Ricordiamo davanti a Te
Sudan, oltre 30 Paesi lanciano l'allarme carestia
Secondo i dati riportati nella dichiarazione, 19 milioni e mezzo di persone, pari al 41 per cento della popolazione, vivono in condizioni di grave insicurezza alimentare acuta, mentre cinque milioni si trovano già in una situazione di emergenza. Ad aggravare la crisi alimentare è anche l'aumento del costo della vita.
Terremoto in Tibet, i soccorritori a lavoro con le torce tra le macerie.Un grave sisma di magnitudo 7 ha colpito ieri, alle 22:33 locali, la contea di Baqên, circa 400 km a nord-est di Lhasa, capoluogo della regione cinese. Interessata in particolare la città di Nagqu, situata a circa 4.800 metri di altezza. Almeno 16 le vittime e 76 i feriti, molti dei quali in gravi condizioni.
Colombia, più di 8 milioni di persone vivono sotto l'influenza dei gruppi armati. La Caritas nazionale, dopo un incontro del Gruppo di lavoro per la Colombia tenutosi nei giorni scorsi a Bogotà, esorta gli attori armati ad «abbandonare la violenza» chiedendo «la cessazione degli attacchi contro la popolazione civile, il reclutamento, le restrizioni alla mobilità e il rispetto dei diritti umani».
L'Onu: verso un riscaldamento globale di 2,6°C entro fine secolo
L'allarme lanciato dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (Unep), secondo cui nel 2025 le emissioni globali di gas serra si sono mantenute su livelli record. Guterres: i piani climatici e le politiche attuali "sono pericolosamente insufficienti" ma ciò "non significa che si debba gettare la spugna".
Gaza, mezzo milione di persone senza più assistenza alimentare dell'Onu
In un comunicato diffuso il 19 ottobre, il Wfp annuncia di essere costretto a ridurre di circa un terzo il suo intervento nellai Striscia, a causa della drastica diminuzione di fondi a disposizione. In vista dell'inverno, l'appello a intervenire urgentemente per evitare che migliaia di persone muoiano di fame.
“I giovani sono pigri, svogliati, non hanno voglia di lavorare, non si interessano alla politica, non partecipano. Poi, però quand”o provano a prendere parola, vengono interrotti, sminuiti o trattati come bambini che devono imparare a stare al mondo. E' quello che è successo a Sabrina Brizzola, coordinatrice nazionale dell'Unione degli universitari, durante una puntata di Porta a Porta, quando Bruno Vespa le ha urlato contro intimandole di studiare e arrivare prepararta.
Continua a prenderti cura di noi, o Signore: Kyrie eleison
Aiutaci a riconoscere e a coltivare i semi di speranza
Alla Corte penale internazionale il Premio Sacharov 2026. La decisione della Conferenza dei presidenti del Parlamento europeo premia i giudici dell'Aja, colpiti nuovamente dalle dure sanzioni dell'amministrazione Trump. Un segnale politico in difesa della giustizia globale che si unisce al Nobel per la Pace a Navi Pillay, già giudice della Cpi. Von der Leyen: "La Corte deve essere libera di perseguire la sua missione, in modo indipendente, senza pressioni o intimidazioni"
Mattarella: La società non può rivolgersi ai giovani con un atteggiamento di indifferenza o, peggi, di meschina sottovalutazione. Questa è una grande questione sociale. Una priorità che deve vedere sensibiliistituzioni e tutte le forze della società-”.
Per la bontà che abita nei cuori e per coloro che si dedicano alla causa del bene: A te la lode e la Gloria, O Signore.
Es 22,20-26 1Ts 1,5c-10
Mt 22,34-40
34I farisei, avendo udito che egli aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme
35e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova:
36«Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».
37Gli rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore,
con tutta la tua anima e con tutta la tua mente.
38Questo è il grande e primo comandamento.
39Il secondo poi è simile a quello: Amerai il tuo prossimo come te stesso.
40Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».
La domanda del dottore della Legge nonché fariseo è comprensibile nel contesto storico in cui Gesù viveva. I rabbini di quel tempo avevano raccolto e codificato ben 613 tra comandamenti, prescrizioni e divieti traendoli dall’intera Legge di Mosè presente nei primi cinque libri della Bibbia. In quella selva di norme era giustificabile cercare un principio generale che facesse da riassunto per tutto il resto e fosse da guida per il comportamento quotidiano del credente fedele.
A questa domanda essi avevano già dato diverse risposte: chi sottolineava il valore del Tempio di Gerusalemme e tutto ciò che concerneva il culto; chi vedeva nell’osservanza del sabato la via per la salvezza; chi nel comportamento socialmente accettabile, descritto anche nei libri sapienziali, ecc.
Dato che Gesù predicava ed insegnava, questi dottori della Legge vogliono capire il pensiero di Gesù riguardo a questo argomento, per verificare le sue capacità didattiche e fare una specie di ‘test attitudinale’. D’altra parte, anche noi ci basiamo su un principio generale di comportamento che ci illumini per la nostra vita quotidiana. Vediamo e udiamo diversi modi di pensare e di operare e cerchiamo una verità semplice e concreta.
Gesù risponde dando il duplice ‘grande comandamento’ e non inventa nulla di nuovo. Cita semplicemente due brani della Legge di Mosè, in parte presa dal libro del Deuteronomio (6,5) e in parte da quello del Levitico (19,18). È interessante notare come per la relazione con Dio utilizzi un testo inserito in un codice che ha una forte dimensione sociale (il Deuteronomio), mentre per la relazione con gli altri utilizzi una citazione dal codice sacerdotale. Questo ci dice che non si può dividere fra culto e vita, ma la vita è una forma di culto a Dio e il culto autentico serve a migliorare la vita.
È chiaro che qui ‘amore’ non è solo il sentimento di benevolenza che si ha verso le persone, ma è soprattutto quello concreto ed effettivo che si vede nel comportamento degli altri e ci fa pensare: ‘quella persona mi vuole bene, anche se non lo dice!’. Un amore che coinvolge tutto l’essere umano: atteggiamenti, decisioni e comportamenti; un amore che è capace anche di grandi sacrifici. Un amore che poi si declina con il rispetto, l’accoglienza della diversità, la pazienza e che è il ‘motore’ della testimonianza cristiana del Vangelo. È l’amore di Gesù per Dio e per gli altri, come ce lo descrivono gli evangelisti.
Un ultimo particolare: Gesù cita il libro del Levitico, ma anche lo sorpassa. Il ‘prossimo’ per l’autore della norma è il ‘correligionario’, ossia la persona della stessa fede e, nel contesto, anche della stessa etnia. Gesù ha invece insegnato che questi è chiunque si incontra nel cammino di vita (vedi la ‘parabola del samaritano’ – Luca 10,29-37).
Commento a cura di Stefano Senaldi
Dal Sal 17 (18)
Ti amo, Signore, mia forza,
Signore, mia roccia,
mia fortezza, mio liberatore.
Mio Dio, mia rupe, in cui mi rifugio;
mio scudo, mia potente salvezza e mio baluardo.
Invoco il Signore, degno di lode,
e sarò salvato dai miei nemici.
Viva il Signore e benedetta la mia roccia,
sia esaltato il Dio della mia salvezza.
Egli concede al suo re grandi vittorie,
si mostra fedele al suo consacrato.
