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Meditazione Domenica XXXIV A

 


Ricordiamo, o Signore, davanti a te

Nel Sudan devastato dalla guerra si segnalano massacri nella regione del Darfur, regione dove è particolarmente cruento lo scontro tra l’esercito regolare e le milizie ribelli del Rapid Support Forces (Rsf). Le violenze finora hanno provocato oltre 10mila morti, più di cinque milioni di sfollati interni e circa 1,3 milioni di persone fuggite negli Stati limitrofi.

Intorno alla mezzanotte di mercoledì 22 novembre, un nuovo naufragio è avvenuto a largo dell’isola di Lampedusa. Il secondo in ventiquattro ore. Quello di domenica scorsa, era costato la vita ad una bambina di 2 anni. Quello di mercoledì una donna originaria della Costa d’Avorio, è morta durante le operazioni di salvataggio.

In America Latina i miliardari si arricchiscono. La regione si conferma la più diseguale al mondo. Nel 2022 si è registrata anche una leggera diminuzione della povertà. Quasi un terzo della popolazione della regione non ha un reddito sufficiente a coprire le spese primarie.

Suriname. Almeno 15 i morti per il crollo miniera in un sito dove persone stavano cercando oro in una sorta di tunnel improvvisato di notevole profondità".

Bolivia: caldo record provoca 13 morti per colpi di calore, con i termometri oltre i 40 gradi in alcune zone. 

La più grande 'favela' del Brasile, Rocinha, situata nella zona sud di Rio de Janeiro, è da 8 giorni senza energia elettrica. Il tutto proprio mentre la città carioca affronta un'ondata di caldo anomalo, con temperature superiori ai 40 gradi.

Repubblica Dominicana: almeno 24 morti per le inondazioni. Il maltempo ha colpito più di 3.500 abitazioni, costringendo allo sfollamento di oltre 17.800 persone.

Migranti: 660 persone riportate in Libia in una settimana.

Impiccato in Iran un attivista legato alle proteste. È ottava esecuzione. L'attivista Milad Zohrevand aveva 20 anni

Record femminicidi nel mondo nel 2022, quasi 89.000 donne uccise. Il 55% dei crimini commessi tra le mura domestiche.

 Continua a prenderti cura di noi, o Signore: Kyrie eleison

Aiutaci a riconoscere e a coltivare i semi di speranza

Liberati i primi 13 ostaggi israeliani, la tregua tiene. Quattro giorni di cessate il fuoco per procedere allo scambio degli ostaggi e permettere l'ingresso di aiuti umanitari nella Striscia. Secondo l'ONU sono entrati 137 camion con aiuti umanitari.  Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, annuncia che 39 donne e minori palestinesi imprigionati da Israele sono stati rilasciati in linea con gli impegni sulla tregua.

in occasione del decimo anniversario della Evangelii Gaudium, Francesco ribadisce che la missione evangelizzatrice e la vita cristiana non possono trascurare i poveri perché sono loro a segnare il cammino della redenzione. Ascoltiamo il loro grido e quello della terra per porre fine alle urgenti problematiche dell’umanità.

La Giornata. L'Italia per le donne (e per Giulia): mai più violenza. «Voi siete il futuro, e ognuno di voi sta cercando di capire cosa è mancato a tutti i livelli, dai docenti agli studenti, ai genitori, perché anche io mi faccio delle domande». «Magari confrontandoci, cerchiamo di capire cosa si può fare, trovare un protocollo, un modo per poter sradicare la violenza, in particolare la violenza sulle donne» ha spiegato Gino Cecchettin nel cortile dell'Università di Padova.

Il vescovo Domenico ha annunciato che il 18 maggio papa Francesco sarà a Verona per partecipare all’Arena di Pace, in seguito visiterà il carcere di Montorio e pranzerà con i detenuti. Concluderà la visita con la celebrazione dell’eucaristia nello stadio Bentegodi.

Per la bontà che abita nei cuori e per coloro che si dedicano alla causa del bene: A te la lode e la gloria, O Signore: Gloria in excelsis Deo


Signore Dio, Il tuo Soffio ci inondi di tenerezza e di misericordia. Fa che lottiamo perché l'umano vinca sul disumano. Aiutaci a prenderci cura delle donne e degli uomini che incontriamo sulla nostra strada perché rinasca ogni giorno un'umanità nuova. Amen

Ez 34, 11-12. 15-17 1 Cor 15, 20-26.28

Mt. 25, 31-46

31 Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli,

si siederà sul trono della sua gloria.

32 E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, 33 e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.

34 Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra:

Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo.

35 Perché

io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare,

ho avuto sete e mi avete dato da bere;

ero forestiero e mi avete ospitato,

36 nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato,

carcerato e siete venuti a trovarmi.

37 Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? 38 Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? 39 E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti?

40 Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me.

41 Poi dirà a quelli alla sua sinistra:

Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli.

42 Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare;

ho avuto sete e non mi avete dato da bere;

43 ero forestiero e non mi avete ospitato,

nudo e non mi avete vestito,

malato e in carcere e non mi avete visitato.

44 Anch’essi allora risponderanno:

Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito?

45 Ma egli risponderà:

In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto a me.

46 E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna”.

Questo discorso di Gesù è una parabola, vale a dire di una drammatizzazione. Attraverso questo scenario, Gesù vuole mettere in evidenza la verità fondamentale dell’essere discepoli suoi. Quindi, per giungere al cuore della verità, egli “mette in scena” un’istruttoria che ha come suo proprio scopo quello di appurare la verità delle cose, come del resto accade in tutti i dibattimenti processuali.

Ecco, la drammatizzazione parabolica trova qui, nell’ambito forense, il suo ambiente più adatto. Questo modo di dire, legato all’immagine di un processo con relativa sentenza di assoluzione o di condanna, è tipico della tradizione profetica a cui Gesù attinge. Quasi tutti i profeti, nel loro ministero, danno messaggi di esortazione, di minaccia o di salvezza attraverso lo schema narrativo del processo o della lite chiamato rîb.

Il processo ha quindi inizio secondo i canoni classici di ogni celebrazione giudiziaria: convocazione dei testimoni (tutte le genti) e proclamazione dello scopo del processo, vale a dire separare la verità dalla non verità (resa qui nell’espressione di “porre le pecore alla destra e i capri alla sinistra”). Dopo i preliminari, è la volta di coloro che sono parte in causa.

Da notare che nello scopo della celebrazione di questo processo, ovvero lo stabilire la verità delle cose, cioè il senso e le conseguenze dell’essere discepoli/e del Signore, si fa cenno all’atto del separare in termini non esclusivamente giudiziari ma pastorali, come, appunto, fa il pastore quando separa le pecore dai capri. Il riferimento è ad Ez. 34, 15-17. (prima lettura)

“Sarò io a condurre al pascolo le mie pecore e a radunarle, oracolo di Dio, mio Signore. Quella che s’è perduta andrò a cercare, quella che s’è allontanata la farò tornare, quella che s’è fratturata la fascerò, quella ammalata la farò ristabilire; veglierò sulla grassa e sulla robusta! Le pascolerò come si deve. Quanto a voi mie pecore, così dice Dio, mio Signore: Badate! Giudicherò pecora e pecora, tra montoni e capre”.

La separazione che compie il pastore corrisponde ad un prendersi cura; quasi a sottrarre le pecore dalla cupidigia degli avidi pastori. Il giudizio quindi che sta per essere celebrato è un momento in cui ai poveri, agli oppressi viene resa giustizia. Da sempre, secondo la migliore tradizione profetica, Dio è direttamente coinvolto nella causa dei miseri.

Tutti gli elementi del racconto vanno a comporre una precisa composizione scenografica. Nella prima parte, cioè nell’esposizione dell’istruttoria, il discorso è solenne; è strutturato secondo lo stile del parallelismo antitetico, rappresentato dalle categorie di quelli che stanno alla destra e da quelli che stanno alla sinistra.

Tutto converge verso una duplice conclusione: lo avete fatto a me o non lo avete fatto a me. Da ciò ne deriva una duplice sentenza espressa nel chiasmo “E se ne andranno, questi, al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna”.

La drammatizzazione ha quindi fatto emergere il punto verso cui si scarica la tensione del racconto: lo avete fatto a me. Il resto, cioè la sentenza del “supplizio eterno o della vita eterna”, fa parte degli elementi drammaturgici la cui funzione è conferire pathos al racconto.

“L’avete fatto a me o non l’avete fatto a me”. A me chi? Uno solo dei più piccoli. L’uno solo dei più piccoli è quindi il luogotenente del re ora seduto in veste di giudice.

Alla luce di ciò, il racconto che segue, ossia il racconto della passione e morte, contiene un’ironia sconcertante. In un baleno, il trono del re si trasforma in una mangiatoia e in una croce. L’una contiene l’altra perché entrambe sono dimora dei piccoli, degli schiacciati.

I piccoli sono lui! Il giudizio sulla verità delle cose è, secondo il Regno di Dio, prerogativa dei piccoli e degli impoveriti della terra, non le segreterie dei partiti o le riunioni dei G8 o G20 che dir si voglia.

Per vedere veramente come stanno le cose occorre entrare in contatto con coloro che qui sono rappresentati in sei categorie di persone ripetuti due volte (6+6=12) sono la totalità.

La totalità dei suoi in cui si identifica perché ha scelto di condividerne le sorti, sono lui! Lui è i piccoli, fino all’ultimo, fino ad uno solo dei più piccoli, degli schiacciati.

Evocando il testo che precede questo brano, la parabola dei talenti, possiamo dire che lui è anche il talento consegnatoci. Gesù Cristo, che nella lapidaria conclusione di questa parabola, “ogni volta che …lo avete fatto a me”, ci spiega con molto realismo cosa significhi trafficare il “talento”: farsi carico, come lui, e schierarsi dalla parte dei piccoli.

Infine, per non soffermarci erroneamente alla dimensione del giudizio lapidario che separa in modo netto i soggetti di due modi di agire differenti, occorre riconoscere che, se così fosse, il Giudice si troverebbe nei guai, perché nessuno di noi è completamente tra quelli che si trovano sulla sinistra del giudice o completamente tra quelli che si trovano alla destra. Tutti ci troviamo un po’ pecore e un po’ capri perché nel concreto dei nostri rapporti siamo sia ospitali, sia escludenti al tempo stesso. Perciò abbiamo bisogno di purificazione grazie all’azione di quel grande Pastore buono che si prende cura di ognuno. E dentro di noi fa emergere la bontà separandola dalla tendenza alla chiusura e all’egoismo.

Tutti siamo anche piccoli e poveri, bisognosi gli uni degli altri. Far fruttificare il talento significa aprirci alla condivisione dei nostri doni e delle nostre ferite come ha fatto il Signore.

Salmo 22

Il Signore è il mio pastore:

non manco di nulla.

Su pascoli erbosi mi fa riposare.

Ad acque tranquille mi conduce.

Rinfranca l’anima mia,

mi guida per il giusto cammino

a causa del suo nome.

Davanti a me tu prepari una mensa

sotto gli occhi dei miei nemici.

Ungi di olio il mio capo;

il mio calice trabocca.

Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne

tutti i giorni della mia vita,

abiterò ancora nella casa del Signore

per lunghi giorni.


Settembre 2026

 PREGHIERE DALLA PALESTINA: Montagne portate pace

di Michel Sabbah, patriarca emerito di Gerusalemme.

(da bocchescucite.org)


«Montagne, portate la pace al popolo! Colline, portate la giustizia!» (Salmo 72,3).


Sono anni e anni, Signore che, oppressi e abbandonati alla distruzione, ti supplichiamo: facci uscire tu da questa fossa di morte in cui il genocidio ha trascinato tutto il nostro popolo.


Anche il salmista non sa più a chi chiedere aiuto. Ti abbiamo gridato: “Salvaci, Signore!” Ma stiamo morendo. Continuano ad uccidere palestinesi a Gaza e in Cisgiordania. Tutta la nostra terra è stata coinvolta dal piano di distruzione del popolo palestinese. Signore pietà


La nostra terra è un cimitero di morte: salvaci!


Signore, concedi la giustizia a questa terra: tu l’hai resa santa, ma gli uomini l’hanno ridotta in cenere perché diventasse inabitabile.


Tutte le nostre colline della Cisgiordania sono state occupate, le distese dei nostri ulivi vengono incendiate dai coloni, le città e i villaggi di Gaza sono stati rasi al suolo e le strade non ci sono più.


La tua Terra santa è nelle mani di chi non vuole la pace: soccorrici! Non ci resta che allargare la supplica a tutta la creazione:


Possa la tua creazione, Signore, portarci pace e giustizia.


Possano gli uccelli del cielo cantare la tua misericordia e la liberazione della Terra santa.


Possano i gigli del campo annunciare la tua giustizia tra i popoli che la abitano.


Possano le acque del Giordano, il fiume della Palestina dove anche tu sei stato battezzato, lavare il fiume di sangue del massacro di migliaia di bambini palestinesi. Io con loro ti supplico: “Salvami o Dio: le acque salgono fino alla mia gola!” (Sal 68,2). Abbi pietà.*


“Montagne, portate la pace al popolo! Colline, portate la giustizia!»



Canti: Tu Gesù, pane sei

Dio è Amore

Ubi caritas



Dal Salmo 72


Le montagne portino al popolo la pace

le colline portino la giustizia

egli difenda i poveri del suo popolo

salvi i miseri e abbatta l'oppressore.


Nei suoi giorni fiorirà il giusto

abbonderà la pace per mesi senza fine

dominerà da un mare all'altro mare

e dal grande fiume ai confini della terra.


Egli libererà il misero che grida

il povero che non ha difensore,

avrà cura cura del debole e del misero

salverà la vita degli oppressi

li riscatterà dalla violenza e dall'oppressione

il loro sangue è prezioso ai suoi occhi.



Canto:

Lampada ai miei passi


Lettura:

Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 18,15-20

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.

In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.

In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».


Canto: Resta qui e veglia con me


Meditazione di Leone XIII


E' proprio così.


Dalla preghiera contemplativa

prende forma ciò che il mondo non ci racconta,

ma esiste già.

Ciò che ancora è invisibile

ma in sé ha un nuovo tipo di forza.


Non si tratta di fantasia ma di profezia.

Ne abbiamo bisogno,

in tempi di distruzione e di incertezza,

per vedere l'opera di Dio e servirla.


Proviamo a immaginare la pace

allargare i confini della comprensione

e dipingercela nell'anima

per riconoscere che già esiste

raccoglierla e servirla.


E' il dono di Dio,

il soffio del Risorto

l'opera dello Spirito Santo


Lasciamo crescere la pace in noi

germoglierà nel mondo

e la Madre del buon consiglio

ci accompagnerà in questa missione.


Silenzio

(la preghiera prosegue con un tempo prolungato di silenzio)



Intercessioni

Dio nostro Padre, tu vuoi che diventiamo una creatura nuova in Cristo. Noi ti preghiamo.


Signore, tu ci prometti un cielo nuova e una terra nuova. Rinnova la nostra speranza.

Donaci d’ascoltare e accogliere la tua Parola con il cuore colmo d’amore.

Signore, tu che ami gli uomini, perdona e abbi pietà.

Cambia i cuori di tutti e tu che tutto puoi trasforma la guerra in pace, l'odio in amore



Padre Nostro

Gesù il Cristo, sii la nostra pace, tu che ci dici: non abbiate timore, io sono qui.


Canti: Nada te turbe

Raccogli i miei pensieri

dicembre 2025

 

Preghiere dalla Palestina: ASSETATI DI GIUSTIZIA

Bocche scucite – 4 dicembre 2025


E’ Avvento e in tutte le chiese ti supplichiamo: Vieni Signore Gesù! Ma noi palestinesi ti diciamo: Vieni a sederti accanto ai nostri corpi stremati perché ci mancano le forze e non abbiamo smesso di piangere i nostri morti.

Siamo come una terra assetata, di pace, di umanità, di giustizia. Non hanno finito il loro piano di distruzione e morte. Abbiamo sete della tua presenza:

Vieni presto, Signore! Siamo assetati di te!

Vedi anche tu, Signore? Gaza e tutta la tua Terra santa sono immerse nella morte: nella Striscia hanno demolito tutto e in Cisgiordania i coloni stanno seminando violenza. Case demolite, persone arrestate, torturate e gettate nelle carceri senza processo.

Vieni presto, Signore! Siamo assetati di pace!

Nessuno più guarda a Gaza: hanno cancellato il genocidio chiamandolo pace. Ma questo cessate-il-fuoco non ha fermato la carneficina, la fame, il freddo di chi vede brandelli si tenda sbattuti dalla pioggia e dal vento.

Vieni presto, Signore! Siamo assetati di giustizia

A Natale tutti attendono il Principe della pace. Ma anche tu, o Dio, vedi che gli uomini assetati di morte sono ancora qui, nella tua terra santa che hanno distrutto e mai sazi, chiedono più morte. Convertili alla pace, Signore pietà.

Vieni presto, Signore. Siamo assetati di speranza!

Dacci di cantare con esultanza il Gloria della notte che lascia il posto alla luce. Siamo ancora immersi nel buio, Signore.





Canti: Tu Gesù, pane sei

Dio è Amore

Ubi caritas




dal Salmo 43

Fammi giustizia, o Dio,

difendi la mia causa contro gente spietata;

liberami dall’uomo iniquo e fallace.

Tu sei il Dio della mia difesa


Manda la tua verità e la tua luce;

siano esse a guidarmi,

mi portino al tuo monte santo e alle tue dimore.


Verrò all’altare di Dio,

al Dio della mia gioia, del mio giubilo.

A te canterò con la cetra, Dio, Dio mio.


Perché ti rattristi, anima mia,

perché su di me gemi?

Spera in Dio: ancora potrò lodarlo,

lui, salvezza del mio volto e mio Dio.




Canto: Lampada ai miei passi








Lettura: Isaia 11,1-9

Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici. Su di lui si poserà lo spirito del Signore, spirito di sapienza e di intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e di timore del Signore. Si compiacerà del timore del Signore. Non giudicherà secondo le apparenze e non prenderà decisioni per sentito dire; ma giudicherà con giustizia i miseri e prenderà decisioni eque per gli oppressi del paese(...). Fascia dei suoi lombi sarà la giustizia, cintura dei suoi fianchi la fedeltà. Il lupo dimorerà insieme con l’agnello, la pantera si sdraierà accanto al capretto; il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e un fanciullo li guiderà. La vacca e l’orsa pascoleranno insieme; si sdraieranno insieme i loro piccoli. Il leone si ciberà di paglia, come il bue. Il lattante si trastullerà sulla buca dell’aspide; il bambino metterà la mano nel covo di serpenti velenosi. Non agiranno più iniquamente né saccheggeranno in tutto il mio santo monte, perché la saggezza del Signore riempirà il paese come le acque ricoprono il mare.


Canto: Resta qui e veglia con me



Silenzio

(la preghiera prosegue con un tempo prolungato di silenzio)








Intercessioni

Intercessioni

Signore, ci hai creati a tua immagine e ci hai chiamati a vivere nell’amore, riflesso della tua gloria, che risplende nella pace.


Signore, abbi pietà. Dalle tenebre di questa morte riportaci alla luce e all'amore. E che ci ricordiamo di essere tuoi figli, tutti fratelli e sorelle.


Non ci resta che confidare in te, Signore. Salva l’umanità tu che vuoi la pace e sei Onnipotente nell’amore. Sia fatta la tua volontà.


Signore, tu che ami gli uomini, perdona e abbi pietà. Cambia i cuori di tutti e tu che tutto puoi trasforma la guerra in pace, l'odio in amore.



Padre Nostro



Gesù il Cristo, sii la nostra pace, tu che ci dici: non abbiate timore, io sono qui.



Canti: Nada te turbe

Raccogli i miei pensieri