Eucarestia di domenica 16 ottobre 2011
1
–
Portiamo nella preghiera di oggi la situazione politica del nostro paese, o
Signore. Il Presidente del Consiglio è salito al Colle a poche ore
dall'ennesima fiducia incassata a Montecitorio. Ma il Capo dello Stato avrebbe
ammonito il premier sul fatto che il voto di fiducia non basta a risolvere
tutti i problemi: non si può andare avanti a colpi di fiducia. Intanto la
protesta iniziata a Wall Street si allarga non solo negli Stati Uniti ma anche
in altri paesi e in Italia. Una generazione intera, ad ogni latitudine,
denuncia il delitto sociale della precarietà del lavoro e della vita. Nella
manifestazione di ieri, a Roma, gruppi di facinorosi sono stati autori di atti
di disordine e di violenza. I manifestanti hanno tentato di bloccare ed isolare
questi gruppi violenti. Alcuni osservatori sostengono che le forze dell'ordine
non siano intervenute in tempo ed efficacemente per impedire che la parte
violenta s'impadronisse e di conseguenza non permettesse alla manifestazione di
raggiungere il suo scopo.
2 – Ti preghiamo, o Signore, per la gente di Siria, del
Medio e Vicino Oriente. Più di 3 mila persone sono state uccise in Siria dallo
scoppio delle violenze in marzo. Fra le vittime ci sono 187 bambini e 100
persone sono state uccise solo negli ultimi 100 giorni. Vogliamo ricordare
anche i 25 morti e gli oltre 200 feriti degli scontri fra cristiani copti ed
esercito al Cairo, in Egitto. La protesta è degenerata, dopo che i cristiani
copti, che in Egitto rappresentano il dieci per cento della popolazione, sono
scesi in piazza per chiedere giustizia per l'incendio di una chiesa cristiana.
Le differenti fedi, ascoltino la voce dello Spirito, o Signore, e trovino
finalmente la via dell'unità e della pace.
3 – Fa, o Signore che
nessuno dimentichi la lezione della storia. Nello stato d'Israele i figli dei lavoratori
immigrati non possono risiedere nello Stato ebraico: in 400 verranno deportati
nei loro Paesi d'origine. Secondo i criteri stabiliti dal ministero
dell'Interno - non possono rimanere nel Paese. Questa settimana è arrivata la
decisione: quei bambini - giudicati illegali su un gruppo di 1.200 - vanno
espulsi entro ventuno giorni. Sono nati da genitori non ebrei, che vivono in
Israele con un permesso di lavoro, e pertanto sono illegali. Se dapprima il
governo di Israele ha incoraggiato circa 200mila immigrati del sud-est
asiatico, principalmente Cina, e Africa, a trasferirsi a lavorare al posto dei
palestinesi, ora lo stesso governo caccia i nuovi nati, concedendo la residenza
in Israele solo a quei bambini che vi abbiano trascorso almeno cinque anni, che
parlano l'ebraico e che frequentano scuole dalle elementari in su. Gli altri
verranno deportati nei Paesi d'origine dei genitori.
1- Ricordiamo in
quest'eucaristia, o Signore, tutti i lavoratori e lavoratrici, in particolare
gli operai della Fincantieri di Genova. Il Presidente della Repubblica li ha
incontrati e a loro assicurato che si
impegnerà «con convinzione» per cercare di «dare un mano» agli operai della
Fincantieri. In occasione della sua visita, gli operai lo hanno atteso davanti
alla sede della Prefettura di Genova. «Condivido le vostre preoccupazioni e
farò il possibile per aiutarvi, nei limiti della mia possibilità», queste sono
le parole di Napolitano, che si trovava alla Prefettura di Genova per ricevere
una delegazione dei sindacati unitaria.
2 – Oggi 16 ottobre si
celebra la Giornata mondiale dell’alimentazione che dal 1981 intende promuovere
politiche mirate a facilitare l’accesso al cibo: uno dei più urgenti problemi
contemporanei. Dietro questo dramma si celano processi e cause diversi: dalla
speculazione e corsa all'accaparramento delle terre, alla crescita di nuovi
mercati; dai cambiamenti climatici (il fattore indicato come il più pericoloso
nel determinare nei prossimi anni il rialzo dei prezzi alimentari mondiali),
alle culture dedicate alla produzione di biocarburanti fino ad arrivare alle
inadatte politiche agricole e commerciali. Cause e dati allarmanti che si
traducono in migliaia di morti. Fa, o Signore, che oggi e in futuro non
derubiamo a nessuno il pane quotidiano.
3 – Ricordiamo davanti a te,
o Signore, i problemi del pianeta. Lontano da noi, in Nuova Zelanda, c'è il
forte rischio di disastro ambientale. Ha iniziato a lambire le spiagge il greggio fuoriuscito dal cargo Rena che si
era incagliato e inclinato nei giorni scorsi sulla barriera corallina. Domenica
sono stati estratti dalla nave circa 10.700 barili di petrolio perché il
rischio è quello che l'imbarcazione si rompa causando un disastro ambientale di
proporzioni notevolmente maggiori delle perdite finora registrate. A bordo ci
sarebbero ancora 200 tonnellate metriche di diesel.