RiCorDando 7-13 novembre 2011


Eucarestia di domenica 13 novembre 2011

1 – Ti preghiamo, Signore, per il nostro Paese. Ieri sera, dopo estenuante attesa e, ancora una volta, in spregio alle istituzioni, con mezz'ora di ritardo, l'ormai ex Presidente del Consiglio ha rassegnato le dimissioni nelle mani del capo dello Stato. Miseramente accecato dall'orgoglio, non solo ha posto delle condizioni, ma ha avuto persino l'arroganza di ostentare il ricatto dichiarando che in ogni momento è in grado di staccare la spina al nuovo esecutivo. Ti preghiamo, o Signore, affinché tutti sappiano anteporre ai propri interessi individuali o di gruppo il bene comune. Risveglia la profezia nella chiesa italiana, troppo spesso pavida e silente. Fa che non si attenui l'impegno per una società più umana e più giusta.

2 – Ti preghiamo, o Signore, per i quasi tre milioni di persone che in Italia - 11,1 % della forza lavoro - sperano in un posto di lavoro ma non lo cercano più attivamente.
Sono disponibili a lavorare ma non cercano lavoro perché sono scoraggiati. Sono convinti di non potere trovare un impiego perché sono troppo giovani o troppo vecchi, di non avere le professionalità richieste o perché ritengono che non esistano occasioni di impiego nel mercato del lavoro locale.
Ad ingrossare le file degli inattivi che nel 2010 che hanno toccato il valore piu' alto dal 2004, sono sopratutto le donne mentre aumentano i giovani tra i 14 ed i 24 anni, che sono passati dal 21,6% del 2004 al 30,9% del 2010.

3 - Ci sono luoghi in Italia, dove si vive di meno e ci si ammala di più e non sono né pochi né con pochi abitanti. A Brescia, per esempio, tristemente famosa per l’inquinamento causato dall’industria Caffaro, i morti con linfoma non-Hodgkin sono sopra la media regionale; se si vive a Massa Carrara c’è il 13% in più di probabilità di decesso rispetto al resto della Toscana. Questi luoghi si conoscono già e hanno un nome preciso: Sin, Siti di Interesse Nazionale per le bonifiche. Sono le aree in cui l’inquinamento industriale degli anni 50-70 ha destato la preoccupazione del Ministero dell’ambiente, ma in cui non sono mai stati fatti dei seri interventi di risanamento radicale, bonifica appunto. In tutto, ce ne sono 57 sul nostro territorio. Ci sono quindi 5 milioni e mezzo di italiani (poco meno di un decimo della popolazione) che, a seconda di dove vivono, hanno acquisito una probabilità di morire più alta degli altri.

4 – Ti preghiamo, o Signore, per le nuove forme di schiavitù e di sfruttamento. Donaci di reagire e di non rassegnarci al fatto che uomini e donne tra i più poveri siano oltraggiati nella loro dignità. In Veneto ogni anno il giro d'affari della prostituzione in strada frutta 54 milioni di euro, coinvolgendo ogni giorno 600 tra donne e trans. Si arrivano ad avere, annualmente, circa 1 milione e 800 mila prestazioni clandestine in strada. Solo nel comune di Venezia una settantina di persone, in media, ogni notte acquista sesso in strada, per un volume d’affari annuo di 6 milioni e 300 mila euro.

5 – Ricordiamo davanti a te, o Signore, i bambini che soffrono di autismo e le loro famiglie. Da un po' di tempo, alcune di loro trovano accoglienza in questo luogo, per recarsi al Centro Riabilitativo di Marzana. I casi di autismo sono sempre più frequenti nel nostro paese: se venti anni fa la patologia colpiva un bambino ogni 2.000, oggi colpisce un bambino ogni 200, con i casi che quindi in due decenni sono addirittura decuplicati. Una crescita esponenziale di un disturbo, segnalano gli esperti, che ancora oggi viene troppo spesso diagnosticato in ritardo e affrontato con terapie non idonee.

6 – Ricordiamo davanti a te, o Signore, il conflitto Israele – Palestina, focolaio di tensione e di guerra sempre acceso. Nei giorni scorsi unità da guerra della marina israeliane hanno fermato e abbordato le due imbarcazioni di Freedom Waves, l’irlandese "Saoirse" (Libertà) e la canadese "Tahrir" (Liberazione) partite il 1 novembre dalla Turchia e dirette a Gaza con l’intento di rompere il blocco navale della Striscia e consegnare materiale sanitario per oltre 30 mila dollari. Tuttavia, la spedizione iralandese-canadese della Freedom Waves è stata bloccata nonostante l’intenzione della piccola flotta di attivisti fosse quella di navigare in acque internazionali ed entrare direttamente nelle acque territoriali di Gaza, senza attraversare quelle israeliane. Poiché le barche non hanno cambiato rotta, è stato ordinato alla Marina di abbordarle e dirottarle sul porto di Ashdod in Israele, da dove i passeggeri sono stati condotti in carcere con l'accusa di ingresso illegale in Israele, anche se l'ingresso è avvenuto contro la loro volontà. Ora 18 dei 27 attivisti ancora trattenuti in carcere rischiano due mesi di reclusione senza accusa né processo.