RiCorDando 2-9 ottobre 2011

Eucaristia di domenica 9 ottobre

1 – Portiamo in quest'eucaristia, o Signore, la protesta della Rete degli Studenti, in oltre 90 piazze del Paese. Alla base dell'agitazione c'è la riforma varata dal ministro dell'istruzione con i relativi tagli, i disagi delle “classi – pollaio”, la sicurezza degli studenti e le retribuzioni. Una rappresentanza di dieci ragazzi ha portato davanti alla sede dell'esecutivo delle sveglie per dire simbolicamente "a questo Governo che la sua ora ormai è arrivata, questa generazione non vuole che si perda altro tempo". Sostieni, o Signore, chiunque s'impegna per rimettere al centro il diritto allo studio, l'edilizia scolastica, il welfare studentesco, la didattica. Sono queste le forme concrete di amore che gli adulti possono realizzare per le giovani generazioni. 

 2 – Nella nostra preghiera, o Padre, risuona il pianto per le 4 operaie e la giovane ragazza, rimaste sepolte dal crollo della palazzina di Barletta dove lavoravano dalle 8 alle 14 ore al giorno per la misera paga di 3 euro e 95 centesimi l'ora. Preghiamo per tutte le vittime che anche questa settimana hanno insanguinato i cantieri di lavoro: Un dipendente di un'azienda agricola di Pontassieve (Firenze) è morto dopo aver accusato un malore mentre si trovava dentro un tino: vi era entrato per pulirlo dalle tracce di vino; un altro operaio di una impresa di manutenzione impegnata nello sfalcio dell'erba lungo il tratto stradale della statale 673 e' stato travolto e ucciso da un motocarro . 

 3 – Dona, o Signore, a tutti e a chi deve servire l'ordine pubblico una forte coscienza civile che sappia contrastare ogni discriminazione. Sono stati condannati i vigili che a Parma tre anni fa, durante un'operazione antidroga del nucleo di sicurezza della municipale, aggredirono un ragazzo di colore, Emmanuel Bonsu, scambiandolo per il palo di un pusher, pestandolo. 

4 – Presentiamo a te, come supplica, o Signore, il messaggio che il vescovo Giancarlo Bregantini ha rivolto ai fedeli in occasione del dono dell'olio di San Francesco ad Assisi. Egli ha lanciato un appello alle istituzioni ad occuparsi “di più” della situazione dei giovani, “perché possano avere l’opportunità di realizzarsi, di costruirsi un futuro dignitoso e onesto”. “La secessione non può essere una risposta. Non è con il separatismo che il nostro Paese potrà affrontare le sfide che ha davanti”. Ha inoltre aggiunto: “Nella realtà crescente dell’immigrazione non la paura né i respingimenti faranno la strada del futuro. Ma accogliere con fiducia, studiare le altre culture, incontrare il Sultano: queste sono state le armi del santo d’Assisi e devono diventare anche le nostre invincibili armi per un dialogo tra generazioni, tra regioni in Italia e tra popoli e religioni diverse”. 

5 - Portiamo nella nostra preghiera il senso di preoccupazione e di angoscia che l'attuale crisi economica sta provocando in molta gente. 3mila persone hanno partecipato al corteo di OccupyWallStreet.org. La manifestazione, che si è svolta senza incidenti di rilievo per ore, ha avuto una coda con scontri fra giovani e poliziotti. Il movimento chiede di rendere le banche più sicure, e se necessario farle fallire. I salvataggi con i soldi pubblici hanno lasciato le banche in vista con i vecchi vizi, a cominciare dai superbonus ai super manager. Se le banche vengono lasciate fallire, è la convinzione diffusa nel movimento, sono loro, non i contribuenti, a pagare il prezzo di sconsiderati comportamenti finanziari. In secondo luogo, la richiesta più popolare è il taglio dei super salari. In terzo luogo, i legislatori vanno liberati dalla pressione opprimente dei lobbisti. Se senatori e deputati non iniziano a interessarsi meno ai costi della loro rielezione e di più al bene comune, ci sono poche speranze di un reale progresso nella riduzione dell'abisso tra ricchi e poveri in America. 

 6 – Non possiamo dimenticare, o Signore, che 10 anni fa, il 7 ottobre del 2001, le truppe degli Stati Uniti invasero l'Afghanistan dopo gli attacchi dell'11 settembre e dopo che il mullah Omar, leader dei talebani, si rifiutò di consegnare Osama Bin Laden. Dieci anni di guerra hanno provocato finora la morte di almeno 67 mila esseri umani: 15mila civili afgani, 38mila guerriglieri talebani, 10mila militari afgani, 2.600 soldati Nato (e 20mila feriti e mutilati) e 1.800 contractors. Il nostro paese ha pagato un pesante contributo con la morte di 45 giovani militari. Nessuno conosce fino a quando e il perché di questa assurda avventura senza ritorno.