Meditazione Domenica XXVIIa A

 

Ricordiamo, o Signore, davanti a te

Sudan, 10 morti nei raid su Khartoum. A sud 300mila profughi senza cibo. Nel Paese africano prosegue la guerra civile.

Striscia di Gaza. Oltre al lancio di razzi si registra anche l’ingresso di militanti palestinesi in alcune città nel sud, che hanno preso in ostaggio alcune persone. L’esercito israeliano ha dichiarato lo stato di guerra, reagendo con un pesante bombardamento sulla Striscia di Gaza. Oltre 200 le vittime palestinesi, 40 quelle di Israele.

Emergenza idrica in Amazzonia.  I principali fiumi dell'Amazzonia, come il Negro e il Solimões, sono a livelli critici, compromettendo il trasporto della popolazione e l'approvvigionamento di città e villaggi.

Secondo la ong 'Hengaw' le forze di sicurezza iraniane hanno arrestato Shahin Ahmadi, la madre di Armita Geravand, la sedicenne iraniana ricoverata da domenica in coma all'ospedale Fajr di Teheran per un trauma cranico subito, secondo la ong, durante un diverbio per il velo con la polizia morale in una stazione della metropolitana della capitale iraniana.

Decine di studentesse iraniane di un liceo femminile nella cittadina di Qods, a sud di Teheran, sono rimaste intossicate dopo aver inalato del gas". Incidenti simili si sono registrati in Iran già dalla fine di novembre del 2022, ma il governo ha sempre sminuito la portata di quanto accadeva. 

Sette civili, di cui 4 minori, sono stati uccisi nel nord-ovest della Siria in raid compiuti da aerei governativi. Da due giorni l'aviazione siriana e quella russa hanno intensificato gli attacchi aerei contro le aree del nord-ovest controllate da forze locali cooptate dalla Turchia.

 Il bilancio delle vittime del terremoto di magnitudo 6.3 che ha colpito l'Afghanistan occidentale è salito a "circa 120". I feriti sono oltre 1.000. 

 Continua a prenderti cura di noi, o Signore: Kyrie eleison

Aiutaci a riconoscere e a coltivare i semi di speranza

Il Nobel per la Pace all'attivista iraniana Narges Mohammadi. Vice-presidente del Centro per la difesa dei Diritti Umani, imprigionata dalle autorità iraniane dal maggio 2016, la donna è stata insignita del prestigioso riconoscimento "per la sua battaglia contro l'oppressione delle donne in Iran e per promuovere diritti umani e libertà per tutti".

Kenya, la denutrizione infantile si combatte con i pasti scolastici. Con l’obiettivo di garantire a ogni bambino che frequenta la scuola primaria pubblica di mangiare almeno una volta al giorno un pasto nutriente, è stato lanciato nel Paese, il programma alimentare scolastico più ambizioso del continente. 

Premio Castelli 2023: in carcere vince la speranza. Si è conclusa con la premiazione dei tre elaborati vincitori, nella casa circondariale di Lorusso e Cotugno a Torino, la XVI edizione del Premio letterario dedicato agli scritti dei detenuti di tutta Italia promosso dalla Società San Vincenzo De Paoli.

Laudate Deum, la voce di scienziati e attivisti si unisce al grido del Papa. Esperti, rappresentanti del mondo della cultura e dell'associazionismo cattolico e non, impegnato sulle questioni ambientali a livello internazionale, mobilitati per la tutela della Casa comune a sostegno dell'Esortazione apostolica di Francesco. Il Nobel Parisi: è necessario un trasferimento massiccio di risorse dai Paesi più avanzati a quelli meno ricchi per creare condizioni di sostenibilità ambientale. Finché ci sono le guerre, la solidarietà tra gli Stati su questi temi è molto difficile.

Primo indigeno eletto nell'Accademia brasiliana di lettere. L'ambientalista, leader indigeno e scrittore Ailton Krenak è il primo rappresentante dei popoli nativi del Brasile ad essere eletto come membro "immortale" dell'Accademia brasiliana di lettere, con sede a Rio de Janeiro.

Salute. «Pfas, la Chiesa italiana in ascolto di chi è ferito dall’inquinamento». Alla Lateranense la Cei con Università di Padova e Mamme No Pfas si mette dalla parte di chi soffre in Italia le conseguenze dell'ambiente degradato.

Per la bontà che abita nei cuori e per coloro che si dedicano alla causa del bene: A te la lode e la gloria, O Signore: Gloria in excelsis Deo


Dio, vignaiolo generoso ed esigente, paziente, non fare alla tua vigna quanto l'amore ferito vorrebbe. Intervieni con la soave violenza dell'amore, fai di noi la casa della tua pace. Rendici degni, Signore di essere tuoi testimoni davanti a tutti i poveri del mondo, davanti a quanti ti cercano. Tu sei la vera vite e noi i tralci, con te porteremo buon frutto, e della vigna faremo un giardino dove ognuno si senta di casa. Amen

Is. 5, 1-7 Fil 4, 6-9

Mt. 21, 33-43

33 Ascoltate un’altra parabola: C’era un padrone che piantò una vigna e la circondò con una siepe, vi scavò un frantoio, vi costruì una torre, poi l’affidò a dei vignaioli e se ne andò.

34 Quando fu il tempo dei frutti, mandò i suoi servi da quei vignaioli a ritirare il raccolto. 35 Ma quei vignaioli presero i servi e uno lo bastonarono, l’altro lo uccisero, l’altro lo lapidarono. 36 Di nuovo mandò altri servi più numerosi dei primi, ma quelli si comportarono nello stesso modo.

37 Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: Avranno rispetto di mio figlio! 38 Ma quei vignaioli, visto il figlio, dissero tra sé: Costui è l’erede; venite, uccidiamolo, e avremo noi l’eredità.

39 E, presolo, lo cacciarono fuori della vigna e l’uccisero.

40 Quando dunque verrà il padrone della vigna che farà a quei vignaioli? ”.

41 Gli rispondono: “Farà morire miseramente quei malvagi e darà la vigna ad altri vignaioli che gli consegneranno i frutti a suo tempo”.

42 E Gesù disse loro: “Non avete mai letto nelle Scritture:

La pietra che i costruttori hanno scartata

è diventata testata d’angolo;

dal Signore è stato fatto questo

ed è mirabile agli occhi nostri?

43 Perciò io vi dico: vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare.

***

Ascoltate un’altra parabola”. Il brano riporta quindi un discorso di Gesù. Non è un racconto di azione né di un miracolo; è un interagire attraverso la parola per provocare una presa di posizione. Ciò è tipico di quel modo di parlare che è appunto il “genere parabolico”. Esso consiste in una narrazione drammatica in cui viene gradualmente coinvolto il pubblico che ascolta fino al punto in cui giungerà da solo ad una conclusione, anche se, come in questo caso, si tratta di una conclusione a proprio svantaggio, di autocondanna, di auto disapprovazione.

41 Gli rispondono: “Farà morire miseramente quei malvagi e darà la vigna ad altri vignaioli che gli consegneranno i frutti a suo tempo”.

L’immagine della vigna, come ci testimonia la prima lettura, è molto frequente nella letteratura profetica. In buona sostanza essa esprime l’atteggiamento di cura che Dio ha verso il suo popolo e, al tempo stesso, ancora una volta, di fiducia perché egli cura la sua gente affinché diventi capace di generare positività, rettitudine, giustizia, bontà. In ultima analisi, il frutto che si attende il padrone della vigna è che dia uva, non fichi o prugne. Il frutto che si attende Dio dalla gente è che diventi capace di corrispondere a sé stessa, che diventi ciò che è, ovvero pienamente umana, appunto, capace di positività, rettitudine, giustizia, bontà.

È per questo motivo che “la vigna” descritta dai saggi d’Israele è simbolo del Regno che verrà.

Altri profeti fondono in dissolvenza l’immagine della vigna con quella della sposa da cui lo sposo s’attende una relazione di fedeltà. Purtroppo le cose non sempre vanno in questa direzione. Isaia ne lamenta un esito deludente:

Mi aspettavo uva ed ecco uva selvatica… frutti di giustizia ed ecco spargimento di sangue.” Dio non si attende onori, sacrifici, mortificazione, celebrazioni solenni...

Il frutto della vite è il vino per la gioia e la festa del cuore umano. Ora la vite, che è la comunità credente, produce spargimento di sangue.

I credenti dovrebbero dare vita (vita-sangue secondo il significato biblico) invece sparge il sangue, tanto a dire: danno morte come i vignaioli della parabola.

Sono coloro che dovrebbero dare vita, prolungare cioè la cura del padrone della vigna, loro che sono i custodi della religione, della Parola, del culto, dell'alleanza e, in definitiva, dell’incontro e della relazione dell’uomo con Dio. Ma invece di mantenersi al servizio delle attese di Dio, vogliono subentrargli come padroni monopolisti:

Costui è l’erede; venite, uccidiamolo, e avremo noi l’eredità”.

Tutte le volte che qualcuno cerca di avere il possesso della vigna, invece di far scaturire vita fa scaturire morte. Perché una religiosità che ambisce al potere è sempre violenta:

39 E, presolo, lo cacciarono fuori della vigna e l’uccisero”.

SE RELIGIOSITA’ FA DA PADRONA, È UN LUOGO DI MORTE. QUANDO QUALCUNO, IN NOME DI DIO CERCA DI DOMINARE SUGLI ALTRI, ESERCITA VIOLENZA. LA SUA DIVENTA UN’AZIONE DI ANTI-REGNO.

Questo dramma esplode innanzitutto nell’esistenza stessa di Gesù. Egli è il figlio cacciato fuori e ucciso.

Il suo destino è quello dello scartato. La violenza si concentra su di lui. Nella sua persona possiamo vedere fino a che punto arriva una religione monopolista.

L’evangelista Matteo non riporta solamente i fatti della vicenda terrena di Gesù. Egli si rivolge anche ai discepoli e discepole della comunità cristiana perché anche nella Comunità dei discepoli del Signore qualcuno può avanzare la pretesa di fare da padrone del cammino degli altri. Ecco allora che laddove si manifesta questo spirito di domino, l’evangelo scivola via, viene sottratto per essere destinato a chi produce gioia, vita, giustizia libertà:

43 Perciò io vi dico: vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare”.

Così nel caso di Gesù, l’azione di Dio si compie in ciò che l’uomo, soprattutto l’uomo di religione, scarta. Gesù è pietra scartata, che è a fondamento di un modo nuovo e pieno di stare con Dio e con gli altri.

In noi stessi ci sono gli scarti con cui il Signore costruisce storia di salvezza – Regno di Dio.

Salmo 79

Hai sradicato una vite dall’Egitto,
hai scacciato le genti e l’hai trapiantata.
Ha esteso i suoi tralci fino al mare,
arrivavano al fiume i suoi germogli.

Perché hai aperto brecce nella sua cinta
e ne fa vendemmia ogni passante?
La devasta il cinghiale del bosco
e vi pascolano le bestie della campagna.

Dio degli eserciti, ritorna!
Guarda dal cielo e vedi
e visita questa vigna,
proteggi quello che la tua destra ha piantato,
il figlio dell’uomo che per te hai reso forte.
Da te mai più ci allontaneremo,
facci rivivere e noi invocheremo il tuo nome.
Signore, Dio degli eserciti, fa’ che ritorniamo,
fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi.