Meditazione Domenica XXXIIa A

 


Ricordiamo, o Signore, davanti a te

L’uragano Otis ha messo in ginocchio la costa sud dello Stato messicano di Guerrero: 48 vittime accertate e 580 mila persone colpite. In molte zone continuano a mancare luce, acqua potabile, cibo, carburante. Si aggiungono una quantità incalcolabile di spazzatura e i saccheggi.

Medici Senza Frontiere: a Gaza gli ospedali sono al collasso. Nella Striscia mancano personale sanitario e rifornimenti medici. “È necessario un cessate il fuoco immediato, solo così potremo fare entrare aiuti e personale”.

Camerun, ucciso in strada un religioso infermiere direttore di una struttura sanitaria dedita alla cura di madri e bambini.

Libano. Il timore di un’estensione del conflitto in corso a Gaza al Paese dei cedri, sta spingendo migliaia di persone ad abbandonare le zone di confine con Israele. Il Libano, sofferente per la grave crisi economica, non reggerebbe il contraccolpo di una nuova guerra.

Panama, 60 arresti in proteste contro una concessione mineraria. I manifestanti chiedono la revoca del contratto con cui il governo ha prorogato la concessione per 20 anni (rinnovabili) di una miniera di rame a cielo aperto. La miniera, secondo i dimostranti, si troverebbe in una zona considerata un santuario ambientale.

Tre lavoratori del settore abbigliamento in Bangladesh, che fornisce molti dei marchi più diffusi in Occidente, sono stati uccisi in violenti scontri seguiti alla decisione del governo di non riconoscere gli aumenti di salario richiesti.

È morto il detenuto che si è impiccato nel carcere di Montorio. L'uomo è spirato in ospedale nel primo pomeriggio di giovedì. Non è bastato dunque a salvargli la vita il tempestivo intervento degli agenti di polizia penitenziaria e del personale medico.

Centri in Albania: “L’accordo compromette il diritto d’asilo sancito all'articolo 10 della nostra Costituzione. Preoccupazione e sconcerto per il protocollo tra Italia e Albania in tema di “rafforzamento della collaborazione in materia migratoria”, per il trasferimento coatto delle persone giunte in Italia dalla rotta del Mediterraneo centrale. 

 Continua a prenderti cura di noi, o Signore: Kyrie eleison

Aiutaci a riconoscere e a coltivare i semi di speranza

I lavoratori portuali di Genova, Barcellona e Sidney si rifiutano di caricare le navi con le armi per Israele.

Abu Dhabi, i leader religiosi chiedono un'azione urgente sul cambiamento climatico. Negli Emirati Arabi rappresentanti delle diverse fedi, tra cui il cardinale Parolin, firmano un appello che sollecita i leader politici che saranno presenti alla COP28 di Dubai a intraprendere azioni significative per rispondere alla crisi del clima.

Due interventi in una notte, Emergency salva 118 naufraghi. Sono partiti dalla Libia, sbarcheranno a Brindisi. «Tutte e due le imbarcazioni soccorse avrebbero potuto capovolgersi da un momento all’altro e nessuno aveva giubbotti di salvataggio. Con questa 14esima missione in un anno sono 1.198 le vite salvate in mare da Emergency.

La scuola per le ragazze emarginate: è Sister Zeph la prof migliore del mondo. Il Global Teacher Prize alla insegnante pachistana che da adolescente ha aperto una classe per le giovani povere del suo villaggio, e ora ha una fondazione per l'educazione femminile.

Al via gli sportelli per i diritti dei detenuti nelle carceri del Lazio. "Obiettivo di questi sportelli è garantire alle persone detenute di poter accedere nei tempi più rapidi possibili al Garante regionale, per chiedere informazioni, esprimere doglianze o presentare reclami”.

La rete "Verona per la Palestina" ha organizzato ieri 11 novembre un corteo a supporto del popolo palestinese e della sua resistenza chiedendo al governo Italiano e all’Unione Europea di schierarsi apertamente dalla parte del cessate il fuoco, come invocato anche da Amnesty International e dall’ONU e che come comunità internazionale si cooperi in modo più incisivo per la tutela della popolazione civile all’interno della Striscia di Gaza e dei territori palestinesi attualmente occupati illegalmente dall’esercito sionista.

Per la bontà che abita nei cuori e per coloro che si dedicano alla causa del bene: A te la lode e la gloria, O Signore: Gloria in excelsis Deo

Dona il tuo Spirito, Signore, perché le lampade dell'amore non si spengano. Donaci di sapere e sperare che tu ritorni oltre ogni notte. Fa che in ogni credente l'olio della fede abbondi per essere di aiuto gli uni agli altri. Amen

Sap 6, 12-16 1Ts 4, 13-18

Mt 25, 1-13

Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo. 2 Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; 3 le stolte presero le lampade, ma non presero con sé olio; 4 le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell’olio in piccoli vasi. 5 Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono. 6 A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo, andategli incontro! 7 Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. 8 E le stolte dissero alle sagge: Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono. 9 Ma le sagge risposero: No, che non abbia a mancare per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene. 10 Ora, mentre quelle andavano per comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. 11 Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: Signore, signore, aprici! 12 Ma egli rispose: In verità vi dico: non vi conosco. 13 Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora.

***

Occorre cogliere nella parabola la tensione che essa contiene senza cercare di decifrare i singoli elementi in chiave allegorica.

È un discorso che parla del ritorno finale del Signore, in realtà, più che sulla fine, bisognerebbe intuire la tensione che ci parla del fine, ovvero del senso ultimo di ciò che si vive e si porta avanti nell’esperienza concreta.

Gesù parla in modo da educare a prendere le distanze da una particolare situazione, non per evadere in un modo di sogni, ma per metterla maggiormente a fuoco in ciò che è decisivo, come vedere un panorama dall’alto in modo da collocare quel momento, quella particolare circostanza, quell’ambiente nelle loro giuste dimensioni ed obiettivi. Il panorama è questo: Dio nella vita dell’umanità. Presenza capace di orientare la storia personale e dell’umanità verso un compimento, una pienezza di verità, di giustizia, di riconciliazione e di amore.

Se questo è il fine, qual è il rapporto tra ciò che dobbiamo affrontare tutti i giorni e ciò che attendiamo come esito conclusivo? Esistono delle priorità che non dobbiamo assolutamente perdere di vista?

Forse nella Chiesa delle origini dopo i primi momenti di adesione entusiasta al Vangelo, c’era chi s’attendeva qualcosa di eccezionale, un ritorno imminente e trionfale del Signore. Visto poi che il tempo scorreva senza che accadesse nulla, in più di qualcuno si faceva strada un certo appiattimento della fede, una mancanza di slancio interiore, uno stato di assopimento. Altri capivano le cose nel modo più corretto, ossia senza fanatismi e comprendevano molto bene che il Vangelo non è un giochino. Per costoro la fedeltà significava perseverare anche a fronte di assenza di eventi eclatanti. Per costoro era importante vivere nella fiducia che il Signore non li avrebbe abbandonati anche se dovevano attraversare delle prove più o meno dure.

Quando le cose stanno in questi termini, occorre recuperare la “riserva” dell’olio, vale a dire delle motivazioni che hanno portato ad aderire. Senza motivazioni non possono andare avanti. Non possono vedere senza olio che alimenta la lampada.

È un testo che scuote e mette in piedi anche noi se casomai il nostro stoppino stesse per spegnersi!

La scena si svolge nella notte perché nella prassi del tempo lo sposo andava a prendere la sposa di sera per portarla a case dei suoi e quindi fare la festa il giorno successivo, ma in questo modo il discorso viene anche a sottolineare il sopraggiungere dell’oscurità nella fede.

Le cinque ragazze cosiddette sagge, saranno sì sagge, ma certamente non generose. Questo non voler condividere l’olio che hanno con le altre le rende piuttosto antipatiche. Perché Gesù nella parabola le presenta in termini positivi? L’aria di sufficienza che rivelano non contrasta con altri punti del Vangelo? Soprattutto se consideriamo che trovare un punto vendita aperto di notte è pressoché impossibile.

Infine, lo sposo che non vuole aprire nemmeno quando giungono seppure in ritardo, non rivela una durezza eccessiva?

Sono questi gli elementi che volutamente vengono esposti da Gesù per caricare tutto il racconto di particolare tensione.

La scena si apre con un parallelismo simmetrico: cinque e cinque.

Il cuore della drammatizzazione inizia quando, dopo averlo atteso, lo sposo tardava a venire. Come non vedere un richiamo alla tensione della Chiesa di cui abbiamo già fatto cenno. Ad un certo punto il ritardo genera frustrazione, stanchezza, dubbio, affievolimento della volontà, perdita di entusiasmo, stizza…

L’assopirsi ed il dormire sono due verbi che nella successione stanno ad indicare una progressiva perdita di consapevolezza e di coscienza. La perdita di consapevolezza poi significa nel concreto la perdita di motivazioni interiori per cui si sta lottando, credendo e dedicando le energie.

Assopimento e sonno non sono l’abbandono della strada intrapresa ma il rimanere in essa senza slancio, senza fuoco, senza passione, senza olio. Senza carburante. È il rimanere fissi nelle pratiche senza entrare in contatto con la forza e l’amore che il Signore ci vuole comunicare. È la negligenza del pensare. È come pretendere di andare lontano quando ormai la lampada spia segna che siamo in riserva già da un bel po’. Per dare risalto a questa decisività che Mt. non esita ad usare il paradosso della porta chiusa della sala del banchetto. In realtà non avveniva mai che le porte dei banchetti di nozze venissero chiuse. Qui invece sì, perché nella relazione con Dio non si può non scegliere.

Se il cuore di tutto consiste nel non abbassare la guardia nel portare avanti la propria relazione con Dio, comprendiamo allora perché le ragazze cosiddette sagge non condividono l’olio con le amiche. Nessuno può sostituirsi ad un altro nello scommettere sul Vangelo.


È interessante che, a proposito delle “ragazze sagge” il testo originale non usi questo aggettivo ma parla di “vergini prudenti”.

La prudenza evangelica non ha nulla a che vedere con il continuismo ripetitivo di chi non vuole rischiare. Ha a che fare invece con il discernimento di chi vede in profondità e vede lontano; con lo spirito profetico di chi appunto non perde di vista ciò che nella vita è decisivo.

Gli antichi raffiguravano la virtù della prudenza con tre occhi. La saggezza della prudenza consiste nel guardare la realtà delle cose in un certo modo:

Sguardo di memoria - sguardo circoscritto sulla concreta situazione del presente – sguardo lungimirante che riesce ad intravedere dove vanno a parare le cose al di là delle contraffazioni o manipolazioni del momento. Il richiamo allora alla vigilanza – vegliate – è in continuità con le ragazze che hanno con sé la riserva d’olio.

Vigilanza è il contrario

Dell’appiattimento di chi pone tutto sullo stesso piano senza ordine di priorità

Della negligenza di chi abbandona lo spirito di ricerca

Del lasciarsi ubriacare dalle apparenze

Del consegnare il cuore alle cose e agli idoli del momento solo perché promettono un po’ di successo e sicurezza

Dell’assopimento di senso etico

Del l’agire e vivere senza perché

Con questa parola che ci scuote il Signore ci vuole vivi; vivi dentro. È talmente forte il suo amore per noi e alta la considerazione per la nostra dignità che non ci vuole degli “esseri spenti” …

A margine però di queste considerazioni possiamo pensare che forse l’errore principale delle “giovani stolte” non è stato la mancanza di approvvigionamento, ma il loro non andare ugualmente incontro allo sposo. Con poco o con tanto olio, con una fede viva o con molte perplessità, se comunque cerchiamo di mantenerci in movimento, la porta non viene chiusa in faccia a nessuno.

Salmo 62

O Dio, tu sei il mio Dio,
dall’aurora io ti cerco,
ha sete di te l’anima mia,
desidera te la mia carne
in terra arida, assetata, senz’acqua.

Così nel santuario ti ho contemplato,
guardando la tua potenza e la tua gloria.
Poiché il tuo amore vale più della vita,
le mie labbra canteranno la tua lode.

Così ti benedirò per tutta la vita:
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Come saziato dai cibi migliori,
con labbra gioiose ti loderà la mia bocca.