Ricordiamo davanti a Te
In occasione dell’odierna Giornata internazionale per la prevenzione dello sfruttamento dell'ambiente in situazioni di guerra e conflitto armato, istituita dall’Onu, si rende necessaria una disamina dell'impatto ecologico dei bombardamenti e del collasso degli ecosistemi che avvelenano il domani. le guerre moderne possiedono una capacità distruttiva senza precedenti, in grado di alterare gli ecosistemi in modo irreversibile.
Bangladesh, nuove proteste dei lavoratori. La gente muore di fame. Mentre i colossi internazionali della moda continuano a registrare profitti miliardari a 10 cifre, nelle piazze del Paese asiatico si consuma una vera e propria guerra di classe. Nel quinto giorno di manifestazioni si contano nuove vittime civili e arresti. La commissione d'urgenza per il salario minimo annuncia aumenti per gennaio ma la coordinatrice della Campagna Abiti Puliti ribadisce: siamo di fronte a un sistema di sfruttamento globale standardizzato, urgente garantire diritti e dignità.
Migranti, nuova tragedia nell'Atlantico. Almeno sette persone sono morte a bordo di un gommone sul quale viaggiavano 139 migranti, soccorso a circa 150 chilometri a nord-est dell’isola di Lanzarote, in Spagna, dalla motovedetta Urania del servizio di soccorso marittimo locale.
. Oltre 300.000 persone sono state costrette a fuggire dalle proprie case a causa dell'intensificarsi dei combattimenti nello Yemen occidentale, quasi tutte negli ultimi due mesi. Sono i nuovi dati resi noti oggi dall'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim). "Dopo anni di conflitto, le famiglie in Yemen sono costrette a fuggire ancora una volta, spesso con poco più dei vestiti che indossano".
Gaza, le tende degli sfollati allagate per le forti piogge: “I bambini tremano per il freddo”. Le avverse condizioni meteorologiche hanno causato danni importanti ai rifugi temporanei che ospitano famiglie costrette ad abbandonare le proprie case. Nelle ultime 12 ore, la pioggia ha allagato 70mila tende che ospitano sfollati di Gaza.
Nel mercoledì nero di inizio novembre in cinque hanno dato tragicamente addio alla vita, in aziende piccole e grandi, lungo l’intero asse della penisola. E una sesta vittima è spirata in ospedale, dopo giorni di agonia. Quest’anno l’ecatombe ha raggiunto e superato quota 700, secondo i dati Inail, che ha contato anche circa 404.809 denunce totali di infortuni, in aumento del 5,4% rispetto all’anno scorso. Da parte sua l’Anmil, Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro, segnala l’aumento del 2,9% delle denunce di infortunio con esito mortale: da gennaio ad oggi, 701 lavoratori hanno perso la vita e le denunce di malattia professionale aumentano del 16,3%, arrivando a quota 74.542.
Continua a prenderti cura di noi, o Signore: Kyrie eleison
Aiutaci a riconoscere e a coltivare i semi di speranza
Stati Uniti, il governatore della California commuta 548 condanne a morte.Gavin Newsom ha annunciato la trasformazione delle pene capitali in ergastoli senza possibilità di libertà condizionale, per impedire che i detenuti possano, in futuro, essere messi a morte.
Betlemme, il primo polo di chirurgia pediatrica diurna della Cisgiordania. Al Caritas Baby Hospital inaugurato il padiglione chiamato “Ala del Giubileo” che permetterà ai piccoli pazienti di essere operati in un reparto pensato per loro, senza spostamenti, senza permessi da chiedere alle autorità israeliane e senza ore di attesa ai checkpoint.
Per la bontà che abita nei cuori e per coloro che si dedicano alla causa del bene: A te la lode e la Gloria, O Signore.
Sap 6,12-16 1Ts 4,13-18
Mt 25,1-13
[Gesù disse ai suoi discepoli:]
1Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade
e uscirono incontro allo sposo.
2Cinque di esse erano stolte e cinque sagge;
3le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio;
4le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi.
5Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.
6A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”.
7Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade.
8Le stolte dissero alle sagge:
“Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”.
9Le sagge risposero:
“No, perché non venga a mancare a noi e a voi;
andate piuttosto dai venditori e compratevene”.
10Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo
e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa.
11Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire:
“Signore, signore, aprici!”.
12Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”.
13Vegliate, dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora.
Leggendo questa parabola il primo particolare che salta all’occhio è la descrizione al passato di una storia che preannuncia una futura realtà: ‘Il Regno dei cieli sarà…’. In altre parole, qui si parla dei veri valori che durano per sempre, delle realtà che davvero contano.
Gesù sta raccontando un fatterello che potrebbe essere capitato ai suoi tempi: uno sposo è in enorme ritardo per la sua festa e le ragazze che dovevano accompagnarlo alla celebrazione notturna delle nozze, si stancano e non riescono a rimanere sveglie. Notiamo anche che l’esortazione finale (v. 13) non è completamente in armonia con la storia, perché tutte le giovani si sono addormentate. Evidentemente, per ‘vegliare’ qui si intende l’essere ‘preparati’, non l’essere ‘svegli’. L’atteggiamento consigliato è dunque la previdenza più che la vigilanza.
Molti aspetti della parabola rimangono oscuri, dato che non conosciamo esattamente come i matrimoni venissero celebrati in Palestina ai tempi di Gesù: le testimonianze scritte sono scarse e si riferiscono a diverse zone del Medio Oriente in diverse epoche e con elementi greci che hanno in parte influenzato la cultura ebraica originale. Sembra comunque chiaro che ci fosse quasi sempre una processione notturna illuminata torce o lampade per accompagnare lo sposo alla casa dove si cominciava a festeggiare il matrimonio. Era una cerimonia eminentemente civile che poteva durare anche alcuni giorni.
La storia si sviluppa attorno alla questione dell’avere o non avere una scorta d’olio per le lampade, che viene poi legata alla capacità di essere ‘saggi’. Si è saggi se si prevede le eventualità e le difficoltà che il futuro porta con sé, e si pianifica a riguardo. Notiamo il rude rifiuto di condividere l’olio da parte del secondo gruppo di ragazze al primo (v. 9): non è questione di egoismo e di mancanza di carità, ma il fatto che l’eventuale condivisione non può risolvere il problema, ma complicarlo. Ciò inoltre costituisce un implicito richiamo alla responsabilità personale per la preparazione della festa.
Segue la strana esortazione ad andare a comprare l’olio a mezzanotte, cosa del tutto improbabile, se non impossibile. Ma la cosa ancora più strana è che le vergini stolte obbediscano! Dopo quel suggerimento, che sembra un po’ anche canzonatorio, notiamo che le seconde non sono più chiamate ‘sagge’, ma semplicemente ‘pronte’!
La conclusione della storia (v. 12) è tragica e inquietante: la severità dello sposo non si addice ad una persona che sta celebrando uno dei giorni più belli della sua vita… ma è una parabola! Ciò che si vuole sottolineare è la serietà, l’impegno, la preparazione e la responsabilità con cui ci si deve predisporsi alla festa che può cominciare ad ogni momento. È bello essere chiamati alle nozze, ma in risposta bisogna essere pronti. Per fare questo occorre una ‘visione lunga’ della vita, che va oltre il momento presente e lo vede alla luce di valori che sono eterni. E soprattutto l’importante è che si voglia far festa, perché le cinque ragazze rifiutate dallo sposo non solo sono ‘stolte’, ma anche pretendono di entrare a tutti i costi, come se fosse un loro diritto acquisito: ‘aprici!’. Alla festa di Gesù tutti sono invitati, ma nessuno può vantare un diritto.
Commento a cura di Stefano Senaldi
Dal Sal 62 (63)
O Dio, tu sei il mio Dio,
dall’aurora io ti cerco,
ha sete di te l’anima mia,
desidera te la mia carne
in terra arida, assetata, senz’acqua.
Così nel santuario ti ho contemplato,
guardando la tua potenza e la tua gloria.
Poiché il tuo amore vale più della vita,
le mie labbra canteranno la tua lode.
Così ti benedirò per tutta la vita:
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Come saziato dai cibi migliori,
con labbra gioiose ti loderà la mia bocca.
Quando nel mio letto di te mi ricordo
e penso a te nelle veglie notturne,
a te che sei stato il mio aiuto,
esulto di gioia all’ombra delle tue ali.
