o Signore
Allarme Unicef per grave povertà alimentare tra bimbi in Libano. "A Baalbek-Hermel, più della metà (51%) dei bambini sotto i due anni soffre di grave povertà alimentare", ha affermato l'Unicef in una dichiarazione. "La guerra ha avuto un impatto scioccante sui bambini, influenzando quasi ogni aspetto della loro vita".
Oim, 500 mila afghani sfollati per i disastri climatici nel 2024 "Quasi 9 milioni di persone sono state colpite dai rischi climatici negli ultimi 12 mesi, con oltre 500.000 sfollati a causa di inondazioni, siccità e altri disastri", si legge nel rapporto sul Paese. Secondo le autorità locali, nel sud-ovest del Paese le inondazioni hanno causato la morte di 39 persone in soli due giorni.
Onu. Ortega porta fuori il Nicaragua dal Consiglio per i diritti umani. Al regime non è piaciuto l'ennesimo rapporto delle Nazioni Unite che esortava la comunità internazionale ad affrontare le violazioni compiute dal governo del dittatore Ortega.
Stati Uniti. Usaid (Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale) ghigliottinata, i tagli saranno del 92 per cento. Il budget dei programmi di aiuto e sviluppo all'estero sarà tagliato di oltre il 90%. Lo ha fatto sapere un portavoce del Dipartimento di Stato. Saranno sacrificati 5.800 stanziamenti per un valore di 54 miliardi di dollari.
Otto ex Presidenti africani lanciano un’iniziativa per affrontare la crisi del debito che strozza le economie dei Paesi più poveri. “La crisi del debito è stata aggravata dall'aumento dei tassi di interesse e da un dollaro più forte"
SUDAN - Continua la guerra in Sudan dove la dimensione aerea, droni compresi, acquista sempre più importanza. Sono 46 le vittime causate dalla caduta di un aereo da trasporto militare a Omdurman, la città “sorella” della capitale sudanese Khartoum.
Signore, abbi cura di noi: Kyrie eleison
Aiutaci a custodire la speranza
Giornata mondiale delle malattie rare che si celebra in un giorno raro, proprio come alcune patologie: il 29 febbraio, ma in anni non bisestili come questo ricorre il 28. Per chi è affetto da una patologia non comune la vita è spesso una sfida. Il loro vissuto si può rispecchiare nelle parole di Papa Francesco nel messaggio per la Giornata mondiale del malato del 2022: "Anche quando non è possibile guarire, sempre è possibile curare, sempre è possibile consolare, sempre è possibile far sentire una vicinanza che mostra interesse alla persona prima che alla sua patologia".
Cutro, appello dei vescovi: non dimenticare quei poveri morti annegati. A due anni dal naufragio che ha provocato la morte di 94 persone, tra le quali 35 bambini, la Conferenza episcopale calabrese chiede che su questa e le altre tragedie del Mediterraneo non cada l'oblio. A Cutro, in provincia di Crotone, nella giornata del ricordo del naufragio sono state molte le iniziative per tenere viva la memoria di una ferita che ancora rimane aperta e sanguinante.
Il Ramadan, tempo di preghiera e riconciliazione per il bene del Creato. E' iniziato ieri, primo marzo, il mese sacro per l’Islam, che prevede digiuno, preghiere e atti caritatevoli. Mustafa Cenap Aydin, sociologo delle religioni, direttore dell’Istituto Tevere - Centro pro Dialogo sottolinea “la coincidenza quest’anno con la Quaresima, che inizia il 5 marzo, è un abbraccio tra figli di Abramo che camminano insieme”.
Per la bontà che abita nel cuore umano e per coloro che si mettono a disposizione del bene, a te la lode e la gloria, o Signore: Gloria in excelsis Deo
Signore Dio, illumina inostri occhi perché possiamo cogliere nella nostra vita e nella storia il mistero della tua azione incessante. Sii benedetto nei secoli. Amen
Lc 6 39-45
39Disse loro anche una parabola: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? 40Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro.
41Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? 42Come puoi dire al tuo fratello: «Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio», mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello.
L’albero e i suoi frutti
43Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. 44Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. 45L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda.
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Il presente brano si colloca in continuità con il discorso relativo all’amore del nemico e al perdono. Con quel messaggio, Gesù svuotava dall’interno l’aggressività nelle relazioni e, soprattutto, segnava il superamento dell’antico schema amico-nemico.
Le sue parole, quindi non sono delle buone esortazioni ma esprimono il cambiamento radicale e profondo provocato dell’irrompere del Regno di Dio.
La questione “Regno di Dio”, lo sappiamo bene, costituisce il cuore della predicazione e dell’azione di Gesù di Nazareth. Volendo declinarla in termini di esperienza storica, potremmo dire che il suo contenuto altro non è che il mondo secondo Dio.
Ma il Dio di Gesù non è un’astrazione; è una presenza che agisce, non in modo magico-sacrale, egli è presente e agisce nei cuori, tanto a dire: nelle profondità delle coscienze.
Le parole di Gesù sull’amore e sul perdono inducono a farsi carico del cammino di guarigione dello stesso nemico (amate, pregate, benedite i vostri nemici) sono parole che, dal di dentro, arrivano a smuovere pietre sepolcrali, assimilarle significa addirittura fare esperienza di Dio: “Sarete figli dell’Altissimo, perché egli è buono verso gli ingrati e verso i cattivi. Diventate compassionevoli, come anche il Padre vostro è compassionevole” (Lc 6, 35b-36). Ecco perché non si tratta semplicemente di buone esortazioni.
Questo discorso che rappresenta il programma evangelico di Gesù secondo il racconto di Luca, potrebbe essere considerato come una sorta di fenomenologia dell’ascolto. Infatti, l’intero discorso al versetto 27 inizia così: “Ma a voi che ascoltate dico” e l’inclusione si chiude con ciò che segue ai versetti 47-48 “Chi ascolta le mie parole e le mette in pratica è come chi costruisce la sua casa ponendo le fondamenta sulla roccia”. Si tratta della Parola efficace. Quando è ascoltata e accolta nel cuore (nella Bibbia l’organo del cuore è la sede della coscienza) ossia laddove vengono presi gli orientamenti e le scelte fondamentali, accade sempre un cambiamento, perché l’ascolto è la condizione per maturare le motivazioni, cioè i motivi che spingono ad agire.
Sarebbe però sbagliato considerare l’ascolto un’esperienza passiva. Il brano di questa domenica ci lascia intuire che esso richiede un importante lavoro su sé stessi. È, appunto, come costruire una casa. Senza questo appassionante lavoro si rimane nella cecità della presunzione di chi si ritiene maestro degli altri perché pensa di non aver nulla da imparare da nessuno. Eppure, la via per liberarsi da una simile presunzione è proprio quella di stare in relazione con gli altri per crescere insieme - “Non c’è discepolo più grande del maestro. Ma se ben formato (purificato) sarà come il maestro (Lc 6, 40). Tutti abbiamo da imparare tutto da tutti.
A questo punto vorrei rilevare che Gesù, attraverso il linguaggio parabolico, il linguaggio della quotidianità, attua il Regno di Dio, cioè il sogno di Dio nelle coscienze. Non troviamo nelle sue labbra discorsi dottrinali o teologici. Egli rivela Dio alla gente attraverso le cose della gente perché ha amore per la gente. L’amore assimila il mondo dell’altro, soprattutto il linguaggio. Personalmente ritengo essere questi i tratti della sua persona che continuano ad esercitare fascino. Vorrei inoltre rimarcare come, secondo Gesù, la relazione con il divino si manifesta efficace nello stare con “il tuo fratello”, perché il lavoro dentro se stessi si realizza con “il fratello di fronte a sé”.
La corrispondenza dell’essere speculari l’uno all’altro rimanda necessariamente ai recessi più autentici e profondi di sé: “Perché stai a guardare il fuscello nell’occhio di tuo fratello, ma la trave che è nel tuo non la noti?” (Lc 6, 41ss).
I versetti che seguono (Lc 6, 43-45) sono di tono sapienziale, ma di grande impatto perché da essi emerge la differenza tra la religione intesa come sistema di regole, valori ed espressioni cultuali e l’annuncio del Regno così come appare nelle parole e nella prassi di Gesù di Nazareth. Il sistema religioso chiede l’ossequio della pratica; nella logica del Regno è invece centrale la coscienza: “L’uomo buono, dal tesoro del suo cuore, produce il bene”. Per questa ragione, il valore etico del bene non è il risultato di volontarismo. Sarebbe moralismo! È invece la lineare corrispondenza esterna di quanto è stato ascoltato e accolto interiormente. La qualità buona del frutto prodotto dalla pianta ben coltivata ne è l’immagine più significativa.
Salmo 91
2 È bello rendere grazie al Signore
cantare il tuo Nome, o Altissimo,
3 annunciare al mattino il tuo amore
durante le notti la tua fedeltà
4 sulla lira a dieci corde e sull’arpa
con melodie e arie di cetra.
5 Tu mi rallegri, Signore, nel tuo agire
esulto per l’azione delle tue mani:
6 come sono grandi le tue opere, Signore
e quanto sono profondi i tuoi pensieri!
7 l’uomo ottuso non può conoscerli
l’insensato è incapace di penetrarli.
8 Se i malvagi germogliano come l’erba
se fioriscono gli operatori di ingiustizia
è solo per essere falciati per sempre
9 ma tu l’Altissimo sei per sempre, Signore!
10 I tuoi nemici: eccoli, Signore
i tuoi nemici: ecco periranno!
Saranno dispersi gli operatori di ingiustizia.
11 Tu esalti come a un bufalo il mio vigore
mi cospargi di olio profumato
12 i miei occhi scoprono chi mi spia
i miei orecchi riconoscono chi mi assale.
13 Il giusto fiorirà come palma
si innalzerà come cedro del Libano
14 trapiantato nella dimora del Signore
fiorirà alla presenza del nostro Dio.